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LETTERA APERTA A VENDOLA
Presidente... ascolta ed agisci !!!

martedì 25 febbraio 2014

replica di Francesco Mancini

da osservatoriolegnc@libero.it




Libero Osservatorio della LegalitĂ  onlus - TA - osservatoriolegnc@libero.it

 

 

LETTERA APERTA A VENDOLA:

CHE NE E’ STATO DELLE SUE PROMESSE?

 

Presidente Vendola,

le giunge il senso di malessere, di disfatta, di disaffezione di tutti i cittadini?

Pensa che i cittadini pugliesi possano continuare a subire e tacere?

Le abbiamo rinnovato il mandato, nella speranza realizzasse, almeno in parte, quanto promesso, ma, ad oggi,  di schiarite ce ne sono davvero pochine, invece tanti i motivi di indignazione.

Che delusione! Lo sfascio è continuo in ogni settore  come dimostrano dati Istat, dati sulla vivibilitĂ , sull’occupazione o, meglio, sulla disoccupazione, sull’economia, sulla SanitĂ .

 Ah, la SanitĂ , fa male il solo parlarne. Disfatta su tutto il territorio regionale, ospedali chiusi senza il potenziamento del territorio; organico insufficiente con ricorso continuo a contratti a termine;  in caduta libera le “eccellenze” che pure esistevano, poche speranze di superare il gap con regioni anche vicine, dove le cose vanno molto meglio.

E Taranto? Se possibile, peggio che nelle altre realtĂ . Problemi in ogni ambito, a cominciare proprio dalla SanitĂ , sempre piĂą traballante, sempre meno capace di rispondere alle urgenze del territorio, sempre piĂą condizionata dai problemi economici, sempre meno appetibile e tempestiva, con una rete territoriale latitante a fronte di una emergenza  che, per comoditĂ , si continua a negare, nonostante sia  destinata a “tracimare” nel prossimo futuro grazie all’ultimo decreto su Ilva e Terra dei fuochi. Che si vuol  fare?

Decidere a tavolino le sorti della città e dei suoi abitanti con una “soluzione finale” degna del peggior nazismo?

E’ bene saperlo, così da potersi regolare, da poter scegliere dove andare per curarsi, per sopravvivere.

Fino ad oggi  siamo stati “rimbambiti” dal gran parlare di politicanti ed amministratori, magari a posteriori, dopo gli appelli, il gran daffare di associazioni e ambientalisti, ma è tempo che la regione si muova, scenda in campo anche fisicamente, andando a constatare la realtĂ  dei fatti.

D’altronde, è per questo che vi abbiamo eletti! Noi cittadini siamo impegnati, ma  come far valere i nostri diritti quando una bimba cerebrolesa è costretta a recarsi a Firenze perchĂ© in loco manca la camera iperbarica?

Come, quando per una colonscopia si attendono 20 mesi?

Come, quando un ospedale può perfino diventare poco raggiungibile?

Si ha un bel dire che un Ospedale sul territorio nazionale, volere o nolere, appartiene a tutti... è della collettività; qualunque cittadino italiano, in caso di bisogno, può rivolgersi a qualunque ospedale del territorio. Tra le leggi e l’applicazione delle leggi c’è un gran divario.

Così l'Ospedale Moscati, il secondo Nosocomio cittadino, noto come Ospedale Nord, che ricade nel territorio di Statte, ahimè non giĂ  di Taranto, diventa  zona off limits  di sera, perchĂ© immerso  in un “deserto buio”, cosa che per i frequentatori costituisce un vero e proprio ostacolo.

Chi osa segnalare il problema, cade in una palude di “non so” “non tocca a noi”, di rimbalzo di responsabilitĂ : è nosocomio cittadino che ricade nel territorio di Statte. Allora, abbiamo il diritto di sapere: a chi compete installare un impianto di illuminazione nello spiazzo  antistante lo  stabilimento ospedaliero in questione? Non esiste un, ripeto, un solo lampione, per cui scendere dall'auto è quanto mai rischioso,  si brancola nel buio e diventerebbe facile perdere il senso dell’orientamento  se non fosse per i fari presenti sulla facciata della struttura. Le chiedo, ci chiediamo come cittadini: abbiamo qualche diritto? Se sì, perchĂ© non vengono rispettati? PerchĂ© gli amministratori di Taranto o di Statte non provvedono  a dotare quel luogo di pubblica illuminazione?

I pali più vicini sono a qualche centinaia di metri sul vialone che collega il nosocomio al quartiere Paolo VI°.

Perché quella pericolosissima interruzione in una zona soggetta al continuo andirivieni di mezzi, privati o di soccorso?

Di chi la competenza di tale inadempienza ?

Manca la rete illuminante o è semplicemente fuori uso ?

A quando il ripristino? Presidente, la mia  è la lagnanza di un cittadino comune  la cui voce è la voce dell’ associazione di cui faccio parte, quel Libero Osservatorio che da anni continua imperterrito a segnalare illegalitĂ , disservizi, disfunzioni, cercando di sollecitare le coscienze di chi dovrebbe fare e non fa, riscuotendo attenzione dai mezzi di informazione e da qualche amministratore/ politico sensibile i bisogni.

Mi auguro di annoverarla tra questi

 

Taranto lì, 25.02.14            

Il portavoce 

Emma Bellucci Conenna

 

 

 

************************************

 

Mancini: Se imparassimo a leggere i bilanci e le relative relazioni di amministratori e sindaci, troveremmo tutte le risposte che chiediamo.
Se anche in Italia ci fosse la punuzione per il reato del falso in bilancio,quante cose cambierbbero.
Se i cittadini analizzassero con zelo come viene gestita la cosa pubblica,come viene misurata la capacitĂ  di gestione dei manager,quante risposte avremmo.
Per sapere come si comportano i genitori ,bisogna vedere come spendono quello che incassano.
Ma i conti i cittadini non li guardano.
Francesco Mancini




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