L’annoso problema della caccia
sabato 6 febbraio 2010
da info@giovanniparisi.info
Su questo argomento vi sono i sostenitori della venatoria e i contrari; un tempo la caccia era signorile, fatta con cavalli e cavalieri che rincorrevano una volpe o un cinghiale nella riserva. Ora, la legge del 28 gennaio del 2010 obbliga regioni e province per cinque mesi di durata della stagione sulla caccia .E’ accaduto al Senato che un parlamentare ha chiaramente detto che un partito perderebbe milioni di voti, in realtà i cacciatori italiani sono 750.000 e l’Eurisko ha calcolato che il 74% è per la totale abolizione della caccia , anche sulla base dei tre precedenti referendum negli anni 90 .Intanto, abbiamo precedenti sentenze della Cassazione come quella del 11-3-2005 che considera reato la imbalsamazione e la tassidermia ( imbalsamazione degli animali o impagliati ) In questa diatriba, vi sono da fare diverse riflessioni .La prima è che di fatto alcuni animali non solo sono perniciosi all’uomo, ma all’attività agrosilvopastorale; si pensi al danno arrecato dai lupi contro i greggi ,la faina contro il pollaio, le locuste che lasciano terra bruciata, lo storno, flagello dell’agricoltura, diverse ortaggi devastati dalla fauna selvatica. Dal che si deduce che la colpa è degli animali e sia i pastori come i mandriani, gli agricoltori organizzino trappole o seminano veleni per non essere aggrediti e vanificati i prodotti, gli allevamenti di animali domestici o da traino Non parliamo, poi ,degli insetti nocivi e del danno arrecato dai piccioni sia a monumenti che alle nostre case con gli escrementi altamente patogeni, stessa cosa avviene per cani e gatti. Si tratta di trovare il giusto ecosistema , ambientale, una convivenza tra animale e uomo, cosa non facile perché i danni ci sono , ma anche i vantaggi, se solo si pensa al alcuni insetti impollinatori, fitofagi ecc. ecc L’humus non avverrebbe senza batteri e il terreno sarebbe sterile ed asettico. I cacciatori sostengono che esista una proliferazione della fauna selvatica, dimenticando che solo alcune specie si sono sviluppate come la nutria, il piccione, la rondine, non i rapaci, gli ovipari, i mammiferi Le migrazioni avvengono, non in misura congrua per causa delle doppiette che aspettano i volatili nei punti strategici di stanza, là dove riposano per prendere il volo .La produzione agropastorale va salvaguardata ad ogni costo per i bene di noi tutti, diversamente il mondo non saprebbe da quale fonte prendere il suo nutrimento. La caccia che noi condanniamo senza se e ma è quella del diletto, del mercato dei fucili e delle cartucce, l’hobby di chi non avendo altro da fare, si reca a caccia nelle radure o nei boschi con la libidine di vedere un povero uccello precipitare a terra, mentre il cane porta con la bocca la preda al padrone. In fondo, il tasso, il camoscio, la tartaruga, la volpe, lo scoiattolo, il capriolo, le rondini, il cesena, l’upupa, il cardellino, il passero, la cinciallegra, il cuculo, la capinera, il gufo, il merlo, il picchio rosso, la civetta, l’assiuolo, il falco che danno arrecano ? Alcuni sono insettivori come i pipistrelli, altri carnivori, lotta contro i topi, il coniglio selvatico. Il cacciatore domenicale racconta che non ama sparare ad un uccello in volo, ma solo passeggiare per i boschi allo scopo di vedere e prendere una boccata d’aria frasca e verginale. E’ una bella teoria in quanto se vuoi prendere aria lascia a casa fucile e cartucce e inoltrati nelle trazzere campestri, nella capezzagne rupestri, nelle tratturi riparati dalle muricce. Molte specie sono scomparse a causa della caccia, si pensi a quella delle balene, dei grandi mammiferi marini. Alcuni volatili sono utili all’uomo, si pensi ai rapaci, agli avvoltoi necrofagi. La caccia indiscriminata è un danno enorme e soddisfa la vanagloria dei cacciatori, l’albagia di abbattere una creatura vivente che non è solo il cane di casa ed avvertire la fierezza di essere stato bravo e con occhio di aquila per trafiggere la preda. Nel passato degli ominidi e dell’homo erectus, la caccia era necessaria per il diritto di sopravvivenza, ma ora noi puliamo la cartilagine di grasso della fettina di prosciutto, quindi è una schiaffo contro la natura e la libertà degli animali. Come mai, il cane è il centro del focolare domestico, diventato un nostro figlio, accarezzato, vezzeggiato, amato, baciato, cautelato dal padroncino e dal veterinario e gli animali, un pettirosso, un ‘allodola, una tartaruga no ? Questo si chiama razzizmo, cosi come quando uccidiamo un agnello, facciamo fare a cani aggressivi mortali combattimenti, lo sfruttamento alle corse, anche se vi sono cani pastore, di recupero di persone sotto le macerie ,la ricerca dei tartufi ecc. ecc. Il problema è annoso e gli italiani, per la gran parte, amano ancora la natura e gli animali che vivono. Si tratti di uno sport o di un divertimento dei cacciatori, sia pure per godere di una passeggiata campestre, tutto è comprensibile, ma sparare contro quello che si muove tra i cespugli, gli alberi, le frasche, le fratte è davvero un’azione grave e biasimevole e il carnet del cacciatore è trofeo di vanagloria davanti ad una crocchia di amici che attendono al bar del quartiere per i commenti sulla bravura del loro compagno venatorio Può la maggioranza soggiacere alla legge di pochi ? Ha la sua importanza perdere voti, ma non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.Con la caccia si stronca anche la riproduzione degli animali, molti nidi restano vuoti Ascoltiamo anche la voce del poeta Giovanni Pascoli ne “ L’uccellino del freddo “. /Fuori in terra, frusciano foglie /cadute .Nell’Alpe lontana /ce n’è un mucchio grande che accoglie /la verde tua palla di lana. / Nido verde tra foglie morte,/che fanno , ad un soffio più forte ……/trr trr trr terit tirit / Oggi cacciare è una vera lobby di pochi, ma se amano cani e gatti devono avere rispetto per tutta la fauna selvatica, soprattutto per la riproduzione della specie.
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