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Comunicazioni Movimento 5 Stelle

giovedì 18 maggio 2017

da L’Abbate, Pedicini






da Valerio L'Abbate

Assistente Deputato Giuseppe L’Abbate



CILIEGIE: GLI AGRICOLTORI PUNTINO SULL’ORGANIZZAZIONE DELLA FILIERA E SULLA COMMISSIONE UNICA NAZIONALE PER PREZZI EQUI

 

Con la nuova raccolta delle ciliegie emergono i medesimi problemi di sempre. Per riorganizzare la filiera, garantendo trasparenza al comparto e redditività agli agricoltori, il deputato L’Abbate (M5S) invita agli strumenti OP e Cun

 

Con un crollo del prezzo della qualitĂ  “bigarreaux” da 2,2 euro al chilo ad appena 60-70 centesimi, scoppia la crisi cerasicola nella provincia di Bari con relativo allarme speculazione in atto sui mercati a fronte di avversitĂ  atmosferiche non rilevanti. Almeno a detta delle stesse associazioni di categoria, come Coldiretti, che denuncia come al nord le ciliegie vengano rivenduta con rincari di oltre il 500%. Alcuni produttori, inoltre, lamentano la mancanza di mediazione, con un vero e proprio “monopolio bello e buono” in atto nel settore, a cui i grandi commercianti replicano asserendo che il crollo dei prezzi è dovuto ai fenomeni atmosferici che danneggiano facilmente le primizie come la “bigarreaux”.

 

“Quel che è certo â€“ dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera â€“ Ă¨ che gli anni passano ma chi amministra non si adopera affinchĂ© le problematiche di sempre vengano superate. Nonostante la nostra sia la prima regione in Italia per produzione di ciliegie, con il 96,4% concentrato nella provincia di Bari pari al 34% del totale nazionale con ben 47mila tonnellate prodotte e 17mila ettari coltivati, nonchĂ© 20 milioni di euro di giro d’affari e circa 10.000 aziende impiegate, si stenta ancora ad attuare quelle necessarie riforme per il futuro del comparto cerasicolo. La filiera agroalimentare – continua il deputato 5 Stelle â€“ riunisce una varietĂ  di operatori (agricoltori, trasformatori, commercianti, grossisti, dettaglianti e grande distribuzione) che operano in un sistema di relazioni fortemente asimmetrico, dove la posizione dei produttori (siano essi agricoltori o allevatori) è tradizionalmente piĂą debole di quella degli acquirenti (industrie di trasformazione e distributori), anche per la possibilitĂ  che hanno quest’ultimi di differenziare il prodotto e per il minor grado di concentrazione del settore agricolo rispetto a quelli a valle della filiera. Questa asimmetria â€“ prosegue L’Abbate (M5S) â€“ amplia la sproporzione tra prezzi alla produzione e prezzi al consumo e favorisce pratiche commerciali sleali. Per questo, come giĂ  affermato nel 2015, credo sia indispensabile promuovere e potenziare, così come disposto dalla nuova normativa comunitaria sull’OCM unica (Regolamento UE 1308/2013, le aggregazioni tra produttori e quelle tra gli operatori di filiera al fine di stabilizzare i prezzi, incentivare la produzione, gestire le crisi e migliorare la competitivitĂ  del settore”.

 

Dopo la crisi del 2015, proprio con questi obiettivi, iniziò a prendere piede a Conversano (BA) una OP (organizzazione di produttori) ma il progetto di riunificazione tra produttori, dopo pochi incontri, pare essersi arenato definitivamente.

 

“Infine â€“ conclude il deputato pugliese 5 Stelle â€“ gli agricoltori hanno a disposizione un ulteriore strumento: la Cun. La Commissione Unica Nazionale, divenuta legge grazie ad un mio emendamento, permetterebbe di conferire trasparenza, compattezza, prezzi piĂą equi e di mercato all’intera filiera. Tocca però ai produttori richiederne l’istituzione e fare in modo che le prerogative normative vengano poi, di fatto, rispettate nella Cun affinchĂ© i loro diritti alla redditivitĂ  siano garantiti”.

 

 

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PIERNICOLA PEDICINI - Eurodeputato del M5S

Coordinatore della Commissione ambiente e sanitĂ 

 

 

LA UE DEFERISCE L'ITALIA ALLA CORTE DI GIUSTIZIA PER ALTRE 44 DISCARICHE IRREGOLARI. PEDICINI (M5S): 5 DISCARICHE SI TROVANO IN PUGLIA

 

La Commissione europea ha deferito l'Italia alla Corte di giustizia dell'Unione europea per la mancata bonifica o chiusura di altre 44 discariche che costituiscono un grave rischio per la salute umana e l'ambiente.
Le discariche non a norma si trovano 23 in Basilicata, 11 in Abruzzo, 5 in Puglia, 2 in Campania e 3 in Friuli Venezia-Giulia.
Secondo le informazioni ufficiali fornite dalla Commissione europea, i comuni e le localitĂ  pugliesi dove sono state individuate le discariche irregolari sono le seguenti: Andria (D'Oria G.& C. s.n.c); Canosa (CO.BE.MA); Bisceglie (CO.GE.SER); Andria (F.lli Acquaviva); Trani (BAT-Igea s.r.l.).
Questo nuovo procedimento si aggiunge a due condanne giĂ  inflitte all'Italia dalla Corte di Giustizia nel 2007 per circa 300 discariche irregolari e nel dicembre 2014 per 198 discariche.
La Corte di Giustizia ha quindi già condannato il nostro Paese al pagamento di una multa complessiva di 42 milioni di euro all’anno. In più, secondo la sentenza di condanna, si sarebbe dovuto versare una penalità semestrale per i ritardi nelle mancate bonifiche, a partire da un importo iniziale di 42 milioni e 800mila euro.
Delle 198 discariche del dicembre 2014 a giugno 2016 ne restavano da sanare 155, ora sono circa 100. Di questo passo ci vorranno ancora anni per mettersi in regola. Va considerato, inoltre, che ogni giorno se ne scoprono altre.
Rispetto alle sanzioni già pagate dall'Italia, va detto che il sottosegretario per le Politiche e gli Affari europei, Sandro Gozi, alcune settimane fa, ha dichiarato che, al 21 marzo 2017, il nostro Paese ha versato alla Ue ben 329 milioni di euro. Di questi, ben 141 milioni di euro per la sentenza “discariche abusive” e circa 270 milioni per sanzioni relative ad altri danni ambientali.
"Tutto questo - ha commentato l'eurodeputato del M5S Piernicola Pedicini - è gravissimo e mette in luce l'inefficienza dei governi del PD e del ministro Galletti e il successivo danno economico che l'Italia subisce per l'incapacità delle nostre istituzioni. Purtroppo, anche in questo caso a pagare saranno i cittadini e non i responsabili degli abusi commessi. Oltre a ciò - ha aggiunto Pedicini - dobbiamo evidenziare le gravi bugie e i dati falsi forniti il 2 dicembre 2014 dal Ministro all'Ambiente. In quell'occasione, giorno in cui la Corte europea emise la prima sentenza di condanna contro l'Italia, il ministro diffuse un pomposo comunicato stampa ufficiale in cui disse che si stava risolvendo l'emergenza. Com'è chiaro, era una palese menzogna, tenuto conto dell'intervento annunciato oggi dalla Commissione europea. Il ministro Galletti, invece di fare falsi annunci, acceleri al massimo le procedure per mettere a norma le discariche abusive e faccia tutto quello che gli compete per evitare altre sanzioni da parte della Ue".

 

Ufficio comunicazione - Cellulare 3920460174

 

PIERNICOLA PEDICINI - Eurodeputato del M5S

 

 

 





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