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IPA cancerogeni: i picchi del mattino.
Lettera aperta all'ARPA Puglia e alla ASL di Taranto

venerdì 28 novembre 2014

da Alessandro Marescotti
Presidente di Peacelink




Anche stamattina a Taranto chi si è affacciato al balcone fra le 7 e le 8 di mattina ha respirato IPA (idrocarburi policiclici aromatici) equivalenti a chi respira in una stanza con un fumatore.

Gli IPA sono potenzialmente cancerogeni e genotossici, possono cioè modificare il DNA che i genitori trasmettono ai figli.

Quello che sta accadendo a Taranto è che stiamo giocando con il futuro di chi non è ancora nato.

PeaceLink ha effettuato dei test per verificare l'impatto inquinante del fumo di sigaretta in un ambiente chiuso e l'impatto inquinante degli IPA sull'intera città di Taranto.

La mattina presto, in particolare fra le ore 7 e le ore 8, abbiamo verificato - utilizzando la stessa strumentazione di ARPA - che l'intera città (e non solo il quartiere Tamburi) si trasforma in una enorme stanza dove c'è un gigantesco fumatore. E tutti sono costretti a respirare quell'aria. La situazione migliora quando il vento viene dal mare, peggiora quando viene dall'area industriale e diventa particolarmente critica quando c'è stasi di vento.

Oggi ad esempio, fra le 7.30 e le 8 di mattina, si sono addirittura superati in alcuni momenti i 100 ng/m3.

Sono picchi che probabilmente sfuggono alla strumentazione dell'ARPA se non è settata con una risoluzione temporale al alta frequenza (un campionamento ogni 10 secondi per l'Ecochem PAS 2000). Se la strumentazione ARPA calcola invece medie su intervalli temporali più lunghi questi picchi vengono inglobati nelle medie e scompaiono.

Qual è la ragione per cui i picchi si verificano proprio in quella fascia oraria? A nostro parere e sulla base dei dati meteo consultati, quella è la fascia oraria in cui si raggiungono i livelli più bassi per la temperatura e quindi i fumi, raffreddandosi, si depositano sulla città formando quella fascia grigia e nera che in tanti ci hanno segnalato con le loro foto.

 

I picchi proprio fra le 7 e le 8 di mattina sono inoltre confermati, oltre che dai nostri dati, anche dalle medie orarie che Arpa ha recentemente fornito a PeaceLink, su specifica richiesta della nostra associazioni per la comparazione dei dati delle nostre strumentazioni in alcune giornate critiche e per alcune centraline di monitoraggio della qualità dell'aria.

Dunque ci sembra un dato di fatto che fra le 7 e le 8 di mattina si verificano quei picchi che sconsiglierebbero ad esempio di effettuare il ricambio dell'aria nelle abitazioni o di fare attività sportiva all'aperto in alcune giornate critiche.

Da quando a Taranto stiamo fornendo dati in tempo reale le misurazioni IPA da noi effettuate, è cresciuto a dismisura la richiesta di informazione in tempo reale di questo tipo di informazioni. La nostra esperienza è unica in Italia e sta diventando un progetto pilota su cui abbiamo deciso di investire il nostro tempo e le nostre energie, e a tal fine, con un gruppo di volontari ed ecosentinelle abbiamo realizzato quanto segue:

  • il sito www.zeroipa.it che è alla base di un progetto di citizen science e nel quale stiamo creando una banca dati delle misurazioni effettuate; 
  • PeaceLink Air Monitoring: è una pagina su Facebook dove forniamo quiotidianamente i dati delle misurazioni, in particolare quelle delle ore mattutine;
  • in contemporanea su Facebook le ecosentinelle da diversi punti della città forniscono foto della cappa dei fumi sulla città, in modo da incrociare in tempo reale i dati delle misurazioni con quelli visivi.

Quello che stiamo realizzando è un esperimento unico in Italia di monitoraggio dal basso. Tale esperimento non ha lo scopo di creare un procurato allarme, ce ne guarderemmo bene. Vogliamo invece studiare a fondo le ragioni per cui in alcuni periodi della giornata a Taranto si creano picchi di IPA paragonabili a quelli a cui è esposto chi deve respirare il fumo passivo.

 

Per i motivi sopra spiegati e con questo comunicato PeaceLink vuole rendere nota la lettera che è abbiamo spedito ad ARPA e ASL:

All'ARPA Puglia
e per conoscenza alla ASL di Taranto

Oggetto: richiesta dati IPA di oggi e misure di precauzione

Chiediamo gentilmente i dati orari degli IPA di tutte le centraline ARPA di Taranto, comprese quelle interne dell'ILVA, e chiediamo di sapere se i valori elevati rilevati oggi sono attribuibili all'ILVA o ad altre sorgenti e in che percentuali.
Chiediamo se l'ARPA intende coordinarsi con la ASL per segnalare alla cittadinanza previsioni di picchi di IPA o se intende fornire sul web un servizio online istantaneo di comunicazione degli IPA dando anche delle valutazioni sui livelli accettabili e su quelli invece che indicano un inquinamento paragonabile al fumo passivo.

Diverse persone cambiano l'aria delle abitazioni o fanno infatti attività fisica all'aperto in coincidenza con i picchi mattutini di IPA. Ricordiamo che in questo periodo gli IPA giungono tendenzialmente a toccare i valori più elevati dell'anno e pertanto, per il principio di precauzione, non sarebbe sbagliato usare gli strumenti ad alta risoluzione temporale come gli analizzatori IPA per effettuare un controllo dei livelli di esposizione a queste sostanze potenzialmente cancerogene.

Cordiali saluti
Alessandro Marescotti
Presidente di PeaceLink


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Questa è la lettera aperta inviata. Alleghiamo una foto di ieri e i dati registrati nella mattinata e nella tarda serata di ieri.

Nelle nostre classificazioni della qualità dell'aria connessa agli IPA la soglia che rende pericolosa l'aria è fissata a 40 ng/m3, equivalente al fumo passivo (area grigia); superando gli 80 ng/m3 scatta la fascia nera che equivale nelle nostre misurazioni alla concentrazione di IPA in una vecchia auto a benzina euro2.







Il valore di 20 ng/m3 corrisponde alla media del quartiere Tamburi nel periodo 2009-2010. E' un valore che in questi giorni viene sistematicamente superato fra le 7 e le 8 di mattina anche a 5 chilometri dall'area industriale.

Lanciamo una proposta realizzabile.

Perché ARPA non installa delle webcam connesse a Internet per riprendere in tempo reale i dati del dispay dei propri strumenti di misurazione in tempo reale degli IPA? Perché non si fa altrettanto con gli analizzatori IPA delle centraline interne all'ILVA?

 

Associazione PeaceLink

 




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