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Comunicazioni Conservatori e Riformisti

giovedì 19 gennaio 2017

- PIANO DI RIORDINO, MANCA (COR): BOCCIATURA SCONTATA PER QUESTO NON ABBIAMO PRESENTATO EMENDAMENTI
- PIANO DI RIORDINO, VENTOLA (COR): NOTA POSITIVA IL' NOI' DI RUSCITTI DOPO L'IO SMISURATO DI EMILIANO
- PIANO DI RIORDINO, COR: DEVE DIMETTERSI EMILIANO NON ROMANO
- PIANO DI RIORDINO, PERRINI (COR): UN SOLO PRONTO SOCCORSO A TARANTO NON BASTA!
- PIANO DI RIORDINO, ZULLO (COR): BILANCIO DEGLI OSPEDALI A RISCHIO SENZA VALUTAZIONE ECONOMICA
- AMMODERNAMENTO MAGLIE-LEUCA, BOTTA E RISPOSTA CONGEDO (COR) ED EMILIANO-GIANNINI
- PIANO DI RIORDINO, ZULLO (COR): IL PROVVEDIMENTO VENGA ANCHE IN COMMISSIONE BILANCIO
- COR, FITTO SU MANOVRA CORRETTIVA E PRIMARIE
- RENZI/BERLUSCONI, FITTO: RENZI NON VUOLE VEDERE MOTIVI SUA SCONFITTA, E CENTRODESTRA NON PREPARI "GROSSE KOALITION"
- AEROPORTI DI PUGLIA, ZULLO (COR): SI INSEDIA CDA ILLEGITTIMO
- VERTENZA EX CCR, ZULLO (COR): BENE SOLUZIONE, MA CON PIU' GARANZIE

da Mariateresa D’Arenzo
tel 338/2447026





PIANO DI RIORDINO, MANCA (COR): BOCCIATURA SCONTATA, NON SI PUO’ SCRIVERE UN PROVVEDIMENTO DEL GENERE DIETRO UN PC SENZA VISITARE GLI OSPEDALI

Dichiarazione del vicepresidente della Commissione Sanità e consigliere regionale del Salento dei Conservatori e Riformisti, Luigi Manca

 

"La seconda bocciatura conferma quando da noi sostenuto da tempo: questo Piano di Riordino Ospedaliero è fatto male e va completamente riscritto! Per questo motivo come gruppo non avevamo presentato nessun emendamento-suggerimento perché non serviva aggiustare questa o quella situazione. Non avevamo ‘campanili’ da difendere per mettere al sicuro un tesoretto elettorale. Sulla salute dei pugliesi fare operazioni del genere è da sciacalli!”. Così il vice presidente della Commissione Sanità e consigliere regionale dei Conservatori e Riformisti salentino, Luigi Manca.

 “Ma un fatto positivo oggi lo abbiamo registrato – continua Manca – siamo tornato a discutere in Commissione  di un Piano con un Direttore (Giancarlo Ruscitti, da poco nominato Direttore del Dipartimento Sanità della Regione Puglia, ndr) che almeno ci ha guardato negli occhi mentre per ore pazientemente ci ascoltava. Per il resto non possiamo ribadire che questo provvedimento è davvero dannoso per il territorio. Ieri sono stato per l’ennesima volta a Casarano dove viene declassato un ospedale, che forniva servizi sanitari di eccellenza, ma soprattutto ad un’utenza che ora dovrà percorrere km per essere assistita. Ma ci rendiamo conto che quando parliamo di Salute, di salvare vite umane, conta anche la distanza che intercorre fra un ospedale ed un altro? Fra i Comuni e gli ospedali di riferimento? Io nei miei tour ospedalieri  me ne sono reso conto”.

“Ieri, per esempio, – ha concluso Manca – sono stato nuovamente a Casarano e  una paziente in dialisi mi ha detto una cosa che mi ha fatto riflettere  come medico e come consigliere regionale: ‘i politici dovrebbero vergognarsi. Se invece di andare in giro per convegni ed eventi fossero venuti anche a farsi un giro nei reparti che vogliono chiudere si sarebbero resi conto di cosa stanno parlando’. Parole vere: un Piano di Riordino non può essere fatto da dietro un PC, deve essere fatto toccando con mano i disagi e guardando con gli occhi i pazienti ai quali viene tolto un servizio!”

 

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PIANO DI RIORDINO, VENTOLA (COR): L’UNICA NOTA POSITIVA DI OGGI E’ CHE SIAMO PASSATI DALL’IO SMISURATO DI EMILIANO AL ‘NOI’ DI RUSCITTI

Dichiarazione del consigliere regionale della Bat dei Conservatori e Riformisti, Francesco Ventola

 

“Un esercizio di oratoria utile solo a fini mediatici. E quindi "inutile" per certi versi visto che  il Piano di Riordino Ospedaliero non è soggetto a cambiamenti nonostante la seconda sonora bocciatura! L’unica nota positiva della lunga discussione avuta oggi in Commissione Sanità è che il Direttore del Dipartimento Sanità della Regione, Giancarlo Ruscitti, ha cambiato linguaggio: dall’IO smisurato del presidente Emiliano, finalmente si è passato al NOI. Un dialogo che purtroppo viene avviato tardi ed diventa difficile per lo stesso far accettare ai consiglieri regionali un Piano che non ha scritto lui”. È questa l'amarezza espressa dal consigliere regionale dei Conservatori e Riformisti, Francesco Ventola, residente nella provincia più piccola della Puglia, Bat, e per questo trattata come una sorta di Cenerentola anche nel Piano di Riordino Ospedaliero.


"Direttore - ha detto Ventola rivolgendosi a Ruscitti - il mio territorio viene già dalla chiusura di ospedali come quelli di Spinazzola e Minervino e oggi vive la chiusura di quelli di Canosa e Trani. La nostra preoccupazione è che come stiamo ancora aspettando la riconversione dei primi in servizi sanitari extra ospedalieri finiremo per aspettare anche quella dei secondi. Perché tempi definiti non sono stabiliti".


Ma Ventola ha evidenziato le carenze strutturali di un territorio che seppure piccolo vede a disposizione, praticamente una sola autoambulanza del 118, per cui di recente è accaduto che un infartuato ha perso la vita per aver atteso l'autoambulanza per oltre un'ora e mezza.
"E allora chi è responsabile di questo Piano, che nonostante la bocciatura sarà attuato, venga sul territorio e spiegare ai cittadini che non vengono solo tagliati posti letto, ma servizi sanitari - ha denunciato Ventola - in assenza dei quali si rischia la vita. Mentre si continua a promettere un nuovo ospedale per il quale ci sono belle intenzioni e niente finanziamenti".

 

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PIANO DI RIORDINO, COR: DOPO LA DOPPIA BOCCIATURA A DIMETTERSI DEVE ESSERE EMILIANO E NON ROMANO

Dichiarazione del gruppo regionale dei Conservatori e Riformisti (Ignazio Zullo, Erio Congedo, Luigi Manca, Renato Perrini e Francesco Ventola)

 

A dimettersi deve essere non il presidente della Commissione Sanità, Romano, che invece deve rimanere al suo posto,  ma l’assessore alla Sanità, Emiliano.

Il Piano di Riordino Ospedaliero viene per la seconda volta sonoramente bocciato dai consiglieri regionali. Una bocciatura trasversale (oggi hanno votato contro anche due consiglieri di maggioranza) che dimostra come la nostra opposizione non fosse strumentale e preconcetta.

I colleghi Borraccino e Campo danno forza alla nostra azione dimostrando che questo Piano di Riordino non è di centrosinistra o di centrodestra: è un provvedimento che deve migliorare la Salute dei pugliesi. Tutti i pugliesi! Per cui il presidenti Emiliano e Romano dovrebbero ringraziare i due consiglieri di riferimento che oggi hanno dimostrato lealtà verso i pugliesi, prima ancora che verso una parte politica.

Emiliano, però, non può non trarre le conclusioni dalla questa seconda bocciatura: ha fallito come Assessore alla Sanità! Se il provvedimento più importante del suo Assessorato non passa l’esame dei consiglieri che rappresentano il territorio, deve essere consequenziale e dimettersi da assessore. Anche perché la Puglia ha bisogno di un assessore alla sanità tempo pieno che sia attento alle esigenze del territorio pugliese, ma soprattutto che abbia il tempo di stare ad ascoltarlo.

 

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PIANO DI RIORDINO, PERRINI (COR): "UNA PROVINCIA COME QUELLA DI TARANTO NON PU0’ AVERE SOLO UN PRONTO SOCCORSO”

Dichiarazione del consigliere regionale tarantino dei Conservatori e Riformisti, Renato Perrini, in Commissione Sanità

 

"Una provincia come quella di Taranto non può avere solo un Pronto Soccorso". E' questo il grido di allarme che il consigliere regionale del territorio jonico dei Conservatori e Riformisti, Renato Perrini, ha rivolto al Direttore del Dipartimento Sanità della Regione Puglia, Giancarlo Ruscitti, presente questa mattina in Commissione Sanità per una nuova discussione del Piano di Riordino Ospedaliero, che ha ottenuto una seconda bocciatura.


Il consigliere tarantino del partito di Fitto, condividendo la visione generale del suo capogruppo Zullo, si è soffermato in modo particolare sulla soppressione del Pronto soccorso dell'ospedale Moscati che, invece, strategicamente sul territorio era meglio disposto e quindi riusciva a servire meglio i tarantini.

"Oggi, invece, succede  - ha spiegato Perrini - che è vero che non ci sono numericamente più accessi al Pronto soccorso, che statisticamente sono rimasti gli stessi, ma questi ora sono concentrati tutti sul Santissimo Annunziata. Il che comporta automaticamente un allungarsi dei tempi che provoca disagi infiniti: l'ultimo in ordine di tempo il caso del l'anziana rimasta sulla barella per oltre nove ore".


"Sento parlare
- ha aggiunto - di una situazione provvisoria in attesa del nuovo ospedale. Sono un imprenditore del settore e francamente nutro forti dubbi che questo possa realizzarsi in pochissimo tempo: da quando sono consigliere regionale me ne sto interessando direttamente, ne sento parlare da un anno e mezzo e so che la variante su dove deve sorgere non è stata neppure approvata. E allora siccome prevedo tempi lunghissimi per la realizzazione della nuova struttura, nel frattempo sarebbe opportuno lasciare attivi tutti i servizi sanitari esistenti, altrimenti un territorio come quello di Taranto già fortemente penalizzato per emergenze di carattere nazionale, si pensi solo all'Ilva e all'accoglienza degli immigrati, si finisce che a essere a rischio è davvero  la salute dei tarantini”.

 

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PIANO DI RIORDINO, ZULLO (COR): UN PROVVEDIMENTO CHE SENZA VALUTAZIONE ECONOMICA RISCHIA DI MANDARE SUL LASTRICO MOLTI OSPEDALI

Dichiarazione del presidente del gruppo regionale dei Conservatori e Riformisti, Ignazio Zullo,

 

Un Piano di Riordino che se attuato rischia di portare molti ospedali oltre il deficit consentito dal combinato disposto del DM 70 del 2015 e Legge di Stabilità 2016 e quindi in Piano di Rientro. "Questo perché - ha ribadito per l'ennesima volta il presidente del gruppo regionale dei Conservatori e Riformisti, Ignazio Zullo - non è stata fatta nessuna valutazione economico-finanziaria. Per questo ribadiamo la richiesta che il Piano faccia un passaggio anche in Commissione Bilancio, anche per verificare se vengono rispettate le percentuali di spesa che prevedono che di tutta la spesa sanitaria regionale solo il 44 per cento venga spesa per gli ospedali, mentre il restante vada per il 5 alla prevenzione e per il restante alla medicina territoriale. È chiaro che se la spesa ospedaliera supera il 44 per cento si andranno a togliere risorse dalla prevenzione e dal territorio, due settori importanti per assicurare la salute e le cure dei pugliesi".

Non l'unica valutazione della quale non tiene conto il Piano ha sostenuto Zullo rivolgendosi al Direttore del Dipartimento Sanità della Regione Puglia, Giancarlo Ruscitti, che questa mattina ha partecipato alla Commissione Sanità dove si è tornati a parlare di Piano di Riordino dopo la prima bocciatura avvenuta il 20 settembre scorso.

"Il giudizio - ha ribadito Zullo - non è cambiato in questi mesi, anche perché di fatto nulla è cambiato mancando alla base valutazioni della struttura demografica della popolazione pugliese o epidemiologiche, per cui siamo al paradosso che la provincia di Foggia ha un numero di posti letto di Geriatria e Pediatria spropositato rispetto al resto della Puglia, senza che nessuno abbia spiegato il motivo di queste scelte: ci sono più anziani e bambini a rischio salute in quella provincia? Non è dato sapere, ma sono solo esempi emblematici di situazioni che sul territorio si ripetono per tante discipline  e che da oltre sette mesi denunciamo in tutte le sedi".

Secondo Zullo, poi, si assiste a un Piano che manca anche delle più semplici verifiche strutturali: "Si spostano da un ospedale all'altro 10/20 posti letti senza neppure verificare la disponibilità degli spazi fisici dove allocare i letti. Senza contare che la Legge di Stabilità prevede fra le altre cose l'attivazione dell' Unità di valutazione del rischio clinico ma nel Piano non vi è traccia”.

Insomma, un Piano che per quanto assoggettato ad operazioni di maquillage per accontentare questo o quel consigliere che continua a far acqua da tutte le parti secondo il capogruppo CoR . “Un Piano - conclude Zullo - presentato più per rispondere formalmente a scadenze di legge che per rispondere ad esigenze di razionalizzazione del Servizio Sanitario Regionale il cui finanziamento é assicurato anche con surplus di tassazione e di ticket dai quali i pugliesi vanno alleviati”.

 

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AMMODERNAMENTO MAGLIE LEUCA, BOTTA E RISPOSTA CONGEDO (COR)- GOVERNO EMILIANO

Il presidente e l’assessore Giannini hanno risposto a un’interrogazione presentata dal consigliere regionale dei Conservatori e Riformisti, Erio Congedo

 

Botta e risposta fra il consigliere regionale dei Conservatori e Riformisti, Erio Congedo,  e il governo Emiliano suIl’ammodernamento -  o meglio del mancato ammodernamento - della Statale 275 che collega Maglie con Leuca durante il Consiglio regionale

Il presidente Emiliano e l’assessore ai Trasporti Giannini hanno risposto a un’interrogazione presentata dal gruppo regionale  CoR, quattro mesi fa, con la quale si sollecitava la Regione a essere protagonista di una vicenda che si protrae da oltre 20 anni.

“L’ammodernamento della statale 275 – ha detto il consigliere Congedo a nome del gruppo – è ormai una storia che supera in peggio nei tempi e nei modi il completamento della Salerno- Reggio Calabria. Una storia infinita, finanziata due volte e inserita nella delibera CIPE 121/2001  e mai iniziata, pur trattandosi di un’opera pubblica di grandissima importanza non solo per mettere in sicurezza la viabilità, ma anche per favorire il flusso turistico e commerciale della zona. Senza contare che un appalto di 288 milioni di euro avrebbe avuto ricadute sul territorio di notevole impatto”.

Secondo Congedo la Regione, che pure ha stanziato 155 milioni, e quindi dovrebbe avere tutto l’interesse alla realizzazione dell’opera,  non si è mai appropriata del ruolo che le competeva, per cui non avrebbe fatto sentire la sua voce con l’Anas che ha tenuto e tiene in scacco l’intera vicenda. Allo stato attuale la gara è stata annullata e non è stata ancora bandita la nuova.

Non così per Emiliano e Giannini che hanno assicurato non solo di aver seguito la vicenda costantemente, ma che nei prossimi giorni torneranno a sollecitare l’Anas perché venga subito bandita una nuova gara e i lavori abbiano inizio.

“Vigileremo perché non siano l’ennesime solo promesse”, ha concluso Congedo.

 

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PIANO DI RIORDINO, ZULLO (COR): MANCA L’ANALISI FINANZIARIA, IL PROVVEDIMENTO VENGA DISCUSSO ANCHE IN COMMISSIONE BILANCIO

Dichiarazione del presidente del gruppo regionale dei Conservatori e Riformisti, Ignazio Zullo,

 

 

Quasi l’80 per cento del Bilancio regione viene assorbito dalla Sanità  - una somma che, per altro, dovrebbe prevedere che il seguente riparto: 5% alla prevenzione, il  51% all’assistenza distrettuale e il 44% all’assistenza ospedaliera. Percentuali che in Puglia non vengono quasi mai rispettate  per l’aumento della spesa dell’ assistenza ospedaliera  - ma non è sufficiente! Nonostante i pugliesi siano appesantiti da una maggiore tassazione di competenza regionale, i ticket e superticket, infatti, a fine anno si è costretti a manovre finanziarie per ripianare il deficit. Ma il vero timore è che alla fine di questo anno potremmo trovarci di fronte a qualche sorpresa per via l’applicazione del nuovo Piano di Riordino Ospedaliero per il quale non è stata fatta nessuna valutazione economico-finanziaria.

Il Decreto Ministeriale (il 70 del 2015) che detta le linee guida per la stesura del Piano stabilisce che gli stessi devono essere “a costo zero”, vale a dire non devono produrre nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Se a questo si aggiunge che la Legge di Stabilità del 2016 ha previsto anche che il rapporto costi/ricavi dei bilanci degli ospedali non deve creare uno squilibrio superiore al 10 per cento e, comunque, non deve essere superiore ai 10 milioni di euro (pena l’assoggettamento a piano di rientro per ciascun ospedale) la nostra preoccupazione è che “si stanno facendo i conti senza l’oste”!

Mercoledì prossimo, 18 gennaio, il Piano di Riordino ritorna in Commissione Sanità per ricominciare una discussione che lo scorso anno aveva visto la “bocciatura” del provvedimento. Ora il presidente e assessore regionale alla Sanità, Emiliano, è convinto che con i “ritocchi” effettuati possa ottenere la promozione. Non certo da noi che da tempo sosteniamo che il Piano non vada emendato ma totalmente riscritto anche per l’assenza di  un’analisi economico-finanziaria del Piano.

Per questo, come Conservatori e Riformisti, ufficialmente abbiamo chiesto che il provvedimento venga sottoposto all’esame anche della Commissione Bilancio perché si proceda ad una valutazione “contabile” che scongiuri il rischio dei piani di rientro per gli ospedali e l’aumento del deficit sanitario

 

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Manovra correttiva. Fitto: noi contro rigore Ue, ma questo è il conto lasciato da Renzi...



"Rispetto al rischio di manovra correttiva, è noto che noi siamo contro gli eccessi di rigore Ue, e che avevamo suggerito in epoca non sospetta un'azione complessiva: mettere in discussione il vincolo del 3% per una grande operazione anti tasse, il nostro choc fiscale (40 miliardi di tasse in meno, con corrispondenti tagli di spesa)".  Cosi Raffaele Fitto, leader dei Conservatori e Riformisti, promotore Convenzione Blu.
"Ma Renzi non volle. E in Ue ha invece 'lottato' - continua Fitto - solo per giustificare i suoi regalini elettorali. Dovevamo fare un grande taglio di spesa e tasse per la crescita. Abbiamo avuto - invece - solo una pioggerellina di bonus in deficit, con cui Renzi pensava di comprare consenso. Ora l'Italia rischia di pagare caro il conto lasciato da Renzi. E Padoan e Gentiloni non possono far finta di non sapere nulla".

Centrodestra. Fitto: risposta giusta sono primarie



"Il centrodestra deve essere alternativo al Pd: non certo prepararsi a fargli compagnia". Cosi Raffaele Fitto, leader dei Conservatori e Riformisti, promotore Convenzione Blu.

"La mia risposta è fare le primarie, farle seriamente, in modo non improvvisato - aggiunge Fitto - per una vera competizione di idee e proposte. Se le elezioni saranno a giugno, si facciano le primarie a fine marzo/inizio aprile. Se fossero a febbraio, si facciano a ottobre/novembre. È quella la via per un centrodestra unito e rinnovato".

 

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Renzi/Berlusconi, Fitto: Renzi non vuole vedere motivi sua sconfitta, e centrodestra non prepari "grosse koalition"


"Oggi le due interviste a Matteo Renzi e Silvio Berlusconi consegnano un quadro preoccupante". Così Raffaele Fitto, leader Conservatori e Riformisti, promotore della Convenzione Blu. "Renzi, segretario del Pd, continua a ignorare le ragioni della sua sconfitta referendaria. Per tre anni, dall'opposizione, gli avevamo spiegato che l'urgenza del paese era l'economia, non la legge elettorale e il Senato. E, apparenze a parte, Renzi respinge qualunque vera autocritica. Berlusconi sembra inevitabilmente proiettato verso lo schema "proporzionale ora, e grosse koalition dopo il voto". Non credo sia questa la via per rivolgerci agli elettori delusi e astenuti che hanno lasciato il centrodestra da cinque anni. E anche il sostegno di Forza Italia al governo su Mps sembra andare purtroppo in quella direzione, dietro il paravento della richiesta (che noi facciamo da un anno) di trasparenza e commissioni di inchiesta. Il nostro progetto della Convenzione Blu, il 28 gennaio prossimo, offrirà al centrodestra uno schema diverso: primarie per scegliere, un rinnovato programma liberale e riformatore, un saldo ancoraggio internazionale con i Conservatori inglesi. Con un obiettivo:  far vincere un centrodestra rinnovato e credibile, non prepararsi a fare compagnia al Pd".

 

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AEROPORTI DI PUGLIA, ZULLO (COR): SI INSEDIA UN CDA ILLEGITTIMO

Il presidente del gruppo regionale dei Conservatori e Riformisti, Ignazio Zullo, richiama il Decreto Legislativo n.175 del 2016 che non sarebbe stato rispettato

 

 

Non ci interessa e non è nel nostro stile agire con la nostra azione politica con giudizi sulle persone ma sulle procedure che, a quanto ci sembra di comprendere anche la società Aeroporti di Puglia (AdP)  come per altre situazioni, vengono interpretate dal presidente Emiliano a proprio piacimento specie se le norme sono state emanate dal Governo Renzi, le cui politiche il nostro governatore non ha quasi mai condiviso!

Non mettiamo in discussione la nomina di una poliziotta nel Consiglio di Amministrazione (CdA) sulla quale dovrà esprimersi anche l’Amministrazione di appartenenza. Mettiamo in discussione la legittimità del CdA considerato che l’art. 11 del Decreto Legislativo del 19 agosto 2016, n. 175 Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, il quale prevede che l’organo amministrativo delle stesse a controllo pubblico è costituito, di norma, da un amministratore unico.

Laddove il presidente Emiliano avesse ravveduto la necessità di ragioni di adeguatezza organizzativa tali da rendere necessario un CdA  - e non capiamo quali ragioni possano motivare tale scelta atteso che l'amministratore unico si è dimostrato finora vincente in termini di efficienza e di risultati per AdP - avrebbe dovuto rispettare il comma 3 del predetto articolo 11 che rimanda tale possibilità ad un regolamento dello Stato non ancora emanato.

E peraltro, si insedia un CdA "monco" finché la poliziotta non avrà ottenuto l’autorizzazione dell’Amministrazione di appartenenza (ovvero dagli organi di governo della Polizia di Stato) quindi la stessa  non potrà partecipare alle sedute.

Peraltro, vengono attribuiti compensi senza che sia stato emanato il decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze con il quale devono essere  individuate fino a cinque fasce di classificazione con, il limite dei compensi massimi al quale il CdA deve attenersi.

La nostra è una denuncia pubblica della mancanza di leale collaborazione tra Stato e Regioni da parte del presidente Emiliano il cui agire lascia molto a desiderare nella speranza che qualcuno lo fermi e gli faccia capire che non è il potere assoluto di uno stato monarchico ma il Presidente di una Regione di uno Stato democratico come l’Italia fondata sui valori della Costituzione.

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STABILIZZAZIONI EX CCR, ZULLO (COR): FINALMENTE LA VERTENZA TROVA UNA SOLUZIONE, MA AVREMMO PREFERITO UNA DECISIONE CHE GARANTISSE MEGLIO I LAVORATORI

Così il presidente del gruppo regionale dei Conservatori e Riformisti, Ignazio Zullo

 

L'impiego dei 245 ex CCR nelle Sanitaservice non può che essere  la via di uscita ad una vertenza occupazionale che è iniziata oltre 20 anni fa e che con fatica nella scorsa legislatura abbiamo incanalato verso una soluzione definitiva mediante un'azione coordinata con gli allora assessori al Lavoro Caroli,  e alla Sanità Pentassuglia. Per questo guardiamo con favore all’azione della Giunta regionale che domani approverà la delibera con la quale consentirà agli ex lavoratori di poter partecipare ad un avviso pubblico riservato per l’assunzione a tempo determinato e part time, vale a dire un processo di internalizzazione che interessa la Sanitaservice, le Asl e il Policlinico di Bari.

 Certo avremmo preferito che, così come è stato fatto in altre occasioni, la soluzione del dramma degli ex CCR fosse a tempo indeterminato e a 36 ore settimanali e senza avviso pubblico perché parliamo di lavoratori che hanno subito un vero e proprio calvario professionale, che nonostante il precariato hanno continuato il loro aggiornamento e oggi possono costituire davvero una risorsa preziosa per la Sanità pugliese bisognosa di potenziare i servizi di supporto alle attività sanitarie.

E’ gente che oggi ha oltre 50 anni e non ha mai conosciuto un momento di serenità occupazionale per le promesse non mantenute da chi negli anni passati ha giocato sulla loro pelle anche battaglie politico-elettorale.

Per questi motivi così come siamo intransigenti nei confronti del governo Emiliano per azioni scellerate nel campo della Sanità, a cominciare dal Piano di Riordino, allo stesso tempo siamo pronti a riconoscere che questa volta la Giunta si sta muovendo in un’azione giusta e riparatoria nei confronti di operatori  che in questi anni sono stati mortificati nella loro dignità umana e professionale.

 

 




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