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Comunicazioni ANCI Puglia
martedì 5 febbraio 2019

da A​ntonio Nicola Branca - A​nci Puglia
Responsabile relazioni esterne e comunicazione


RIFIUTI PUGLIA - ANCI: IL GRIDO DI DOLORE DEI SINDACI, SITUAZIONE INSOSTENIBILE PER COMUNI E CITTADINI

Abbiamo rispettato gli impegni che l’Europa e la legge italiana ci imponevano; abbiamo avviato sistemi virtuosi ed efficaci di raccolta differenziata dei rifiuti, informato e sensibilizzato i nostri cittadini sulla bontà e necessità di separare correttamente i rifiuti prodotti e di avviarli a riciclo.

Abbiamo raggiunto percentuali di RD che fino a qualche anno fa sembravano chimere e miraggi, uguagliando e spesso superando i comuni più virtuosi del Nord Italia, che adesso guardano alla Puglia con interesse e curiosità. L'impegno di comuni e cittadini rischia di essere vanificato dal sistema di impiantistica di recupero,  talmente farraginoso, da compromettere anche l'accesso ai contributi del Conai

Abbiamo dovuto spiegare ai cittadini che è vero che la TARI aumenta, inevitabilmente, almeno all’avvio del nuovo servizio porta a porta, ma che, a fronte di ciò, otteniamo città più pulite, senza cassonetti, più decorose, più vivibili.

Bene, noi abbiamo fatto “i compiti a casa”; con coraggio e determinazione, senza lasciarci intimorire dalle scadenze elettorali e dai detrattori politici, sempre pronti a raccogliere polemiche fin troppo facili e sterili.

Ma, ancora una volta, arriva il momento di predisporre i Piani economico-finanziari della TARI ed arrivano, puntuali, le cattive notizie: aumenta il costo dei conferimenti in discarica (tutte gestite da privati); aumenta, a cascata, il costo di conferimento dell’organico (anche per l’impianto che in teoria sarebbe pubblico, ma che annuncia ulteriore chiusura di sei mesi con conseguente rincaro dei costi relativi); aumenta l’ecotassa. E in queste condizioni, tenere ferma la Tari diventa un’impresa impossibile.

Non solo; per i 21 comuni che conferiscono i rifiuti all’impianto di Conversano, un'altra brutta  notizia: dopo la chiusura della discarica, nel 2013, infatti,  i rifiuti biostabilizzati sono stati trasportati in altri siti, più lontani, con notevole aumento dei costi, sopportati, fino ad oggi, dalla società che gestisce l’impianto. Ebbene, dopo la pronuncia del Consiglio di Stato dello scorso dicembre, quei costi arretrati - dal 2013 ad oggi circa dieci milioni di euro - sarebbero a carico dei comuni conferitori. Questi costi si aggiungerebbero alla tariffa già maggiorata rispetto a precedente, calcolata per il 2019, in € 154 a tonnellata.

Eppure la responsabilità del sequestro, e quindi della chiusura della discarica di Conversano, non è certo imputabile ai comuni!

Da quì il grido di dolore dei sindaci pugliesi per la situazione divenuta insostenibile per comuni e cittadini. E' ora che ciascuno si assuma le proprie responsabilità, per riuscire a chiudere definitivamente il ciclo dei rifiuti in Puglia, senza perdere altro tempo.

Chiediamo che vengano subito realizzati gli impianti pubblici di cui si parla da anni, ma senza riscontri concreti.

Siamo in attesa di risposte in merito al Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti Urbani, su cui pure avevamo proposto le nostre osservazioni, puntuali e circostanziate, provenienti dai territori; ad oggi nessun riscontro, nonostante gli impegni assunti.

Serve una ricognizione seria e realistica di tutti gli impianti esistenti e dei fabbisogni dei territori, che tenga in debito conto del trend in aumento, ormai assestato, delle percentuali di RD; serve un grande senso di responsabilità, anche da parte dei comuni e delle comunità, per comprendere la necessità che i siti di discarica siano pubblici, con costi calmierati e sostenibili; è fondamentale quindi, che l'allocazione degli impianti di recupero (energetico e di materia) e di smaltimento (discarica) sia condivisa dalle comunità. Restano indispensabili per contro, da parte della Regione, garanzie per bonifica e messa in sicurezza di quei siti, rendendo possibile e certo il controllo da parte dei cittadini stessi, così come sono imprescindibili garanzie per il ristoro ambientale dei comuni ospitanti.

Abbiamo dato il massimo impegno e continueremo a garantirlo, ma vogliamo risposte immediate. Perché sono quelle che i nostri cittadini pretendono da noi. Non siamo più disposti a pagare e sopportare colpe non imputabili a noi.

Bari, 5 febbraio 2019

 



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LEGGE BILANCIO 2019 - SVOLTOSI A BARI CONVEGNO ANCI-IFEL

Si è svolto oggi a Bari il Convegno Anci/Ifel sulla legge di Bilancio 2019. Hanno partecipato sindaci, amministratori e funzionari di circa 200 Comuni pugliesi. Presenti il vicepresidente Anci Puglia Francesco Crudele, il delegato Anci Puglia Finanza locale Massimo Mazzilli e quali relatori, Andrea Ferri (responsabile Finanza locale Anci-Ifel) e Giuseppe Canossi (esperto Anci in materia di personale)

Il vicepresidente Anci Puglia Francesco Crudele, aprendo i lavori, ha sottolineato l'importanza del tradizionale appuntamento annuale Anci sulla legge di bilancio, quale momento di confronto con i territori sulle novità contenute, rispetto anche alle istanze espresse dagli enti locali. "In linea con Anci nazionale, afferma Crudele - non possiamo che rilevare luci ed ombre nella legge di bilancio per i Comuni. Se accogliamo positivamente sul piano degli investimenti il superamento del patto di stabilità o il reintegro dei 300 milioni di fondo Imu-Tasi, d'altro canto purtroppo, riscontriamo importanti questioni aperte che generano forti criticità sulla spesa corrente e sull'autonomia finanziaria delle amministrazioni comunali. Resta inoltre, grave e urgente la situazione del personale, in forte  carenza nei Comuni pugliesi. A nome di tutti i sindaci pugliesi comunque, ringrazio il "nostro" presidente Nazionale, Antonio Decaro per l'impegno, dedizione e tenacia con cui sta portando avanti la trattativa con il Governo.

Per Massimo Mazzilli (delegato Anci puglia Finanza locale): "dal 2019, assistiamo favorevolmente ad una rivoluzione sul pareggio di bilancio, una opportunità per ridare autonomia ai Comuni che potranno impiegare liberamente i propri avanzi o programmare mutui; questo consentirà ai Comuni di programmare, di incidere sullo sviluppo dell'economia locale e consentirà ai cittadini di verificare la più o meno buona gestione finanziaria degli enti; positivo in tal senso, anche l'alleggerimento da una serie di adempimenti per il monitoraggio infrannuale del saldo di pareggio e da inutili sanzioni e appesantimenti procedurali. Va sottolineato che tutte queste sono conquiste dell'ANCI, frutto di lunghe e costanti trattative con i Governi che si sono avvicendati; abbiamo ottenuto giustizia solo dopo le note e le recenti sentenze della Corte Costituzionale. Siamo ancora insoddisfatti - prosegue Mazzilli - per le richieste compensative non accordate dei minori trasferimenti degli anni passati; così come per le regole stringenti e penalizzanti per la determinazione del fondo crediti di dubbia esigibilità che drenano risorse importanti dai bilanci comunali e ignorano in larga parte la gestione dei residui attivi. Inoltre, attendiamo regole chiare e snelle sulle procedure di gara per acquisti beni e servizi, servono modifiche sostanziali al Codice degli Appalti, per evitare di vanificare l'autonomia finanziaria ottenuta dai Comuni. Purtroppo, constatiamo ancora la assenza di una strategia di lungo periodo e definitiva sulla riscossione entrate locali; con l'avvento della riforma della contabilità ad opera del D.Lgs. 118/2011 è esplosa in tutta la sua virulenza la difficoltà dei Comuni a riscuotere ed accertare le proprie entrate. Resta prioritario per i comuni pugliesi - conclude Mazzilli - aprire una nuova fase di liberalizzazione delle assunzioni per dare finalmente ai nostri cittadini maggiori servizi, per dare lavoro a tanti giovani capacissimi in grado di rispondere al fondamentale ruolo dei Comuni sui territori, alle nuove tecnologie, agli innovati e sempre più complessi procedimenti tecnico-amministrativi."

Bari, 4 febbraio 2019





 




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