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Comunicazioni Movimento 5 Stelle
mercoledì 21 dicembre 2016
- Ecotassa 2017: disastro in Provincia di Lecce
- Meetup Pulsano: Legge 447/95 - Legge Regionale 3/2002, scarsa applicazione sul territorio
- Manutenzioni Anas: nuovi finanziamenti. Assente la Taranto - Brindisi
- Grano: primo passo in UE per etichetta trasparente della pasta italiana





da Giovanni Vianello

Collaboratore del cittadino portavoce Diego De Lorenzis

 

 

Ecotassa 2017: disastro in Provincia di Lecce.

De Lorenzis (M5S): Rifiuti Zero contro l’incompetenza dei Comuni.

 

Il 15 dicembre 2016 è stata pubblicata sul BURP la determina sulla validazione delle percentuali di raccolta differenziata dei Comuni per la determinazione del tributo speciale per il conferimento in discarica dei rifiuti e contestuale assegnazione a ciascun comune della Provincia di LECCE dell’aliquota di tributo dovuto per l’anno 2017. Sull’argomento ​interviene Diego De Lorenzis, deputato pugliese del M5S in Commissione Trasporti alla Camera.

 

“La raccolta dei rifiuti in Provincia di Lecce è disastrosa!” - dichiara De Lorenzis - “La stragrande maggioranza dei Comuni è stata punita per l’inefficienza nella raccolta con il massimo tributo di ecotassa! Un disastro che grava sulle tasche dei cittadini! La Provincia di Lecce paga a caro prezzo il dilettantismo dei suoi amministratori. Non solo il territorio è sprovvisto degli adeguati impianti per i rifiuti, costringendo la cittadinanza a pagare il trasbordo fuori provincia dei rifiuti non differenziati, ma ora l’aliquota di ecotassa è una mazzata. Gli amministratori dovrebbero dimettersi in blocco e chiedere scusa ad ogni salentino.”

 

80 Comuni salentini pagheranno il massimo tributo di 25,82 euro a tonnellata smaltita, 4 pagheranno 22,59 euro, 6 Comuni pagheranno 19,77 euro, solo 4 Comuni pagheranno 6,97 euro per ogni tonnellata smaltita e soltanto Copertino pagherà 5,17 euro per ogni tonnellata essendo l’unico Comuni in Tutta la provincia ad aver raggiunto tutte le premialità di raccolta rifiuti.

 

“Un’accozzaglia di incapaci!” - aggiunge De Lorenzis - “Un solo Comune ha raggiunto tutti gli obiettivi, tutti gli altri nella stragrande maggioranza dei casi non sono stati capaci di raggiungere quanto stabilito dalla Legge. Anche il Comune di Lecce paga un'aliquota alta di 19,77 euro per ogni tonnellata smaltita, riuscendo a peggiorare rispetto l’aliquota del 2016 di 7,5 euro a tonnellata. Nonostante i toni trionfalistici dei mesi scorsi della Giunta Perrone, la realtà è sempre diversa da come Perrone la racconti.”

 

“Solo un approccio che va verso Rifiuti Zero darà la possibilità di uscire dal business delle discariche che devasta la Puglia, ma la giunta PD di Emiliano non vuole approvare la proposta di legge del M5S. Evidentemente ad Emiliano e al PD fa comodo il perdurare di questa situazione. L’Anac ha massacrato la Regione Puglia per i mancati controlli sul ciclo dei rifiuti e non c’è tanto da stupirsi visto che il business dell’indifferenziato, degli inceneritori e delle discariche in Puglia appartiene per lo più alla Marcegaglia e all’imprenditore massafrese Albanese, feudo del PD e di Mazzarano. Bisogna” - conclude De Lorenzis - “mandare a casa velocemente Emiliano con tutto il PD, solo il M5S potrà avviare finalmente in Puglia un percorso che ci porterà a creare un'economia circolare, un risparmio per i cittadini e la salvaguardia dell’ambiente.”

 

 

 

 

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da Giuseppe Mastronuzzi

Meetup Pulsano

 

 

Il Meetup Pulsano ha inviato un'istanza al Sindaco Ecclesia ed al consigliere con delega all'ambiente Lupoli un'istanza volta a chiedere il rispetto delle disposizioni della Legge 447/95 e della Legge Regionale 3/2002.

 

La Legge 447/95 dispone all'art. 6 che sono di competenza dei Comuni, secondo  le leggi statali e regionali ed i rispettivi statuti:

 

a) la classificazione del territorio comunale;

b) il coordinamento degli strumenti urbanistici già adottati con le determinazioni assunte ai sensi della lettera a);

c) l'adozione dei piani di risanamento;

d) il controllo del rispetto della normativa per la tutela dall'inquinamento acustico all'atto del rilascio delle concessioni edilizie relative a nuovi impianti ed infrastrutture adibiti ad attività produttive, sportive e ricreative e a postazioni di servizi commerciali polifunzionali, dei provvedimenti comunali che abilitano alla utilizzazione dei medesimi immobili ed infrastrutture, nonché dei provvedimenti di licenza o di autorizzazione all'esercizio di attività produttive;

e) l'adozione di regolamenti per l'attuazione della disciplina statale e regionale per la tutela dall'inquinamento acustico;

f) la rilevazione e il controllo delle emissioni sonore prodotte dai veicoli, fatte salve le disposizioni contenute nel decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 258, e successive modificazioni;

g) i controlli;

h) l'autorizzazione, anche in deroga ai valori limite di cui all'articolo 2, comma 3, per lo svolgimento di attività temporanee e di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico e per spettacoli a carattere temporaneo ovvero mobile, nel rispetto delle prescrizioni indicate dal comune stesso.

Entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge, i Comuni adeguano i regolamenti locali di igiene e sanità o di polizia municipale, prevedendo apposite norme contro l'inquinamento acustico, con particolare riferimento al controllo, al contenimento e all'abbattimento delle emissioni sonore derivanti dalla circolazione degli autoveicoli e dall'esercizio di attività che impiegano sorgenti sonore.

 

L'istanza è stata inviata anche all'attenzione dell'Assessorato Regionale alla qualità dell'ambiente in quanto l'articolo 9 della Legge Regionale 3/2002 rubricato "Adempimenti e poteri sostitutivi" prevede al comma 3 quanto segue:In caso di mancato adempimento della Provincia e dei Comuni, provvede la Regione, per il tramite dell’Assessorato all’ambiente, attraverso la nomina di commissari ad acta.>>

 

Il Meetup Pulsano, stante la mancata pubblicazione sul sito web istituzionale dell'Ente degli atti in merito alla classificazione del territorio, auspica una pronta risposta da parte delle istituzioni e l'applicazione di una legge in vigore da 21 anni.

 

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da Giovanni Vianello

Collaboratore del cittadino portavoce Diego De Lorenzis

 

 

Manutenzioni Anas: nuovi finanziamenti

De Lorenzis (M5S): assente la Taranto - Brindisi

 

Mentre Anas bandisce appalti per quasi 5 milioni di euro riguardanti le strade pugliesi, rimane ancora inalterata la situazione sulla Strada Statale 7 tra Brindisi e Taranto. Sull’argomento ​interviene il deputato pugliese Diego De Lorenzis, membro  del M5S in Commissione Trasporti alla Camera,

 

“La viabilità sulla strada statale 7 è a rischio: non è possibile che una strada importante che collega Taranto a Brindisi rimanga in questo stato di dissesto! Per questo il mese scorso ho presentato una interrogazione ma, come in molte altre occasioni, il ministro Delrio non ha ancora risposto.

Speriamo che presto Anas stanzi risorse adeguate anche per la SS. 7. Una strada importante, abbandonata all’incuria assoluta e che rappresenta un rischio concreto per le chi la percorre."

 

Tra i bandi di gara emessi dall’Anas ci sono la manutenzione straordinaria delle strade SS 101 “Salentina di Gallipoli” SS 274  “Salentina Meridionale” e SS. 275 “di Santa Maria di Leuca” e il rifacimento della segnaletica orizzontale in diverse strade della Puglia.

 

“La messa in sicurezza immediata di queste direttrici statali è fondamentale e questo toglierà anche un argomento, la mancanza di sicurezza stradale, ai fautori dello scempio bocciato recentemente dall'Anac che imponeva 4 corsie fino a Leuca su un nuovo tracciato per la ss275! In questa ottica speriamo che gli interventi previsti contemplino anche la sostituzione dell'incrocio semaforico a Surano con una rotatoria che migliori la viabilità e aumenti la sicurezza"

 

“Ovviamente questi interventi sono il minimo sindacale e ci aspettiamo dal Governo interventi importanti per incentivare gli spostamenti su ferrovia! I cittadini italiani, e pugliesi in particolare hanno diritto non solo ad una viabilità sicura ma ad una mobilità pubblica, alternativa all'auto privata, e sostenibile!”

 

 

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da Valerio L'Abbate
Assistente Deputato Giuseppe L’Abbate

 

Approda a Bruxelles lo schema di decreto che introduce l’indicazione obbligatoria dell’origine per la filiera del grano come richiesto da un ordine del giorno del M5S approvato lo scorso luglio

 

Un passo in avanti per la difesa della pasta italiana, una delle eccellenze simbolo del Made in Italy nel mondo, al centro di numerose proteste degli agricoltori nell’ultimo anno. È, infatti, approdato a Bruxelles lo schema di decreto che introduce la sperimentazione dell’indicazione obbligatoria dell’origine per la filiera del grano per la pasta in Italia. Un provvedimento che risponde a quanto proposto con l’ordine del giorno presentato dal Movimento 5 Stelle e approvato lo scorso luglio alla Camera durante la discussione del Dl Enti Locali.

 

“Chiedevamo l’indicazione obbligatoria ‘100% grano italiano’ quando la semola è appunto derivante interamente da grano made in Italy oppure, per gli altri casi, la dicitura alternativa ‘miscela di grani’ – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – Ora ci auguriamo che Bruxelles non faccia ostruzionismo e che il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina riesca a farsi valere sui tavoli comunitari, difendendo una norma utile a garantire la tracciabilità delle filiere produttive, con un indiscutibile valore aggiunto per produttori e consumatori. Infine, per porre definitivamente fine alla cosiddetta ‘guerra del grano’, auspichiamo che il Governo dia seguito agli impegni presi con l’approvazione dei nostri altri ordini del giorno: – conclude il parlamentare 5 Stelle –  istituire la Commissione Unica Nazionale (Cun) per garantire una definizione trasparente del prezzo; inserire dei parametri che permettano di tracciare, ai fini della certificazione, la presenza di residui di pesticidi; favorire la tutela della biodiversità agroalimentare attraverso il recupero e la valorizzazione delle varietà di grano locali e dei grani antichi”.

 

 




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