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Blasi: Dopo Tap, vorrei vedere sindaci e cittadini del Salento uniti per la riconversione di Cerano
venerdì 18 luglio 2014

da blasi.ufficiostampa@gmail.com




 

‚ÄúBravo Salento! Giorno dopo giorno si susseguono i no alla sponsorizzazione di Tap. Si ripensano decisioni gi√† prese, si mettono in discussione contratti gi√† firmati. Spero che alla fine di questo travaglio la Festa di San Rocco e il concerto ‚ÄúBattiti Live‚ÄĚ siano ‚ÄúTap free‚ÄĚ, come nelle intenzioni degli organizzatori e soprattutto degli amministratori di quei comuni. Bravo anche il sindaco Paolo Perrone, per aver preservato la festa di Sant‚ÄôOronzo dalle polemiche e dalle strumentalizzazioni.

Da quello che sta accadendo in questi giorni abbiamo imparato due cose: la prima √® che il mecenatismo √® cosa totalmente diversa dalla speculazione e che il legittimo finanziamento dei privati agli eventi culturali √® qualcosa che per funzionare deve essere mosso da un reale intento filantropico e non dal mero obiettivo di captare la benevolenza di quello che si considera un popolino; la seconda, e pi√Ļ importante cosa che abbiamo imparato, o meglio, scoperto da questa vicenda √® la forza di un popolo di amministratori, sindaci e cittadini comuni che con la loro mobilitazione hanno cambiato il segno di questa vicenda. Sembravamo una provincia marginale, dove il consenso si acquista con sponsorizzazioni, mance e prebende. Invece abbiamo definitivamente mostrato che non √® e non potr√† mai essere cos√¨, n√© per Tap, n√© per altro.

In dieci giorni, da quel ‚Äúno‚ÄĚ alla scritta ‚ÄúTap‚ÄĚ sulle maestose luminarie salentine ai dietro-front di oggi, abbiamo mostrato di saperci battere, di saper cambiare l‚Äôordine degli avvenimenti per come qualcun altro li aveva immaginati per noi. Questa forza va messa al servizio di un‚Äôaltra, importante battaglia, che da tempo rappresenta una priorit√† per il Salento: la riconversione della Centrale di Cerano.

Mi piacerebbe che sindaci e cittadini del brindisino e del leccese si sentissero uniti allo stesso modo nell‚Äôobiettivo spegnere quella ciminiera. Il Salento √® a primo posto in Italia per l‚Äôincidenza dei tumori al polmone. Bisogna lavorare su quelle che sono le possibili cause di questo triste primato. √ą la battaglia pi√Ļ importante che questo territorio giocher√† nel prossimo decennio: decarbonizzare Cerano, ambientalizzare le produzioni industriali, riuscire a spegnere i grandi e piccoli ecomostri sparsi sul territorio, come gi√† siamo riusciti a fare per la Coopersalento.

L’Agenzia Europea per l’Ambiente ha stimato che il danno in termini di salute e ambiente provocato dalla centrale di Cerano è tra i 500 e i 700 milioni di euro all’anno. Bisogna intervenire. E siccome la politica negli ultimi anni non si è mostrata troppo sensibile al problema di Cerano, bisogna che lo facciano i cittadini, anche grazie all’orgoglio mostrato nella vicenda delle sponsorizzazioni Tap. Sulla Tap la palla ora è nelle mani del governo e penso che difficilmente l’Italia potrà rinunciarvi.

La soluzione allora √® quella di fare di necessit√† virt√Ļ e utilizzare la Tap per smettere di bruciare carbone a Cerano. √ą possibile, si pu√≤ fare, lo diceva la stessa Enel il 12 novembre 1996, quando l‚Äôazienda firm√≤ una convezione con il Comune e la Provincia di Brindisi. Questa convenzione prevedeva la riconversione a gas di almeno un gruppo della centrale Federico II. C‚Äô√® la firma di Enel sotto quella convenzione. Tocca alle persone di buona volont√† ricordarglielo e fare della Tap un‚Äôopportunit√† per riconvertire di Cerano. Nel brindisino e nel Salento, come ci ricorda la Lilt, le persone si ammalano pi√Ļ di quanto sia tollerabile: √® arrivata l‚Äôora di indignarsi anche per questo e di mobilitarsi per far diminuire il numero dei malati, anche a costo di mettere in discussione i basti costi di produzione che il carbone assicura alle multinazionali dell‚Äôenergia‚ÄĚ. ¬†

18 luglio 2014                                                                                               Sergio Blasi




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