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Isola Verde: più un accordo pre-elettorale che nell'interesse dei lavoratori
venerdì 28 aprile 2017

da tuttamialacitta.ta@gmail.com





 

Nei giorni scorsi è stato siglato un accordo tra Regione Puglia, Comune di Taranto e commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica e risanamento ambientale a Taranto e con l’adesione dei sindacati. Una lunga vertenza sindacale che ha interessato gli ex lavoratori di “Taranto Isola Verde”, società interamente della Provincia di Taranto fallita lo scorso luglio 2016 e attualmente in liquidazione.
L’accordo prevede un finanziamento di sei milioni di Euro. Quattro messi a disposizione dal commissario alle bonifiche e 2 dalla Regione Puglia, che saranno utilizzati per il reimpiego dei 120 lavoratori nelle bonifiche urgenti, in particolare nel mar Piccolo. 
A prima vista sembra un toccasana per questi lavoratori e assistiamo a dichiarazioni di politici, impegnati soprattutto in campagna elettorale, che se ne dividono meriti ed onori. Ma se entriamo nel merito vediamo che le cose potrebbero riservare delle sorprese a danno dei lavoratori stessi: anzitutto si tratta di lavoro a tempo determinato e, dunque, precario. Sui soldi investiti mancano delibere e decreti attuativi e se tutto andasse in porto, questi lavoratori dovrebbero fare corsi di riqualificazione in attesa della nascita a Taranto di un distretto delle bonifiche che fino a questo momento non è allo studio da alcuna documentazione concreta. Si parla di programma operativo in tal senso entro 60 giorni. Conoscendo la vicenda Ilva siamo preoccupati che tutta l’operazione sia legata ad annunci elettoralistici che fra qualche mese potrebbero essere facilmente essere messi in discussione sia nei tempi che nella sua pratica attuazione. I sessanta giorni di tempo del programma operativo cadono al termine della campagna elettorale e non vorremmo che i lavoratori e le loro famiglie, all’indomani delle elezioni, si ritrovassero con un pugno di mosche in mano. I sei milioni di euro, spalmati su 120 lavoratori, significano 500 mila euro al mese, di cui al singolo lavoratore andranno 416,66 euro per 12 mesi, poi si ritorna ad essere disoccupati.
Praticamente uno stipendio da pensione sociale, o da indennità di disoccupazione, lesiva della dignità e dei diritti dei lavoratori. Per di più a tempo. Le bonifiche invece sono “emergenziali” e non complessive. Per essere ancor più chiari rimarchiamo che va benissimo reimpiegare i lavoratori di Isola Verde, ancor meglio riqualificarne le professionalità ed il loro reimpiego nelle bonifiche, d’altra parte è quanto auspichiamo per la riconversione del territorio anche aldilà dello stesso mar Piccolo. Riteniamo però che un proposito, ancorché pre-elettorale, meriti più attenzioni che celebrazioni e che l’operazione possa definirsi conquista solo con prospettive stabili e lungimiranti. Tanto per i lavoratori che per la città.


I cittadini e le cittadine del movimento partecipativo Tuttamialacittà





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