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Quando Amare è SPERARE
martedì 4 giugno 2013

da osservatoriolegnc@libero.it




Libero OSSERVATORIO della LEGALITA’ onlus (TA)  osservatoriolegnc@libero.it

 

QUANDO AMARE E' SPERARE!

Oggi, mi è arrivata questa mail,  mi ha commossa, per cui, contrariamente a quanto faccio di solito, ho voluto condividerla con tutti, perché pregna d'amore per questa città sfortunata e negletta, defraudata e "violentemente abusata", oppressa dall'incapacità di amministratori e politici, imbelli e mercenari. Condivido in pieno le parole di Francesco, forse perché anch'io ho i capelli bianchi, ma, certo,  nessun velo del tempo arriva a far difettare cervello e  forza di dire quello che pensiamo, con un'onestà di cuore e di intelletto radicati nella giustezza delle azioni.  Scusami, Francesco, se in qualche modo tradisco una tua esternazione rendendola pubblica. 

e.b.c.

 

Ciao Emma,

sento di continuare questo dialogo in quanto nella mia vita ho sempre risposto a tutti coloro che mi hanno telefonato, scritto,inviato mail.

In particolare non riesco a sottrarmi dal rispondere a Te che tanto "amore "stai dimostrando nei confronti della nostra città.

Rilevo con profondo rammarico che le Tue denunce rimangono completamente senza risposta da parte di chi dovrebbe rispondere.

Mi limito a ricordare che, chi omette di rispondere, ed è un pubblico ufficiale nell'esercizio delle sue funzioni, rasenta le norme dettate in materia dal codice penale.

Ma al di là di questo pensiero ahimè anche esso privo di riscontro, desidero aggiungere al quadro delle situazioni di degrado fisico della nostra città quelle di degrado psichico.

Da un numero infinito di anni mi dedico ad assistere imprenditori che attraversano momenti di crisi e devo purtroppo rilevare che tante volte la crisi investe la persona e prescinde dalla obiettiva situazione economica.

Certo che se mi ostino a fabbricare caloriferi e mi trovo nel caldo deserto, nessuno li comprerà.

Nel caso di Taranto invece la situazione è esattamente quella opposta.

Abbiamo una città che a dir poco bella si sbaglia, dei tramonti che dovrebbero attirare il mondo intero,i due mari,il  museo, il centro storico, insomma tutto ciô che ben da tempo ci diciamo.

Come una persona che la mattina non si lava, non si cambia i vestiti, non legge, mangia male, si trascura, non si relaziona con gli altri, così noi Tarantini.

Questa si chiama " Depressione".

Alcune teorie parlano della Depressione come di un male incurabile mentre io sono dell'avviso che la Depressione è curabilissima con una sola Medicina:>L'amore.

Perdonami di questa mia affermazione e depennami se lo ritieni dalla lista degli indirizzi a cui mandi i tuoi messaggi.

Consentimi però di parlarti di questa Taranto trascurata, negletta, abbandonata e non amata neppure dai nostri amministratori, quindi "DEPRESSA"

L'inerzia conseguente ai tuoi ripetuti allarmi ne è la prova più evidente.

 

Ci troviamo di fronte ad un "Buco Nero" che assorbe tutto voracemente ,>di fronte alla paura persino di pensare ed al terrore di sognare.

Sognare che l'Ilva possa diventare come quella fabbrica in Austria che sorge  al centro della città, sognare di poter far ritornare le cozze nel Mar Piccolo  così come sono ritornati i cigni nel lago di Zurigo,sognare che tutti i negozi  chiusi possano trasformarsi come in Francia in casette per gli anziani che non  riescono più a salire le scale e non vogliono andare negli ospizi,sognare che  il traffico cittadino sparisca come ad Amsterdam dove non si vede circolare una macchina in quanto vanno tutti a piedi.

A tal proposito ti dico che quando mi è possibile da viale Magn Grecia vado  alla Stazione Ferroviaria e torno mettendoci poco più di 60 minuti.

Certo a passo veloce.

Poi sogno di veder mettere fuori tutti i pezzi sepolti del nostro Museo,uno  dei più grandi d'Europa.

Sogno di rivedere il Galeso come quando ero ragazzo ed andavo a bere l'acqua  fra i salici della sua sorgente.

Sogno ancora di sentire in primavera il profumo dei fiori e non mi rassegno a  credere di non poterlo più sentire.

Quelli che saranno arrivati a questo punto staranno sicuramente sbuffando  pensando che è solo la mia età che mi fa parlare così.

Invece no.

Io sono un economista e so che se i Tarantini si impegnassero a riportare  Taranto così come io l'ho conosciuta da piccolo, verrebbero turisti da ogni  parte del mondo.

Diventeremmo ricchissimi attraverso l'ospitalità.

Come del resto ha detto sere fa DIEGO DELLA VALLE alla televisione.

Ora il mondo è a portata di mano e venire da Londra costa meno tempo e meno soldi che venire da Roma.

Non parliamo poi del mediterraneo.

Invece stiamo morendo di rassegnazione.

Come ti ho già, forse, detto, i malati terminali dopo che hanno saputo della  irreversibilità della loro fine, si rassegnano e non sono neppure piû disperati.

Così noi Tarantini.

Abbiamo un magistrato che sta lottando disperatamente per quel che crede il bene di Taranto.

 Non entro nelle ragioni giuridiche del suo operato perchè non è campo mio.

Valuto solo quanto "amore" sta dimostrando per quello che lei pensa sia il  bene di Taranto.

Vorrei tento capire dove riesce ad attingere tanta energia.

Se ogni Tarantino ne avesse una piccolissima dose la città ripartirebbe.

Non credo che ci sia alcun politico in grado di risolvere i problemi di questa città nè credo che ci siano amministratori in grado di fare qualcosa.

Son troppo presi dalla macchina del potere che li fagocita.

Posso invece dirti l'esperienza che sto facendo con una Associazione di cui  sono consulente.

Questa Associazione è in collegamento con le camere di commercio di gran  parte del mondo,dall'argentina all'Australia e sta trovando consensi enormi in quanto pugliese e rappresentante di una delle più belle regioni del mondo.

Sarebbero felici di venire a stare da noi ma l'immagine che trasferiamo è  purtroppo di estremo degrado,quindi non convincente.

Per risolvere questo problema, occorrerebbe che ciascun Tarantino, >individualmente ,si convincesse che i problemi li può risolvere solo facendo  a meno dell'aiuto pubblico in una prima fase.

Ho visto con piacere che hai voluto pubblicare il Bando Telecom con cui si  finanziano sino a 250.000 euro i restauri di opere "invisibili".

Sino a questo momento nessun segnale.

Come vedi , continui a rivolgerti a quei poveri rappresentanti dei partiti che,  forse , son loro ad aver bisogno di aiuto, talmente poca è la loro capacità.

Non so se avrai avuto anche Tu la costanza di leggermi,sappi però che se  continui a scrivermi io Ti risponderò sempre con entusiasmo e gioia della vita.

Forse a differenza di tanti, so che la vita è un soffio ed ogni giorno che mi  alzo mi sento ricchissimo del cielo, del mare, della terra e so che purtroppo  tutto questo un bel giorno non me lo potrò più godere.

C'è chi parla del dopo ma io pur non escludendo che ci sia, non vedo perchè  non debba godermi il presente a pieno.

Grazie ancora dell'opportunità che mi dai consentendomi di comunicarti i miei   pensieri.

 

Con grande gratitudine

Francesco Mancini

 

 





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