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LETTERA APERTA ALL’ASSESSORE “GIONATAN SCASCIAMACCHIA”
martedì 12 agosto 2014

da osservatoriolegnc@libero.it


ASSESSORE GIONATAN SCASCIAMACCHIA


redazione@tribunadelsalento

Libero OSSERVATORIO della LEGALITA’ onlus (TA)  osservatoriolegnc@libero.it

 

 

  

 

La storia è di quelle che possono venire a noia perché dette e ridette, raccontate e ri-raccontate, ma, dal momento che l’Amministrazione Comunale è stata -speriamo finora- sorda, eccoci qui a rappresentare il solito problema di quella sorta di suk chiamato impropriamente mercato di Piazza Sicilia, denominazione che non potrebbe essere meno adatta, giacchè la struttura manca di ogni elementare requisito. Mi considero una dei tanti cittadini di Taranto affetti da quella patologia anacronistica denominata “Taras-filia”, un amore senza limiti per questa città, avviata verso un declino “arrestabile”, se solo si volesse, ed un degrado diffuso in ogni dove, imputabile all’inerzia di amministrazioni locali perse dietro utopistici “rilanci futuri” , amministrazioni avulse dalla realtà quotidiana, all’oscuro delle problematiche non rinviabili, delle emergenze “bombe sociali”.

Basta davvero poco per capire che abbiamo toccato il livello di guardia, che certi interventi sono improcrastinabili, che la situazione è allo sfascio.

Le emergenze sono sociali, economiche, culturali, occupazionali; spesso sono addebitabili ad un mancato rispetto della legalitĂ , ad una marcata corruzione, ad un inequivocabile degrado morale, amministrativo, politico.

Cosa può fare il cittadino comune se non adeguarsi pena ripicche di ogni sorta?

Pure c’è chi, classica vox clamantis in deserto, denuncia, invia lettere ai giornali, agli amministratori, ai politici, a chi dovrebbe fare e non fa.

  

 

Ecco, io voglio, ancora una volta, fidare nelle istituzioni, chiedere che si faccia qualcosa per porre fine ad una vergogna come quella rappresentata dal cosiddetto “mercato di P. Sicilia”, mercato rionale -consistente in un capannone ed in un prolungamento di baracche all’aperto in via Lucania-, nato a ridosso di un plesso scolastico (S.M.Alfieri) e di “civili abitazioni”, di fatto ridotte ad “incivili abitazioni” per la presenza di tutto quello che può derivare dall’insistenza di un mercato diversificato (ortofrutta, carni, latticini, pesci e frutti di mare, ecc), dai liquami e dal proliferare di ogni sorta di insetti.

Il mercato in questione è stato già oggetto nel 2007 di una relazione del Dipartimento di Prevenzione Asl TA che ne proponeva la chiusura per le motivazioni che di seguito si riportano per intero:

“1. Le condizioni igienico sanitarie generali, ed in particolare in prossimità dei banchi vendita e dei box, sono da considerarsi scadenti;

2. La pavimentazione è costituita da asfalto le cui condizioni di manutenzione non assicurano comunque una buona pulizia, lavabilità e disinfezione dai residui di prodotti ortofrutticoli marcescenti sparsi ovunque;

3. Presenza di un canale di raccolta delle acque piovane e di lavaggio dotata di griglia, corrente lungo tutta l’estensione del mercato, ove si verifica la stagnazione di acque e di residui liquidi, dovuta ad intasamento della stessa, causa di esalazioni maleodoranti e richiamo per insetti e ratti;

4. Spazi operativi per la commercializzazione degli alimenti estremamente ridotti, con conseguente difficoltĂ  alle normali operazioni di pulizia;

5. Servizi igienici per gli operatori utilizzati promiscuamente con gli avventori e comunque con rubinetteria non a norma di legge;

6. Presenza di box adibiti alla vendita di carni con superficie limitata che non consente la preparazione di prodotti carnei pronti a cuocere (hamburger, salsicce, ecc.) e privi di lavello, per cui non vengono assicurate le operazioni di lavaggio di attrezzature ed utensili.”

 

Nessun seguito alla proposta, amministrazione comunale assolutamente assente se non fosse per interventi minimi che non hanno di fatto modificato sostanzialmente la situazione strutturale, né i disagi degli abitanti a ridosso del mercato che pretendono vivibilità. Eppure esiste una soluzione possibile nell’ex-area Camuzzi che permetterebbe la riapertura del tratto “negato” di via Lucania tra via Liguria e Corso Italia, snellirebbe la circolazione, oggi “intasata” per la presenza di ambulanti e, soprattutto, restituirebbe dignità agli abitanti e valore agli immobili penalizzati da presenze inopportune.

Area ex-Camuzzi, ai tempi dell’amministrazione dibelliana oggetto di un tentativo di edificazione, sventato da un tarantino doc, che segnalò il tentativo all’allora assessore regionale Barbanente, chiedendo se nell'area ex-camuzzi, ex-167,

oramai abbondantemente decaduta, si potesse pensare di realizzare abitazioni o, se invece fosse possibile, senza alcuna variante al P.R.G., procedere ad edificare il Mercato Rionale nello specifico trasferirvi piazza Sicilia. La risposta fu, ovviamente, che non si potesse edificare, semplicemente. Cosa si aspetta, allora, a trasferire il mercato, servizio di utilità pubblica, in un’area più adatta e con la possibilità di requisiti richiesti? Come alternativa, perché non ripristinare il mercato Bestat, costruito-costato-poco utilizzato? Qualcuno dirà che al trasferimento si oppongono gli operatori, alcuni operatori, timorosi di perdere la clientela; qualcun altro solleverà l’obiezione del “mercato sotto casa” per gli abitanti della zona, ma sono motivazioni “di comodo” perché quello pseudo mercato è antitetico a tutte le norme in fatto di ubicazione, in fatto di transito scorrevole in un’arteria importantissima, in fatto di igiene urbana. Assessore, appena nominato, ha mostrato una determinazione poco consueta, ragion per cui rivolgo a lei l’ennesima segnalazione con l’auspicio decida di valutare lo stato del mercato, la iniqua ubicazione, la deleteria vicinanza con testimonianze del glorioso passato.

Nell’attesa, le invio auguri di buon lavoro.

 - Sic transit gloria mundi -

Taranto lì, 11.08.14                                                                                        Emma Bellucci






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