PRESENZA
LUCANA Presidente:
Michele
Santoro
Associazione
Culturale e Sociale
Via Veneto 106/a
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Cell
338.4945141
E-mail: michelesantoro@libero.it
Presenza
Lucana
–
“I Venerdì Culturali”
VIAGGIO NELL’ARTE
LUCANA
Si
è svolto presso la sede dell’associazione Culturale Presenza Lucana di Taranto,
per la cartella ARTE NEL SUD, una relazione del prof. Vito Antonio Baglivo dal titolo: Viaggio nell’arte
lucana (alto-Medioevo e tardo-Rinascimento). La relazione è stata
incentrata sulla bellezza artistica che il territorio della Basilicata aggiunge
a quello paesaggistico descritto da Leonardo
Sinisgalli:
"Al
pellegrino che s’affaccia ai suoi valichi,
a
chi scende per la stretta degli Alburni
o
fa il cammino delle pecore lungo le coste della
Serra,
al
nibbio che rompe il filo dell’orizzonte
con
un rettile negli artigli, all’emigrante, al
soldato,
a
chi torna dai santuari o dall’esilio, a chi
dorme
negli
ovili, al pastore, al mezzadro, al mercante
la
Lucania
apre le sue lande,
le
sue valli dove i fiumi scorrono lenti
come
fiumi di polvere..."
Il viaggio attraverso il patrimonio
storico-artistico della Basilicata è avvincente. L'intera regione si è
presentata in tutta la sua bellezza sin dalla comparsa dell'uomo tra i suoi
boschi, colline e calanchi.
A partire dall’alto-medioevo, tra il VI e il IX
secolo, la regione è stata a lungo contesa tra Longobardi e Bizantini, mentre i
Saraceni, con le loro incursioni, hanno costretto le popolazioni locali ad
arroccarsi su montagne e colline.
In tale periodo si diffuse il fenomeno
delle chiese rupestri in cui le pitture murali lasciavano ancora intravedere le
influenze dei monaci bizantini e benedettini.
Tra l’XI e il XIII secolo,
l’avvicendarsi di Normanni e Svevi che fecero della Basilicata il centro
nevralgico della vita politica d’Italia Meridionale, furono costruiti castelli,
con la contemporanea nascita di nuove cattedrali latine e insediamenti
benedettini.
A condurre e decorare i cantieri
furono chiamati nuovi artisti tra i quali Sarolo da Muro, Melchiorre da
Montalbano, Mele da Stigliano, Noslo di Remerio.
E’ in tale clima che in
Basilicata, come in gran parte dell’Italia del Sud, si diffuse lo stile
romanico-pugliese, in cui elementi propri dell’arte romanica internazionale, si
fondono a reminiscenze bizantine e islamiche, e al gotico cluniacense e
cistercense.
Ascrivibili a tale periodo sono:
l'abbazia della SS. Trinità di Venosa, la Cattedrale di Acerenza, il
campanile della Cattedrale di Melfi, l’ex-cattedrale di S. Maria di Anglona,
la
Cattedrale di Matera e quella di Rapolla, l'abbazia di S.
Michele Arcangelo a Montescaglioso. In pittura furono sempre frequenti i
richiami all’arte bizantina, mentre si assisteva a un notevole fiorire di
sculture lignee.
Con l’avvento degli Angioini e il
conseguente trasferimento dei poteri da Melfi a Napoli, seppure in maniera
temporanea con gli artisti toscani Simone Martini e
Giotto, anche in Basilicata, si diffusero modi artistici, sempre più
vicini, alla nascente arte italiana d’influenza umbro-toscana e il
gotico-francese.
Appartengono all'età angioina gli
affreschi della Trinità di Venosa e delle chiese rupestri di S. Maria della
Valle a Matera, di S. Antuono a Oppido Lucano, di S. Lucia a Rapolla e di S.
Margherita a Melfi, della cripta di S. Francesco a Irsina (già cappella privata
dei signori Pirro Del Balzo Orsini).
Tra il XV e il XVI sec.
l’avvicendamento degli Aragonesi al trono di Napoli e la caduta dell’Impero
romano d’Oriente coincisero con un’apprezzabile ripresa economica europea, con
notevoli ricadute positive anche sulla Basilicata. I commerci e le attività
artigianali rifiorirono e si diffuse, con la nascita di una nuova classe sociale
di famiglie nobili, una gran richiesta artistica.
In questo clima di rinascita economica e
culturale giunsero in Basilicata anche opere di artisti veneti, quali Cima da
Conegliano (1) e Andrea
Mantegna (2), mentre
emersero anche figure di artisti locali come gli scultori
Altobello e Giulio Persio e i pittori Antonio e Costantino Stabile,
fedeli alla Controriforma.
E’ solo con l’avvento dei Borboni e con una certa
indipendenza politica della Regione, concomitante, purtroppo, a una serie di
epidemie e catastrofi naturali, che la continua richiesta di opere d’arte
ex-voto, determinò l’emergere di grandi personalità artistiche locali, quali Giovanni de Gregorio detto il Pietrafesa, Carlo
Sellitto, Pietro Antonio Ferro, cui si aggiunsero opere di artisti della scuola
napoletana, come Andrea Vaccaro.
In Basilicata l’arte ha spesso attinto
dall’artigianato. L'appuntamento proposto da Presenza Lucana è stato di sicuro
interesse sia per gli appassionati dell’arte e sia per quelli innamorati del
territorio di questa regione che, poco per volta, fa innamorare “il viandante”
che la attraversa.
(1)
Il
Polittico formato da 18 tavole, del 1499 di Giovan
Battista Cima da Conegliano è situato nella Chiesa Madre di Santa Maria
Maggiore, dedicata all’Assunta a Miglionico. E’ una grande opera d’arte che non
va trascurata nelle escursioni fatte nella Regione. Nella stessa Chiesa è
situato un Crocefisso ligneo, a grandezza naturale -
(2)
La
statua in pietra policroma di Nanto, località presso i
monti Berici, scolpita e dipinta nel 1453 è alta m
1,72. L’attribuzione, per la prima volta, della statua
al Mantegna è stata fatta dalla Direttrice della Pinacoteca di Bari Clara Gelao ed accertata, con un ampio studio nel 2003.
Sant’Eufemia è stata trasferita da Irsina (nome acquisito al posto di
Montepeloso, nel 1895) a Mantova, nel 2006 in occasione del quinto
centenario della morte di Andrea Mantegna. La bella statua è stata ambasciatrice
della Basilicata al Museo del Louvre di Parigi, due anni dopo, in occasione
della mostra dedicata a Mantegna.
Articolo
di Michele
Santoro