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Ovidio accanto a Corinna di Pierfranco Bruni
martedì 12 settembre 2017
di Evelyn Zappimbulso

Ovidio accanto a Corinna di Pierfranco Bruni

 

di

 

Evelyn Zappimbulso



L’Ovidio di Pierfranco Bruni racconta anche la metafora e l’amore per Corinna. Il dolce e antico suono della cetra, affreschi di donne amate, vere e surreali, opere sculturee latine e greche che fermano attimi di passione, scorci classici di città eterne, in una ritmata sequenza delicata fanno da cornice alle parole di Pierfranco Bruni nel Video dal titolo: “Ovidio accanto a Corinna…” (https://www.youtube.com/watch?v=9CsLm5xSU0k),  che si racconta come Ovidio nel ricordo di una notte che trascina rimembranze antiche di un amore eterno, non più reale, ma sempre presente nello sguardo di chi è innamorato, per rimanere vivi nel ricordo, perché:

 

"si muore nel momento in cui gli occhi di una donna non catturano più".

 

Nella voce di Pierfanco, novello Ovidio esulo d'amore e di terra natia, si captano "tristia" (tristezze), si avvertono la solitudine e i lamenti dell'esule; la desolazione che lo circonda; il rimpianto di Roma e della vita mondana, rimpianto che, rinnovato, non fa che acuire lo strazio e l'adulazione, spesso insistente, nei confronti del principe nella speranza, inutile, che possa finalmente richiamarlo da una terra lontana quanto barbara, ove la vita è sempre ugualmente grigia e le giornate interminabili.

 

Basta una notte cantata dal vento ed il pensiero ingabbiante di quell'amore grande, quanto impossibile, per ritrovarsi come Ovidio lontano da Roma, separato ormai da quella società e da quel pubblico cui l'aveva legato un rapporto simbiotico di gioia e vitalità e, come Ovidio, Pierfranco scopre l'essenzialità del dolore, mentre la sua stessa esperienza umana e poetica si scarnifica nella solitudine e nella nostalgia.

 

L'espressione poetica accompagna questo processo di scavo interiore che, col tempo, si fa sempre più asciutto e sconsolato, perché

 

"la vita non ha logica, non è logica".



In questo meraviglioso passo, Pierfranco, uomo di rara sensibilità e nobiltà d'animo, che sa porre la donna sul piedistallo del culto antico e eterno della sensualità, recita così, in un misto di forza espressiva e matura convinzione

 

"non si fa morire una donna per amore".

 





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