HOME D.E. D.E.T.R. GUEST BOOK SPORT CHAT ISCRIVITI DELFINARIO LINK


•   "Opere fotografiche" di Francesco Paolo Occhinegro esposte all'interno della Collettiva "Artisti in passerella"
•   "UNITA' D'ITALIA E STORIA ITALO ALBANESE"
LA MOSTRA DEL CONSENSO

•   Oggi si apre la
Collettiva di pittura
"Artisti in passerella" 5^ ediz.

•   Bando di poesia "La Bottega delle Emozioni" 3^ edizione
•   Nick The Nightfly 5tet all'Angiulli di Bari in Esclusiva Regionale
•  Centro di Documentazione


•   PIU' SICUREZZA IN PERIFERIA
•   UDC_PIU' RISPETTO PER LE OPPOSIZIONI
•   "L'ETICA DELLA POLITICA: IL TASSELLO MANCANTE"


•   SUONI..... che non vorremmo sentire !!!
•   Tracimazione di reflui e liquami dai tombini alla Litoranea dei Micenei
•   Non si sa più come e da chi difendersi ...


•  U Tarde nuestre -
rassegna quotidiana

•  Basket
•  Dream Team Taranto
•  Prisma Volley
•  Atletica
•  Altri


Notizie
Ricorrenze
Raccolta Foto


Google
Web DelfiniErranti.Org



stampa l'articolo
VIAGGIO NELL’ARTE LUCANA
domenica 7 febbraio 2010
da presenzalucana@libero.it

 

 

PRESENZA LUCANA                              Presidente: Michele Santoro

Associazione Culturale e Sociale

Via Veneto 106/a                                                                              Tel. 099/7384301  

Cell 338.4945141

E-mail: michelesantoro@libero.it

 

 

Presenza Lucana – “I Venerdì Culturali”

VIAGGIO NELL’ARTE LUCANA

 

Si è svolto presso la sede dell’associazione Culturale Presenza Lucana di Taranto, per la cartella ARTE NEL SUD, una relazione del prof. Vito Antonio Baglivo dal titolo: Viaggio nell’arte lucana (alto-Medioevo e tardo-Rinascimento). La relazione è stata incentrata sulla bellezza artistica che il territorio della Basilicata aggiunge a quello paesaggistico descritto da Leonardo Sinisgalli:

"Al pellegrino che s’affaccia ai suoi valichi,

a chi scende per la stretta degli Alburni

o fa il cammino delle pecore lungo le coste della Serra,

al nibbio che rompe il filo dell’orizzonte

con un rettile negli artigli, all’emigrante, al soldato,

a chi torna dai santuari o dall’esilio, a chi dorme

negli ovili, al pastore, al mezzadro, al mercante

la Lucania apre le sue lande,           

le sue valli dove i fiumi scorrono lenti

come fiumi di polvere..."

Il viaggio attraverso il patrimonio storico-artistico della Basilicata è avvincente. L'intera regione si è presentata in tutta la sua bellezza sin dalla comparsa dell'uomo tra i suoi boschi, colline e calanchi.
A partire dall’alto-medioevo, tra il VI e il IX secolo, la regione è stata a lungo contesa tra Longobardi e Bizantini, mentre i Saraceni, con le loro incursioni, hanno costretto le popolazioni locali ad arroccarsi su montagne e colline.
In tale periodo si diffuse il fenomeno delle chiese rupestri in cui le pitture murali lasciavano ancora intravedere le influenze dei monaci bizantini e benedettini.
Tra l’XI e il XIII secolo, l’avvicendarsi di Normanni e Svevi che fecero della Basilicata il centro nevralgico della vita politica d’Italia Meridionale, furono costruiti castelli, con la contemporanea nascita di nuove cattedrali latine e insediamenti benedettini.

A condurre e decorare i cantieri furono chiamati nuovi artisti tra i quali Sarolo da Muro, Melchiorre da Montalbano, Mele da Stigliano, Noslo di Remerio.
E’ in tale clima che in Basilicata, come in gran parte dell’Italia del Sud, si diffuse lo stile romanico-pugliese, in cui elementi propri dell’arte romanica internazionale, si fondono a reminiscenze bizantine e islamiche, e al gotico cluniacense e cistercense.

Ascrivibili a tale periodo sono: l'abbazia della SS. Trinità di Venosa, la Cattedrale di Acerenza, il campanile della Cattedrale di Melfi, l’ex-cattedrale di S. Maria di Anglona, la Cattedrale di Matera e quella di Rapolla, l'abbazia di S. Michele Arcangelo a Montescaglioso. In pittura furono sempre frequenti i richiami all’arte bizantina, mentre si assisteva a un notevole fiorire di sculture lignee.

Con l’avvento degli Angioini e il conseguente trasferimento dei poteri da Melfi a Napoli, seppure in maniera temporanea con gli artisti toscani Simone Martini e Giotto, anche in Basilicata, si diffusero modi artistici, sempre più vicini, alla nascente arte italiana d’influenza umbro-toscana e il gotico-francese.

Appartengono all'età angioina gli affreschi della Trinità di Venosa e delle chiese rupestri di S. Maria della Valle a Matera, di S. Antuono a Oppido Lucano, di S. Lucia a Rapolla e di S. Margherita a Melfi, della cripta di S. Francesco a Irsina (già cappella privata dei signori Pirro Del Balzo Orsini).
Tra il XV e il XVI sec. l’avvicendamento degli Aragonesi al trono di Napoli e la caduta dell’Impero romano d’Oriente coincisero con un’apprezzabile ripresa economica europea, con notevoli ricadute positive anche sulla Basilicata. I commerci e le attività artigianali rifiorirono e si diffuse, con la nascita di una nuova classe sociale di famiglie nobili, una gran richiesta artistica.

 In questo clima di rinascita economica e culturale giunsero in Basilicata anche opere di artisti veneti, quali Cima da Conegliano (1) e Andrea Mantegna (2), mentre emersero anche figure di artisti locali come gli scultori Altobello e Giulio Persio e i pittori Antonio e Costantino Stabile, fedeli alla Controriforma.
E’ solo con l’avvento dei Borboni e con una certa indipendenza politica della Regione, concomitante, purtroppo, a una serie di epidemie e catastrofi naturali, che la continua richiesta di opere d’arte ex-voto, determinò l’emergere di grandi personalità artistiche locali, quali Giovanni de Gregorio detto il Pietrafesa, Carlo Sellitto, Pietro Antonio Ferro, cui si aggiunsero opere di artisti della scuola napoletana, come Andrea Vaccaro.
In Basilicata l’arte ha spesso attinto dall’artigianato. L'appuntamento proposto da Presenza Lucana è stato di sicuro interesse sia per gli appassionati dell’arte e sia per quelli innamorati del territorio di questa regione che, poco per volta, fa innamorare “il viandante” che la attraversa.

 

(1) Il Polittico formato da 18 tavole, del 1499 di Giovan Battista Cima da Conegliano è situato nella Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore, dedicata all’Assunta a Miglionico. E’ una grande opera d’arte che non va trascurata nelle escursioni fatte nella Regione. Nella stessa Chiesa è situato un Crocefisso ligneo, a grandezza naturale -

(2) La statua in pietra policroma di Nanto, località presso i monti Berici, scolpita e dipinta nel 1453 è alta m 1,72. L’attribuzione, per la prima volta, della statua al Mantegna è stata fatta dalla Direttrice della Pinacoteca di Bari Clara Gelao ed accertata, con un ampio studio nel 2003. Sant’Eufemia è stata trasferita da Irsina (nome acquisito al posto di Montepeloso, nel 1895) a Mantova, nel 2006 in occasione del quinto centenario della morte di Andrea Mantegna. La bella statua è stata ambasciatrice della Basilicata al Museo del Louvre di Parigi, due anni dopo, in occasione della mostra dedicata a Mantegna.

 

Articolo di Michele Santoro

          


Segnala questa pagina
mappa del sito

Per un tuo commento scrivi sul Guest Book del Delfini Erranti


home   d.e.t.r.   guest book   sport   cultura   società   ambiente   delfinario   blunote