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Ecomafie, rapporto allarmante di Legambiente
Per la Puglia e il Salento serve una rivoluzione ambientale

mercoledì 11 luglio 2018

da Sergio Blasi - Consigliere Regionale PD Puglia
blasi.ufficiostampa@gmail.com

Ecomafie, rapporto allarmante di Legambiente

Per la Puglia e il Salento serve una rivoluzione ambientale

 

 

Al netto della grandissima sensibilità ambientale che sembra da queste parti aver folgorato sulla via di Damasco attivisti di tutte le risme e primi cittadini sempre disponibili alla disobbedienza civile per il bene delle comunità, il Rapporto 2018 sulle Ecomafie di Legambiente ci riporta tutti con i piedi per terra.

Tristemente ci racconta di una Puglia che al di là degli slogan rimane terra di reati ambientali e di un Salento con una mai doma passione per la casa al mare o in campagna - comoda, spaziosa, possibilmente vista mare e abusiva - e un’inaspettata vocazione per i combattimenti illegali degli animali. Ebbene sì, il quadro è impietoso.

La Puglia è al terzo posto in Italia per infrazioni accertate (ben 3mila 119, il 10,4% delle frazioni commesse in Italia), mentre la Provincia di Lecce su scala nazionale è ottava per quanto concerne il racket degli animalidecima per l’illegalità ambientale (Bari e Foggia rispettivamente all’ottavo e al nono posto) e tredicesima per il ciclo del cemento (per cui la provincia di Foggia occupa al quinto posto e Bari al settimo). I numeri, a differenza della politica, parlano chiaro e non lasciano dubbi: dal punto di vista ambientale siamo al medioevo. E non tanto per dire.

Preferiamo spesso la retorica delle proteste portate avanti senza capo né coda, per lo più strumentalizzate da personaggetti della politica oggi travestiti da giganti, piuttosto che guardare alla situazione nella sua reale complessità per indirizzare in modo intelligente e sinergico gli sforzi. A tal proposito non servono più le parole, serve mettere in pratica al più presto, a cominciare dal piccolo delle nostre comunità, una rivoluzione ambientale in grado di mettere in moto politiche virtuose di sviluppo sostenibile.

Non propaganda, non rabbia, non disobbedienza fine a se stessa, ma testa, metodo, competenza  e politiche serie. Quelle che ha messo in pratica Giovanni Melcarne di concerto con il Cnr per quanto riguarda la lotta alla Xylella e che oggi mette a disposizione della comunità scientifica oltre 1000 alberi di ulivo su quasi 13 ettari, cinque innesti a pianta, con gemme di 440 cultivar di ulivo. In pratica un patrimonio genetico immenso da cui ripartire per studiare, capire, approfondire.

Quanto ai rifiuti, a livello regionale corre l’obbligo di chiudere il ciclo nella sua interezza che, non mi stancherò mai di ripeterlo, deve essere interamente pubblico e affidato a un’azienda speciale in grado di prendersi in carico tanto la costruzione quanto la gestione degli impianti.

Su tutto il resto occorre vigilare e punire abusi e abusivismi, siano essi esercizi pubblici o private abitazioni. Case, lidi, discoteche, alberghi, impianti vari. Nessuna eccezione: altro che complotto nei confronti di Gallipoli, altro che mobilitazione di artisti e mestieranti dello spettacolo per scongiurare la chiusura del Parco Gondar. Siamo alle solite proteste senza capo ne coda. Se le strutture sono illegali o non in regola, vanno chiuse e al massimo adeguate. Se sono abusive, vanno demolite. Se sono in regola, vanno fatte lavorare al meglio delle possibilità. Bisogna cambiare pagina. Bisogna fare in fretta.



 

--

Sergio Blasi

Consigliere regionale Pd in Puglia

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