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SOLITO ASSALTO ALLA DILIGENZA
venerdì 24 maggio 2013

da osservatoriolegnc@libero.it




redazione@tribunadelsalento

Libero OSSERVATORIO della LEGALITA’ onlus (TA)  osservatoriolegnc@libero.it

 

SALINELLA:   DALLA PEREQUAZIONE - LA SPECULAZIONE

E’ il grosso interrogativo che  grava  su questa città che ama sempre più sguazzare nella illegalità o al limite della legalità, infrangendo regole e diritti, nella certezza di una impunità addebitabile, evidentemente, a “protezioni in alto”.  Sennonché c’è, sempre più, il rischio di incappare in chi , consigliere comunale o libero cittadino, è attento a denunciare gli accadimenti  strani, o  in chi,  organo di controllo, è preposto al contrasto della illegalità, ed è in questo che speriamo denunciando situazioni a dir poco dubbie, come, appunto, la massiccia opera di cementificazione della Salinella, zona pressoché sprovvista dei requisiti che rendono vivibile un  quartiere,  comunque oggetto di costruzioni selvagge. Chiariamo che ben sappiamo come il settore edilizio stia boccheggiando per la crisi che attanaglia il paese, ma altrettanto bene rileviamo l’inutilità di nuovi palazzoni e palazzetti  in presenza di un consistente patrimonio edilizio recuperabile come notiamo  lo strano fenomeno della scomparsa di molti costruttori e della costante presenza di qualche nome, ripetutamente. Tentativo di perequazione urbanistica alla Salinella può essere utile, sì, ma solo per procurare terreni all'Amministrazione Comunale  a costo zero, aree che dovranno servire per realizzare urbanizzazioni primarie, non già per permettere ancora speculazioni ai furbetti di altri quartieri.

Questa città ha già vissuto stagioni di nepotismo bieco, di favoritismi sfrenati, di violazioni sistematiche che hanno prodotto i danni sotto gli occhi di tutti, hanno ricacciato il territorio in anni bui e senza speranze. Difficile, allora, comprendere l’immobilismo dei più, la tolleranza di faccendieri senza morale e senza amore, la continua sequela di abusi. 

Il Libero Osservatorio chiede il ripristino della legalità, il rispetto del territorio, lo stop delle violazioni, appellandosi alle forze sane del territorio ed a chi ha a cuore il futuro della città, sempre più abbandonata a sé stessa ed all’incuria. 

Di seguito si ripropone la nota di qualche tempo fa, dalla quale emergono le contraddizioni generate da una legge pur positiva, la 20/01.

 

 “Con Delib. di C.C. 63 del 25/06/98 il Comune di Taranto approvava il provvedimento avente per oggetto: “Individuazione delle Zone di recupero del Patrimonio edilizio esistente” – art. 27 L. 457/78, per procedere quindi all’adozione del “Piano di recupero del Quartiere CEP-Salinella” per l’ottenimento dei finanziamenti relativamente ai Contratti di Quartiere caratterizzati da degrado urbano e mancanza di servizi primari. Con la suddetta Delibera si intendeva, pertanto, recuperare il patrimonio edilizio esistente, risanare gli spazi sottratti all’edilizia e migliorare i collegamenti viari (periferia-centro). Con successiva Delib. di C.C. 23 del 24/01/05 venivano definiti gli obiettivi: “Individuazione delle Zone di recupero del Patrimonio edilizio esistente comprendenti il CEP-Salinella e aree contermini” e, al fine di evitare gli espropri, per la realizzazione delle infrastrutture, si ricorre al principio, introdotto dalla L.R. 20/01, della “PEREQUAZIONE” attraverso l’individuazione delle aree destinate alla edificazione in perequazione e quelle destinate ad essere cedute al Comune.

 

Si è dato seguito in questo modo a speculazioni realizzate in precedenza con lottizzazioni abusive di terreni agricoli (un’area “Salina Piccola” sede di svernamento di varie specie di uccelli e individuata dal PUTT/p area a macchia è stata suddivisa in tante piccole proprietà) e a recenti acquisti di terreni sempre a destinazione agricola (la pineta di via Lago di Levico di 2.00 ettari viene acquistata indivisa tra società edili e immobiliari. Il Comune di Taranto, nel frattempo spinto dalle imprese edili e dalle Cooperative stima necessaria la realizzazione di più di 5000 nuovi appartamenti. Resta dubbia questa improvvisa crescita della popolazione se si pensa che già il P.R.G. vigente (approvato negli anni ’50) era stato sovradimensionato in quanto era stata prevista una crescita della popolazione che non c’è stata; al contrario c’è una diminuzione della popolazione residente.                                                    

Il centro urbano si è svuotato con il passare degli anni; restano migliaia di appartamenti vuoti e interi stabili pericolanti e mai ristrutturati e anch’essi vuoti (prede di speculatori, come accaduto per la “Città Vecchia”). La città, ed in particolare le aree periferiche, invece, mancano delle strutture secondarie se non addirittura di quelle primarie; le strade, già impraticabili in quanto ridotte a colabrodo, si allagano al minimo accenno di pioggia in quanto mancano le fogne; mancano i parcheggi, i marciapiedi, l’illuminazione, mancano gli spazi verdi, mancano le strutture di aggregazione, mancano i campi sportivi e il Comune pensa a costruire nuove abitazioni che, ritenute indispensabili, porteranno a spopolare ancor di più il centro, a cementare, con tutte le conseguenze del caso, aree agricole e lì dove già le aree edificate esistenti sono ancora in attesa delle infrastrutture necessarie.                                                                                                                                   Pertanto si chiede di fare luce su eventuali speculazioni in atto o realizzate a mezzo “lottizzazioni abusive”.

 

Taranto lì, 23.05.13                                                                                  Emma Bellucci Conenna





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