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Comunicazioni Conservatori e Riformisti
giovedĂŹ 9 giugno 2016

- MALATTIE IMMUNOIMMEDIATE, MANCA E CONGEDO: LA MORTE DI MARIA IMPONE DI RIVEDERE IL PIANO DI RIORDINO
- PETRUZZELLI, VENTOLA: SITUAZIONE GRAVE ANCHE PER SCIATTERIA
- XYLELLA, COR: NEL SILENZIO DELLA REGIONE PUGLIA, DECIDE L'UE
- XYELLLA, FITTO: PIU' SOLDI ALLA RICERCA. ORA I GOVERNI RENZI ED EMILIANO EVITINO ULTERIORI DANNI


da grupporegionalecorpuglia@gmail.com





 I consiglieri regionali dei Conservatori e Riformisti, Luigi Manca (vice presidente della Commissione Sanità) ed Erio Congedo hanno presentato un’interrogazione urgente al presidente ed assessore alla Sanità, Emiliano, perché vengano inserite nel Piano di Riordino Ospedaliero Unità di cura delle malattie immunoimmediate negli Ospedali di 2° livello in ogni provincia pugliese

Nei  giorni scorsi è morta a Lecce, a 62 anni, Maria Donno, a causa di una rara patologia, la Multiple Chemical Sensitivity (Sensibilità Chimica Multipla), che comporta crisi respiratorie improvvise o reazioni allergiche plurime  che hanno un impatto devastante sull’organismo fino a causarne la morte.

 Il suo calvario e il tragico epilogo ci hanno profondamente colpito, anche perché Maria è stata in cura, per alcuni anni, all’IMID (Unità di cura delle malattie immunoimmediate) di Campi Salentina (Lecce), ricevendo un’assistenza adeguata e che le ha permesso di sopravvivere nonostante la criticità del suo quadro clinico. Nel 2014 la struttura, però, è stata  chiusa e Maria insieme  gli altri pazienti provenienti da tutta la Puglia e dal resto d’Italia (per un stima del 30 per cento) hanno perso ogni riferimento e sono stati costretti a costosi viaggi della speranza in Italia e all’estero, in particolare a Londra.

Nel caso della donna, poi, la Direzione Sanitaria dell’Asl di Lecce aveva previsto una gestione domiciliare della malattia, in mancanza di strutture e unità adeguate sul territorio. Infatti, lo stesso ospedale ‘Vito Fazzi’, riferimento di eccellenza sul territorio, risulta sprovvisto di un’Unità specifica per  affrontare, con adeguato personale, attrezzature e risorse, malattie rare come la MCS e altre derivanti da allergie plurime e particolarmente aggressive. L’ospedale è anche privo  di una Stanza Asettica all’interno del Reparto di Allergologia, che permetterebbe di affrontare le situazioni di emergenza (visto che attualmente ci sono  altre persone nel Salento affette dalla MCS).

 Per questo noi, Conservatori e Riformisti, abbiamo presentato  un’interrogazione urgente al  presidente e assessore alla Sanità Michele Emiliano, per invitarlo a correggere il Piano di Riordino Ospedaliero con la costituzione di un’Unità di cura delle malattie immunoimmediate negli Ospedali di 2° livello previsti in tutte le  province, questo alla luce del numero di pazienti affetti in Puglia da queste patologie, e che necessitano di risposte adeguate sul piano della ricerca, della diagnostica, dell’assistenza e della cura, sia nell’immediato che nel medio-lungo periodo. Ma, invitiamo Emiliano anche  a prevedere  l’organizzazione e  l’allestimento di almeno una Stanza Asettica attrezzata nei Reparti di Allergologia o altri reparti, all’interno degli stessi Ospedali di 2° livello, per garantire risposte nell’immediato in caso di emergenza anche in considerazione del gran numero di turisti e non residenti che arrivano ogni anno in Puglia, e nella provincia di Lecce in particolare.

 

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PETRUZZELLI, VENTOLA: “BISCARDI CERTIFICA: IL TEATRO IN QUESTA SITUAZIONE PER LA SCIATTERIA AMMINISTRATIVA DI EMILIANO”

Dichiarazione del consigliere regionale dei Conservatori e Riformisti, Francesco Ventola, dopo l’audizione del sovrintendente Biscardi in Commissione.

 

L’esposizione chiara e precisa del sovrintendente della Fondazione Petruzzelli, Massimo Biscardi, certifica che le 180 assunzioni a tempo determinato che ora rischiano di diventare tutte a tempo indeterminato erano, sotto il profilo della legittimità possibili. Prima della legge Bondi, quindi per quelle fatte prima del 2012, le Fondazioni potevano assumere, senza nessuna selezione a evidenza pubblica o concorso, personale a tempo determinato per chiamata diretta. Ma al Petruzzelli è stata commessa una grave mancanza, quella di non allegare ai contratti il documento di sicurezza (DVR) in assenza del quale quelle assunzioni ora, su disposizione del giudice del lavoro, diventano immediatamente esecutive e quindi a tempo indeterminato e retrodatate, con inevitabili costi maggiori a livello previdenziale e di buste paga.

Non ci consola sapere che non c’è stato dolo, ma colpa o peggio sciatteria e non andiamo in cerca di un colpevole amministrativo (spetta ad altri questo compito), quello che a noi rileva è che la Fondazione, così come ha testualmente detto Biscardi se dovesse assumere tutti coloro che hanno fatto ricorso e lo stanno vincendo rischia di fallire! E paradossalmente il Petruzzelli non brucerà una seconda volta, ma esploderà come un gonfiabile bucato non da un bambino dispettoso, ma dalla malagestio.

Quindi, a noi, Conservatori e Riformisti, quello che interessa sono le responsabilità politiche che sono in capo all’allora presidente della Fondazione, l’allora sindaco di Bari Emiliano. Le sue responsabilità sono oggettive e non vogliamo fare i “gufi anti-renziani” della situazione, ma la sensazione è che il Petruzzelli sia la cartina di tornasole della sciatta amministrazione comunale che Emiliano per 10 anni ha propinato prima ai baresi e ora a tutti i pugliesi.

 

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XYLELLA, COR REGIONE: “MENTRE ASPETTIAMO ANCORA LA RICETTA MIRACOLOSA DI EMILIANO, LA CORTE DI GIUSTIZIA UE ABBATTE I NOSTRI ULIVI”

Dichiarazione del gruppo regionale dei Conservatori e Riformisti (Ignazio Zullo, Erio Congedo, Luigi Manca, Renato Perrini e Francesco Ventola) a seguito della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea

 

Mentre aspettiamo ancora la ricetta miracolosa del presidente Emiliano – perché è bene ricordare che il 2 aprile dello scorso anno in un’intervista l’allora candidato presidente Emiliano dichiarò che sapeva come sconfiggere la Xylella e l’avrebbe detto una volta eletto - e mentre si attendono le risultanze della numerosa e qualificata task force regionale sul tema, ecco che interviene la Corte di Giustizia dell’Unione Europa che stabilisce l’abbattimento delle piante infette e quelle a rischio. Stiamo parlando di circa un milione di ulivi che scompariranno dal paesaggio Salentino nel completo silenzio di un presidente Emiliano che prometteva miracoli improponibili, ma efficaci in campagna elettorale, e di un assessore all’Agricoltura, Di Gioia, che su questa vicenda non ha mai toccato palla.

Il tutto mentre i nostri agricoltori stanno ancora aspettando i risarcimenti promessi, mentre altri operatori del settore (vedi barbatelle) hanno dovuto sobbarcarsi il costo di macchinari costosi per poter commercializzare il loro prodotto.

 

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XYLELLA, FITTO: “SUBITO PIU’ SOLDI ALLA RICERCA. IL GOVERNO RENZI E LA REGIONE PUGLIA EVITINO ULTERIORI DANNI A QUELLI CHE HANNO GIA’ CAUSATO”

Dichiarazione del leader dei Conservatori e Riformisti, on. Raffaele Fitto, a commento della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che ha ordinato di abbattere gli ulivi infetti e quelli a rischio Xylella

 

Mentre l'Italia e la Regione Puglia attendono e la Xylella avanza anche nelle province di Taranto e Brindisi, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea  ribadisce l'obbligo di abbattimento degli ulivi potenzialmente infetti, ma anche di quelli sani a ridosso degli stessi, nella cosiddetta “zona cuscinetto”.

Ora non si può piÚ attendere è necessario mettere in campo risorse per la ricerca e soprattutto riattivare il monitoraggio che è fermo al 19 dicembre dello scorso anno, cosÏ come la stessa Corte auspica.

La Regione Puglia e il Governo Renzi, responsabili di non essersi attivati per tempo e seriamente sull’epidemia che sta cambiando il paesaggio di una delle zone più belle d’Italia, devono intervenire immediatamente. Il rischio è che oltre il danno si aggiunga la beffa dell’apertura di una procedura di infrazione e il blocco delle risorse

 

previste per  la Puglia nel Piano di Sviluppo Rurale (PSR) e nel Piano di Azione e Coesione (PAC), decretando cosÏ il completo fallimento del settore agricolo pugliese.

 




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