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Comunicazioni Conservatori e Riformisti Puglia
martedì 5 luglio 2016

- Congedo: Barbatelle, tempi lunghi per gli aiuti economici
- Manca: Malattie immunoimmediate, mai più un caso Maria
- Perrini: alla Regione Puglia non interessa la qualità dell'aria che si respira a Taranto
- Fitto Decaro alla UE: restituire ai coltivatori la libertà di impianto





BARBATELLE, CONGEDO: TEMPI ANCORA LUNGHI PER UN AIUTO ECONOMICO DA PARTE DELLA REGIONE NONOSTANTE IMPEGNO DI DIGIOIA

Il consigliere regionale dei Conservatori e Riformisti, Erio Congedo, continua a tenere desta l’attenzione sulle difficoltà dei viticoltori salentini alle prese con la difficile commercializzazione dei prodotti considerati a rischio Xylella


“I costi della commercializzazione delle barbatelle non possono essere solo a carico dei viticoltori”.
Per l’ennesima volta il tema viene all’attenzione del Consiglio regionale per un’interrogazione del consigliere dei Conservatori e Riformisti, Erio Congedo, che fin dall’inizio di questa storia ha cercato di sollevare l’attenzione su un aspetto specifico della più ampia e disastrosa vicenda della Xylella Fastidiosa che sta mettendo in ginocchio l’Agricoltura salentina.

“I coltivatori salentini, leccesi in modo particolare, stanno vivendo da più di un anno una situazione paradossale – spiega Congedo –, al danno diretto provocato dal batterio alle piante di ulivo, si aggiungono le restrizioni imposte dall’Unione Europea per le piante a rischio contagio. Le barbatelle sono fra queste. Aver pensato di risolvere il problema imponendo l’acquisto dei macchinari per la termoterapia e del materiale per la certificazione delle barbatelle ha solo complicato le procedure sia in termini di tempi che di costi. Finora tutti sostenuti dai produttori. Sono mesi che invitiamo l’assessore regionale all’Agricoltura, Digioia, a sostenere, anche in parte, le spese che sono servite per ovviare all’embargo del prodotto bloccato, per altro ingiustamente, perché considerato a rischio Xylella”.

“La risposta dell’assessore
– conclude Congedo - mi ha fatto comprendere che, nonostante gli impegni sempre assunti dall’assessore Digioia, non ci saranno provvedimenti immediati per i viticoltori. Digioia ha parlato di studi di rimodulazione anche del Psr e di un’interlocuzione aperta con il Ministero. Non mettiamo in dubbio la buona fede dell’assessore e il suo impegno, ma la sensazione è che siamo ancora in una fase ben lontana da ipotizzare vere soluzioni che possano prevedere un ristoro economico per una categoria in forte difficoltà”.

Bari, 5 luglio 2016


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MALATTIE IMMUNOIMMEDIATE, MANCA: MAI PIU’ UN ALTRO CASO MARIA. DOTIAMO IL VITO FAZZI DI LECCE DI REPARTO IDONEO

Il consigliere regionale dei Conservatori e Riformisti, Luigi Manca, ha nuovamente sollecitato il presidente della Regione Emiliano anche in qualità di assessore alla salute a dotare l’ospedale di Lecce di spazi per curare questa malattia rara

Il caso di Maria, 62enne leccese, deceduta poco più di un mese fa a causa di una rara patologia, la Multiple Chemical Sensitivity (Sensibilità Chimica Multipla), è servito al consigliere regionale dei Conservatori e Riformisti, Luigi Manca, per richiamare l’attenzione del presidente, nonché assessore alla Sanità, Michele Emiliano, su una situazione strutturale e sanitaria che la Puglia, ma in modo particolare il Salento vive e che non garantisce un’adeguata assistenza per almeno altri tre pazienti salentini affetti dalla stessa malattia.

“Lo so che non è semplice – ha detto Manca a Emiliano – ma è nostro dovere prenderci cura di ogni ammalato. La chiusura dell’IMID (Unità di cura delle malattie immunoimmediate) di Campi Salentina (Lecce) è stata una giusta decisione. Ma la chiusura non voleva dire soppressione di un servizio indispensabile per tutti gli ammalati affetti da allergie lievi-medie e per quelli in situazione “severa”. Per i primi, vista la presenza di un primario allergologo al Vito Fazzi di Lecce, basterebbe trasferire personale e risorse da Campi Salentina proprio all’ospedale leccese. Per i secondi, anche se attualmente si registrano solo tre casi, proprio perché non ci sia più un altro caso Maria è necessario che il principale e più grande ospedale del Salento si doti di una stanza e un percorso asettico che consenta ai tre malati accertati di poter confidare nella presenza di un punto sanitario in grado di assisterli e, quindi, di salvargli la vita”.

“Emiliano ha promesso il suo impegno, pur ammettendo le difficoltà di dotare il Fazzi di questi locali. Per me una Sanità che funziona
– ha concluso Manca – si prende cura anche della salute di un solo paziente. Per questo motivo non mollerò di un centimetro nel sollecitare, anche quotidianamente, Emiliano affinché si impegni concretamente nella soluzione del problema”

Bari, 5 luglio 2016


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PERRINI: LA QUALITA’ DELL’ARIA DI TARANTO NON INTERESSA ALLA REGIONE

Il consigliere regionale dei Conservatori e Riformisti, Renato Perrini, è indignato per non avere ricevuto, dopo quattro mesi, nessuna risposta a una propria interrogazione urgente


"Quattro mesi e nessuna risposta. Nessuna giustificazione da parte dell’assessore all’Ambiente, Santorsola, può giustificare un ritardo di quattro mesi non solo per la dignità dell’Istituzione che di fronte a un’interrogazione urgente avrebbe dovuto avvertire la responsabilità di dare una risposta urgente. Nel caso specifico, poi, stabilire se alla fine di febbraio inizi marzo scorsi fosse vera la notizia che la concentrazione di diossina al metro quadro in alcune zone della città di Taranto toccava i 791 picogrammi era doveroso!

Il tempo in questi casi non è un elemento secondario per cui l’Arpa dovrebbe impegnare la sua struttura per monitorare seriamente e quotidianamente l’aria che si respira a Taranto. Del resto, la vicenda è così nota e grave che non ci sarebbe stato neppure bisogno di una nostra sollecitazione per chiarire in modo chiaro cosa sia avvenuto, in quell’occasione, vista l’eccezionale emissione nociva alla salute dei tarantini.

Per questo oggi sono particolarmente indignato per non aver ricevuto nessuna risposta dalla Giunta regionale, vuol dire che sono poco interessati all’aria che respirano i tarantini che pagano sulla propria pelle le responsabilità anche politiche di scelte sciagurate".


Bari, 5 luglio 2016


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XYLELLA, DECASTRO E FITTO ALLA COMMISSIONE EUROPEA: RESTITUIAMO AI COLTIVATORI LA LIBERTA’ DI IMPIANTO

Gli eurodeputati Paolo De Castro e Raffaele Fitto hanno presentato un’interrogazione per abrogare l’art. 5 della Decisione di Esecuzione n. 789 del 2015


Abrogare l'art 5 della Decisione di Esecuzione n. 789 del 2015 assunta dall'Unione Europea che vieta ai coltivatori salentini, vale a dire delle provincie di Lecce e parte di Taranto e Brindisi, di impiantare piante potenzialmente a rischio Xylella nelle zone già infette.

È quanto chiedono gli europarlamentari Paolo De Castro e Raffaele Fitto alla Commissione Europea raccogliendo il grido di allarme della Coldiretti, ma anche delle altre associazioni di categoria messe in ginocchio da una situazione di crisi agricolo-economica che perdura da anni.

“Il divieto di impianto di specie suscettibili ad un organismo da quarantena – sostengono De Castro e Fitto – si giustifica solo in presenza di focolai di cui è possibile l’eradicazione, al contrario nelle aree interessate dal divieto il patogeno è diffuso endemicamente su ampie superfici e su molti ospiti, quindi l’impianto di specie vegetali a rischio Xylella risulterebbe ininfluente”.

Per questo motivo i due europarlamentari, anche “tenendo conto dei primi positivi risultati della ricerca su alcune varietà di olivo che sono resistenti al batterio”, ma soprattutto per “creare le condizioni per un rilancio dell’attività imprenditoriale degli olivicoltori” chiedono alla Commissione di abrogare l’art.5 della Decisione per ridare ai coltivatori la libertà di impianto.

Bruxelles, 5 luglio 2016


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Info
Mariateresa D’Arenzo
tel 338/2447026




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