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Sud in Movimento: Amministrazione digitale ed efficienza amministrativa
venerdì 27 maggio 2016

da segreteria@sudinmovimento.com

Tra le varie necessità che si riscontrano nelle pubbliche amministrazioni, ce n’è una per cui ho sempre avuto una particolare attenzione. Parlo della migrazione verso sistemi digitali e quindi informatizzazione spinta.
Il governo nel 2010 ha recepito dalla commissione Europea le indicazioni strategiche contenute nell’agenda digitale, il cui scopo è “sfruttare al meglio il potenziale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per favorire l’innovazione, la crescita economica e la competitività”.
Oggi a distanza di 6 anni sono stati fatti pochi passi nella direzione indicata, tra questi la Fattura Elettronica che è uno strumento utile alle imprese che hanno come cliente la pubblica amministrazione, la cui utilità non è tangibile in maniera diretta per il cittadino.
Bisogna spingere ancora sul pedale dell’acceleratore, soprattutto se contestualizziamo il tutto nelle amministrazioni locali. Oggi c’è tanto da fare e fortunatamente esistono anche una moltitudine di strumenti con licenza open, il cui utilizzo impatterebbe positivamente nella ordinaria gestione dei flussi amministrativi. Le licenze open source o software liberi, hanno diversi vantaggi tra cui il costo a regime, la trasparenza, sicurezza e proprietà svincolata da un unico soggetto; approfondire l’argomento è utile e basta una ricerca per capire qualcosa in più.
Oggi molte attività amministrative sono compromesse da una lentezza inaccettabile, ragion per cui si è fatta una analisi di quelli che sono strumenti, funzioni ed abitudini, individuando nella piena adozione del CAD (Codice Amministrazione Digitale) la soluzione. L’informatica è la cura, immaginiamo la nostra città dotata di un collaudato sistema che azzera tempi, fornisce indicatori, eroga dati ed ha come unica priorità il cittadino.
È un sistema che funziona e che facilità la vita a tutti, ogni amministrazione dovrà consentire a cittadini ed imprese i pagamenti informatici e l’inoltro di istanze per via telematica. Attrezzare la casa comunale con un URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico) anche virtuale, vorrà dire abbattere tempi da parte degli operatori ma soprattutto da parte dei cittadini, senza trascurare il grande vantaggio di metterci in diretto contatto senza intermediari e tutti con la stessa identica possibilità. Monitorando contemporaneamente le attività svolte dagli operatori e fornendo indicatori utili a comprendere e migliorare eventuali disservizi interni.
La migrazione verso il digitale vuol dire anche innovazione e soprattutto apertura, oggi una pubblica amministrazione innovativa non può fare a meno di rendere aperti ed accessibili i dati, infatti si parla spesso di Open Data; i dati in quanto finanziati da denaro pubblico, devono ritornare ai contribuenti, e alla comunità in generale, sotto forma di dati aperti e universalmente disponibili. Sempre nel rispetto della privacy, i dati possono essere di natura economica, geografica, climatica, statistica e via dicendo; immaginiamo per un attimo cosa potrebbe portare l’incrocio dei dati geografici, statistici e climatici in una città a forte rischio di dissesto idrogeologico; oppure la semplice analisi dei dati degli impianti semaforici (di nuova generazione) al fine di migliorare la viabilità.
Le opportunità sono tante, dobbiamo coglierle ed iniziare a percorrere la strada del progresso, poi sarà tutto a portata di click.

Andrea Cometa







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