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Comunicazioni Movimento 5 Stelle

martedì 15 novembre 2016

- M5S Maruggio, Perché NO: a Maruggio in data 29 Novembre
- De Lorenzis, Bozzetti, Giglio, Alparone (M5S): Ministro evasivo, subito le bonifiche!
- Sanità, Pedicini (M5s) Smonta Le Falsità Della Ministra Lorenzin





Perché NO a Maruggio

 

Il portavoce al Senato Nicola Morra, membro della Commissione Affari Costituzionali, il portavoce al consiglio Regionale Puglia Cristian Casili, vicepresidente della commissione Ambiente ed il portavoce al Senato Lello Ciampolillo, membro della commissione di Vigilanza Rai, il 29 Novembre saranno a Maruggio (TA) in Largo Umberto I alle ore 19.00 ove, in una pubblica Agorà, ci spiegheranno le ragioni del NO ai quesiti del Referendum Costituzionale del 4 Dicembre 2016. 

Sarà l’occasione per argomentare le tematiche politiche sia Nazionali, sia Regionali che Locali e per tornare alle urne esercitando in maniera CONSAPEVOLE ed INFORMATI  il diritto di VOTO.

I portavoce del MoVimento 5 Stelle, saranno lieti di rispondere ad eventuali domande che gli intervenuti vorranno porre.

Vi aspettiamo e ricordate, #IoVotoNo

 


Evento ufficiale su: https://www.facebook.com/events/1258269960889719/ 

 

 

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Edipower: risposta del Ministero a interrogazione M5S

De Lorenzis, Bozzetti, Giglio, Alparone (M5S): Ministro evasivo, subito le bonifiche!

 

Il 22/12/2014, abbiamo presentato interrogazione a risposta scritta, n. 4/07385, al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed al Ministero dello Sviluppo economico, per conoscere, la situazione della Centrale Termoelettrica A2A spa (ex Edipower) ed in particolare, abbiamo chiesto:

1)   se il Governo intendesse dare parere negativo nella procedura di valutazione di impatto ambientale, in merito alla richiesta presentata il 4 ottobre 2013 da parte di Edipower, per un progetto che prevede lo spegnimento e la messa in conservazione del gruppo 3 e la realizzazione di interventi sul gruppo 4 rendendo possibile la combustione contemporanea di carbone e CSS combustibile;

2)   se fossero state rispettate le prescrizioni impartite dal decreto AIA del 7 agosto 2012, per la centrale termoelettrica;

3)   se il Governo intendesse verificare lo stato degli impianti dismessi, la loro messa in sicurezza e disporre l'avvio, realmente «separato», delle procedure autorizzative dei lavori di smantellamento, anche in considerazione degli impegni assunti da Edipower all'atto della stipula dell'accordo di programma finalizzato alla bonifica del sito dimesso, nell'ambito del SIN di Brindisi i cui proventi sono già stati incassati dallo stesso Ministero;

4)   quale sia lo stato di avanzamento della caratterizzazione, della messa in sicurezza e della bonifica nel SIN di Brindisi e quali iniziative intenda adottare il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per attuare il prima possibile le bonifiche.

 

“A seguito di sollecito avvenuto il 06/05/2015, praticamente quasi dopo due anni,  finalmente abbiamo ricevuto risposta!” - dichiarano i portavoce M5S, il parlamentare Diego De Lorenzis, il consigliere regionale Gianluca Bozzetti e i consiglieri comunali Elena Giglio e Stefano Alparone- “Purtroppo piena di banalità e scarna di risposte concrete! In merito al punto 1), il Ministro arriva tardi! Ci comunica che, preso atto dei pareri negativi espressi dalla Regione Puglia, dalla Provincia e dal Comune di Brindisi e del dissenso espresso dal Ministero della Salute, ha deliberato di non approvare il progetto. Peccato che nel frattempo avessimo già appreso la notizia dagli organi di stampa. Per quanto riguarda il punto 2) ci comunica che il gestore (A2A – ex Edipower) non ha proceduto all’adeguamento degli impianti, comunicando, peraltro, annualmente, che la centrale è posta in stato di conservazione temporanea senza produzione di energia elettrica. Anche questa risposta, non ci aggiunge nulla di nuovo rispetto a quanto già è sotto gli occhi di tutti.”

 

“Le vere criticità” - continuano i portavoce del M5S De Lorenzis, Bozzetti, Giglio e Alparone - “a nostro avviso molto gravi, anche per il tempo che il Ministro si è preso per rispondere ad una delle tante emergenze che attanagliano la città di Brindisi, riguardano gli altri punti della nostra interrogazione non approfonditi nella risposta del Governo!”

“In effetti, il Ministro tralascia completamente di farci conoscere la posizione del Governo in merito alla convenzione del 1996 integralmente recepita nel decreto (del Presidente della Repubblica nell’Aprile) del 1998 che approvava il piano di risanamento dell’area a rischio di crisi ambientale, prescriveva la chiusura del primo e secondo gruppo alla fine del 2000, l’alimentazione a metano dei gruppi 3 e 4 dalla stessa data e fino alla chiusura dell'intero impianto alla fine del 2004.”

“Per quanto riguarda il punto 4) il Ministro conferma i risultati della caratterizzazione che hanno evidenziato, nel suolo, superamenti delle concentrazioni di soglia di contaminazione per sostanze tossiche e velenose come Arsenico e Vanadio. Per le acque di falda sono stati riscontrati superamenti oltre i limiti per Fluoruri, Nitriti, Solfati, Arsenico, Boro, Alluminio, Ferro, Manganese, Cloroformio, Tetracloroetilene.”

 

Nell’atto transattivo sottoscritto il 20 dicembre 2010 dalla Società Edipower e nel Decreto n. 123 del 9 aprile 2015 è previsto il progetto unitario di bonifica dei suoli e della falda.

 

“E’ assurdo” - incalzano i cinquestelle - “che nonostante gli atti sottoscritti prevedano la bonifica unitaria dei suoli e della falda, l’Azienda abbia fatto richiesta di rinuncia alla realizzazione della bonifica della falda. Ancor più assurdo è che oggi, dopo il diniego da parte del Ministero, siamo ancora in attesa di una pronuncia del TAR, a cui ha fatto ricorso l’Azienda, e la cui udienza non è stata ancora fissata!”

 

“Quale serietà dimostra in termini di politiche ambientali e industriali questo Governo se, a quasi due anni dalla nostra interrogazione, non è in grado di fornire risposte e tempi certi sul destino di questo impianto e del sito dove è collocato? Una porzione di territorio di 40 ettari che dovrebbe finalmente essere restituito alla comunità di Brindisi per essere avviato ad una diversa destinazione d’uso, divenendo magari, apripista per una successiva definitiva dismissione, con relativa bonifica dei siti, di tutti quei tanti impianti nella nostra Regione che non sono e non devono più essere l’unica alternativa socioeconomica per i cittadini dei territori circostanti. E’ evidente che questa idea di sviluppo e di crescita non è più perseguibile a maggior ragione dove il territorio ha già pagato tanto, in termini di crisi sanitarie ed ambientali, e poco o nulla ha avuto in cambio, basti vedere lo stato di grave crisi economica ed occupazionale in cui versa da anni Brindisi. Ed è altrettanto evidente” - concludono i portavoce M5S, il parlamentare Diego De Lorenzis, il consigliere regionale Gianluca Bozzetti e i consiglieri comunali Elena Giglio e Stefano Alparone- “che il PD e gli altri partiti, a livello locale, regionale e nazionale, non sono credibili nel fornire risposte alle legittime preoccupazioni dei cittadini né tantomeno capaci di proporre, oltre gli slogan, soluzioni reali e una visione economica condivisa che sia veramente sostenibile!”

 

Testo completo dell’interrogazione: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4-07385&ramo=C&leg=17

 

 

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PIERNICOLA PEDICINI - Eurodeputato del M5S

Coordinatore della Commissione ambiente e sanità


Ufficio comunicazione - 14 novembre 2016

 

SANITÀ E REFERENDUM, PEDICINI (M5S): LE FALSITÀ DELLA MINISTRA LORENZIN SU QUELLO CHE ACCADREBBE SE PASSASSE LA RIFORMA

 

Renzi e i suoi ministri sono in affanno. Lo si capisce dalle falsità che stanno raccontando sulla riforma costituzionale per poter raccattare qualche Sì in più. L'ultima a lanciarsi in esternazioni fuorvianti è la ministra della Salute Lorenzin che, pur di sostenere che se passasse la riforma anche l'organizzazione sanitaria otterrebbe dei rivoluzionari benefici, ha dichiarato alla stampa una serie di bugie e inesattezze.

La prima: oggi - ha detto la Lorenzin - nel nostro Paese ogni Regione fa come gli pare e ci sono 21 sistemi sanitari diversi. Abbiamo materie concorrenti, conflitti su chi deve fare cosa. Con la riforma cambierà tutto in meglio.

Alla ministra controbatte l'eurodeputato del M5S Piernicola Pedicini: "Il federalismo sanitario non sarà modificato da questa riforma - afferma - e rimarranno 21 sistemi sanitari diversi perché nella proposta di riforma è specificato che 'spetta alle Regioni la potestà legislativa in materia di programmazione e organizzazione dei servizi sanitari'. Questo vuol dire che la gestione della Sanità non fa parte delle materie concorrenti ed è evidente che continueranno le Regioni ad occuparsene.

La seconda inesattezza della ministra: la competenza esclusiva dello Stato - ha sostenuto - diventano le disposizioni generali e comuni, ad esempio i piani diagnostici-terapeutici.

"Sbagliato - replica Pedicini -. Nella proposta di riforma c'è scritto che passano allo Stato le 'disposizioni generali e comuni per la tutela della salute', non per la sanità! I piani diagnostici-terapeutici non fanno parte delle 'disposizioni generali e comuni per la tutela della salute' per cui o la Lorenzin non ha letto bene la riforma costituzionale o, peggio ancora, non conosce la differenza tra Salute e Sanità!

La terza esternazione della Lorenzin: alle Regioni resta l’organizzazione e la programmazione sanitaria, ma se una Regione non garantisce i Lea, livelli essenziali di assistenza, lo Stato fa valere la clausola di supremazia e interviene. È un passo avanti enorme per la sanità.

"Peccato - chiosa l'eurodeputato del M5S - che la ministra ometta che la determinazione dei Lea sono già di competenza dello Stato e rimangono di sua competenza esattamente come nella vigente Costituzione.

"Insomma, - spiega Pedicini - tante falsità che mettono in luce come anche sul tema della sanità questa riforma è solo un gran pasticcio che provocherebbe ulteriori conflitti di competenze Stato-Regioni. Se vincesse il Sì al referendum, ci sarebbe solo un piccolo ampliamento di competenze a favore dello Stato, ma nella sostanza tutto resterebbe come prima.

Questo perché non viene fatta la scelta di sancire con nitidezza che la gestione della sanità deve essere garantita dallo Stato invece che dalle Regioni, comprese le cinque a statuto speciale.

In tutti i modi - conclude il pentastellato -, anche se non sappiamo se le affermazioni della ministra siano frutto di ignoranza, malafede o di un bluff propagandistico, il 4 dicembre fermiamoli votando No".

 

Ufficio comunicazione - Cellulare 3920460174

 

PIERNICOLA PEDICINI - Eurodeputato del M5S

 

 

 





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