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Comunicazioni M5S
giovedì 6 dicembre 2018

G. L'Abbate, E. Scagliusi, deputati pugliesi M5S



da Vito Galluzzi
Collaboratore Parlamentare del Deputato Scagliusi Emanuele
e-mail vito.galluzzi@camera.it
MoVimento Cinque Stelle
Camera dei Deputati | XVIII Legislatura

 

 

BANDA ULTRALARGA: IL GOVERNO ACCELERA PER LA COPERTURA NAZIONALE

 

Il deputato pugliese Scagliusi (M5S): “Con la copertura totale, tutte le imprese e i cittadini del sud avranno il massimo livello di connettività. In Puglia, sono 13 i Comuni ancora scoperti”

 

Con due incontri operativi presso il Ministero dello Sviluppo Economico, tenutisi nei giorni scorsi, si è fatto il punto sullo stato di avanzamento dei lavori per l'attuazione del progetto BUL 2018-2020, del catasto delle infrastrutture del sottosuolo (SINFI) e del piano di potenziamento del programma WiFi.Italia.It. Nel primo incontro, i rappresentanti del MISE, di Infratel e della Conferenza delle Regioni e Province autonome hanno relazionato sullo stato di implementazione del Piano BUL per coprire le aree a fallimento di mercato, le cosiddette “aree bianche”.

 

“In linea con gli obiettivi del Governo – dichiara il deputato Emanuele Scagliusi, capogruppo M5S della Commissione Trasporti alla Camera – il ministro Luigi Di Maio sta lavorando per accelerare la realizzazione delle opere previste dal piano di sviluppo della Banda Ultralarga. È opportuno dialogare con tutti i soggetti coinvolti per portarlo a termine e garantire così ai cittadini e alle imprese il massimo livello di connettività possibile. Mi auguro che gli operatori di telecomunicazioni manifestino interessa ad attivare la fornitura di servizi agli utenti, a cominciare dai 138 comuni dove l’infrastruttura della banda ultralarga è stata completata.”.

 

In Puglia sono 13 i Comuni con rete disponibile ma che non hanno alcun operatore attivo. Si tratta di Poggiorsini (BA); Faggiano (TA); Alberona, Casalnuovo Monterotaro, Castelnuovo della Daunia, Celle di San Vito, Faeto e Volturino nella Capitanata; Arnesano, Botrugno, Nociglia, Ortelle, San Cassiano nella provincia di Lecce.

 

Nell’altro incontro, invece, si è riunito il Comitato di indirizzo e monitoraggio Infratel, che ha valutato lo stato di avanzamento dei lavori sul Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture (SINFI) e del piano di potenziamento del programma WiFi.Italia.It.

 

“Ci sono buone notizie su SINFI e Wifi.Italia.it – rende noto il deputato Scagliusi (M5S) – Grazie ai 5 milioni messi a disposizione dal Governo per il Sinfi e complessivi 53 milioni per Wi-Fi Italia, sarà possibile una accelerazione sull'avvio delle azioni di potenziamento sul territorio. Voglio ricordare che il catasto delle infrastrutture del sottosuolo, utile a gestire e monitorare in modo ordinato il sotto e sopra suolo del nostro Paese e Wifi-Italia che ha come obiettivo principale quello di permettere a cittadini e turisti, italiani e stranieri, di connettersi gratuitamente e in modo semplice a una rete WiFi libera e diffusa su tutto il territorio nazionale, sono due progetti molto ambiziosi ma che per portarli a termine, ci vuole anche la collaborazione di tutti. A malincuore, soprattutto nel caso del SINFI – conclude Emanuele Scagliusi (M5S) – si verifica una certa difficoltà a ricevere le informazioni dai Comuni italiani per la compilazione della banca dati. In questo senso, la presenza dei rappresentanti dell’Anci e dei gestori delle reti infrastrutturali del nostro Paese che hanno partecipato in modo propositivo all’incontro, credo sia un ottimo segnale di buon auspicio”.

 




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da Valerio L'Abbate
Ufficio Stampa Deputato Giuseppe L’Abbate
Ordine dei Giornalisti della Puglia
Tessera n. 105289
valerio.labbate@camera.it
www.giuseppelabbate.it

342.8632827

 

PUGLIA: IL FUTURO DELL’AGRICOLTURA È LEGATO A CONSORZI DI BONIFICA CHE TORNINO ALL’AUTOGOVERNO

 

Il deputato pugliese L’Abbate (M5S) della Commissione Agricoltura della Camera boccia i tentativi di affidare i Consorzi di Bonifica all’Acquedotto Pugliese S.p.A. Una scelta che graverebbe sulle tasche e sullo sviluppo dell’intero settore

 

Non si placa la discussione sul futuro dei Consorzi di Bonifica in Puglia. Se da un lato lo scorso 19 novembre in Commissione è stata approvata con largo consenso la proposta normativa contenente le modifiche alla legge regionale “Norme straordinarie in materia di Consorzi di Bonifica commissariati”, dall’altra alcuni consiglieri della maggioranza di centrosinistra si oppongono al ripristino dell’autogoverno perché comporterebbe per la Regione il continuare a farsi carico dei costi di gestione dei Consorzi.

 

“Un assunto che non corrisponde a verità – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, esponente M5S della Commissione Agricoltura a Montecitorio – L’origine dell’indebitamento di alcuni dei Consorzi di bonifica pugliesi non risiede nell’autogoverno quanto piuttosto nei provvedimenti legislativi ed amministrativi che l’hanno impedito”.

 

Il riferimento è alla legge n. 4 del 2003 che, durante il Governo Fitto, impose in quattro dei sei Consorzi pugliesi la sospensione dell’emissione dei ruoli di contribuenza disponendo, nel contempo, che alla relativa copertura avrebbe provveduto, in sostituzione, la Regione stessa destinando le relative risorse in sede di bilancio. Dal 2007 e fino al 2011 (sotto la guida di Nichi Vendola), le somme destinate a questi consorzi furono erogate a titolo di anticipazione, venendo ricomprese nell’ammontare dei debiti dei Consorzi.

 

“Non disponendo, pertanto, di adeguate risorse finanziarie – prosegue L’Abbate (M5S) – non hanno potuto svolgere le attività di manutenzione ordinaria delle opere di bonifica idraulica garantendo esclusivamente l’irrigazione per la quale era possibile emettere i relativi contributi. All’epoca il Commissario unico, nominato per i 4 Consorzi aveva provveduto ad una azione di sistemazione amministrativa ed operativa facendo predisporre, per ciascun Consorzio, il piano di classifica, che costituisce lo strumento indispensabile per la determinazione dei contributi di bonifica e quindi per l’esercizio del potere impositivo. Approvati i piani di classifica, sulla base del bilancio preventivo 2014, i 4 Consorzi che emisero gli avvisi di pagamento dei contributi e quindi i ruoli. Senonché – continua il parlamentare 5 Stelle – sorsero contestazioni notevoli fra i consorziati, che da anni non erano più chiamati a sostenere le spese di funzionamento dei Consorzi. In tale situazione la Regione, con legge 37/2014 dispose ancora la sospensione della riscossione dei contributi per gli immobili urbani impegnandosi ad erogare ai Consorzi commissariati circa 10 milioni di euro, al fine di consentire l’attuazione delle leggi regionali 12/2011 e 4/2012 finalizzate ad erogare ai Consorzi le somme utilizzate unicamente per il pagamento degli stipendi al personale”.

 
La situazione si propose nuovamente l’anno successivo, quando i Consorzi con il commissario unico, applicarono nuovamente i piani di classifica regolarmente approvati dagli organi regionali. “La legge regionale n. 1 del 2017, lungi dal risolvere le problematiche dei Consorzi commissariati, ne ha aumentato la gravità – dichiara Giuseppe L’Abbate (M5S) – ipotizzando il trasferimento della sezione irrigazione ed acquedotti rurali del Consorzio unico, inizialmente sotto la direzione tecnica dell’Acquedotto Pugliese SpA e quindi, senza ulteriori provvedimenti legislativi, e prevedendo quindi dal dicembre 2018 il definitivo trasferimento ad esso di competenze e personale. La norma avrebbe consegnato quindi l’irrigazione collettiva all’AQP, in sostanza una commercializzazione, una mercificazione del bene pubblico acqua. L’irrigazione cesserebbe di essere di competenza delle imprese agricole – prosegue il deputato 5 Stelle – e diverrebbe un servizio commerciale erogato agli agricoltori con un sistema tariffario, soggetto ad IVA, in luogo della contribuenza irrigua esente da IVA come nel resto d’Italia. L’agricoltura pugliese per affermarsi in termini competitivi nella crescita delle produzioni di qualità che la contraddistinguono, non può più prescindere dalla garanzia di un territorio non soggetto ad allagamenti, frane, smottamenti e dissesti, - continua L’Abbate (M5S) – nonché dalla disponibilità di acqua nel momento in cui le coltivazioni ne hanno bisogno, nella quantità e qualità necessaria e ad un costo adeguato. Consentire nuovamente ai Consorzi da lungo tempo commissariati di procedere finalmente a regolari elezioni e riappropriarsi così delle proprie competenze istituzionali (autogoverno, autonomia finanziaria, attività di esercizio e manutenzione ordinaria delle opere pubbliche di loro competenza come sancito anche da recenti sentenze della Corte Costituzionale) e a poter utilizzare i finanziamenti disponibili per il settore (PSRN, FSC, Piano Invasi, Fondo Investimento), darebbe inoltre modo all’agricoltura di tali territori di aumentare la propria competitività sui mercati, in una Regione che vanta prodotti di eccezionale qualità”.

 

In relazione ai cambiamenti climatici e alle ripetute crisi idriche, poi, “risulta di grande importanza avere impianti irrigui collettivi moderni ed efficienti – dichiara L’Abbate (M5S) – i soli in grado di poter gestire al meglio le eventuali stagioni siccitose ed ottenere finanziamenti per realizzare interventi ed azioni per mettere in sicurezza il territorio, condizione preventiva da offrire a tutti i cittadini per avere quelle sicurezze territoriali ed ambientali oggi indispensabili più che nel passato ed in grado di caratterizzare positivamente il territorio pugliese che ne avrebbe peraltro importanti vantaggi per l’economia turistica e di riflesso per l’occupazione. Pertanto – conclude il parlamentare 5 Stelle – è giunto il momento di voltare pagina e consentire ai Consorzi finora commissariati di tornare alla forma di autogoverno che contraddistingue questa istituzione in tutto il Paese”.

 

Informazioni sull’attuale patrimonio di opere pubbliche gestito dai Consorzi di bonifica pugliesi:

 

-        per la difesa del territorio provvedono a garantire lo scolo di una superficie di oltre un milione di ettari (1.014.545); gestiscono circa 500 km di argini; 265 briglie e sbarramenti per laminazione delle piene; 23 impianti idrovori; oltre 1.100 km di canali principali e derivati; 9.360 ettari di forestazione.

-        per il settore irriguo gestiscono una superficie servita da opere di irrigazione di oltre 210mila ettari; 102 serbatoi e vasche di compenso; 24 impianti di sollevamento delle acque; 560 km di canali; circa 10.000 km di condotte tubate.



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da Vito Galluzzi
Collaboratore Parlamentare del Deputato Scagliusi Emanuele
 e-mail vito.galluzzi@camera.it
MoVimento Cinque Stelle
Camera dei Deputati | XVIII Legislatura

 

NAUTICA DA DIPORTO: FINALMENTE ARRIVA IL SISTEMA TELEMATICO CENTRALE

Dopo un iter durato anni, viene approvato il regolamento che introduce il SISTE. Scagliusi (M5S): “Semplificazione e sburocratizzazione per un settore che ne ha bisogno” 

Nel Consiglio dei Ministri, tenutosi mercoledì scorso è stato approvato un regolamento, da attuarsi mediante decreto del Presidente della Repubblica, che introduce nuove norme per l’attuazione del sistema telematico centrale della nautica da diporto. Il testo regolamenta le modalità di attuazione del SISTE, scandendo i vari passaggi che porteranno all’informatizzazione dei registri di iscrizione delle unità da diporto e alla digitalizzazione del rilascio dei documenti di navigazione.

“L’Italia e ovviamente la stessa Puglia hanno le caratteristiche ideali per lo sviluppo della nautica da diporto – dichiara il capogruppo 5 Stelle della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni alla Camera, il pugliese Emanuele Scagliusi – L’introduzione di procedure più semplici e più snelle può dare ulteriore slancio a questo settore. Come riportato da ‘Diporto Nautico in Italia - Anno 2017’, pubblicazione realizzata ogni anno dall’Ufficio statistica del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il contributo del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, degli Uffici Marittimi, degli Uffici della Motorizzazione Civile e delle Autorità Portuali, al 31 dicembre 2017 risultano iscritte negli uffici marittimi periferici 74.423 unità da diporto, oltre alle circa 23 mila unità registrate presso gli Uffici provinciali della Motorizzazione civile. Un settore in crescita che ha visto nel 2017 in Italia un aumento del totale dei posti barca rispetto all'anno precedente, a conferma del trend positivo registratosi dal 2014. In Puglia – prosegue Scagliusi (M5S) –, si è passati dalle 3.011 unità da diporto iscritte negli uffici marittimi periferici del 2011 alle 2844 unità del 2016 per arrivare alle 2.812 al 31.12.2017 con un calo pressoché costante negli ultimi sei anni. La semplificazione dei processi non può che essere di aiuto per l’itero distretto produttivo della nautica da diporto, anche attraverso la nascita di sinergie tra pubblico e privato”.

Il testo prevede, inoltre, la devoluzione delle competenze di conservatoria a un’unica autorità centrale competente su tutto il territorio nazionale, e l’istituzione di sportelli telematici del diportista (Sted) – vere e proprie agenzie dislocate su tutto il territorio nazionale.

“Con un collegamento telematico con la banca dati centrale – continua il deputato pugliese Scagliusi (M5S) – si potranno gestire tutte le operazioni di iscrizione e cancellazione delle unità da diporto nei relativi registri e il rilascio dei documenti di navigazione, al servizio degli utenti. Pure i contratti di assicurazione saranno gestiti telematicamente con l’Archivio telematico centrale delle unità da diporto del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (ATCN). Con il Governo del Cambiamento stiamo andando verso la digitalizzazione in tutti i settori per sfruttare tutte le opportunità che le nuove tecnologie ci offrono e per semplificare la vita di cittadini e imprese. Per il settore della nautica da diporto finalmente è in arrivo un taglio netto alla burocrazia”.

 

 





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