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Blasi su inchiesta Xylella
sabato 19 dicembre 2015

da sergio.blasi@libero.it





“Xylella, necessario un cambio di direzione”

 

“La Procura di Lecce ha confermato con la sua inchiesta che le eradicazioni degli ulivi non sono, né sono mai state, risolutive. Piuttosto si è trattato di una violenza gratuita perpetrata al territorio e agli olivicoltori salentini e brindisini, messa in atto più per compiacere una Unione Europea parzialmente informata ma pienamente responsabile della mancata prevenzione dal punto di vista scientifico, che per contrastare efficacemente la diffusione del Co.di.ro., che è avanzata invece che rallentare.

L’investimento in ricerca e soprattutto la diversificazione degli istituti di ricerca per il contrasto efficace del batterio e per portare alla luce efficaci strategie di convivenza con il Co.di.ro. è l’unica strada e sia l’Unione europea che il Ministero vanno stimolati ad agire più incisivamente su questo livello. Basta eradicare gli ulivi, e con essi la storia di questo territorio, spostando inutilmente i cordoni di sicurezza sempre più a Nord.

Occorre oggi un passaggio da una gestione straordinaria affidata a pochi soggetti, che finora hanno agito senza rendere conto, a quanto si apprende, neanche ai comitati ministeriali, ad una gestione ordinaria sotto l’egida della Regione, ad un livello cioè più prossimo al territorio e più sensibile alle ricadute economiche, sociali e culturali delle azioni di contrasto.

Accanto a ciò occorre mettere in sicurezza il territorio da ogni appetito speculativo che l’emergenza Xylella può solleticare, sancendo, con l’approvazione del divieto di cambio di destinazione d’uso degli oliveti colpiti da Xylella, che laddove c’è un uliveto oggi dovrà esserci un uliveto anche domani. Perché il patrimonio agricolo e paesaggistico della Puglia è intoccabile e questo deve essere chiaro a tutti”.

 

Lecce, 19 dicembre 2015

Sergio Blasi




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