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Comunicazioni Conservatori e Riformisti
giovedì 17 novembre 2016
- INFANZIA, ZULLO: DATI ALLARMANTI IN PUGLIA
- INCENDIO OSPEDALE CASARANO, MANCA (COR): SERVE MAPPATURA SICUREZZA IN TUTTE LE STRUTTURE PUGLIESI
- OFFERTA SANITARIA, ZULLO: ITALIA E PUGLIA IN FONDO ALLE CLASSIFICHE
- CULTURA, VENTOLA: PRIMA DI NUOVI PIANI UN BILANCIO DEI 10 ANNI DI VENDOLA


da grupporegionalecorpuglia@gmail.com





Infanzia, Zullo (COR): in Puglia sempre più minori a rischio povertà. Dopo un anno di Emiliano questo è il risultato

 

Così il presidente del gruppo dei Conservatori e Riformisti, Ignazio Zullo, commenta il settimo rapporto Atlante

 

In un anno i minori a rischio povertà in Puglia sono aumentati dal 27% al 32 contro una media nazionale che ha visto sì una crescita, ma dal 19 al 20.

A rilevarlo e' il settimo 'Atlante dell'Infanzia' di Save the children che ha analizzato la situazione italiana relativa alla "infanzia a rischio".

Esattamente un anno fa di fronte ai dati allarmanti del sesto rapporto presentai un’interrogazione urgente per chiedere al neo presidente Emiliano quali politiche a sostegno delle famiglie più deboli intendeva mettere in atto per fare in modo che certe situazioni di povertà potessero trovare un “sollievo” nelle istituzioni, suggerivamo una minore tassazione e un aiuto concreto. Ci fu risposto che il governo avrebbe avuto massima attenzione nei confronti del fenomeno con serie ed efficaci politiche di welfare.

Bene se dopo un anno di governo Emiliano  la percentuale aumenta di cinque punti di due l’una: o non è stato fatto nulla o le azioni messe in atto non sono state efficaci. Perché come sempre si rivelano bellissime parole e zero fatti.

 

 

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Incendio ospedale di Casarano, Manca (CoR): No scherziamo col fuoco, urge mappatura della sicurezza nelle strutture sanitarie

Dichiarazione del vice presidente della Commissione Sanità e consigliere regionale dei Conservatori e Riformisti, Luigi Manca

https://mail.google.com/mail/u/0/images/cleardot.gif

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Quando si parla di ospedali l'attenzione viene sempre posta sull'efficienza nel dare le risposte adeguate ai problemi di salute di chi si rivolge. È difficile che ci si soffermi sulla sua sicurezza in termini strutturali, ce ne accorgiamo solo quando succede qualche evento disastroso, dai terremoti agli incendi.


Nelle ultime ore proprio all'ospedale di Casarano si è verificato un episodio del genere: un incendio ha interessato un macchinario della lavanderia, il fumo è arrivato al pronto soccorso e ai reparti del primo piano, fortunatamente senza danni ai pazienti o al personale medico e paramedico.


Ma la fortuna non basta, non sempre almeno. Fin dall'inizio del mio mandato da consigliere regionale e vice presidente della Commissione Sanità ho sempre ammonito il governo regionale a mostrare particolarmente attenzione alle misure di sicurezza strutturale che scarseggiano nei nostri ospedali.


Per questo invito il presidente Emiliano, anche in qualità di assessore alla Salute, a un serio monitoraggio delle strutture sanitarie pugliesi per verificare i requisiti minimi di agibilità e sicurezza in possesso.

 

 

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OFFERTA SANITARIA, ZULLO (COR): ITALIA IN FONDO A CLASSIFICA EUROPEA E PUGLIA IN FONDO A CLASSIFICA ITALIANA

La lettura delle rilevazioni di The European House

 

Per la verità non avevamo dubbi, ma se serve a far comprendere quale sia la reale situazione della Sanità pugliese, non le favole che vengono raccontate, ben venga la classifica del Meridiano Sanità Index, realizzata da The European House, sul l'offerta sanitaria in Europa.


L'Italia si è piazzata agli ultimi posti, un esempio per gli standard di efficienza e appropriatezza abbiamo conseguito un punteggio di 3,7 contro il 9,1 della Svezia.


Chiaramente in questa classifica europea, dove l'Italia è messa male, vi è poi una classifica italiana dove la Puglia è messa malissimo.


La Regione che offre ai cittadini la migliore offerta sanitaria è l'Emilia Romagna seguita dalla Lombardia. A fronte di un 7,3 della prima e del 7 della seconda registriamo per la nostra Regione il 4,6. La Puglia si posizione al terz'ultimo posto insieme alla Sicilia, peggio fanno la Calabria è la Campania.
Per invertire la rotta occorrerebbe che ad iniziare dal Piano di riordino ci fosse un approccio del governo regionale diverso, il rischio è che il prossimo anno ci si trovi a commentare gli stessi dati come ultimi in classifica.

 

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CULTURA, VENTOLA (COR): E’ CHIARO CHE SI VOLTA PAGINA RISPETTO A VENDOLA, MA VOGLIAMO RENDICONTARE PRIMA QUEI 10 ANNI E POI PROCEDERE A NUOVI PIANI?

Così commenta il consigliere regionale dei Conservatori e Riformisti, Francesco Ventola, l’audizione in Commissione dell’assessore e del dirigente alla Cultura della Regione Puglia, Capone e Patruno

 

E’ chiaro che nell’era Emiliano sta soffiando un vento diverso sulla Cultura pugliese.

Nell’audizione oggi dell’assessore al ramo, Capone, insieme al direttore del settore, Patruno, in Commissione è apparso piuttosto chiaro che nella Cultura pugliese è in atto uno stravolgimento, in chiave più imprenditoriale e territoriale, forse perché a capo dell’assessorato vi è colei che è a capo anche dello Sviluppo economico. L’approcci, quindi,  è totalmente diverso da quello vendoliano.

Ma da lì si deve partire e dai risultati prodotti nei 10 anni di governo Vendola che aveva proprio nella Cultura uno dei suoi cavalli di battaglia. Proprio per questo sono state anche  tante le risorse impiegate. Vogliamo capire come e quali risultati hanno prodotto prima di pianificare altro? Prima di studiare nuove strategie? Possiamo rendicontare quello che è avvenuto in modo da potenziare ciò che c’è stato di positivo ed eliminare ciò che non ha funzionato?

Per questo ho chiesto alla Capone e a Patruno di attivarsi velocemente in quest’analisi del passato proiettata sul futuro, non solo visto l’impegno e la passione profusa dalla nuova coppia della Cultura della Regione Puglia ho invitato loro a impegnarsi nei loro giri pugliesi, atti a promuovere le iniziative dell’assessorato, anche nella promozione del NO al Referendum del 4 dicembre prossimo, tenuto conto che semmai dovesse vincere il SI la Cultura non sarà più materia di competenza regionale e così Piani e Strategie culturali avrebbero un’unica regia quella centralistica di Roma.

Quindi per coerenza l’assessore regionale alla Cultura dovrebbe votare No. E non è detto che non sia così.

 

Bari, 17 novembre 2016 

 

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Info

Mariateresa D’Arenzo

tel 338/2447026

 





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