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Inceneritore Massafra e TAR: ennesimo passo falso di Provincia e Regione
martedì 14 maggio 2013

da amicidibeppegrillotaranto@gmail.com




 Inceneritore Massafra e TAR: ennesimo passo falso di Provincia e Regione.

 

Il 30/04/2013 il TAR sezione di Lecce, ha depositato la sentenza in merito alla vicenda dell'inceneritore Appia Energy di Massafra del gruppo Marcegaglia.

Il TAR, annulla le delibere della Provincia di Taranto e della Regione Puglia ritenendole viziate. Questi errori, di fatto riaprono, la strada al raddoppio dell'inceneritore di Massafra.

Una vicenda grottesca quella delle autorizzazioni del raddoppio, degne della migliore “soap opera” che queste amministrazioni hanno sfornato.

Una prima delibera di autorizzazione è stata imprudentemente rilasciata e poi goffamente ritrattata e annullata da una seconda delibera dalla stessa Provincia di Taranto che ha dato modo al gestore dell'impianto di impugnare le seconda delibera e ricorrere al TAR per annullare il provvedimento. Il TAR ha ritenuto fondate le motivazioni e ha bocciato la delibera per l'annullamento dell'autorizzazione.

“Sembrerebbe”, quindi,  rimanere vigente il primo provvedimento di autorizzazione, provvedimento che rischia di regalare un ennesimo ed inutile inceneritore, per la gestione del ciclo dei rifiuti, e dannoso per l'ambiente e la salute del territorio provinciale, e che comporterà non solo l'aumento di emissioni in atmosfera ma anche un maggior emungimento di acqua dalla falda già sotto stress idrico, e la possibilità concreta di “attirare” rifiuti da fuori provincia.
Infatti giova ricordare che anche se l'incenerimento in provincia viene favorito dalle amministrazioni, contravvenendo alle direttive europee sui rifiuti, a causa delle basse percentuali di raccolta differenziata  (inferiori al 20% mentre la legge ci obbligava ad arrivare al 65% al 31/12/2012), la capacità di combustione degli attuali 4 impianti già autorizzati a bruciare rifiuti è già più che sufficiente a bruciare più dei 2/3 dei rifiuti prodotti dall'intera provincia, un quinto inceneritore potrebbe essere “utile” solo a richiamare ulteriori rifiuti da altre località.
Poichè in queste settimane tramite la carta stampata e i media, la Regione Puglia si è affrettata a riferire l'esistenza di un solo inceneritore attivo in Puglia, per onestà intellettuale, vorremmo ricordare che la sola provincia di Taranto ha già 4 impianti autorizzati a bruciare rifiuti: Appia Energy, Amiu, Cementir, Ecodì.

Oltre a ciò, ci preme ricordare, che le Valutazioni Integrate Ambientali e le Autorizzazioni Integrate Ambientali dei 4 impianti già autorizzati sono state rilasciate negli ambiti delle proprie competenze, dalle giunte di centrosinistra Vendola e Florido.... in contiguità con la gestione dell'ex governatore Fitto.

Qualora avvenisse il raddoppio dell'inceneritore di Massafra, questo sarebbe il quinto impianto che si affiancherebbe al già esistente inceneritore Appia Energy. 

Il fallimento di una politica legata al ciclo dei rifiuti urbani ormai è evidente e tangibile anche per gli altissimi costi della tarsu scaricati sui cittadini della Puglia, tra le regioni con i costi più alti in Italia.
Situazione drammatica che diventa tragica quando si parla dei rifiuti speciali transregionali smaltiti nelle discariche del tarantino e dei rifiuti speciali transfrontalieri già abbondantemente trattati nel 2012 dalla relazione della “Commissione Parlamentare sul ciclo dei rifiuti in Puglia” che dipinge la Puglia come sede di smaltimento di rifiuti provenienti da tutta Italia e come trampolino di lancio dei rifiuti illecitamente inviati verso i cosiddetti paesi in via di sviluppo.

 

TARANTO

10/05/2013

 

Qui di seguito la sentenza

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Lecce/Sezione%201/2013/201300217/Provvedimenti/201300978_01.XML

 

Meet Up 192 – Amici di Beppe Grillo Taranto

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