HOME D.E. GUEST BOOK SPORT ISCRIVITI DELFINARIO LINKS COOKIE POLICY


•   Taranto, tutto pronto per la Festa di Sant'Antonio 2019
•   “Storia e Architettura”
“San Pietro: l’altra Basilica”.

•   Attenti a quei due: confronto diretto tra Mare e Terra in una sfida tra grandi chef
•   “Percorsi educativi per una società interculturale”
•   MAGNA GRECIA AWARDS 2019
•  Centro di Documentazione


•   MANDURIA (TA): La Coldiretti nella gestione del Parco dei Messapi
•   RICONOSCIMENTO NAZIONALE PER IL PIZZAIOLO TARANTINO PROFESSIONISTA MICHELE DI BARI
•   PULSANO: IL COMUNE FA COPRIRE TUTTE LE BUCHE SU VIA TARANTO



•   Riesame AIA ex Ilva: le valutazioni e richieste di Legambiente
•   Il Dossier Taranto di Legambiente sull’ex Ilva
•   GRETA CHIAMA TARANTO


•  U Tarde nuestre -
rassegna quotidiana

•  Basket
•  Atletica
•  Delfini Erranti Touch Rugby Taranto
•  Altri


Notizie
Ricorrenze
Raccolta Foto


Google
Web DelfiniErranti.Org



stampa l'articolo
La storia di una famiglia diventa letteratura nei “Cinque fratelli” di Micol e Pierfranco Bruni tra nobiltà e aristocrazia
venerdì 30 settembre 2016

di Giuseppe Femiano




I due autori Micol e Pierfranco Bruni, in questo libro, ripercorrono con perizia, dalla fine dell’Ottocento sino a giorni nostri, la storia della loro nobile famiglia del nord della Calabria, in particolare quella dei fratelli Adolfo, Mariano, Virgilio Italo, Gino, Pietro.
In questo percorso Le radici della famiglia Bruni-Gaudinieri si spingono agli albori del Diciassettesimo secolo. In tale periodo in a S. Lorenzo del Vallo ormai si sono assestate le radici della Magna Grecia e Romane con quelle Arbresh e si preparano ad accogliere e confrontarsi con l’influenza spagnola.
Il percorso si completerà con il Regno di Napoli come espressione di fedeltà ai Borboni che per almeno un ramo aggiunto della famiglia, i Guaglianone, si spingerà sino al 1927, anche se dal ramo dei Gaudinieri la dedizione alla Bandiera ed alla Patria porterà il colonnello Agostino Gaudinieri ad essere un eroe pluridecorato della grande Guerra e ed uno dei più importanti riferimenti per Casa Savoia.
Il racconto storiografico familiare, attraversando il periodo fascista, interesserà oltre che San Lorenzo del Vallo anche Spezzano Albanese, Acri, Terranova da Sibari, Cosenza oltre che Cagliari fin dove lo zio Pietro fu spinto dall’amore per la bella Gabriella. Il percorso temporale della famiglia Bruni-Gaudinieri arrivando ai nostri giorni, grazie ai nostri autori, fa sì la Calabria si leghi anche alla Puglia.
I due autori padre e figlia in questa opera trasmettono, sapientemente, le loro conoscenze culturali di scrittori e studiosi. Le ricerche d’archivio fatte ed abbinate al vissuto personale e correlate al materiale fotografico della famiglia Bruni, riescono a rendere con leggerezza la storia della loro famiglia. I trascorsi e le vicissitudini e le diversità dei cinque fratelli, pur uniti fra loro dal senso del dovere e dell’onore, colpiscono per i comportamenti genuinamente borghesi e nel contempo nobiliari.
Nel contesto la figure femminili, pur sembrando rimanere un po’ in disparte sono componenti essenziali se non predominanti nell’unità di questa nobile famiglia, basti citare nonna Giulia o mamma Maria. In sostanza ogni componente ha dato e dà il proprio contributo nel mantenere i valori e le radici familiari i cui epigoni sono lo stesso Pierfranco Bruni o meglio ancora Micol Bruni.
Micol in particolare è quella che sembra avere un filo conduttore più storiografico nella descrizione della nobile famiglia calabrese, non dimenticando quanto ha scritto nel suo libro precedente “Schegge d’Italia”, soprattutto nelle ricerche bibliografiche e negli aspetti antropologici.
Pur riguardando il periodo di fine ottocento l’autrice trasfonde e perfeziona l’humus già evidente ne “Il Canto delle Pietre”.
Risente dell’epoca immediata dell’unità d’Italia in parte subita da una minoranza etnica e la percorre sino a portarla nei tempi moderni come un vulnus ormai attenuato, mai sopito, direi da un lato orgoglioso ma dall’altro nostalgico quasi malinconico.
In Video a cura di Anna Montella: https://www.youtube.com/watch?v=IiGEJhkTxHI. E Telelibera: https://www.youtube.com/watch?v=9sUqufpVi0Q.
Pierfranco percorre momenti di grande affetto e partecipazione, la sua prosa coinvolgente agli occhi della mente, a tratti diventa lirica. L’autore stesso dichiara di accompagnarsi a “Il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa ed a “I Bruddenbrook” di Thomas Mann, in realtà, pur nelle somiglianze, le diversità sono evidenti.



Abbiamo un percorso narrativo diverso cioè è partecipativo personale, in Mann vi è uno svolgimento di una saga ed è differente da Tomasi in cui il racconto non è biografico, anche se quest’ultimo è molto più vicino al libro dei Bruni. Paragonare ad avvicinare il libro dei Bruni ai precedenti non rende quanto ivi espresso.
Si parla di nostalgia, ma non è nostalgia o melanconia, è tutt’altro, forse la parola “saudade” è quella che rende meglio. Ciò che permea il libro dei Bruni è un sentimento misto tra passato e presente che non evoca solo nostalgia, ma anche speranza nel futuro che verrà, cioè un legame col passato comunitario con il ricordo dei tempi andati e la speranza e la voglia di essere ancora felici nel futuro.
In ultimo, la frase originale di Shakespeare “last, not least” usata sia nel Julius Caesar o meglio ancora nel King Lear ove viene aggiunto “in love”, rende meglio di ogni altra la comunanza, la dedizione e l’amore dei Gaudinieri verso l’Ordine dei Minimi di S. Francesco da Paola. Il legame è dato da una concreta, palpabile profonda visione cristiana, basti evidenziare che tale nobile famiglia ha fornito alla Chiesa tre sacerdoti e due frati dei Minimi.
La dedizione verso S. Francesco da Paola è un fenomeno diffusissimo non solo nell’alto cosentino ma esteso a tutta la Calabria direi nella area della Magna Grecia, a Catona frazione di Reggio di Calabria sul litorale si trova un monumento ove si vede S. Francesco da Paola sui marosi dello stretto di Messina con il suo mantello usato a mo’ di scafo e vela e con dietro accovacciato un impaurito, ma tenuto al voto dell’obbedienza, fraticello, dopo il rifiuto dei marinai di traghettare il Santo.
Tutto questo sta a significare che famiglia Bruni è stata ed è indovata profondamente nel territorio calabro e le cui radici traggono humus sia dal substrato della Magna Grecia e latinità, sia dagli apporti arbresh e spagnoli, nonché francesi mediante i Gaudinois dell’Haute-Garonne.
Ma ancor più rilevante è che a pieno titolo vanno all’unisono con la diffusa devozione e dedizione di tutta la Calabria verso S. Francesco da Paola.
Il libro di Micol e Pierfranco Bruni, scritto con notevole perizia e documentazione, si può affermare che gode di una forma e freschezza di linguaggio ormai raro e risulta pervaso dall’aristocrazia, nobiltà e cattolicesimo della loro famiglia i Bruni-Gaudinieri.





Segnala questa pagina
mappa del sito

Per un tuo commento scrivi sul Guest Book del Delfini Erranti


home   cookie policy guest book   sport   cultura   società   ambiente   delfinario   blunote