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Comunicazioni Movimento 5 Stelle
martedì 17 novembre 2015

- FSE: "Se Fiorillo non risponde, risponda Delrio!"
- Ambiente: il Governo ammette in ritardo il rischio pesticidi per le api





da Giovanni Vianello

Collaboratore del cittadino portavoce Diego De Lorenzis

Gruppo parlamentare MoVimento 5 Stelle ★★★★★

Camera dei Deputati

 

 

 

FSE: Se Fiorillo non risponde, risponda Delrio!

De Lorenzis: domande legittime, serve trasparenza.

 

Il Nuovo Quotidiano di Puglia ha posto pubblicamente undici domande rivolte all’attuale Amministratore di FSE, Luigi Fiorillo: in che modo si spiega il buco da 250 milioni? Perché ha disertato la commissione in Regione? Che fine ha fatto l’annunciato piano di risanamento? Oltre al debito c’è il nodo TFR: cosa farete? Stipendi in ritardo per 1.300 lavoratori: di chi è la colpa? La politica boccia l’attuale gestione: come replica? Cosa pensa del passaggio di Fse alla Regione? Acquistati 28 treni: perché si usano quelli vecchi? Quei mezzi sono fermi perché inadatti alla rete? La Regione in 10 anni ha investito 500 mln: che fine hanno fatto? Perché nonostante le inchieste nessun passo indietro?

Diego De Lorenzis interroga il Ministro Delrio per fare chiarezza sull’operato di FSE riportando le domande del Quotidiano.

 

“Ritengo che la nomina di un nuovo vertice non sia risolutivo senza che l’azienda si doti della trasparenza necessaria nelle scelte operative e nella gestione. Per tale ragione queste domande sono utili a chiarire aspetti fondamentali. Attualmente sono cadute nel vuoto a causa del comportamento assurdo dell’Amministratore Unico di FSE, Fiorillo, che non si è presentato neppure all’incontro in Regione, privando quindi gli amministratori regionali, i lettori del giornale e tutti i cittadini pugliesi delle risposte che ormai non possono più essere rimandate visto i gravi disagi arrecati”

 

“Da quando è entrato nelle istituzioni il M5S ha fatto e continua a fare fiato sul collo alle FSE su tutti gli aspetti: dal servizio pessimo, agli acquisti dei treni che oggi sono oggetto di indagini della magistratura, senza dimenticare le vetture vetuste ferme alle stazioni, dall’inquinamento della stazione di Bari, alla gestione finanziaria opaca, fino all’inspiegabile conferma di Fiorillo a capo delle FSE.”

 

“Non è possibile che un servizio così importante come il trasporto regionale, che deve rimanere pubblico, nelle infrastrutture e nel servizio, sia gestito con l’opacità tipica delle aziende private e soprattutto non è possibile che chi, direttamente o indirettamente, è responsabile di questo disastro, rimanga impunito. Accanto alle domande legittime del quotidiano nella sua lodevole azione di informazione e sensibilizzazione, ne pongo altre: come è stato possibile approvare in giugno il bilancio con un buco di bilancio enorme, confermando l’amministratore attuale? Perché il bilancio non è pubblico nonostante gli obblighi di legge? Perché non si possono sapere i premi produzione e gli stipendi dei dirigenti? Qual è il rapporto tra amministrativi e personale sui mezzi?”

 

“Per questi motivi chiediamo a Delrio di rispondere, per quanto di propria competenza, alle domande poste dal Nuovo Quotidiano di Puglia, senza alcuna esitazione: i pugliesi hanno diritto di sapere come vengono spesi i loro soldi e la politica non può sottrarsi all’obbligo di trasparenza!”

 

 

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da Valerio L'Abbate
Assistente Deputato Giuseppe L'Abbate

 

 

AMBIENTE: IL GOVERNO AMMETTE IN RITARDO IL RISCHIO PESTICIDI PER LE API

 

Smuovono oltre 22 miliardi di euro con il loro operato, ma sono a rischio. Si sommano le emergenze per le api e l’apicoltura mentre l’Esecutivo arranca e convalida l’allarme lanciato da Greenpeace rispondendo ad una interrogazione M5S

 

Giunge dopo oltre un anno e mezzo, l’ammissione del Governo che l’allarme per i pesticidi killer delle api è fondato ed è al centro di un processo di monitoraggio e tutela ancora in corso. La preoccupazione sollevata dal report di Greenpeace “Api, il bottino avvelenato”, in cui viene documentato come oltre due terzi del polline raccolto dalle api nei campi europei e portato ai loro alveari è contaminato da un cocktail di pesticidi tossici, era stata raccolta dai deputati del Movimento 5 Stelle che avevano presentato una interrogazione in Commissione Agricoltura addirittura il 24 aprile 2014.

 

“Dinanzi ad un’emergenza di tale portata, il Governo si prende un anno e mezzo per rispondere e prendere posizione – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura – L’Esecutivo ammette, in un ritardo pazzesco, che non si è ancora arrivati a un livello sufficiente di tutela: in Italia, infatti, sono tuttora in corso il potenziamento dei progetti di ricerca per il monitoraggio dello stato di salute delle api e, a livello europeo, il piano di implementazione per l’introduzione graduale dell’obbligatorietà dei vari test per la valutazione del rischio. Se da un lato il Governo riconosce che le api sono fondamentali per la biodiversità, dall’altro ci preoccupa la sua velocità di reazione degna del bradipo più pigro e svogliato. Ci teniamo a ricordare che le api – continua L’Abbate (M5S) – sono fondamentali per il nostro patrimonio agricolo perché contribuiscono all’impollinazione di 150 colture, ovvero l’80% del totale, come il pomodoro, il noce, l’arancio, il melo, il castagno, che per l’economia europea equivalgono ad un indotto di oltre 22 miliardi di euro. Peraltro, l’apicoltura italiana è attualmente colpita da altre emergenze come quella dell’Aethina tumida, la cui attività di contrasto comporta la distruzione degli alveari senza alcun indennizzo per gli apicoltori che perdono la loro produzione – conclude il deputato pugliese 5 Stelle – Abbiamo presentato numerosi atti per far dare una mossa la ministro Maurizio Martina, ma i tempi non sono mai ragionevoli”.

 




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