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TAP: dopo rapporto di Amnesty International , il M5S rinnova la propria contrarietà ad accordi con l’Azerbaijan
venerdì 26 settembre 2014

da Valerio L'Abbate
Assistente Deputato Giuseppe L'Abbate




 

Il regime autoritario azero nega i più basilari diritti civili, come testimoniato dall’attività Gambar in occasione dell’evento organizzato a Roma da Amnesty e ReCommon. Il deputato pugliese De Lorenzis (M5S) condanna i rapporti commerciali ed energetici con l’Azerbaijan

 

Agghiacciante la testimonianza di Turgut Gambar, attivista dell’Azerbaijan, rilasciata in occasione dell’evento organizzato a Roma da Amnesty International e ReCommon. Il regime azero, in accordi energetici con l’Italia, soffoca i più elementari diritti civili, incarcerando oppositori politici e giornalisti (oggi si stima siano un centinaio), non tenendo in alcun conto la volontà dei cittadini, come dimostrano gli stessi rapporti di Amnesty International. Un grido dall’allarme raccolto dal deputato pugliese Diego De Lorenzis, presente all’incontro.

 

“Questa situazione non fa che aumentare la più coerente e convinta opposizione, in qualunque sede ed a prescindere dall’approdo, al gasdotto TAP che dovrebbe portare in Italia proprio il gas azero – dichiara il deputato De Lorenzis (M5S) – Il M5S è assolutamente contrario a legare le sorti energetiche dell’Unione Europea a regimi autoritari: ieri molti si scandalizzavano per la sudditanza del nostro paese nei confronti di Gheddafi o di Putin ma oggi pochi hanno la medesima reazione per una dinastia autoritaria come quella degli Aliyev, come se chiamarsi Presidente, Re o Rais cambi le condizioni delle persone oppresse”.

 

I 5 Stelle ribadiscono la propria contrarietà a stringere accordi commerciali, industriali e finanziari con regimi che reprimono i diritti fondamentali dell’uomo come quello alla libera espressione o all’assemblea. “Il democratico Renzi e il viceministro De Vincenti forse sono più a loro agio a Baku che nel Salento – dichiara Diego De Lorenzis (M5S) – dato che anche il Ministero dei Beni Culturali ha espresso parere contrario, rinnovando quel ‘no’ convinto delle popolazioni locali. Quel ‘no’ che in realtà rappresenta un ‘sì’ ad un differente modello energetico: quello da fonti rinnovabili diffuse e distribuite sul territorio, integrate nel territorio e con rispetto dell’ambiente e del paesaggio, che rappresenta anche sviluppo della tutela dei diritti dei cittadini di qualsiasi parte del mondo, e che auspichiamo possa portare quel reale progresso sociale e non una sola mera crescita economica per qualche multinazionale. Per questo - conclude il deputato 5 Stelle salentino - il M5S ha chiesto in aula alla Camera che il primo Ministro venga a riferire su quanto il governo italiano e i suoi rappresentanti si dicono con il presidente dell’Azerbaijan, Aliyev, perché si scrive ‘Energia’ ma si deve leggere Legalità, Trasparenza e Diritti civili”.

 

 




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