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LETTERA APERTA al TAR DI LECCE
Testo della LETTERA APERTA ( inviata il 5 giugno 2001 ) dei Delfini Erranti al TAR DI LECCE a sostegno dell'ordinanza sindacale per la CHIUSURA DELLE BATTERIE DELL'ILVA


Al T.A.R. per la Puglia
Sezione Staccata di
L E C C E

Il caso TARANTO: una frontiera della salute.

Come già a conoscenza di codesto spett.le Ufficio, dinanzi al quale è stata impugnata dall’avente diritto, una recente ordinanza del Sindaco di Taranto ha disposto il blocco delle attività di cokeria tenute dal locale stabilimento siderurgico ILVA, in quanto riscontrate non rispondenti ai previsti limiti di legge in materia ambientale e di salute pubblica. E’ altresì noto che codesto Ufficio, ai fini di una valutazione esauriente della controversia, ha richiesto al Comune di Taranto copia della documentazione tecnica a supporto dell’ordinanza; documentazione che sarà esaminata quale necessario elemento valutativo della richiesta di “sospensiva” del provvedimento avanzata dall’ILVA.

La comunità jonica (studenti, lavoratori, liberi professionisti, semplici cittadini, compresi i tanti appassionati tarantini Delfini Erranti costretti a vivere lontano per ragioni di lavoro, ma fortemente legati e sensibili alle sorti della loro amata città e da tempo impegnati a sollecitare e stimolare un dibattito “virtuale” intorno a questo grave problema), pur nella consapevolezza che codesto organo amministrativo è dalla legge chiamato a pronunciarsi, in questa prima fase, non nel merito dell’atto impugnato ma in relazione alla mera legittimità, tiene a sottolineare con forza quanto, nel caso de quo, gli aspetti formali siano di arduo distinguo dagli aspetti sostanziali della vertenza.

Qualche dato: nel 1971, 655 casi di neoplasia polmonare accertati su Taranto; i casi diventano 812 nel 1981, 1092 nel 1991, 1196 nel 1996, e 1219 nel 1998; statisticamente, siamo al 25% oltre la media nazionale: una progressione inesausta, sconvolgente; un prezzo indefinibile che Taranto paga in contrappeso ad una pluriennale illusione di progresso (?!) lumeggiata nel tempo dalle varie componenti socio-politiche nazionali e locali; una qualità della vita che si commenta da sé. L’endemica fame di posti di lavoro, è fuori discussione, ha avuto il suo ruolo nell’accettazione sostanzialmente passiva (salvo qualche sussulto propagandistico) di questa realtà; ma, chi legge le cifre si sarà reso conto, oggi è veramente prossimo il limite oltre il quale c’è solo la rassegnazione definitiva.

Siamo quindi qui a spingere, con convinzione e tenacia pari al nostro amore per Taranto, affinché ci sia una svolta autentica nella considerazione ambientale di questa città e dei suoi abitanti, da sempre ricattati nelle promesse (politiche ed istituzionali) e nei fatti (lavoro in cambio della vita). Rispettiamo le competenze e le iniziative delle parti in causa, ma siamo fermamente e civilmente determinati oltre ogni supponenza; ci fermeremo soltanto davanti ai risultati concreti e duraturi.

3 giugno 2001

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