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Attività, interventi, info da Movimento 5 Stelle
mercoledì 15 aprile 2015





Coop Estense, Fabio Leli (M5S): “La riduzione dei salari e la mobilità dei lavoratori non è la soluzione alla crisi aziendale”

 

Dopo Campania e Lazio, lo stato di crisi è arrivato anche in Puglia per i lavoratori e le lavoratrici di Coop Estense. Secondo la direzione aziendale, per uscire dalla crisi, la soluzione alternativa alla iniziale procedura di mobilità per i 147 dipendenti è l’eliminazione del contratto integrativo, dei ROL, ossia i permessi orario, e l’eliminazione degli scatti di anzianità. Proposte inique per degli uomini e per delle donne che già lavorano con contratti part-time e che non conoscono più alcun giorno di festa. La crisi, a nostro avviso, è del pensiero, di una direzione che continuerebbe a scaricare sui lavoratori le proprie responsabilità.

Dunque, se non riducono il personale, tagliano i salari dei lavoratori. Però, l’art. 45 della carta costituzionale recita che la Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. L’art. 46, invece, dice che il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa. Crediamo che le cooperative debbano tornare a fare le cooperative. Per tale ragione, continueremo a porre la nostra attenzione su tale situazione e vigileremo sulla sua evoluzione. Il nostro auspicio, ovviamente, è che Coop Estense ritorni sui propri passi e ritiri in toto la procedura di mobilità. Perché nessuno deve restare indietro.

 

Fabio Leli 

Candidato Consigliere alla Regione Puglia per il MoVimento 5 Stelle

 

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Comunicato stampa Bruxelles, 15 aprile 2015

 

XYLELLA, D'AMATO (M5S) A VENDOLA: FERMARE USO SU LARGA SCALA DI PESTICIDI

"A Vendola ribadiamo quello che diciamo da settimane: l'uso su larga scala di pesticidi previsto dal piano Silletti va fermato. Si tratta di una misura che rischia di fare più danni di quelli che gli ovicoltori si trovano già oggi ad affrontare". Lo ha detto l'eurodeputata M5S, Rosa D'Amato, che questa mattina, insieme ad altri eurodeputati italiani, ha incontrato a Bruxelles il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. "Siamo d'accordo con Vendola sul fatto che l'Ue debba fare di più per fronteggiare l'emergenza - continua D'Amato -  Non a caso, domani incontrerò il capo di gabinetto del commissario Ue alla Sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis, e in questi giorni ho spinto perché il Parlamento europeo presenti una risoluzione a Strasburgo".
"Quello che chiediamo a Bruxelles - conclude l'eurodeputata tarantina - è di destinare risorse sia per la ricerca, in particolare sul batterio e sui vettori, al fine di individuare al più presto le vere cause del disseccamento degli ulivi, sia per aiutare gli agricoltori pugliesi a ricoltivare i campi e a continuare a fare olivicoltura. Sono queste le istanze da portare avanti. Vendola, se vuol fare la cosa giusta, blocchi l'uso massiccio di pesticidi e si unisca a noi in questa battaglia per il bene dell'agricoltura pugliese e dell'intera regione".

 

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Da Valerio L'Abbate

 

IL M5S CHIEDE CHIAREZZA SU ASSUNZIONI ED INCARICHI DIRIGENZIALI DELLE FERROVIE APPULO-LUCANE

 

Da un’inchiesta giornalista emergono molti lati oscuri nella conduzione delle FAL. Laricchia (M5S): “Porremo fine a questi meccanismi. Onestà e merito torneranno ad essere valori concreti in Puglia”. Interrogazione parlamentare dei deputati 5 Stelle lucani e pugliesi

 

“Le Ferrovie Appulo Lucane sono un’azienda ferroviaria di proprietà pubblica che offre i suoi servizi di trasporto nelle regioni Basilicata e Puglia. Dall’inchiesta giornalistica dell’edizione barese de ‘Il Quotidiano Italiano’ emergerebbe una gestione clientelare e partitica all’interno delle FAL sulla quale vogliamo fare luce”. Questa la denuncia dei deputati lucani e pugliesi del MoVimento 5 Stelle, i quali hanno presentato un’interrogazione parlamentare indirizzata al Ministero dei Trasporti.

 

Secondo gli articoli di stampa, negli ultimi 20 anni nell’azienda ferroviaria si sarebbero succeduti Presidenti e Dirigenti frutto di nomine politiche e pressioni sindacali. Ne è un esempio il rapporto epistolare  pubblicato online da “Il Quotidiano Italiano”. Dalle carte emergerebbe un inquietante ricatto che Pasquale Malatesta, sindacalista di lungo corso, pone ai danni di Aldo Corvino, a sua volta ex-sindacalista diplomato ma non laureato, con ruolo di dirigente del personale. Nella lettera pubblicata dal giornale, Malatesta, facendo riferimento ad una torbida vicenda legata ad un incidente stradale con auto aziendale, avrebbe negoziato il proprio silenzio con Corvino.

 

“Non è questo che avrebbero voluto i nostri predecessori” è la triste affermazione di un ex dipendente FAL che vuole mantenere l’anonimato, ricordando le nobili origini dell’azienda e l’onestà della storica classe dirigente. “Come dargli torto? – proseguono i deputati 5 Stelle –  Ma l’elenco delle anomalie delle FAL a quanto pare, è numeroso. Ombre e sospetti ci sarebbero anche nei molti, troppi, rapporti di amicizia che legherebbero i vertici dell’azienda con il mondo politico, in particolare con l’ex ministro Raffaele Fitto e con altri parlamentari lucani e pugliesi soprattutto di area di centro-destra. Altra stranezza, il regolamento interno all’azienda, frutto dell’intesa fra Corvino e sindacati. Esso riguarderebbe la selezione del personale, mettendo in secondo piano i titoli di studio, a favore di raccomandazioni e rapporti amicali nella crescita professionale”.

 

Un altro caso anomalo, anch’esso citato negli articoli di stampa e nell’interrogazione, è relativo ai lavori di ristrutturazione della sede barese delle FAL, affidati tramite base fiduciaria e non bando pubblico poiché sotto soglia, all’architetto Giampaolo, moglie dell’Onorevole di Forza Italia Nuccio Altieri di Rutigliano, stesso paese natale di Matteo Colamussi e dello stesso partito di appartenenza.

 

“Sarebbe gravissimo – concludono i parlamentari lucani e pugliesi 5 Stelle – se le notizie trapelate a mezzo stampa e tutti i fatti sopra citati dovessero corrispondere a verità. Se queste pressioni e relazioni tra dirigenti, sindacati e partiti in un’azienda a totale controllo pubblico trovassero conferme, il contesto generale in cui opera il management delle FAL sarebbe inammissibile. Anche e soprattutto nei confronti dei tanti lavoratori, impiegati onesti che operano nell’azienda e dei cittadini che utilizzano il servizio. Per questi motivi, abbiamo ritenuto doveroso chiedere spiegazioni al Ministero dei Trasporti affinché si faccia luce su tutta la vicenda, con l’avvio di una seria indagine sull’azienda di trasporto FAL”.

 

“Il M5S chiede da sempre meritocrazia e trasparenza in tutti gli ambiti del vivere comune – dichiara la candidata governatrice alla Regione Puglia Antonella Laricchia – Vogliamo procedure di selezione pubblica del personale basate esclusivamente su criteri di merito, adottando sistemi di pubblicità, come previsto dalla normativa, e idonei termini di scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione. Questo sarà uno dei nostri obiettivi concreti una volta alla guida della Regione Puglia, ponendo fine – conclude Larrichia (M5S) – a comportamenti e meccanismi che costringono, ogni giorno, tanti giovani pugliesi a dover abbandonare la propria terra, in cerca di luoghi dove merito e onestà siano davvero valori imprescindibili”.

 

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Vito Galluzzi
Assistente Parlamentare del Deputato Scagliusi Emanuele

 

TAP: IL SILENZIO DI RENZI SUL GENOCIDIO ARMENO PER DIFENDERE L’ACCORDO

 

Il deputato pugliese Scagliusi (M5S) condanna il silenzio del Governo Renzi e punta il dito sugli accordi commerciali che portano al gasdotto

 

Dopo le parole di Papa Francesco che hanno suscitato reazioni in tutto il mondo, si riscontra il silenzio del Governo Renzi sul riconoscimento del genocidio armeno. Ricorre, infatti, tra pochi giorni il centenario di quella notte tra il 23 ed il 24 aprile, quando vennero eseguiti i primi arresti di intellettuali armeni tra cui giornalisti, scrittori, poeti e delegati al Parlamento che furono deportati e massacrati lungo la strada che li portava verso l’interno dell’Anatolia. Nelle marce della morte, organizzate dall’esercito turco, furono coinvolte 1.200.000 persone: centinaia di migliaia morirono per fame, malattia o sfinimento. Il Governo turco si è sempre rifiutato di riconoscere il genocidio ai danni degli armeni e la reazione del presidente Erdogan, il quale dapprima ha ritirato l’ambasciatore turco dal Vaticano e in queste ultime ore ha condannato aspramente le parole di Papa Francesco intimandolo di non ripetere tale errore, sono l’esempio lampante di quanto questo tema sia motivo di tensione per la Turchia.

 

“Il comportamento del Governo italiano è alquanto imbarazzante. Renzi fa il finto tonto per difendere gli interessi dei suoi partner commerciali, vale a dire la Turchia e l’Azerbaijan, guarda caso il Paese da dove partirà il gasdotto Tap: un’opera di fantascienza che minaccia il turismo e le bellezze del Salento – dichiara il deputato pugliese Emanuele Scagliusi, esponente M5S della Commissione Affari Esteri della Camera – L’ostinazione con cui il premier ed il Governo, ma anche il PD, hanno evitato di spendere una parola per denunciare il genocidio armeno nel suo centenario è sconcertante. Sia la Turchia sia l’Azerbaijan si impegnano attivamente da tempo per scongiurare il riconoscimento del genocidio da parte di diversi stati e organizzazioni. Per farlo, hanno più volte ricorso a lobby e gruppi di pressione, con ingenti finanziamenti. Questa volta, a chinare il capo, è stato il nostro Presidente del Consiglio, nonostante le accuse giunte nelle ultime ore anche a Papa Francesco. Una vergogna senza fine”.

 




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