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La scuola oggi
giovedì 4 febbraio 2010

da Preside Giovanni Parisi







Tutti vorrebbero parlare di scuola, ma davvero pochi sono i competenti della materia, se non docenti, alunni e famiglie, ovviamente il capo di istituto. Un conto è vendere terriccio per il giardino, altro è l’attività di un preside, di un docente. La società addebita spesse volte tutte le colpe alla scuola e si sa che questa occupa nelle graduatorie una degli ultimi posti nelle graduatorie internazionali. La causa è la carenza dei contenuti, il cumulo di cicerchie, programmazione, progetti, educazioni e false ricerche Detto questo, facciamo una rapida analisi . Portatore di handicap. In primo luogo, tanto di rispetto al portatore di handicap di carattere psichico e non fisiologico, ma oggi inserito in una classe normale con l’insegnante di sostegno, per quanto possa essere altamente professionale, si assiste ad una classe di 20 discepoli con l’intento di integrare lo sfortunato alunno. Gli svantaggi sono due : abbassamento dell’insegnamento per i ragazzi normodotati e, lento, difficile recupero per l’allievo svantaggiato per handicap.Chi ha per natura un deficit intellettivo, poveretto e sfortunato, non potrà mai raggiungere livelli non solo normali, ma accettabili, con tutta la buona volontà degli insegnanti. Il suo percorso passerebbe da zero a zero più, da uno a due, mai da uno a sei a livello di valutazione. Sulla base di un modesto percorso scolastico, limitatissimo, l’allievo viene promosso senza conoscere i contenuti della disciplina. La colpa non è sua, ma , se mai dell’avverso destino, davanti al quale nulla si può. Tanto varrebbe ripristinare le classi differenziali che non sono un ghetto, ma classi dove gli allievi possono avere un insegnamento individualizzato anche con due o trè insegnanti di sostegno. Non si tratta di emarginazione ma offrire un vero aiuto metodologico , senza frenare gli allievi delle classi normali e di chi ha talento che vorrebbe , ansioso di apprendere, andare avanti nelle discipline. Dialetto
Si parla di anamnesi ed esplorazione dell’ambiente circostante dell’alunno, mai del suo dialetto, parlato dai nonni, almeno della passata generazione, diventa uno scandalo se si parla in famiglia. Ed è proprio il dialetto che dovrebbe essere a fianco della lingua italiana perché da esso si può ricavare l’origine sincronica e diacronica, l’etimolgia, l’evoluzione della parola dal gergo in italiano. Senza parlare di etnia, il dialetto che deriva dalla parola dialogos, discorso, l’alunno potrebbe essere indotto a intelligenti provocazioni senza astruserie. Facciamo qualche esempio :pègher in piemontese significa povero diavolo e deriva dall’ebraico cadavere, pegher, a Firenze lo stesso termine significa morto, a Trieste pegariata vuol dire morte. In Puglia : crusc@tein@, che vuol dire ? Crusce uguale a Greci, latin@ uguale a Latini. Significa brontolio, brusio in quanto i parlanti della lingua greca e latina non si capivano e nasceva un rumorio di voci incomprensibili il dialetto, la parlata locale ha appreso il contenuto del termine Ecco dove consiste l’apprendimento del gergo, non arrestarsi sul dialetto, ma procedere con la lingua , il volgare, gli elementi di latino. cosi si arriva ad una espansione pluritematica ,utile, efficace. Diversamente, le discipline diventano scompartimento stagno o vasi incomunicanti.
Utilità.Se un docente entra in classe e spiega l’analisi logica, della grammatica, del periodo e possa ad illustrare una bella poesia, bravo per quanto si voglia, difficilmente riuscirebbe nella sua opera educativa ed istruttiva perchè l’alunno si chiede : a chi serve, quale sia la sua utilità .Se il discente non scopre che quello che gli viene insegnato debba essere utile a lui oggi e domani, comincia a capire che in fondo la scuola è noiosa, pesante e che non. serve quasi a nulla, basta imparare a leggere, scrivere fare i conti, anzi per i conti c’è la calcolatrice ed è precisa e sufficiente. L’insegnante deve spiegare quale sia la utilità della matematica, della fisica , dell’algebra , della poesia, della sintassi e spiegare significa portare un ragionamento convincente ed attuale. Il disinteresse per alcune materie nasce proprio da questo principio per cui la matematica diventa difficile, come la chimica, come l’analisi del periodo. L’allievo deve sapere che senza questa cultura non potrebbe andare da alcuna parte, sono parte integrante della sua vita. Non servono le lunghe e noiose spiegazioni su un verso della Divina Commedia o sulle Satire di Orazio, bisogna spiegare perché Dante ed Orazio siano attuali e quale patrimonio ci trasmettono.
Le ricerche. Uno studente, anche della classi superiori, potrebbe fare delle ricerche originali ed innovative ? Non credo. Generalmente vengono fatte dai genitori, sempre che ne siano all’altezza, da Internet o copia della copia di qualche amico o autore del passato. La ricerca ha valore solo se l’alunno capisce il principio guida che sottende alla ricerca, se diventa categoria del pensiero pensante e sa applicare la induzione, la deduzione e l’analogia. Oggi sono una perdita di tempo che viene sottratta alle lezioni.
La memoria. Non c’è sapere senza ritenere .Va ripristinato l’uso di imparare a memoria brani di prosa e poesia come alcune terzine di dante ed aforismi latini. Il disuso dell’amigdala atrofizza, essa è la ritenzione dell’informazione e può essere a breve termine, a medio e lungo termine., la localizzazione di un ricordo è chiamata engramma, anche come traccia mnemonica. C’è anche una memoria distributiva. Se non sono stimolati i lobi temporali con l’interesse, l’ippocampo, il cervelletto,il diencefalo che elabora la memoria, il talamo , il fornice, questa non solo diventa atrofica, ma incapace di elaborare i dati, insomma la memoria va coltivata e i brani imparati. In un elaborato o nelle selezioni nel mondo del lavoro, se manca la memoria il rischio di essere respinti è alto, bisogna dare delle risposte precise, altrimenti si è è impreparati.
Filosofia.Sono tanti i padri della filosofia:Talete, Pitagora, Eraclito ,Anassagora, Plotino, Socrate,Cartesio, Spinosa, Locke, Hume, Kant, Hegel, Marx, Husserl, ecc. ecc I filosofi sono la storia della filosofia, quello che conta non è tanto lo studio di più filosofi in un anno, ma l’approfondimento monotematico :infinito, atomo, materia, ontologia, gnoseologia, esistenza, realtà, l’universo, l’aldilà, l’escatologia, la religione. ecc ecc. Lo sviluppo di un solo tema porta a discipline contigue come la magia, la mitologia, la fisica, la matematica, la lingua straniera, la metodologia, una espansione critica ed interessata, dal neutrino all’universo della galassie, da una corolla alla botanica, da un virus allo studio della virologia. E la filosofia è la disciplina principe, il sapere per eccellenza. Basterebbe leggere la maieutica socratica o” I Dialoghi di Platone “
Molte educazioni e progetti fasulli vanno eliminati, servono per i quattro soldi dati ai docenti ed al dirigente, alla fine sono inutili perché manca il danaro per realizzarli. Eliminare tante scartoffie, tanti consigli di classe, gli aggiornamenti che giovano agli aggiornatori, i tanti microbiettivi inutili.
Il merito. La scuola è selezione ed è basata sul merito, il plagio è un reato e non è per tutti, piaccia o no. Chi studia deve avere passione, talento, la capacità di rinuncia, la curiosità di apprendere ,la utilità e funzionalità del sapere, l’attaccamento al lavoro, la predisposizione, l’inclinazione, la fatica di restare seduti sulla sedia, la volontà, le capacità attentive ,ascoltare, ripetere, riprovare, ritenere, verificare. Una scuola senza docenti aggiornati e preparati è dannosa e non basta solo vincere un concorso, ma di studiare il giorno prima a casa,domani spiegherà in classe e l’interrogazione non sia sempre con l’alunno in piedi davanti al docente come fosse un tribunale, a domanda risposta, c’è sempre un utile dialogo e un bravo docente scopre se l’alunno ha delle lacune o no.I ragazzi oggi fanno mille cose : la palestra, il ballo, i video giochi, il computer, la danza ,la cura del corpo ; sono utili, ma tempo al tempo. Bisogna stabilire delle priorità nella scaletta dello studente. Non si può fare tutto e bene in tempi stretti e, una volta per tutti, dell’istituto educativo si debbono occupare i competenti come avviene nella medicina, nella meccanica. L’opinionista di giornata non sa nulla di scuola, ma pretende di impartire lezione e poi la scuola sia al di fuori ed al di sopra di ogni ideologia partitica e politica, affrancata dal peso elle numerose ordinanze e regolamenti



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