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Comunicazione Movimento 5 Stelle

sabato 5 marzo 2016

- L'Abbate: Le difficoltà quotidiane dei celiaci all’attenzione del Governo
- Inchiesta giudiziaria alle Fal: Pedicini (M5S) interroga la Commissione Europea





 

da Valerio L'Abbate
Assistente Deputato Giuseppe L'Abbate

 

SALUTE: I CELIACI E L’IMPOSSIBILITÀ DEGLI ACQUISTI SENZA GLUTINE FUORI REGIONE

 

Il M5S accoglie le richieste dell’Aic Puglia e presenta una interrogazione parlamentare per superare gli ostacoli dell’utilizzo dei buoni al di fuori della regione di residenza

 

Per lavoro, vacanze o studio tantissimi italiani trascorrono periodi, più o meno lunghi, al di fuori della propria regione di appartenenza. Tra costoro ovviamente anche persone affette da celiachia (in Puglia quasi 12.000, per i due terzi donne) a cui sono concessi dei buoni per l’acquisto di prodotti alimentari, il cui valore varia in funzione del sesso e dell’età del cittadino, spendibili presso farmaci e parafarmacie. L’utilizzo di questi buoni fuori regione, però, è subordinato all’esistenza di accordi bilaterali tra le regioni interessate per poter ottenere i rimborsi, condizione che crea notevoli disagi ai soggetti interessati e alle loro famiglie.

 

“L'impossibilità di utilizzare i ‘buoni’ anche in altre regioni diverse da quella di residenza o addirittura in un’altra Asl è un problema per moltissimi celiaci purtroppo – dichiara Michele Calabrese, Presidente regionale dell’Aic Puglia – In alcuni casi, ci sono accordi tra Asl di regioni limitrofe per evitare disagi ai pazienti, per esempio quando si dovrebbero percorrere diversi chilometri per raggiungere il punto vendita della regione in cui si risiede, mentre è più vicino quello della regione con cui si confina, la legge n. 123 riconosce la celiachia una malattia sociale ma ancora esistono ostacoli nella vita di ogni giorno. Se un celiaco – conclude Calabrese – si sposta per motivi di studio, lavoro o per vacanza in altre regioni, deve portare con sé tutti i prodotti senza glutine di cui ha bisogno, visto che non può spendere i buoni in una regione diversa da quella di residenza”.

 

Una questione che approda ora in Parlamento grazie ad una interrogazione dei deputati Giuseppe L’Abbate e Silvia Giordano (M5S). “L’obiettivo – dichiarano i due parlamentari 5 Stelle – è quello di rendere la quotidianità dei soggetti affetti da celiachia migliore, superando queste barriere burocratiche regionali. Al ministro Lorenzin chiediamo di intraprendere iniziative per garantire ai celiaci il diritto di acquistare prodotti aglutinati su tutto il territorio nazionale, indipendentemente dalla provincia o regione di residenza del paziente, nell’ambito del tetto di spesa mensile stabilito dal servizio sanitario nazionale. Inoltre – continuano L’Abbate e Giordano (M5S) – chiediamo cosa intenda fare per consentire l’erogazione di prodotti aglutinati mediante il buono mensile anche attraverso i canali della grande distribuzione organizzata, anche introducendo la possibilità di lettura del tetto di spesa tramite la tessera del servizio sanitario europeo”.

 

 

 

***************************************

 

 

da  PIERNICOLA PEDICINI

Capo delegazione del M5s al Parlamento europeo

Coordinatore della Commissione ambiente e sanitĂ 

 

 

 

 

INCHIESTA GIUDIZIARIA ALLE FAL, PEDICINI INTERROGA LA COMMISSIONE EUROPEA SUL CORRETTO UTILIZZO DEI FONDI COMUNITARI

 

Il portavoce eurodeputato del M5s Piernicola Pedicini ha presentato un'interrogazione alla Commissione europea sulle vicende legate all'indagine giudiziaria avviata dalla Procura di Bari sulle Fal (Ferrovie Appulo Lucane), per presunti reati contro la Pubblica amministrazione.

Pedicini ha chiesto alla Commissione di far sapere se, a seguito dei circa 101 milioni di euro di fondi europei ricevuti dall'azienda di trasporto negli anni scorsi, può verificare, attenzionando nel caso anche l'ufficio europeo anti-frode (Olaf), il corretto utilizzo dei finanziamenti comunitari e se può accertare il rispetto dei principi previsti dalle normative Ue in tema di trasparenza, pubblicità e imparzialità nell'assegnazione di consulenze professionali ed incarichi dirigenziali.

"Si presume - viene spiegato nell'interrogazione di Pedicini - che determinate procedure per l'assegnazione di consulenze ed incarichi assegnati dalle Fal, potrebbero essere state viziate da comportamenti penalmente rilevanti che avrebbero pregiudicato l'efficienza dell'azienda di trasporti interregionale operante in Puglia e Basilicata che, pur essendo una società a responsabilità limitata, è di proprietà pubblica, in quanto ha come socio unico il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti".

Ricordiamo che l'inchiesta giudiziaria della Procura di Bari è stata resa nota a maggio scorso e che alle Fal sono affidati i servizi di trasporto ferroviario ed automobilistico e la gestione delle relative infrastrutture ferroviarie, in virtÚ di contratti di servizio stipulati con le Regioni Puglia e Basilicata.

Le Fal fino a gennaio 2001 erano in gestione commissariale governativa, poi sono state trasformate in una SocietĂ  a responsabilitĂ  limitata con socio unico il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

L'azienda è gestita da un consiglio di amministrazione nominato ad agosto 2013 e formato da tre persone, tra cui il presidente Matteo Colamussi, ex dirigente di Forza Italia.

Ha due sedi, una a Bari, dove c'è la sede legale, e l'altra a Potenza.

Al 31 dicembre 2014 le Fal avevano in servizio 575 dipendenti per un costo annuo di circa 28 milioni di euro. I costi di funzionamento annui sono circa 47 milioni di euro.

 

 

 

 




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