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TARANTO: IL M5S RISPONDE ALLE DICHIARAZIONI DI CONFINDUSTRIA
giovedì 7 agosto 2014

da Valerio L'Abbate
Assistente Deputato Giuseppe L'Abbate




 

 

Per il deputato De Lorenzis (M5S) i tarantini, che hanno subito passivamente da decenni le scelte del Governo, devono poter far sentire la propria voce. Gli industriali devono piuttosto richiedere al premier Renzi una pianificazione industriale, sinora disattesa

 

 

Alle dichiarazioni di Confindustria Taranto che continua ad affermare che non si può dire “no a priori” al maxi parco eolico nel Mar Grande ed al progetto Eni denominato “Tempa Rossa”, il M5S replica ribadendo che si tratta di una mistificazione.


Confindustria Taranto evidentemente da tempo ha perso la memoriadichiara il deputato Diego De Lorenzis (M5S)poiché, da un lato, ignora i 150 di colonizzazione ed i troppi ‘sì’ a prescindere che storicamente Taranto ed i tarantini hanno dovuto subire e, dall’altro lato, perché i progetti menzionati hanno già ricevuto le autorizzazioni dalle istituzioni senza alcun dibattito pubblico. Adesso, non ci si può lamentare che la cittadinanza, finalmente informata e che vuol essere artefice del proprio destino, si opponga a questi ennesimi scempi, motivando pubblicamente, ampiamente ed in maniera approfondita tali dinieghi. Ancora una voltacontinua il parlamentare salentino 5 Stellecontinua a sussistere, da parte di Confindustria Taranto, la miope convinzione che l’industria sia in crisi a causa delle legittime e giustificate opposizioni di cittadini senza anello al naso e non più ricattabili. Quando, piuttosto, il settore industriale in tutta Italia è al collasso per la mancanza di una pianificazione a livello nazionale che risulti convincente e sostenibile. Basta citare, nel comparto dell’acciaio, alcuni aspetti del primo decreto ‘Salva Ilva – Ammazza Taranto’ dove veniva sancito che, entro 6 mesi (ovvero, entro fine giugno 2013) il Governo adottasse una strategia sulla filiera produttiva dell’acciaio. Impegni completamente disattesi, nonostante i numerosi altri decreti e gli atti parlamentari in materia, volti a sollecitarne l’applicazione. Per cui, se Confindustria vuole trovare un colpevole commenta De Lorenzis (M5S) –  non alimenti la ‘guerra tra poveri’ tra cittadini e lavoratori e si risparmi l’invio di lettere al Primo Ministro con richieste di proroghe, deroghe o commissariamenti. Pretenda piuttosto che il Governo pianifichi seriamente e di concerto con le popolazioni, quale sviluppo debba avere questo Paese. Navigare a vista, come continua a fare il Governo Renzi e come hanno fatto i precedenti, non fa bene a nessuno: né ai lavoratori che non hanno certezze per il futuro, né ai cittadini e all’ambiente che continuano a pagare un prezzo insostenibile per le scelte verticistiche e non condivise, né agli imprenditori che sono costretti di volta in volta a chiedere ‘favori’ al politico di turno. Questo modo di operareconclude il deputato M5Salimenta il ricatto occupazionale, la guerra tra poveri, l’intreccio malato tra politica e lobby industriale e il voto elettorale di scambio e va abbandonato subito”.




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