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STOP ADOZIONI MINORI DALLA BIELORUSSIA: MANCA UN DOCUMENTO DALL’ITALIA
lunedì 19 gennaio 2015

Interrogazione a risposta scritta del deputato pugliese Scagliusi (M5S) indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministre Matteo Ronzi

da Vito Galluzzi
Assistente Parlamentare del Deputato Scagliusi Emanuele





La Bielorussia fa sapere che la collaborazione è a rischio stop per inadempienze procedurali da parte dell’Italia

 

Arriva come un fulmine a ciel sereno per le famiglie in attesa di adozione la lettera del Centro Adozioni di Minsk che sostiene che l’Italia non ha abbia inviato un documento essenziale alla prosecuzione degli accordi. La CAI (Commissione Adozioni Internazionali) doveva inviarlo a settembre ma, nonostante ripetuti solleciti, non lo ha fatto. Quindi, ora la collaborazione rischia di interrompersi bruscamente. E pensare che a metà ottobre scorso la CAI aveva chiesto alle famiglie ed alle associazioni una elenco di minori bielorussi che coppie italiane avrebbero voluto adottare per sottoporlo alle autorità Bielorusse. Ricevute le liste, la CAI presieduta proprio da Matteo Renzi, non ha più comunicato con le famiglie e con gli enti autorizzati per le adozioni, rifiutando qualsiasi tipo di contatto, anche telefonico.

Contattato da alcune associazioni che non si capacitano di questa situazione, il deputato pugliese M5S Emanuele Scagliusi, già promotore di atti ispettivi inerenti alle adozioni internazionali e primo firmatario di una risoluzione proprio per facilitare le adozioni dei minori dalla Bielorussia, ha subito depositato una interrogazione rivolta al Presidente del Consiglio dove chiede i motivi dell’inaccettabile ritardo per il quale il Centro Adozioni Nazionale bielorusso sia ancora in attesa del documento di garanzia richiesto e se sia consapevole che la mancanza del documento di garanzia da parte della CAI è un ostacolo insuperabile per la futura collaborazione nell’esame delle pratiche di adozioni internazionali dei minori bielorussi da parte dei cittadini italiani.

“È inammissibile – ammonisce il deputato M5S Scagliusi – che nonostante l’invio immediato, da parte degli enti autorizzati, di una lista di minori, come richiesto dalla CAI stessa, il tutto si sia arenato per la mancanza di un documento. Proprio così: manca un foglio, precisamente «il documento di garanzia sulle informazioni obbligatorie delle condizioni di vita e di educazione dei bambini» bielorussi adottati in Italia”.

La lettera inviata ieri dal Centro Adozioni Nazionale del Ministero dell’Istruzione della Repubblica di Belarus, giunto il 13 gennaio agli enti autorizzati italiani non lascia spazio ad interpretazioni: «la mancanza del documento è un ostacolo insuperabile per la futura collaborazione nell’esame delle pratiche di adozioni internazionali dei minori bielorussi da parte dei cittadini italiani».

“In altre parole niente documento, stop alle adozioni” – chiarisce il deputato M5S Scagliusi -. A questo punto il Presidente del Consiglio dovrà chiarire come mai la CAI non ha inteso informare gli enti autorizzati all’adozione in Bielorussia delle eventuali difficoltà incontrate, facendo in modo che fosse il paese estero a fare il primo passo. Dal canto mio, continuo a lottare al fianco delle famiglie e delle associazioni che s’impegnano giornalmente per migliorare la vita di questi bambini sfortunati che vivono in orfanotrofi e che oggi, per un foglio, rischiano di vedere infranto il loro sogno di rifarsi una famiglia, una vita”.




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