il Magazine della Taranto Net
Anno 2 numero 19 graffi e graffiti senza frontiere 24 maggio 2005
Red. Blunote - Taranto Nostra - Dipendenti Ilva - ForzaTaranto.it -  Taranto Universitaria - Delfini Erranti


L’opinione dei tarantini
Il SONDAGGIO del numero di aprile:

Rossana Di Bello è stata riconfermata perchè ...

a cura della Redazione





Questo mese vi segnaliamo

Gente di Puglia
del Prof. Enrico Vetrò


Tra i tasti di... Ettore Carucci
di Monia Calia e Salvatore Ladiana


I fumetti di Alessandro Guido
tratti da
alessandroguido.it


Taranto Universitaria:
gli studenti tarantini protestano


Lo Sport

Un riconoscimento prestigioso
per Ezio Confessa,

un grande Tarantino, un grande sportivo, un grande cuore.


Vogliamo creder ... "C"?
di Manrico Dimesso


Do ping ...pong
di Redazione


Rossoblu: una passione senza fine
a cura di Giuseppe Casafina
www.forzataranto.it


Bears Taranto
Comunicato

da Stefano Bellucco



Le nostre Rubriche

Apri gli occhi ... principalmente!
a cura di Fabio Principale


Cronache
da una Taranto che sarà (?)

la 17ma parte del romanzo di Roberto Cardone


Gli aforismi di Oscar Uaild
di Salvatore Ladiana


Uno Scrigno nel cuore
di Adalberto Marzullo


Arte e dintorni
Il Cappellone di San Cataldo
(2a puntata)

a cura di Maurizia Zocche


Spizzicando e mangiando: "Zuppa di datteri di mare"
di Monia Calia


La posta
AleLuna ci scrive



E noi ci crediamo
di Francesco Calia

Stavamo bene e non lo sapevamo?
Ma no, il rinnovo “a valanga” dell’incarico alla Dott.ssa Di Bello ci dice che evidentemente lo sapevamo e lo sappiamo, o almeno sappiamo e ricordiamo che la suddetta e la sua Giunta ce lo hanno “annunciato”, ce lo hanno abbondantemente promesso.
E noi ci crediamo.

Il bilancio è un tantino sbilanciato? Le casse sono di un bel colore verde? Chissà se si riavranno tutti i soldi anticipati a piene mani per un piano Urban che aveva regole e destinazioni abbastanza precise da rispettare?
Il recente Congresso di epidemiologia tenutosi a Taranto, anch’essa eletta città “campione”, addirittura “caso nazionale” per i danni prodotti dall’inquinamento, con analisi e numeri da brivido, tutti (e come ti sbagli?) in peggioramento, e con i più illustri studiosi che levano alti e severi moniti ad intervenire prima che sia troppo tardi? Gli incidenti sul lavoro che continuano ad arrivare puntualmente? Le BAT che non arrivano mai?
La giornata dell’Economia, alla Cittadella delle Imprese, in cui Papalia non sembrava raccontasse barzellette quando snocciolava dati sconsolanti ed allarmanti, parlando ed avvertendo di emergenza assoluta, di disoccupazione in aumento, di aziende in grave difficoltà, di prospettive più nere della notte?
Un turismo che non potrà mai, siamo seri, essere turismo vero, cioè alternativa credibile, sperimentabile, praticabile, senza aeroporto, senza linee ferroviarie e stradali in quantità e qualità sufficienti, senza infrastrutture, servizi, programmazione, senza “vocazione” specifica degli operatori locali e, naturalmente, senza congrui investimenti (salvo il caso Felisia, che comunque non è farina del nostro sacco, e che a noi dà e restituisce poco, pochissimo) ?
Una università in cui di autonomo c’è solo la speranza, ma in cui non aumentano corsi, aule, strutture o professori, bensì le tasse da pagare, con Bari che gentilmente ringrazia?
Uno sport cittadino che pure nelle sue espressioni più meritorie (quando queste ultime non decidano dopo vane attese, di salpare, con la morte nel cuore, verso altri lidi pur di avere interesse e sostegni concreti) deve "arrangiarsi" in siti angusti o palestre o tensostatici da adeguare o addirittura rassegnarsi a disputare gare casalinghe a … Giovinazzo (vedi incredibile caso Bears), poiché il nuovissimo PalaMazzola, oltre che essere splendente “fiore all’occhiello”, a tutto assolve meno che all’unica funzione cui sarebbe deputato, cioè la “pratica sportiva”, quella vera, per chi lo sport lo fa e con grande orgoglio, ma lo vorrebbe fare anche con qualche soddisfazione in più e qualche sacrificio in meno?
Manifestazioni artistiche molto rare, o forse solo quando … servono, “tempo libero” affidato alla “libera” immaginazione dei cittadini più che offerto, proposto, consigliato a monte?
C'è il rischio, insomma, di mal di pancia plurimi al pensiero di ciò che potrà mai essere di Taranto, stando e permanendo siffatto "trend", come dicono quelli bravi?
Mah! Sarà! O meglio, saranno le solite paure, il solito pessimismo dei catastrofisti di professione, la solita tattica Coin ..volgente di detrattori e malelingue. Tutte, o quasi tutte, bugie ed esagerazioni di gente prevenuta.
Di Bello & company, invece, che certe cose le sanno bene, ci dicono di non dar retta, ci dicono che Taranto sta cambiando, sta migliorando, sta viaggiando verso un grande futuro.
Ci spingono a credere, credere, credere.
E noi ci crediamo.



Il Tema del prossimo mese
"Ricatto dell'occupazione
o Occupazione del ricatto?"
il nostro sondaggio


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