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Comunicazioni attività Movimento 5 Stelle
mercoledì 3 dicembre 2014

da Parlamentari, MeetUp e sedi pugliesi


 
Comunicato stampa
Bruxelles, 2 dicembre 2014


RIFIUTI, D'AMATO (M5S): CON MULTA UE AVREMMO PAGATO BONIFICHE NON FATTE
L'eurodeputata del Movimento 5 Stelle lancia anche l'allarme sui 14mila fusti metallici contenenti anche materiali radioattivi stoccati nel deposito Cemerad di Statte (Taranto)

"E' finito il tempo delle scuse: le discariche illegali vanno bonificate subito. Un anno fa dovevamo spendere 148 milioni per le bonifiche. Adesso, rischiamo di pagare la stessa cifra per non averle fatte. Una vergogna ai danni della salute dei cittadini che accomuna almeno quattro governi, da Berlusconi a Renzi". Così l'eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Rosa D'Amato, commenta le sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea che ha comminato all'Italia una multa milionaria per i mancati interventi di bonifica delle discariche illegali sparse nel territorio (di cui 16 in Puglia). La sentenza prevede una sanzione forfettaria di 40 milioni di euro e una penalità di 42,8 milioni per ogni semestre di ritardo nell'attuazione delle misure necessarie di adeguamento. "Quello che ci chiede l'Europa, stavolta, corrisponde a quello che chiedono i cittadini da anni, ossia che le discariche vangano bonificate - continua D'Amato - Dietro questa vicenda si intreccia il peggio della malapolitica e del malaffare italiani. Si sono sprecati milioni di euro, in buona parte anche fondi Ue, per semplici interventi di messa in sicurezza e di mera copertura dei rifiuti, senza fare le bonifiche. E quel che aggiunge altra rabbia è che delle 218 discariche illegali, ben 152 erano state autorizzate da enti pubblici".  
L'eurodeputata lancia poi l'allarme sulla gravissima situazione dei 14mila fusti metallici, di cui ben 3mila contenenti materiali radioattivi, stoccati nel deposito Cemerad di Statte (Taranto). "E' una situazione pericolosa che è nota da tempo alle autorità - dice - Ma nonostante ciò nessuno è ancora intervenuto. Parliamo di un deposito insicuro, esposto a eventi atmosferici e ad atti illeciti, che contiene anche rifiuti radioattivi dell'Ilva".
Proprio a proposito dell'Ilva, l'eurodeputata denuncia quanto accaduto oggi nello stabilimento di Taranto nel corso della visita della commissione bicamerale di inchiesta sulle Ecomafie: "E' inaccettabile che il presidente della commissione Alessandro Bratti (Pd) abbia ostacolato ed impedito che la commissione, scortata da alcuni operai, ispezionasse siti precisi e sconvenienti all'interno dello stabilimento. Quella di Bratti è stata una gita turistica, altro che inchiesta".


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da Valerio L'Abbate
Assistente Deputato Giuseppe L'Abbate
342.8632827
PUGLIA: EMILIANO CHIAMA, IL M5S RISPONDE (PER LE RIME)
Il candidato presidente per il centrosinistra alla guida della Regione Puglia Michele Emiliano chiede subito un confronto con i 5 Stelle. I portavoce del Movimento 5 Stelle, scettici, accolgono l’invito
Nel giorno della sua incoronazione a candidato governatore della Regione Puglia per il centrosinistra, Michele Emiliano ha subito richiesto un tavolo di confronto con i 5 Stelle. Una proposta che trova disponibili i parlamentari pugliesi M5S.
“Forse Emiliano è stato un po’ troppo preso dalla campagna elettorale per le primarie – dichiarano i deputati Giuseppe D’Ambrosio, Giuseppe L’Abbate, Emanuele Scagliusi, Giuseppe Brescia, Diego De Lorenzis, Francesco Cariello, i senatori Maurizio Buccarella, Barbara Lezzi, Daniela Donno, Lello Ciampolillo e l’europarlamentare Rosa D’Amato – e non si è accorto che sono oramai settimane che ci confrontiamo concretamente con il consiglio regionale per la nuova legge elettorale della Puglia”. La Regione, infatti, è ancora priva di una legge elettorale valida, nonostante l’avvicinarsi delle urne, ed i 5 Stelle hanno prima richiesto di essere ascoltati dal Presidente del Consiglio Onofrio Introna e dalla Commissione competente in materia (richiesta accolta) e poi hanno proposto la legge elettorale denominata “Democratellum”, scritta insieme a 30.000 cittadini. “Ma in Regione sono troppe le spaccature in difesa della propria poltrona e una conclusione sembra ancora lontana” affermano i parlamentari pugliesi M5S.
“Se Emiliano, dopo la sua investitura, sente il bisogno di confrontarsi finalmente sui temi, noi siamo disponibili – continuano i 5 Stelle – La differenza tra il Movimento 5 Stelle e il coacervo di forze di centrosinistra però è lampante sin dal metodo: già da settimane, sul territorio pugliese, sono infatti partiti i gruppi di lavoro M5S per redigere con i cittadini il programma della Puglia del futuro. Per noi, la scelta del portavoce è secondaria dinanzi alle necessità dei cittadini della nostra regione. Per i partiti, invece, la poltrona sembra venire sempre prima di ogni cosa. Emiliano, poi, pare lanciare i suoi 6 forum programmatici credendo forse che i pugliesi abbiano dimenticato l’esperienza dell’Emilab 2009 dove i ragazzi che si erano dedicati anima e corpo alla sua campagna elettorale e a cui in un primo momento si assicurò uno spazio per discutere di progetti per migliorare Bari, ad elezioni finite furono fatti sloggiare in fretta e furia per riconsegnare la sede al PD. La democrazia diretta è il nostro modo di fare politica, coinvolgendo attivamente, concretamente e sempre i cittadini: per Emiliano, piccolo Renzi di Puglia, pare essere solamente uno spot per riempire le pagine delle cronache politiche. In qualsiasi caso, – proseguono i portavoce 5 Stelle – rinnoviamo la nostra disponibilità ad un tavolo trasparente e possibilmente concreto sui temi più sentiti dai pugliesi ma non neghiamo che ci fa un po’ specie dover parlare di sanità con Emiliano non disponendo di spigole e cozze pelose, di lavoro con un magistrato che pur di non tornare al suo incarico ha chiesto di fare l’assessore a San Severo per un anno dove ancora lo stanno aspettando per fargli conoscere il comune foggiano e che non risulta abbia mantenuto la promessa della sua campagna elettorale sui 30.000 nuovi posti di lavoro o, ancora di rifiuti e ambiente con chi, in dieci anni di sua gestione al Comune di Bari, ha portato la raccolta differenziata ad un misero 20%. O peggio di cultura, con chi ha fatto sprofondare tra debiti e scandali, sotto la sua guida, la Fondazione Petruzzelli. O ancora di doppi incarichi e mandati a termine con chi, cinque anni fa, aveva richiesto solennemente di sputargli in un occhio se mai si fosse candidato alla Presidenza della Regione. Un Emiliano che si presenta come ‘Sindaco di Puglia’ ma che da Primo Cittadino ha visto precipitare il capoluogo pugliese nelle classifiche della sicurezza nell’edilizia scolastica, della vivibilità, della qualità dei servizi. Dubitiamo che le ricette di Emiliano siano in grado di risollevare la nostra terra ma, del resto, il dialogo (per noi che lo reputiamo fondamentale) non si nega a nessuno”. 
Sui cavalli di battaglia del M5S, poi, i portavoce pugliesi incalzano l’ex Sindaco Michele Emiliano. “Del resto, non conosciamo la posizione del candidato del centrosinistra su acqua pubblica, rifiuti zero, Ilva, stop al consumo di suolo, trasporti sostenibili, energie rinnovabili, trivellazioni, informazione e trasparenza. Stando alla linea del suo Governo targato Matteo Renzi, le risposte vengono da sé. E sono delle peggiori – continuano i portavoce 5 Stelle – Ma il nostro obiettivo, oggi come quando saremo in Regione, è quello di proporre e appoggiare ciò che farà il bene dei cittadini, senza pregiudizi o prese di posizione sterili. Come a Roma, anche a Bari collaboreremo con le altre forze politiche per il bene comune della Puglia: sul lavoro concreto siamo sempre stati in prima linea e lì rimarremo, senza tirarci mai indietro. Per il momento, il Movimento 5 Stelle condurrà una campagna elettorale per conquistare la Regione Puglia e sottrarla a logiche di potere che perdurano da decenni e che hanno devastato la nostra terra e, quindi, in totale antitesi con una partitocrazia di cui Emiliano è l’emblema, nonostante le sue continue foglie di fico. Se vuole un confronto sui temi, noi siamo disponibili: forse è il caso, però, che si faccia accompagnare da qualcuno che sia in grado di andare oltre gli slogan e le frasi ad effetto per affrontare, per davvero, le questioni più spinose della nostra Regione”.
 
 
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da Valerio L'Abbate
Assistente Deputato Giuseppe L'Abbate
342.8632827
IMU AGRICOLA: IL M5S PREME SUL GOVERNO PER LA MODIFICA NELLA LEGGE DI STABILITÀ
Il capogruppo M5S in Commissione Agricoltura Giuseppe L’Abbate bolla come illogica la norma che modula l’esenzione dall’IMU solo in ragione di parametri fisici. Uno strumento utile solamente a fare cassa per una politica spendacciona 
“Ancora una volta assistiamo ad una palese violazione dei principi costituzionali – dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – L’articolo 53 della Costituzione dispone che tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. La norma che modula l’esenzione dall’IMU solo in ragione di parametri fisici è del tutto illogica e serve esclusivamente a fare cassa. Abbiamo chiesto più volte di rivedere la fiscalità rurale e soprattutto di non far pagare al mondo agricolo il prezzo di decenni di politiche dissennate, volte esclusivamente a dilatare la spesa pubblica e creare debito. Ora ci auguriamo che il Governo corregga questa assurdità nella legge di stabilità e ripristini il valore del dettato della Carta costituzionale”.
 
 
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da Valerio L'Abbate
Assistente Deputato Giuseppe L'Abbate
342.8632827
AGRICOLTURA: PRESTO ALGORITMO CONTRO I “FURBETTI DELL’OLIO” NELLA CRISI OLIVICOLA NAZIONALE 
Il deputato pugliese L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera, al lavoro con i colleghi 5 Stelle per trovare un sistema di distribuzione delle risorse a favore dei produttori effettivamente colpiti 
Affilare le “armi” contro i furbetti della crisi dell’olio. Evitare che al danno della “mosca” si aggiunga anche la beffa della cattiva distribuzione delle risorse a sostegno dei produttori colpiti. È l’obiettivo dei deputati cinquestelle della Commissione Agricoltura della Camera che stanno mettendo a punto un algoritmo per rendere più efficace la gestione del rischio agricolo.
“Sono molti i fattori che quest’anno, in tutta la penisola, hanno causato la crisi del settore olivicolo – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – dal cambiamento climatico che ha favorito il proliferare della mosca olearia all’assenza di una struttura capillare di alert fitosanitario sino alla scarsa cooperazione tra gli stessi produttori. Per contenere l’emergenza dobbiamo risolvere, dunque, tre problemi. Il primo: trovare subito risorse statali e regionali per compensare la grande perdita economica di molte aziende olivicole. Il secondo: far arrivare le risorse a chi è stato effettivamente colpito. Terzo: mettere a punto strumenti di prevenzione efficaci. Il M5S si sta adoperando per dare risposte a tutti e tre i problemi”.
Ed un primo passo è stato fatto, nei giorni scorsi alla Camera, durante l’approvazione della Legge di Stabilità con l’accoglimento da parte del Governo di un ordine del giorno dei 5 Stelle per permettere l’accesso al Fondo di Solidarietà Nazionale anche a quelle aziende agricole colpite dalla mosca olearia. Il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S) plaude, inoltre, ai controlli predisposti dai Nas: “Bene i controlli che in questi giorni stanno effettuando i Nas. Controlli che dobbiamo assolutamente potenziare”.
L’idea alla base dell’algoritmo è individuare gli olivicoltori della regione, determinare la loro produzione media di olio degli ultimi tre anni e confrontare la perdita con l’annata 2014, individuare la percentuale di fatturato derivante da olio rispetto al totale in modo da garantire che le risorse vadano solo ai veri olivicoltori che trasformano in loco. “Poiché le risorse sono limitate, è fondamentale farle arrivare a chi si trova effettivamente in difficoltà – conclude il capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – Non solo. Occorre prevedere, magari alleggerendo il peso fiscale, un sostegno anche ai frantoi che, in alcuni casi, per evitare alte perdite, non hanno acceso nemmeno gli impianti. Per il futuro, invece, è necessario promuovere forme associative tra gli olivicoltori e inserire nel piano assicurativo nazionale anche questa nuova forma di danno”. Misure già presentate dal M5S in una risoluzione, ora in discussione in Commissione Agricoltura a Montecitorio.



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da Valerio L'Abbate
Assistente Deputato Giuseppe L'Abbate
342.8632827
TRASPORTI: IL M5S CHIEDE FERROVIE PIÙ EFFICIENTI PER PUGLIESI E LUCANI 
Il deputato salentino De Lorenzis (M5S) presenta una interrogazione parlamentare per ripristinare, al più presto, i binari della stazione di Ginosa e per il rafforzamento della linea ferroviaria dell’arco jonico
Da circa un mese, uno dei tre binari ferroviari che costeggiano la stazione di Ginosa (Taranto) è stato disassemblato, riducendo la capacità della stessa di accogliere treni contemporaneamente. Sui disservizi causati sulla tratta Taranto-Metaponto, fondamentale per studenti, lavoratori e pendolari sia lucani sia pugliesi, ha presentato una interrogazione parlamentare il deputato pugliese Diego De Lorenzis (M5S), segretario della Commissione Trasporti della Camera.
“La ferrovia se valorizzata adeguatamente per sostenere la bellissima Ginosa, bandiera blu per 16 anni di seguito – dichiara De Lorenzis (M5S) – permetterebbe un maggior afflusso turistico, per giunta più sostenibile e sicuro, liberando le strade da congestioni e con inevitabili ricadute positivi per l’ambiente ed i servizi locali. La tratta ferroviaria è sì oggetto di miglioramenti, ma a questi devono essere aggiunti maggiori corse anche a lunga percorrenza. Basti pensare che, solamente qualche anno fa, da Ginosa era possibile raggiungere, senza cambi, le grandi città del nord e viceversa. Attualmente, invece, i tagli effettuati negli anni da Trenitalia hanno reso più complicato raggiungere le mete turistiche del sud, Puglia in testa, e quindi ha disincentivato i cittadini dall’utilizzo di questo importante mezzo di trasporto”.
Con l’interrogazione parlamentare, il deputato salentino De Lorenzis (M5S) chiede al Ministro dei Trasporti Lupi quali interventi sono previsti nella stazione di Ginosa e quale sia la motivazione della disattivazione del binario ferroviario, quale sia lo stato di avanzamento dei lavori previsti per il tratto ferroviario Taranto-Metaponto e quali siano le eventuali criticità riscontrate nel completamente della stessa. Inoltre, si richiede se siano previsti, già nel prossimo contratto di programma, ulteriori stanziamenti per potenziare la tratta jonica nonché, infine, se sia previsto da parte di Trenitalia il ripristino dei collegamenti diretti tra il nord Italia e le stazioni ferroviarie dell’arco jonico.
“Scegliere il treno anziché i trasporti su gomma è un comportamento sicuramente più sostenibile che può portare solo vantaggio alle comunità – conclude Diego De Lorenzis (M5S) – ed è proprio per questo che il M5S si sta battendo per migliorare i collegamenti ferroviari, senza sprecare denari in infrastrutture come l’alta velocita Torino-Lione o altre grandi opere inutili. In un momento di crisi profonda e di poche risorse disponibili, le priorità per i cittadini sono diverse da quelle del Governo Renzi”.
 

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da Valerio L'Abbate
Assistente Deputato Giuseppe L'Abbate
342.8632827
IL GOVERNO PROMETTE DI SCONGIURARE L’AUMENTO DELL’ACCISA SULLA BIRRA
Approvato un ordine del giorno dei deputati M5S della Commissione Agricoltura che impegna l’Esecutivo di Matteo Renzi ad assumere ogni iniziativa possibile a tutela del settore birrario, sinora in costante crescita nonostante l’elevata tassazione subita
Nell’ultimo decennio, l’aliquota delle accise sulla birra ha subito continui aumenti per un totale pari al 93%, raggiungendo così un livello di tassazione tra i più alti in tutta Europa. Nonostante sia considerata, a ben donde, una bevanda alcolica da pasto, la birra è l’unica a scontare l’accisa in Italia che, alla luce di consumi nazionali significativamente più bassi rispetto agli altri Stati europei, non si giustifica neppure come disincentivo al consumo. Ma un ulteriore aumento dell’aliquota è previsto per il prossimo 1° gennaio che, secondo le stime, garantirà un gettito di 177 milioni di euro l’anno. I continui inasprimenti della tassazione hanno spinto Assobirra e l’intera filiera a lanciare la campagna “Salva la tua birra”: una battaglia sposata, in Parlamento, dai deputati del M5S della Commissione Agricoltura che, dopo pressioni e solleciti, sono riusciti ad impegnare il Governo Renzi per scongiurare l’ulteriore aumento. È stato approvato, infatti, durante la discussione della Legge di Stabilità un ordine del giorno a prima firma Chiara Gagnarli (M5S) per far sì che l’Esecutivo renziano assuma “ogni utile iniziativa al fine di evitare l’ulteriore aumento di accisa sulla birra (pari a 3,04 euro per ettolitro anidro) previsto a decorrere dal 1° gennaio 2015 al fine di tutelare un settore in crescita e che peraltro registra un trend occupazionale positivo”.
“Recenti studi, difatti, hanno rilevato come l’aumento delle accise determina, allo stesso tempo, un inevitabile aumento del prezzo di vendita della bevanda generando, così, un effetto di contrazione dei consumi – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S della Commissione Agricoltura alla Camera – e, dunque, di riduzione del gettito derivante dalle imposte indirette (accisa ed IVA). Il sacrificio derivante dall’aumento dell’aliquota dell’accisa sulla birra, pertanto, rischia di non produrre alcun effetto finanziario, a fronte di una inevitabile riduzione dei consumi che metterebbe in ginocchio uno dei pochi floridi settori imprenditoriali italiani degli ultimi anni. Il Governo Renzi può scegliere se essere ricordato come l’ennesimo Esecutivo delle tasse – conclude L’Abbate (M5S) – oppure optare per una decisione più saggia e meno dannosa per un comparto che ha attratto numerosi giovani”.


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da Vito Galluzzi
Assistente Parlamentare del Deputato Scagliusi Emanuele
Camera dei Deputati | XVII Legislatura
MoVimento 5 Stelle
IL M5S PREME SU GENTILONI PER LA QUESTIONE MARÒ MA IL NEO-MINISTRO PARE GLISSARE
Il deputato pugliese Scagliusi (M5S), durante l’audizione del nuovo Ministro degli Esteri Gentiloni, chiede di fare il punto sulla politica estera e sui temi chiave dal caso Marò, agli accordi commerciali, alle adozioni internazionali
Il neo Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Paolo Gentiloni, fresco di nomina dopo il trasferimento a Bruxelles della precedessora Federica Mogherini, pronta a ricoprire il ruolo di Alto rappresentante dell’Unione europea per la politica estera e di sicurezza comune (Lady Pesc), è stato finalmente ascoltato sulle linee programmatiche del suo dicastero dai membri delle Commissioni Affari esteri di Camera e Senato. Tra i temi sollevati dal deputato pugliese Emanuele Scagliusi (M5S) al neo-Ministro Gentiloni: il caso Marò, l’embargo russo, le adozioni internazionali, la sovranità monetaria, energetica ed alimentare.
“Purtroppo il Ministro Gentiloni ha evitato proprio gli argomenti più scottanti e oggettivamente più intricati del dicastero che ha appena preso in mano – dichiara il deputato Scagliusi, componente M5S della Commissione Affari esteri della Camera – Sarebbe stato opportuno parlare delle misure che il Governo ha intenzione di adottare per far fronte alla crisi che le sanzioni inflitte alla Russia stanno creando sull’economia italiana. Oppure delle intricate adozioni internazionali che coinvolgono tante famiglie italiane o, ancora, degli scandali degli Istituti di cultura, della rete consolare all’estero e del concorso truccato alla Farnesina”.
Nel suo intervento, Scagliusi (M5S) ha subito fatto notare al Ministro Gentiloni che temi fondamentali quali la sovranità monetaria e la sovranità alimentare non sono stati per niente trattati nella sua relazione alle Commissioni Affari esteri. “Non si è parlato neanche di sovranità energetica – ha proseguito il deputato pugliese Scagliusi – nonostante ormai sia sempre più evidente che le scelte in questo campo condizionano la nostra politica estera. In merito al trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti ho invitato il Ministro a condividere le informazioni in suo possesso visto che, ad oggi, non si conoscono i termini dell'accordo e, di conseguenza, sono ignote le ricadute che questo avrà sul nostro Paese”.
A proposito di ripercussioni economiche, un accenno è stato fatto alla Legge di Stabilità 2014 che taglia i fondi sulla cooperazione internazionale. Non si è poi fatto attendere il pressing sulla vicenda dei due Marò, con l'Italia che continua ad assumere una linea remissiva nonostante le promesse degli ultimi mesi sia della Mogherini sia del Ministro della Difesa Roberta Pinotti, le quali hanno sempre dichiarato che il Governo abbia già deliberato l’attivazione dell’arbitrato internazionale previsto dal diritto internazionale marittimo.
“Ad oggi, non sappiamo che fine abbia fatto questo arbitrato internazionale e non vi è traccia di novità che possano far prevedere un lieto fine – conclude il deputato pugliese Emanuele Scagliusi (M5S) – Mi auguro che Gentiloni sia più presente come Ministro degli affari esteri di quanto non lo sia stato come membro della Commissione esteri dall'inizio di questa Legislatura. Nella sua carriera non si è mai occupato di esteri, Arriva alla Farnesina nel segno della continuità e della rassicurazione che inesorabilmente indeboliscono ed immobilizzano la diplomazia italiana”.

 
 



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da Segreteria e Uff.stampa M5S Bari
 
SIT-IN 2 DICEMBRE 2014 REGIONE PUGLIA, GAZEBO E RACCOLTA FIRME!

Gli attivisti e i portavoce pugliesi del MoVimento 5 Stelle domani 2 dicembre, dalle 10:30, in concomitanza con il consiglio regionale pugliese, si raduneranno nei pressi della sede della Regione, in Via Capruzzi, per chiedere agli organi decisionali regionali di attivarsi urgentemente e fare ricorso per illegittimità costituzionale al decreto Legge Sblocca Italia. 

Proseguirà anche la raccolta firme della petizione, già iniziata nei giorni scorsi nella varie provincie, e che verranno depositate a breve.Lo Sfascia Italia” è in netto contrasto con il dettato europeo e costituzionale negli articoli 42, 118, 120, nonché  con l’art. 117 comma 3 in specifico riferimento alla ripartizione delle competenze legislative fra Stato e Regioni, contenendo la legge in questione norme riconducibili a materie di esclusiva competenza regionale. 

Noi chiediamo che ogni territorio mantenga le proprie autonomie decisionali rispetto ad impianti potenzialmente dannosi per l'uomo e l'ambiente e che non si decidano le vocazioni delle province sulla testa dei cittadini.

Gli attivisti ed i portavoce pugliesi


Contatti MoVimento 5 Stelle Bari:

Segreteria: 
Alessandra Simone - 366.457.48.19
Ufficio Stampa: 
Fabio Leli - 3299299822
Roberta Perri - 3460073039

Twitter: @BARI5STELLE
YouTube:  www.youtube.com/Bari5Stelle


 
 



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