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Comunicazioni CoR (Conservatori e Riformisti)
giovedì 28 aprile 2016

- FITTO: inaccettabile mancato ritiro frutta italiana da GDO
- ALTIERI: Agricoltura, GDO blocca frutta italiana e ritira estera. Interrogazione a Min. Martina
- Stagionali nei Consorzi, COR: "Prendeteli dall'Uff. Collocamento"
- ALTIERI e MARTI incontrano Min. Costa su lidi aperti tutto l'anno: è disponibile



FITTO: “INACCETTABILE MANCATO RITIRO FRUTTA ITALIANA DA GRANDE DISTRIBUZIONE. NO A INVASIONE PRODOTTI STRANIERI”

Il leader dei Conservatori e Riformisti, Raffaele Fitto, annuncia la presentazione di interrogazioni al Parlamento italiano ed europeo per bloccare questa situazione che rischia di penalizzare fortemente l’Agricoltura Italiana


Tonnellate di ciliegie ed altri prodotti agricoli italiani rischiano di restare invenduti, perché le più importanti catene della grande distribuzione organizzata hanno comunicato che non ritireranno prodotti ortofrutticoli italiani se non provenienti da aziende aderenti alla Rete del lavoro agricolo di qualità. E cos'è questa Rete? Una nuova pratica burocratica introdotta dal Governo Renzi, la cui applicazione però, mediante l'iscrizione ad un apposito portale, si è rilevata ancora impossibile e lenta a causa di regole incomprensibili e farraginose.


Non possiamo né accettare, né consentire questo ennesimo colpo all'agricoltura italiana, che metterebbe in ginocchio migliaia di aziende e di lavoratori, con il rischio di favorire ancora una volta l'importazione di prodotti stranieri per i quali non è richiesta alcuna iscrizione alla Rete del lavoro agricolo di qualità.

Stamattina presenteremo una interrogazione urgente sia alla Commissione Europea sia al Ministro delle Politiche Agricole, per bloccare questa assurdità, per la quale la grande distribuzione organizzata (Gdo) non ritira i prodotti italiani ma può ritirare quelli stranieri! Non è possibile proseguire con criteri e politiche che penalizzano l'agricoltura italiana e invece aprono le porte ad una concorrenza estera sleale e senza controlli.


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Agricoltura - Altieri(CoR): grande distribuzione blocca frutta italiana ma ritira estera. Troppa burocrazia uccide l'agricoltura.


“Insieme ai colleghi parlamentari di CoR, ho presentato un’interrogazione al ministro Martina perché il lavoro di migliaia di onesti agricoltori italiani rischia di finire al macero in pochi giorni. Il mancato ritiro dei prodotti agricoli italiani da parte delle più importanti catene della grande distribuzione e' una opzione "disastrosa" che avvantaggia ancora una volta le produzioni straniere low cost a cui non viene richiesta alcuna adesione alla ‘Rete del lavoro agricolo di qualità’." E’ quanto afferma in una nota il deputato di Conservatori e Riformisti, Nuccio Altieri.


“L’adesione alla 'Rete’ è stata avviata solo alcuni mesi fa come procedura facoltativa. Inoltre non si capisce perché un’adesione nata come volontaria e in via di sperimentazione, sia divenuta di fatto e d’un tratto obbligatoria, a causa della richiesta delle catene della grande distribuzione organizzata”.


Così si rischia il paradosso che il mancato ritiro delle produzioni italiane da parte della grande distribuzione, sia sostituito dal ritiro di prodotti agricoli stranieri per i quali non è richiesta alcuna iscrizione. Non possiamo penalizzare i produttori italiani e aprire le porte dei nostri mercati a prodotti coltivati chissà dove e chissà come. Il Ministro Martina deve intervenire con ogni urgenza, se non lo fa sara' responsabile del fallimento di migliaia di aziende agricole e di centinaia di migliaia di onesti agricoltori a cui si chiede di produrre più carte che frutta!


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INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA



ALTIERI – PALESE - BIANCONI- CAPEZZONE – CHIARELLI - CIRACI’ - CORSARO – DISTASO - FUCCI – LATRONICO e MARTI. Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. - Per sapere – premesso che:



nelle ultime ore, proprio in fase di avvio della campagna di raccolta delle ciliegie e a ridosso di quelle di altri prodotti ortofrutticoli di grande rilevanza occupazionale come patate, albicocche, pesche, angurie e uva da tavola, le più importanti catene della grande distribuzione organizzata hanno comunicato l'intendimento di non ritirare ciliegie e altri prodotti agricoli qualora le aziende non possano attestare la certificazione relativa all’adesione alla 'Rete del lavoro agricolo di qualità';

l’adesione alla 'Rete del Lavoro agricolo di qualità', organismo autonomo per la certificazione etica delle aziende, e' stata istituita con l’articolo 6 del decreto-legge 91 del 24 giugno 2014, ed è diventata operativa dal 1 settembre 2015 come procedura facoltativa;

il suo iter di applicazione mostra ancora gravi limiti, lentezze e complicazioni burocratiche e avviene mediante l'iscrizione ad un apposito portale risultando poco fruibile e particolarmente difficoltosa per le aziende interessate;

risulterebbe agli interroganti che alcune richieste di certificazione inoltrate ad ottobre risultano non ancora espletate;

è oltremodo contradditorio, inoltre, che un’adesione nata come volontaria e in via di sperimentazione, sia divenuta di fatto e d'un tratto obbligatoria, a causa della richiesta delle catene della grande distribuzione organizzata di ritirare solo prodotti agricoli provenienti da aziende aderenti alla Rete, ancora in Italia in numero limitato, bloccando così la commercializzazione di prodotti in piena fase di raccolta con gravissimi danni economici ed occupazionali;

bisogna scongiurare il paradosso che il mancato ritiro delle produzioni italiane da parte della grande distribuzione organizzata, sia sostituito dal ritiro di prodotti agricoli stranieri per i quali non è richiesta alcuna iscrizione alla “Rete del lavoro agricolo di qualità” e quindi non valgono le stesse condizioni imposte dalla grande distribuzione alle aziende italiane - :



quali determinazioni il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali intenda assumere per rendere più accessibile e meno farraginoso l’iter di adesione delle imprese agricole alla Rete;

quali azioni il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali intenda adottare al fine di assicurare il corretto svolgimento della contingente campagna cerasicola, scongiurando il mancato ritiro da parte delle catene della grande distribuzione delle stragrande maggioranza delle produzioni italiane;

quali misure il Ministero delle politiche agricole intende adottare affinché il paventato mancato ritiro delle produzioni italiane non sia sostituito dal ritiro di produzioni estere che non hanno alcuna certificazione e a cui non è richiesta l’adesione alla “Rete del Lavoro agricolo di qualità”.



ALTIERI

PALESE

BIANCONI

CAPEZZONE

CHIARELLI

CIRACI’

CORSARO

DISTASO

FUCCI

LATRONICO

MARTI


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TURISMO, ALTIERI E MARTI INCONTRANO IL MINISTRO DELLE REGIONI. “TENERE I LIDI APERTI TUTTO L’ANNO? COSTA E’ DISPONIBILE”

I deputati dei Conservatori e Riformisti, Nuccio Altieri e Roberto Marti, hanno incontrato il ministro delle Regioni, Costa, e strappano un impegno: possibile UNA NUOVA LEGGE per tenere aperti i lidi tutto l’anno IN TUTTA ITALIA

Abbiamo riscontrato la piena disponibilità del Ministro degli Affari Regionali Enrico Costa ad inserire nella prossima legge delega al Governo in materia di concessioni balneari, il principio che consenta ai lidi la facoltà di aprire liberamente durante tutto l'anno.

È’ un grande risultato che permetterà agli operatori del settore di lavorare senza limiti e vincoli, ma soprattutto consentirà al nostro Paese di avere un’offerta turistica completa tutto l'anno e armonizzata su tutto il territorio nazionale. Con la possibilità per le spiagge di aprire tutto l'anno si supera anche la "distorsione" imposta in alcune regioni di dover smontare le strutture amovibili (gazebo, chioschi ecc...) durante il periodo di chiusura, con grave aggravio di costi e di tempo. Le strutture amovibili, infatti, si definiscono tali per la mancanza di ancoraggio a terra con plinti e cemento e non per il fatto di dover essere smontate ogni sei mesi. Quindi con la concessione annuale e la facoltà di aprire durante tutto l'anno si supera l'imposizione burocratica dello smontaggio delle strutture amovibili a fine stagione.

Il settore dei balneari così come tutto il comparto turistico necessità di un alleggerimento burocratico oltre che un’armonizzazione normativa nazionale, per superare l'attuale legislazione a macchia di leopardo, dove quello che è possibile a Rimini è vietato a Polignano ed è in parte fattibile a Taormina. Tutto ciò crea ingiuste discriminazioni e differenziazioni tra territori e operatori che vanno assolutamente risolte ed in questo accogliamo come una grande opportunità l'impegno assunto quest'oggi con noi, dal Ministro degli Affari Regionali


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Info
Mariateresa D’Arenzo
tel 338/2447026






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