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Comunicazioni Movimento 5 Stelle
giovedì 14 luglio 2016

- PESCA: NECESSARIE RIFORME STRUTTURALI PER DARE REDDITIVITÀ AL COMPARTO
- Ilva, salvataggio a perdere con bollette degli italiani
- AGRICOLTURA: ACCOLTE POSITIVAMENTE LE MISURE DEL DL ENTI LOCALI SUL COMPARTO LATTIERO-CASEARIO
- Concessione Grimaldi: Autorità portuale rinvii decisione e chieda parere all’Autorità garante della concorrenza!
- GRANO: CONTINUA L’ASSENZA DI SEGNALI CONCRETI DAL MINISTERO DELL’AGRICOLTURA
- E' INIZIATA A ROMA LA MISSIONE DELL'EUROPARLAMENTO SULL'ILVA DI TARANTO
- ACQUEDOTTO PUGLIESE: IL M5S VUOLE VEDERCI CHIARO
- Missione europarlamento all'Ilva di Taranto





da Valerio L'Abbate
Assistente Deputato Giuseppe L'Abbate

 

 

PESCA: NECESSARIE RIFORME STRUTTURALI PER DARE REDDITIVITÀ AL COMPARTO

 

Il deputato L’Abbate (M5S), intervenuto alla Tavola rotonda sul comparto della pesca, ha ribadito i concetti della risoluzione 5 Stelle già presentata a Montecitorio: non solo gestione del rischio e strumenti finanziari ma rilancio competitivo dell’intero settore

 

La gestione del rischio è una questione fondamentale per tutto il settore primario, dove gli operatori sono esposti a rischi economici e ambientali sempre maggiori per effetto dei cambiamenti climatici e della crescente volatilità dei prezzi. Questo vale particolarmente nel settore pesca e acquacoltura (pur con delle differenziazioni tra i due comparti) ed è pertanto indispensabile poter disporre di strumenti idonei ad affrontare tali rischi. Se ne è parlato questa mattina, 12 luglio, a Montecitorio in una tavola rotonda organizzata dalla deputata molisana Laura Venittelli (responsabile pesca PD) dal titolo “Strumenti finanziari e di gestione del rischio per il sistema nazionale della pesca e dell’acquacoltura”.

 

“I fondi di mutualizzazione per i pescatori e le assicurazioni per gli acquacoltori sono indispensabili e vanno attuati immediatamente rispetto a quanto consentito dal FEAMP (ovvero il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, in quanto questa è una materia armonizzata tra i diversi Stati membri dell’Ue) – ha dichiarato il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera che ha preso parte alla tavola rotonda – Tuttavia, il comparto necessita di interventi strutturali al fine di accrescere la competitività e il rendimento economico delle attività di pesca; pertanto è indispensabile stimolare l’innovazione e finanziarla. Seppur le difficoltà del settore siano innegabili, infatti, le motivazioni vanno cercate altrove rispetto alla sola considerazione dell’aumento del costo del carburante e ai cambiamenti climatici: dal giugno 2014 al giugno 2016 il prezzo industriale del gasolio è diminuito del 35%. Per superare questo stato di crisi reddituale consolidata, dunque – ha continuato L’Abbate (M5S) – non sono sufficienti interventi spot ma provvedimenti di riorganizzazione strutturale del comparto. Per questo, abbiamo presentato una risoluzione in Commissione Agricoltura per chiedere l’attuazione degli articoli 35 e 57 del FEAMP, relativi rispettivamente ai fondi di mutualizzazione per i pescatori e alle assicurazioni per gli acquacoltori nonché l’immediata attivazione di ogni utile iniziativa volta a promuovere l’accesso alle operazioni di microcredito alla garanzia pubblica da parte delle aziende del settore ittico e dell’acquacoltura, anche attraverso l’istituzione di un fondo operante senza la valutazione economico-finanziaria del soggetto beneficiario. Riteniamo che la strada degli investimenti strutturali sia quella risolutiva – ha concluso Giuseppe L’Abbate (M5S) – della crisi reddituale delle attività ittiche, legata ad aspetti di scarsa competitività delle imprese non in grado di rispondere adeguatamente ai mutamenti del mercato. In ciò, la politica può far molto ed è giunto il momento di farlo: dalla organizzazione dell’offerta, alla valorizzazione del prodotto sino alla diversificazione delle attività”.

 

 

 

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da Giovanni Vianello

Collaboratore del cittadino portavoce Diego De Lorenzis

 

 

Ilva, salvataggio a perdere con bollette degli italiani.

De Lorenzis (M5S): ennesimo crimine da parte del Governo verso Taranto!

 

Il giorno della discussione in aula del nuovo decreto Salva Ilva, tuona il M5S contro l’undicesimo provvedimento “Ammazza Taranto”. Con perdite economiche continue si da la possibilità al sidelurgico di contrarre nuovi debiti ma quelli passati, l’Ilva ancora non li ha ripagati.

 

«Dove sono i soldi già prestati all’Ilva che sarebbero dovuti già esser restituiti? – dichiara il portavoce pugliese del M5S Diego De Lorenzis - “L’Ilva ha perso 918 milioni nel 2015, 641 nel 2014, 911 nel 2013, 620 milioni nel 2012 e continua a perdere ogni giorno 2,5 milioni di euro. Cosa sarebbe potuto succedere se questi soldi invece di buttarli in Ilva, fossero stati impiegati nella città di Taranto e nelle bonifiche, oppure nel garantire un prepensionamento ai lavoratori per aver lavorato in siti dove è presente l’amianto? Probabilmente una rinascita di Taranto, ma come ormai è lampante, al Governo Renzi e al PD non interessa la salute e l’ambiente dei tarantini.”

 

“Vogliono consegnare nelle mani dei privati” - incalza De Lorenzis - “uno stabilimento che produce malattia e morte, garantendogli l’immunità, come già succede con i commissari, nonostante l’Ilva sia un soggetto con nessuna prospettiva di rilancio imprenditoriale. Senza contare che questo decreto stabilisce un cambio di regole per la gara in corso d’opera il che potrebbe portare a una pioggia di ricorsi e occorre sempre ricordare che i reali proprietari non hanno mai concordato una vendita. Si prospetta una inquietante ipotesi che alla fine, lo Stato italiano dovrà rimborsare anche i Riva!”

 

“E’ necessario” - aggiunge Diego De Lorenzis del M5S - “smontare il giochino di parole del Governo distinguendo gli interventi di decontaminazione ambientale dagli interventi di ristrutturazione degli impianti. La Commissione Europea non si opporrebbe all’eventuale sovvenzionamento pubblico delle spese per gli interventi di decontaminazione del sito dell’Ilva e delle aree circostanti, nella misura in cui tali interventi siano urgenti e necessari per porre rimedio all’inquinamento esistente e per garantire la salute pubblica nella città di Taranto. Ma Renzi e il PD vanno in direzione opposta, finanziando gli impianti e facendo precipitare anche la situazione in merito agli Aiuti di Stato.”

 

“Ma poichè al peggio non c’è mai fine, come l’autorità per l’energia elettrica e il gas ha confermato, per favorire il prestito all’Ilva attraverso la Cassa servizi energetici, ci sarà anche un prelievo forzoso nelle bollette energetiche. In sostanza l’ennesimo regalo all’Ilva lo pagheranno ancora una volta tutti gli italiani, mentre i tarantini e i lavoratori muoiono, mentre vengono avvelenati mari, falde e terreni.

Si sta consumando” - conclude Diego de Lorenzis -”l’ennesimo crimine da parte del Governo italiano verso Taranto. Renzi rimanga lontano dalla città e non si faccia mai più vedere!”

 

 

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da Valerio L'Abbate
Assistente Deputato Giuseppe L'Abbate

AGRICOLTURA: ACCOLTE POSITIVAMENTE LE MISURE DEL DL ENTI LOCALI SUL COMPARTO LATTIERO-CASEARIO

Il Movimento 5 Stelle dà parere favorevole al decreto legge Enti locali in virtù delle attese misure sul “latte”. All’appello, purtroppo, mancano gli interventi strutturali e le iniziative sull’altro comparto attualmente in crisi, quello cerealicolo

Il decreto legge Enti locali approda in Commissione Agricoltura e raccoglie, grazie ai suoi provvedimenti per il comparto primario, il parere favorevole del Movimento 5 Stelle. A beneficiare della normativa sarà pressoché il settore lattiero-caseario che, come noto, anche a seguito della cessazione del regime delle quote, attraversa un momento particolarmente difficile. Tra le misure proposte: l’applicazione del regolamento 2016/559 nella parte relativa alla possibilità di sostenere i produttori di latte tramite una pianificazione dell’offerta volta alla riduzione dei livelli di produttività con una spesa di 10 milioni di euro, il rifinanziamento nel biennio 2016-2017 del Fondo per la distribuzione di derrate alimentari agli indigenti con 10 milioni di euro e, infine, la proroga di SIN (Sistema Informativo Agricolo) sino all’espletamento della gara Consip così da garantire razionalizzazione ed ordine.

“Pur apprezzando molte queste misure, soprattutto l’accoglimento della proposta che presentammo già nella scorsa Legge di Stabilità sul Fondo per gli indigenti – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – ci preme cogliere l’occasione per chiedere al Governo un impegno preciso presso le istituzioni europee sulla questione latte. Occorre pensare ad un intervento strutturale a livello comunitario poiché, dopo la fine del contingentamento, l’aumento della produzione ed il calo dei consumi hanno finito per colpire il settore in modo profondo e, se non si interviene con urgenza, ancora molte aziende continueranno a chiudere. Purtroppo – prosegue L’Abbate (M5S) – anche l’aggregazione di filiera manca e i rapporti di forza all’interno della stessa sono ancora molto squilibrati a favore dell’industria di lavorazione ed a scapito dei produttori. Se da un lato, poi, sono da accogliere positivamente le misure in favore della restituzione della parte di prelievo supplementare restante dopo il saldo di quanto dovuto alla Commissione europea, dall’altro desta stupore il mancato inserimento di altre importanti questioni come gli interventi a favore del settore cerealicolo, le cui difficoltà sono note ormai da tempo. Come del resto chiediamo con la nostra risoluzione, le numerose criticità che caratterizzano questo comparto richiedono misure strutturali urgenti a partire da un piano cerealicolo nazionale che sia in grado di intervenire su quelle che sono le debolezze più rilevanti come la frammentazione della superficie colturale con elevati costi di produzione e la relativa perdita di competitività delle imprese, la differenziazione qualitativa e quantitativa delle produzioni e la scarsa concentrazione dell’offerta. È importante poi – continua il deputato pugliese 5 Stelle – favorire anche in questo settore l’aggregazione di filiera e consentire una collocazione del prodotto che non sia unicamente a vantaggio dell’industria di trasformazione, attraverso l’attivazione di una Commissione Unica Nazionale (Cun) per i cereali che garantisca trasparenza nelle relazioni contrattuali e nella formazione dei prezzi. Si era aperta la possibilità di utilizzare il famoso ‘tesoretto’ del ministero dell’Agricoltura per favorire la competitività delle filiere, attraverso la valorizzazione dei prodotti agricoli e agroalimentari sui mercati nazionali ed internazionali ma, anche in questo caso – conclude L’Abbate (M5S) – il Governo non sembra aver dato il suo assenso. Ci auguriamo, invece, che risponda presto alle esigenze di questi comparti sempre più in crisi”.

 

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da Giovanni Vianello

Collaboratore del cittadino portavoce Diego De Lorenzis

 

 

Concessione Grimaldi, M5S:

Autorità portuale rinvii decisione e chieda parere all’Autorità garante della concorrenza!

 

“Sulla decisione in merito alla concessione demaniale marittima in favore della Società Grimaldi Euromed assistiamo ad una inaccettabile accelerazione contraria agli interessi del Porto brindisino che potrebbe subire gravi danni per la violazione della normativa nazionale e comunitaria a tutela della concorrenza e del mercato oltre che in spregio delle regole minime sulla trasparenza e sull’evidenza pubblica che decisioni di questa rilevanza impongono”. Questa l’indignata reazione dei portavoce del Movimento Cinque Stelle da tempo impegnati per garantire la legalità e l’efficienza del Porto di Brindisi che rappresenta una importante fonte di ricchezza della città pugliese.

 

Dopo le interrogazioni presentate dal deputato Diego De Lorenzis, Capogruppo del M5S della IX Commissione “Trasporti, Poste e Telecomunicazioni” della Camera dei Deputati, le richieste rivolte al Presidente della Regione, Michele Emiliano, formulate dal Consigliere regionale del M5S, Gianluca Bozzetti, e le mobilitazioni e gli interventi dei neo consiglieri comunali Stefano Alparone e Elena Giglio sostenuti dalla cittadinanza, “ora pretendiamo un atto concreto dell’Autorità portuale, del Comune e di ogni ente interessato”, dichiarano i portavoce.

 

“Con una lettera, inviata anche al Comune, all’Autorità garante della concorrenza e all’Autorità anticorruzione” - precisano i portavoce - “abbiamo formalmente esortato l’Autorità portuale di Brindisi, prima di assumere ogni decisione, a chiedere un parere all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato competente a valutare se la concessione al gruppo Grimaldi crei un monopolio di fatto, violando i principi della concorrenza, dato che la società concessionaria avrebbe a disposizione tutte le banchine operative del Porto, pretendendo anche l’esonero dal pagamento dei diritti portuali”.

 

In attesa che sia richiesto e reso il parere, i portavoce rinnovano ancora una volta la richiesta di rinvio della decisione in seno al Comitato portuale attesa la doverosa prevalenza degli interessi della funzionalità e dell’efficienza del Porto rispetto a quelli di un singolo privato che persegue esclusivamente i propri interessi economici.

 

“Autorità portuale, Comune, Regione smettano di affidarsi a meri escamotages regolamentari e si impegnino ad agire nel rispetto delle regole e a garantire la legittimità delle loro decisioni” - concludono i portavoce - “e si chieda subito il parere all’Autorità garante della concorrenza!”.

 

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da Valerio L'Abbate
Assistente Deputato Giuseppe L'Abbate

GRANO: CONTINUA L’ASSENZA DI SEGNALI CONCRETI DAL MINISTERO DELL’AGRICOLTURA 

Il sottosegretario Castiglione risponde al question time di L’Abbate (M5S) sulla crisi del grano, ma si rimane in attesa dei decreti attuativi sulla Cun mentre a Foggia il prezzo rimane invariato 

“È stato convocato per il prossimo 20 luglio, il Tavolo nazionale della filiera cerealicola”. Questa la risposta del sottosegretario Giuseppe Castiglione all’interrogazione parlamentare presentata dal deputato Giuseppe L’Abbate (M5S) in Commissione Agricoltura a Montecitorio. Mentre la guerra del prezzo imperversa, alla Camera di Commercio di Foggia va in scena la protesta dei produttori che porta la Commissione a non riunirsi ed a lasciare il prezzo invariato rispetto alla scorsa settimana, il Governo fornisce la medesima risposta rilasciata lo scorso 2 marzo ad un medesimo question time, presentato sempre dai deputati 5 Stelle.

“La risposta del ministero dell’Agricoltura non può essere sempre ‘il tavolo di filiera’ – commenta stizzito Giuseppe L’Abbate (M5S) – Sono mesi che, a detta del Governo, questo tavolo di filiera dovrebbe essere la panacea di tutte le storture del comparto cerealicolo ma sinora risultati non se ne vedono. Anzi, osservando il suo stesso assordante silenzio, vien da pensare che al ministro Maurizio Martina forse non interessi risolvere il problema. Come è chiaro ai più oramai, infatti, nonché come testimoniano i dati del primo semestre 2016, è in corso una vera e propria speculazione visto il discostamento tra i prezzi di semola e di grano duro. Del resto, se non si sa quanto grano viene prodotto, quanto ne viene importato, quanto esportato, quanto stoccato, quanto trasformato – continua il capogruppo 5 Stelle in Commissione Agricoltura – se non si sa nulla, se non si hanno informazioni, sulla base di cosa viene quotato il prezzo del grano?! Appare sempre più ovvio che, in questo scenario, la parte che viene totalmente schiacciata è quella più debole, ovvero quella dei produttori. Per questo, abbiamo approvato la legge che istituisce le Commissioni Uniche Nazionali (Cun) in sostituzione delle vecchie Borse merci: il Governo attivi la Cun sul grano duro e solo così avremo dati e trasparenza di informazioni per contrattazioni veritiere dei prezzi. A marzo scorso ci avevate parlato del ‘Tavolo di filiera’ e ora ci rispondete alla stessa identica maniera, nulla invece sul decreto delle Organizzazioni dei Produttori (OP) che avevate promesso o sui 10 milioni di euro per ‘la realizzazione di azioni concrete e specifiche per il settore cerealicolo’. Dopo mesi nessuno sa quali siano queste azioni ed è un mistero che fine abbia fatto questo stanziamento di fondi. Siamo davvero rammaricati – conclude Giuseppe L’Abbate (M5S) – e nulla lascia presagire che il Governo si rende finalmente conto della drammatica situazione che sta vivendo l’intero comparto cerealicolo”.

 

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da PIERNICOLA PEDICINI

Portavoce eurodeputato del M5s al Parlamento europeo

Coordinatore della Commissione ambiente e sanità

 

 

E' INIZIATA A ROMA LA MISSIONE DELL'EUROPARLAMENTO SULL'ILVA DI TARANTO. IL M5S RIBADISCE LE SUE CRITICHE AL GOVERNO RENZI E PRESENTA LE SUE PROPOSTE

 

E' iniziata ieri a Roma, presso il ministero dell'Ambiente, la missione della commissione ambiente del Parlamento europeo sull'Ilva di Taranto. Domani e dopodomani gli eurodeputati si sposteranno a Taranto e Bari.

La missione è stata organizzata su proposta di Piernicola Pedicini, coordinatore del M5s Europa presso la commissione ambiente del Parlamento europeo, con il supporto della portavoce eurodeputata del M5s di Taranto Rosa D'Amato.

L'incontro di questo pomeriggio nella capitale con il ministro Gian Luca Galletti e altri rappresentanti del Ministero non ha fatto emergere niente di nuovo.

Il governo difende i decreti che ha emanato finora e il M5s ribadisce le sue critiche e le sue proposte.

"Una farsa infinita - ha dichiarato Pedicini - dieci decreti in cinque anni. L'ultimo del governo Renzi peggiore dei precedenti. Infatti non garantisce nessuna garanzia occupazionale per i lavoratori, completa la svendita dell'impianto, abbandona migliaia di lavoratori a nuovi privati senza un progetto, regala un'indecente immunità parlamentare e amministrativa a chi acquista nella fase di applicazione del piano ambientale, concede un'ulteriore proroga per l'attuazione delle prescrizioni Aia, prosegue la dilazione perpetua del rifacimento delle cokerie e della copertura dei parchi minerali.

L'unica strada - ha sottolineato il portavoce pentastellato - resta la chiusura e la bonifica del territorio e del mare attraverso il reimpiego della forza lavoro attualmente occupata dallo stabilimento.

Le proposte del M5s, che abbiamo elaborato con la collega Rosa D'Amato e con gli altri portavoce del Movimento, - ha aggiunto Pedicini - sono chiare e concrete: per il lavoro proponiamo una mobilità lunga finalizzata al prepensionamento; incentivi alla fuoriuscita volontaria e utilizzo del fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (Feg); assistenza personalizzata nella ricerca di un lavoro; formazione e orientamento professionale; indennità e incentivi di sostegno fino al rientro nel mondo del lavoro; promozione dell'imprenditorialità e incentivi all'occupazione

Per la salute e le bonifiche, riteniamo che si debba stipulare un nuovo accordo tra governo e parti sociali per la tutela della salute di operai e cittadini e per la garanzia dei posti di lavoro e che si attuino progetti di bonifica e pubblica utilità.

Per la riconversione industriale, occorre definire un nuovo sviluppo sostenibile legato alle caratteristiche del territorio con nuovi posti di lavoro stabili e duraturi; pianificare fondi pubblici per le bonifiche e per il piano di riconversione industriale di tutta Taranto che punti a ricerca, innovazione, energie rinnovabili, turismo sostenibile, archeologia industriale, tutela ambientale, salute. Per fare questo occorre che ci sia una cessione delle aree a canone zero ed attività nelle energie rinnovabili, con il reinvestimento di parte degli utili nelle attività di bonifica.

Infine - ha concluso Pedicini - bisogna puntare sull'"economia circolare", per il potenziamento della filiera del riuso dei rifiuti".

Domani, giovedi 14 luglio, la commissione inizierà la sua due giorni in Puglia presso la Prefettura di Taranto a partire dalle ore 9:00.

 

 

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da Vito Galluzzi
Assistente Parlamentare del Deputato Scagliusi Emanuele

 

 

ACQUEDOTTO PUGLIESE: IL M5S VUOLE VEDERCI CHIARO

 

Il deputato Scagliusi ed i consiglieri regionali Conca e Trevisi (M5S) presentano interrogazioni sia in Parlamento sia in Regione Puglia per chiedere ad AQP la dovuta trasparenza sugli interventi e gli investimenti attuati

 

Dopo l’eclatante e preoccupante caso di contaminazione accaduto a Casamassima (BA), determinata da una concentrazione batterica nelle acque potabili che ha cagionato infezioni e malori colpendo anche bambini e minori, si sono amplificati i riflettori del Movimento 5 Stelle sull’Acquedotto Pugliese SpA (AQP). Per evitare eventuali ed ulteriori accadimenti di tale portata, il deputato Emanuele Scagliusi ed i consiglieri regionali 5 Stelle Mario Conca e Antonio Trevisi hanno presentato due atti ispettivi nelle loro sedi istituzionali di competenza, Montecitorio e Regione Puglia, per chiedere chiarezza sugli interventi e gli investimenti attuati negli anni da AQP.

 

“Nel settembre del 2002, è stato adottato un Piano d’Ambito 2003-2032 dal Commissario Delegato per l’Emergenza Ambientale, ovvero dall’allora Presidente Raffaele Fitto, ma che comprendeva un periodo di 30 anni nonostante la concessione ad AQP terminasse il 31 dicembre 2018 – dichiarano i consiglieri regionali Mario Conca e Antonio Trevisi (M5S) – Di conseguenza, il piano è stato rimodulato e predispone il programma degli interventi necessari, accompagnato da un piano finanziario e dalla connesse modalità gestionali ed organizzative. Peccato, però, che nessun cittadino possa verificare gli interventi programmati o il dettaglio degli investimenti sul sito istituzionale di AQP”.

 

Questo, nonostante siano già previsti degli strumenti che prevedono trasparenza e che vanno incontro alle esigenze degli utenti. Uno di questi è sicuramente La Carta del servizio idrico integrato di AQP, adottata nel 2001 e sottoscritta da molte associazioni di consumatori, costituisce una dichiarazione di impegni che l’Acquedotto assume verso i propri utenti e, come tale, costituisce elemento integrativo del contratto di fornitura. Pertanto, tutte le condizioni più favorevoli nei confronti degli utenti contenute nella Carta si devono intendere sostitutive di quelle riportate nei contratti di forniture e nello stesso Regolamento. Tuttavia, nonostante la “Carta” faccia argo uso della parola “trasparenza” in merito alle informazioni circa le modalità e caratteristiche di qualità dei servizi prestati, le procedure e le iniziative aziendali di interesse e i principali aspetti normativi, contrattuali e tariffari, molte sono le informazioni difficili da riscontrare.

 

“AQP è responsabile – continua il deputato Emanuele Scagliusi (M5S) – di tutti i servizi affidatigli e si impegna ad attuare tutto quanto previsto dal Piano d’Ambito realizzando il Programma degli interventi, i quali sono classificati sotto forma di obiettivi strutturali o standard tecnici che il gestore è tenuto a raggiungere nei tempi stabiliti dal Piano d’Ambito. In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi del Piano d’Ambito, la Convenzione prevede l’applicazione di penalizzazioni. Chi verifica il raggiungimento degli obiettivi? Come può un utente verificare se AQP sta rispettando i suoi impegni? In vista della scadenza dell’affidamento ad AQP della gestione del servizio idrico per l’Autorità d'Ambito Territoriale per la Puglia (AATO Puglia) – conclude Scagliusi (M5S) – è necessario rendere pubblici i dati aggiornati sugli interventi svolti e sull’ammontare dei relativi investimenti al fine di poterne apprezzare l’efficacia e il ritorno verso gli utenti del servizio ed anche per avviare una discussione proficua sulla gestione dell’acqua come bene comune e delle relative infrastrutture”.

 

 

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da PIERNICOLA PEDICINI

Portavoce eurodeputato del M5s al Parlamento europeo

Coordinatore della Commissione ambiente e sanità

 

 

ILVA DI TARANTO, DA DOMANI AL 15 LUGLIO, SU PROPOSTA DI PEDICINI (M5S) UNA DELEGAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO EFFETTUERA' UNA MISSIONE IN PUGLIA

 

Ci siamo. Finalmente, a partire da domani e per tre giorni, si svolgerà una missione della commissione ambiente del Parlamento europeo presso l'Ilva di Taranto.

Dopo rinvii e tentennamenti le istituzioni di Bruxelles si iniziano a muovere per entrare nel merito dell'emergenza Ilva e verificare tutte le ripercussioni sul piano ambientale, sanitario, sociale e occupazionale.

La missione è stata organizzata su proposta di Piernicola Pedicini, coordinatore del M5s Europa presso la commissione ambiente del Parlamento europeo, con il supporto della portavoce eurodeputata del M5s di Taranto Rosa D'Amato.

Si tratterà di tre giorni di lavoro molto intensi. Si svolgeranno incontri istituzionali e con i sindacati, con il management dell'Ilva e con il mondo delle associazioni ambientaliste.

I componenti la delegazione che parteciperanno alla tre giorni saranno otto, di cui sei italiani: il presidente della commissione Ambiente Giovanni La Via dell'Ncd; Piernicola Pedicini del M5s; Elena Gentile, Massimo Paolucci e Nicola Caputo del Pd e Eleonora Forenza della lista Tsipras.

Gli appuntamenti principali del programma saranno i seguenti:

Mercoledì 13 luglio.

Roma - Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Ore 15:00 Incontro con il ministro Gian Luca Galletti e altri rappresentanti del Ministero.

Giovedi 14 luglio.

Prefettura di Taranto.

Ore 9.00 Saluto del Prefetto di Taranto dott. Umberto Guidato.

Ore 9.15 Incontro con il sindaco di Taranto Ippazio Stefano.

Ore 10:00 Incontro con una delegazione dell'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (Arpa Puglia).

Ore 11:15 Incontro con il direttore generale della Asl di Taranto Stefano Rossi.

Ore 12.15 Incontro con le associazioni ambientaliste: Legambiente Taranto, Wwf Taranto e Peacelink.

Ore 12:50 Incontro con le organizzazioni sindacali: Fim-Cisl , Fiom-Cgil , Uilm-Uil , Usb.

Ore 14:00 Benvenuto e pranzo presso lo stabilimento Ilva.

A seguire, fino alle 19 circa Incontro presso Ilva con i commissari e il top management e visita dello stabilimento.

Venerdì 15 luglio

Regione Puglia Bari.

Ore 10:15 Incontro con il presidente della Regione Puglia , Michele Emiliano.

Ore 11:15 Conferenza stampa.

 

 





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