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BASTA CON I VENDITORI DI FUMO
venerdì 28 giugno 2013

da osservatoriolegnc@libero.it




CONTE arch

Libero OSSERVATORIO della LEGALITA’ onlus (TA)  osservatoriolegnc@libero.it

 

 

BASTA CON I VENDITORI DI FUMO !

 

‚ÄúTaranto nel cuore ma‚Ķsolo se c‚Äô√® di mezzo un oceano‚ÄĚ.¬†

 

Perch√©? Perch√© √® difficile amare, difendere una citt√† che¬† non ama ‚Äúil poter fare‚ÄĚ.

E’ cozzare contro mentalità autoreferenziali, porte chiuse, cervelli annebbiati, coscienze asservite.

E’ lottare contro muri di gomma, lottare inutilmente fino allo stremo.

Le prove?

Basta guardarsi intorno, basta osservare.

L’amministrazione comunale, con un sindaco-ombra, è pressoché inesistente (mummificata?) , restia al confronto con i cittadini elettori, fatto salvo qualche consigliere decisamente fuori dagli schemi.

L’Amministr. provinciale è tutta da riscrivere e consta del commissario post Florido. Gli Ordini Professionali…beh, gli Ordini sono un gran bell’esempio di vaniloquio ed inazione. Eppure, esiste addirittura  un Comitato Unitario delle Professioni, che si riunisce periodicamente per …? Boh!

La Camera di Commercio è la racconta-favole cittadina, come quella di qualche giorno fa del presidente Sportelli

¬ęUn quadro economico sostanzialmente stabile nonostante il rallentamento della produzione siderurgica¬Ľ. E gi√Ļ una sfilza di dati ad avallare l‚Äôaffermazione

¬†‚ÄúNella classifica delle province italiane per saldo delle imprese attive tra il 2009 ed il 2012, Taranto si posiziona al 30esimo posto sul totale di 105 province, registrando una performance migliore - fatte le dovute differenze dimensionali - di alcune tra le principali province italiane quali Milano, Torino, Verona e Bologna e, con riferimento all‚Äôarea regionale, migliore di Bari¬Ľ.

Sportelli ha le traveggole? In quale dimensione vive?

Scomparsi decine e decine di negozi storici; ridimensionali decine di altri; falliti centinaia e centinaia; in affanno gli altri che sopravvivono solo ‚Äúper la cocciutaggine ‚Äú dei titolari che hanno ridotto all‚Äôosso il personale. In tutte le strade, tranne, forse, via Di Palma e D‚ÄôAquino, √® un susseguirsi di saracinesche abbassate, un proliferare di negozi cinesi, di¬† Punti di scommesse, di internet point per stranieri. Ogni famiglia ha dovuto rivedere lo stile di vita in senso lato, ¬†il modo di mangiare, ¬†‚Äúripescando‚ÄĚ dal fondo dei bauli abiti dismessi, ingegnandosi per attualizzarli. Ogni famiglia vive il dramma della cassintegrazione, della disoccupazione e dei niet, mentre non si intravvedono spiragli di luce a breve o a lungo termine.

Il futuro dell’Ilva è segnato dalla ridotta domanda di acciaio e dall’aumento delle materie prime che non renderanno competitivo il prodotto dell’azienda tarantina. Il destino della Cementir è legato a filo doppio a quello dell’Ilva. Nel frattempo, le istituzioni non si attivano per creare alternative valide, non prendono spunto dalla crisi per una rilancio  delle vocazioni del territorio, magari con il supporto dei fondi comunitari.

L’apatia e l’immobilismo imperano incontrastati, mentre si parla, si continua a parlare senza soluzione di continuità.

D’altronde, cosa attendersi da chi è incapace di cose semplici come contrastare il dilagare dell’occupazione abusiva degli alloggi popolari, a livelli di guardia?

Lo dicevano, lo dicono i dati dello IACP, speculari a quelli dell’abusivismo nelle case comunali.

DATI DI ‚ÄúOSSERVATORIO REGIONALE DELLA CONDIZIONE ABITATIVA‚ÄĚ

Il fenomeno delle occupazioni abusive rappresenta un vero e proprio mercato parallelo degli alloggi che sottrae l'accesso alla casa ai legittimi assegnatari. La maggior parte delle occupazioni abusive avvengono a seguito di accordo tra l'occupante e l'assegnatario legittimo, che dietro compenso, cede il suo alloggio, oppure in caso di decesso dell'assegnatario con il consenso degli eredi. Si tratta di un fenomeno esteso, che interessa, nel caso dello iacp di Taranto, poco meno di un terzo degli alloggi di proprietà dell'istituto.

E' quasi impossibile recuperare la disponibilità dell'alloggio occupato abusivamente, in quanto gli occupanti sono spesso privi di qualsiasi forma di reddito accertabile.
Si riportano di seguito i dati relativi alle occupazioni abusive nei cinque iacp della regione, aggiornati all'anno 2003.

BARI                21228 ALLOGGI ………………..871  OCCUPATI ABUSIVAMENTE
BRINDISI         5194 ALLOGGI………………….378  OCCUPATI ABUSIVAMENTE
FOGGIA          9511 ALLOGGI…….……………595  OCCUPATI ABUSIVAMENTE
LECCE            8765 ALLOGGI…………………..815  OCCUPATI ABUSIVAMENTE
TARANTO       6330 ALLOGGI…………………2000  OCCUPATI ABUSIVAMENTE

Che dire?

I commenti scaturiscono dalla lettura!

Possiamo solo aggiungere che il degrado regna sovrano sia in alloggi dello IACP, che ex INA casa che alloggi del comune, rappresentando, talvolta, ricettacolo di ogni sorta di sporcizia.

E Sportelli sventola dati esaltanti!

Davvero un bel coraggio in una città ormai allo stremo, con amministratori incapaci di procedere alla chiusura forzata di un mercato come quello di Piazza Sicilia, dove regna l’abusivismo, dove il rilascio degli scontrini è una rarità, mercato già nel 2007 oggetto di una proposta di chiusura da parte della Asl , perché non rispondente ai requisiti, oggi oggetto di un ampliamento nei giardini dell’adiacente plesso scolastico. Mai miscellanza di coesistenza fu così ambigua, anzi antitetica.

Il mercato ortofrutticolo nella scuola, la scuola nel mercato.

Che convivenza. Chi è il cervellone che ha partorito siffatto mostro?  Come sperare, allora?

 

Taranto lì, 27.06.13                                                                                        emma bellucci conenna

 

 

 





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