PRESENZA LUCANA
ASSOCIAZIONE
CULTURALE E SOCIALE
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VENERDI
12
MARZO 2010: ore 18.45
VIA
VENETO 106/A
– TARANTO
(Italia)
ARTE
IL
TEATRO
NEL
MONDO ANTICO
Aspetti e
contenuti
Relazione
prof.
Angelo
Conte

Ritorna
dopo alcuni incontri dedicati alla musica e alla poesia, in cui sono stati
protagonisti giovani artisti della nostra città, la cartella intitolata
all’ARTE.
Nella
relazione del prof. Conte sarà il Teatro antico, in particolare quello greco, ad
essere esaminato più da vicino. La storia inizierà da Dionisio, ultimo degli dei
a entrare nel pantheon greco e finirà con la citazione del poeta, forse
tarantino, Rintone. Arricchiranno la presentazione
slides, riguardanti vasi e terrecotte, per la maggior
parte, provenienti dalle collezioni del Museo MARTA di Taranto. (M.S.)
Ingresso
Libero
Il
prof. Angelo Conte,
esperto della materia, socio dell’Associazione, sarà il relatore e si soffermerà, in
particolare, sul Teatro greco, partendo da Dionisio, l’ultimo degli dei ad
entrare nel pantheon greco, dove trovò, subito grande diffusione tra la gente
per la particolarità del suo culto.
“Dionisio,
figlio di Zeus e Semele, signore dell’irrazionalità e dell’ebbrezza, originario,
secondo gli studiosi, della Tracia, era la personificazione della natura e
l’inventore della vite e del vino.
Secondo
il mito, le feste invernali in onore di Dionisio erano caratterizzate da cortei
di satiri e menadi che in stato di ubriachezza, cantavano e danzavano al suono
di flauti e timpani. In seguito a questi chiassosi cortei notturni,
parteciparono anche gli abitanti di campagna e città, che ebbri dalla gran
quantità di vino assunto in onore del dio, si abbandonavano ad atti osceni e
inconsulti. Con il passare del tempo queste manifestazioni, per questioni di
ordine pubblico, furono regolate divenendo vere e proprie rappresentazioni,
chiamate drammi satireschi, nei quali attori mascherati
(coreuti) con canti e balli inneggiavano al dio
Dionisio.
In
seguito l’inserimento di leggende ed episodi del mito, portò alla nascita della
tragedia, utilizzata dalle autorità civiche come mezzo di comunicazione,
d’informazione e di educazione poiché col racconto del mito si mirava a una
forma di educazione del popolo e al rispetto di certi valori. Le
rappresentazioni tragiche, di soggetto prevalentemente politico e sociale,
avevano lo scopo di suscitare negli spettatori forti emozioni per le vicende
vissute dai protagonisti.
I
protagonisti di tali erano interpretati da attori, con i volti coperti da
maschere che caratterizzavano i personaggi: le rappresentazioni prevedevano
parti recitate alternate a canti, danze e
suoni.
Dal
V sec. a.C. ad Atene furono istituiti dei concorsi, durante i quali erano
presentati, al pubblico, tragedie di vari autori, in gara tra loro; tra i
maggiori si ricordano Sofocle, Eschilo ed
Euripide.
Parallelemente
alle tragedie prese forma anche la commedia di contenuto più leggero e
solitamente a lieto fine.
Anche
le altre città magno-greche accolsero, con piacere, questo nuovo genere di
spettacolo che, con altre modifiche crearono alla farsa fliacica, rappresentata
dai fliaci, attori istrioni e saltimbanchi che su palchi di legno, innalzati nei
vari punti della città mettevano in scena momenti di vita
quotidiana.
In
queste commedie furono rappresentati in maniera molto goliardica gli dei, gli
eroi e tutta la stessa tragedia greca.
Tutte
queste rappresentazioni, di solito, improvvisate e frutto dello spirito
dissacratore delle popolazioni meridionali libere dal senso della fatalità che
aveva pervaso il mondo greco, sarebbero andate perdute se il poeta Rintone,
forse di origine tarantina, non le avesse recuperate e convogliate nella hilarotragedia, il nuovo genere teatrale da lui
inventato” (Angelo
Conte).
La
relazione di Angelo Conte, sarà arricchita dalla proiezione di diapositive
riguardanti vasi e terrecotte, per la maggior parte, provenienti dalle
collezioni del Museo Archeologico Nazionale (Marta) di
Taranto.
Articolo
di Michele Santoro
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