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Giù le mani dal Politecnico tarantino !
sabato 20 aprile 2013

da cosimogigante28@gmail.com


 

 

Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da un profondo cambiamento dell’assetto universitario italiano, a causa dei tagli imposti dagli ultimi due governi e dalla Riforma Gelmini. Come Consiglieri Comunali del Gruppo di Costruire Politica abbiamo cercato di porre l’attenzione sulla questione coinvolgendo gli studenti del Polo Jonico e le istituzioni regionali e nazionali    avanzando delle proposte di miglioramento dell’offerta formativa e denunciando quali sarebbero state le conseguenze inevitabili per il Polo Jonico, la prima fra tutte la chiusura di molti corsi di laurea.


Il risultato è che l’offerta formativa del Polo Jonico è stata ridotta all’osso, e con il nuovo decreto sull’accreditamento dei corsi di laurea si prospettano altri cambiamenti. In questo scenario, la facoltà che meglio ha “resistito” ai cambiamenti in questi anni è stata quella di Ingegneria. L’offerta formativa attuale prevede infatti tre corsi di laurea triennali e le relative lauree specialistiche (in tutto quindi sei corsi di laurea), ora però le cose sono cambiate.  Il “Centro Interdipartimentale Magna Grecia” - che, in virtù dei cambiamenti imposti dalla Riforma Gelmini, sostituisce la ex Facoltà di Ingegneria di Taranto – a causa dei criteri imposti dal Decreto sull’Accreditamento dei corsi di laurea, non è in grado di garantire l’offerta formativa attuale.   


Sono note a tutti  le cause che hanno portato al rischio di chiusura: i tagli ai fondi, il blocco del turnover, la Riforma Gelmini e – per ultimo – il decreto che regola l’accreditamento dei corsi di laurea.

Secondo questo decreto ogni corso di laurea può essere attivato se c’è un determinato numero di docenti che ne fanno da garante, significa che per avere più corsi di laurea si deve disporre di un grande numero di docenti e se questa condizione non c’è, i corsi devono chiudere. Il problema è che avere i docenti necessari è problematico, in quanto con il blocco del turnover  ,  
 
Secondo Costantino una soluzione potrebbe arrivare dalle Istituzioni locali, il decreto prevede infatti che possano entrare nel corpo docente ricercatori a tempo determinato finanziati da un ente esterno.

Gli studenti hanno sottolineato l’importanza del Politecnico in un territorio come il nostro, avere dei giovani con una formazione d’eccellenza è una risorsa enorme per Taranto, solo attraverso la Conoscenza possono essere formate delle alternative economiche alla monocultura dell’acciaio, e si può lavorare per una conversione ecologica dell’industria.

Hanno poi posto l’attenzione su una questione molto importante: la sede di Taranto è stata considerata sempre una sede di serie B da parte di alcuni docenti, i quali non hanno mai creduto nello sviluppo del Polo Jonico, e lo hanno usato solo come “mezzo” per poter far carriera – cosa che non avrebbero potuto fare nelle sedi di Bari; ed ora, con la fase di “transizione” dalle facoltà ai dipartimenti, appena hanno avuto l’occasione di tornare a Bari l’hanno fatto, lasciando la sede di Taranto senza i docenti necessari per mantenere l’attuale offerta formativa.
 
Cioè che non è stato detto però, né da politici e né da istituzioni, è che se oggi siamo arrivati a questa situazione non è solo colpa dei tagli e delle riforme, la verità è che le istituzioni locali in questi anni non hanno bene  la loro parte.

Non basta finanziare la ristrutturazione di qualche sede, le istituzioni locali devono dialogare e vigilare costantemente su ciò che l’Università offre al proprio territorio, oltre che ovviamente creare una serie di servizi per fare di Taranto una città su misura di studente (es. migliorare il servizio di trasposto pubblico, le condizioni della biblioteca comunale, aprire delle sale lettura, fare le piste ciclabili , realizzare alloggi per studenti nel Pirp e garantire il servizio mensa) – questo perché un potenziale studente universitario oltre a valutare l’offerta formativa valuta anche tutti i servizi che gli vengono offerti.

A Taranto è mancata una vera e propria politica universitaria, a tutti i livelli istituzionali . Si è permesso infatti ad Università e Politecnico di creare su Taranto dei corsi di laurea fotocopia di quelli presenti a Bari o Lecce, di fatto uno studente avendo la medesima offerta formativa in sedi diverse sceglie quella dove ci sono più servizi, ed a Taranto spesso rimangono solo coloro che non hanno la possibilità di studiare fuori.

A Taranto dovrebbero essere creati dei corsi di laurea specifici, legati al territorio, ma che creino figure professionali riconosciute su tutto il livello nazionale.  In una situazione di questo tipo ci sarebbe uno sviluppo maggiore del Polo Jonico: più iscritti, più necessità di docenti, più fondi.  

 

Il Consiglio Comunale di Taranto ha il compito, sostiene Cosimo Gigante capogruppo del Gruppo Consiliare Costruire Politica,  di offrire risposte chiare al grido di dolore degli studenti e delle loro famiglie rifuggendo le passerelle e i riflettori e lavorando invece perché si possano   finanziare con atti amministrativi adeguate risorse valutate intorno ai 150.000 euro annui per  sostenere il reclutamento di tre ricercatori per ogni anno del prossimo triennio a partire dall’AA 2013/1014  da collocare in servizio presso la sede del Politecnico di Taranto, in discipline afferenti l’ingegneria del territorio e dell’ambiente, a sostenere i dottorati di ricerca, a sensibilizzare la Regione ad utilizzare le professionalità della Facoltà tarantina nei compiti di campionamento e di ricerca che attualmente sono svolti altrove così come il Comune ha il dovere di sensibilizzare le grandi industrie ad utilizzare l’Università del territorio e non già, come accaduto sino ad oggi, quelle di Torino e di altre città italiane.

Stante poi lo stato emergenziale che la città di Taranto sta vivendo occorre che venga chiesto al Governo Nazionale di sospendere  l’operatività delle misure restrittive previste dal cd Decreto Profumo ( DM 47 del 30.1.13) che di fatto penalizzano proprio le aree in crescita numerica e qualitativa come la nostra, ma prive di adeguate risorse finanziarie atte a sostenere i ruoli di docenza e in secondo luogo che siano previsti specifici finanziamenti per l’ Università nell’ambito dei finanziamenti per le Bonifiche dell’area siderurgica. 

 

Poi, a livello locale, riprendere vigorosamente, tutti insieme (studenti, società civile e Istituzioni) la battaglia per l’Università Autonoma Tarantina in quanto la minaccia che oggi riguarda il Politecnico potrebbe in tempi brevi coinvolgere anche l’intero Polo Universitario Jonico e verso cui occorrerà garantire lo stesso impegno.

 

Gli Enti locali per i drastici tagli del Governo ai loro bilanci non riescono più ad aiutare economicamente le sedi universitarie di Taranto.

 

La Regione Puglia   con propri fondi di bilancio continua ad assicurare risorse alle Università pugliesi, ma nel nostro caso solo le briciole ricadono sul nostro territorio.

 

Nello specifico del Politecnico si ‘fermano’ tutte a Bari, dove c’è la sede amministrativa, e dove si opera per impedire una reale autonomia della sede di Taranto, basti pensare alla duplicazione della Facoltà di Ingegneria dell’Ambiente e del Territorio, storicamente nata nella nostra città e poi ‘clonata’ per Bari che drena risorse ed impedisce di fatto il trasferimento dei docenti su Taranto.

 

Occorre prevedere fondi specifici della Regione che siano assicurati direttamente al Politecnico di Taranto e che si adoperi, in prima persona, nei confronti del Rettore, prof. Costantino, per impedire la chiusura della nostra sede riunificando a Taranto le Facoltà di Ingegneria dell’Ambiente e del Territorio.

 

La chiusura, inoltre, del Politecnico a Taranto porterebbe di conseguenza al fallimento del progetto per il Polo Scientifico-Tecnologico ‘Magna Grecia’  che ha già conseguito congrui finanziamenti statali per dotarsi di laboratori, atti a supportare l’azione di risanamento ambientale del nostro territorio.

 

Quelle risorse devono rimanere a Taranto e non farle ‘fagocitare’ da Bari, per cui l’invito che il Gruppo Consiliare di Costruire Politica dei consiglieri Lupo, Perelli, Cataldino, Guttagliere e del capogruppo Gigante rivolge a Comune, Provincia e Regione è ad avviare un’azione sinergica in tal senso, anche per rilanciare tale progetto che ora langue rispetto allo slancio iniziale.

 

Il Polo è uno dei più importanti pilastri su cui si base la rinascita della nostra Città: è al centro di tutti i progetti di ricostruzione intelligente (vedi le varie proposte di ‘smart area’ avanzate) della nostra economia, disastrata da uno sviluppo etero diretto con le monoculture inquinanti prima dell’Arsenale e poi dell’Ilva.

 

Quindi se davvero vogliamo un diverso modello di sviluppo – conclude Cosimo Gigante - non possiamo privarci del Politecnico e dell’Università a Taranto, delle nostre intelligenze giovanili che fuggono verso altre realtà impoverendo il nostro territorio.

 

 

Dott. COSIMO GIGANTE

Capogruppo Consiliare

COSTRUIRE POLITICA

 

 

 

Taranto, li  20.04.2013

 

 





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