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Comunicazioni Movimento 5 Stelle

martedì 21 febbraio 2017

da on.De Lorenzis, on. L’Abbate,on. Pedicini, on.Scagliusi, Meetup Roccaforzata 5 stelle





da Giovanni Vianello

Collaboratore del cittadino portavoce Diego De Lorenzis

 

 

 

Ciclovia Acquedotto Pugliese

De Lorenzis (M5S): Risultati inesistenti, Delrio incapace!

 

Con la Legge di Stabilità 2016 il Parlamento ha stanziato 91 milioni di euro per le Ciclovie turistiche e grazie ad un emendamento proposto anche da Diego De Lorenzis (M5S), anche la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese è stata inserita tra i soggetti beneficiari. Ad oltre un anno di distanza interviene nuovamente sull’argomento il deputato pugliese Diego De Lorenzis, membro del M5S in Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazione alla Camera.

 

“Delrio ha perso solo tempo ma non lo paghiamo per scaldare la poltrona!”- dichiara il deputato - “Dopo oltre un anno dallo stanziamento dei fondi in Parlamento, a Dicembre 2015, la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese resta un miraggio per incapacità dei Ministri Delrio e Franceschini. I Ministri di questo Governo sono ridicoli: la loro incoerenza supera ogni limite! Si riempiono la bocca sull’importanza del turismo e della mobilità sostenibile, ma nella realtà non sono in grado di realizzare neanche le Ciclovie turistiche nazionali con 91 milioni di euro stanziati dal Parlamento. Quando invece gli argomenti sono Expo, Mose, Ilva, Tap, Tempa Rossa, TAV, i politici di professione sono prontissimi ad autorizzare e inaugurare immediatamente ogni cantiere con commissari e interventi straordinari, e sarà un caso se nelle grandi opere inutili c’è spazio per corruzione e malaffare e anche qualche favore agli amici degli amici!”

 

“Il Governo ostacola apertamente tante altre proposte di legge” - aggiunge De Lorenzis - “utili per rilanciare il turismo sostenibile e la mobilità dolce che vengono insabbiate in Parlamento: la legge quadro sulla mobilità ciclistica, quella sulle “greenways” cioè alla rete nazionale della mobilità dolce, la riforma del codice della strada e quella sulle ferrovie turistiche sono arenate per colpa del PD! Proposte che spesso vengono pure proprio dal Partito Democratico e che dopo 4 anni di legislatura sono ancora ferme in Parlamento per carenza di reale volontà di dare al Paese strumenti indispensabili e urgenti per migliorare la qualità di vita e il benessere dei propri cittadini!”

 

“Ancora una volta il PD blocca il turismo e la mobilità sostenibile che viene proposta dal basso: i cittadini esigono un cambiamento reale nelle priorità dell’agenda delle istituzioni potendo incidere e controllare direttamente. La mobilità dolce e il turismo sostenibile sono la chiave di volta per creare una nuova economia sostenibile per l’Italia, lontana dal modello ottocentesco di sviluppo economico e di potere baronale che tutti i partiti hanno interessi a mantenere. Abbiamo una grande occasione da non perdere: riconvertire l’economia creando nuova occupazione ma per farlo” - conclude De Lorenzis - “dobbiamo andare ad elezioni subito e liberarci di chi vuole scaldare solo una poltrona!”

 

 

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da Valerio L'Abbate
Assistente Deputato Giuseppe L’Abbate

 

 

IPPICA: ANCORA UN RINVIO PER LA RIFORMA DEL SETTORE

 

Il rilancio del settore ippico può attendere secondo il Governo Gentiloni che sposta, con il decreto Milleproroghe, di ulteriori sei mesi, sino ad aprile 2018, il termine ultimo per la delega prevista dal Collegato Agricolo

 

Il decreto Milleproroghe approda alla Camera blindato come previsto, nonostante l’imperante protesta dei tassisti e degli ambulanti dinanzi Montecitorio. Tra le disposizioni volute dal Governo Gentiloni e dalla maggioranza del Partito Democratico anche lo slittamento del termine ultimo per la tanto agognata riforma del settore ippico. Con l’approvazione definitiva del provvedimento, infatti, l’esercizio della delega legislativa disposta all’art. 15, comma 1 del cosiddetto Collegato Agricolo (legge 28 luglio 2016, n. 154) finalizzata alla razionalizzazione e al contenimento della spesa pubblica, relativa al riordino degli enti, società e agenzie vigilati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per il riassetto del settore ippico e per il riordino dell’assistenza tecnica agli allevatori e la revisione della disciplina della riproduzione animale avverrà entro diciotto mesi (anziché dodici come attualmente previsto) dall’entrata in vigore della medesima legge avvenuta il 25 agosto 2016.

 

“Sono trascorsi quasi tre anni da quando il ministro Maurizio Martina scippò al Parlamento la discussione annunciando che avrebbe dato corso alla riforma del settore ippico come previsto dalla delega fiscale. Alla Camera il comitato ristretto giunse ad un testo unificato tra le cinque proposte di legge sino ad allora depositate, ovvero quelle Russo, Faenzi, Lattuca, Catania e la mia – dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura e primo firmatario della proposta di legge “Istituzione della Consulta tecnica per la promozione del settore ippico” – Un percorso miseramente fallito nel giugno 2015 alla scadenza dei 15 mesi di tempo previsti dalla delega fiscale perché il Governo, a suo dire, era troppo impegnato con la riduzione dei debiti e dei costi. Oggi, l’ulteriore beffa per il comparto che vede protrarsi sino ad aprile 2018 il termine ultimo previsto per il tanto agognato rinnovamento. La situazione di grave sofferenza economica si trascina oramai da anni – prosegue Giuseppe L’Abbate (M5S) – e sembra portata avanti scientemente dai partiti per affossare un settore, nonché tutto il suo indotto, un tempo florido e sano. A causa di scellerate politiche di payout sulle scommesse che da sempre sono riuscite ad autoalimentare l’intero comparto (dagli agricoltori, ai produttori di mangini, ai maniscalchi, ai gestori di ippodromi, agli allevatori, etc..) nonché per colpa di una politica inerme dinanzi ad un intero comparto che andava rivisto e riproiettato nel terzo millennio, l’Ippica ha subito un lento drastico declino che sembra, ogni giorno di più, inesorabile. Questo Governo, al pari di quello Renzi – conclude il deputato 5 Stelle – continua nel prendere in giro tutti gli operatori ippici, togliendo loro un futuro. Se il Movimento 5 Stelle fosse stato al Governo, la partita si sarebbe già chiusa da anni e oggi staremmo a parlare di come affinare ulteriormente le misure per rendere ancor più ottimale il rilancio piuttosto che dell’ennesimo scandaloso rinvio”.

 

 

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PIERNICOLA PEDICINI - Eurodeputato del M5S

Membro della Commissione ambiente e sanità

 

Ufficio comunicazione - 21 febbraio 2017

 

RITARDI DEI PAGAMENTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, LA UE PRONTA A DEFERIRE L'ITALIA ALLA CORTE DI GIUSTIZIA

 

Nonostante le false promesse fatte da Renzi, quando tre anni fa andò a Palazzo Chigi, continuano i colpevoli ritardi della pubblica amministrazione nel pagare le spettanze economiche alle imprese italiane.

A confermare la gravità della situazione è una nota della Commissione europea con cui è stato annunciato che se, entro aprile prossimo, il governo Gentiloni non adotterà le misure necessarie per porre rimedio al problema la Ue potrà decidere di deferire l'Italia alla Corte di giustizia europea. Con un debito nei confronti dei propri fornitori stimato in 65 miliardi di euro, 34 dei quali dovuti ai ritardi di pagamento accumulati in questi anni, la pubblica amministrazione italiana rimane la peggiore pagatrice d’Europa.

Questo ennesimo intervento dell'Europa potrebbe portare il nostro Paese a subire una sanzione della Ue per colpa di un’Amministrazione disorganizzata e scorretta che paga con il contagocce per poter far fronte ai propri problemi di finanza e di cattiva gestione.

La Commissione europea chiede all'Italia di garantire la corretta applicazione della direttiva sui ritardi dei pagamenti (direttiva 2011/7/Ue) e prevenire le perdite per le aziende, in particolare le piccole e medie imprese (pmi). I ritardi di pagamento producono effetti negativi sulle imprese e incidono sulla loro liquidità e sul flusso di cassa, complicando la loro gestione finanziaria e impedendo loro di crescere. Quando i termini di pagamento non sono rispettati, a norma della direttiva le imprese hanno diritto ad un equo risarcimento. Per interrompere la consuetudine di pagare in ritardo, le pubbliche amministrazioni possono svolgere un ruolo particolarmente importante fornendo l'esempio e pagando i loro fornitori tempestivamente e in modo trasparente.

I provvedimenti della Commissione, oltre all'Italia, potrebbero colpire, per gli stessi motivi, anche la Grecia, la Slovacchia e la Spagna.

Va evidenziato che da gennaio 2013 la legge stabilisce che il pubblico debba pagare entro 30 giorni, salvo non sia un’azienda sanitaria che allora lo può fare entro 60, queste disposizioni però continuano a essere spesso disattese, con ricadute molto pesanti soprattutto per le piccole imprese che dispongono di un potere negoziale molto limitato nei confronti degli enti pubblici. Secondo una ricerca, la pubblica amministrazione italiana impiega mediamente 131 giorni per saldare quanto dovuto.

 

Ufficio comunicazione - Cellulare 3920460174

 

PIERNICOLA PEDICINI - Eurodeputato del M5S

 

 

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da Vito Galluzzi
Assistente Parlamentare del Deputato Scagliusi Emanuele

 

TRASPORTI: NESSUN LIMITE AI PASSAPORTI PER IL PERSONALE DI VOLO

 

Il deputato pugliese Emanuele Scagliusi (M5S) presenta una proposta di legge per eliminare il limite di passaporti per comandanti, piloti e assistenti di volo. L’obiettivo è garantire al personale di volo italiano gli stessi diritti dei colleghi europei

 

I piloti e gli assistenti di volo hanno spesso necessità di viaggiare per motivi di servizio da e verso Paesi tra di loro incompatibili, come per esempio Israele e Arabia Saudita. Non sempre, però, riescono a recarsi presso la Questura di residenza in tempo utile per “commutare” il passaporto. E, come se non bastasse, la durata continua della turnazione lavorativa rende impossibile una pianificazione dei visti presenti sul passaporto, o della compatibilità con il Paese di scalo del passaporto detenuto al momento della partenza. Cavilli nostrani che pongono la categoria del personale navigante italiano in una situazione di svantaggio rispetto ai loro omologhi colleghi europei. Per rimediare a questa anomalia, il deputato pugliese Emanuele Scagliusi (M5S) ha presentato una proposta di legge che potrà conferire anche maggiori possibilità di impiego al personale di volo italiano.


“Considerando la situazione generale di crisi in cui versa il settore aeronautico – dichiara il parlamentare pugliese Emanuele Scagliusi, membro della Commissione Affari Esteri e Comunitari alla Camera dei Deputati – il personale di bordo di cittadinanza italiana è ulteriormente penalizzato in quanto, a differenza dei colleghi europei, non può richiedere più passaporti, vedendosi così costretto, in alcuni casi, a rifiutare proposte di lavoro”.

 

Il decreto 303/33 del 2010, che integra la legge 1185 del 1967, disciplina i casi speciali ma pone il limite al rilascio di un solo secondo passaporto. Tuttavia, l’articolo 9 della stessa legge già prevede speciali disposizioni nell’interesse generale del lavoro italiano all’estero e per la tutela dei lavoratori.

 

“Secondo gli uffici competenti in materia di rilascio passaporti al Ministero dell’Interno e al Ministero degli Affari Esteri la questione del rilascio e della detenzione contemporanea di tre o più passaporti è solo un problema tecnico di procedura e non un problema legislativo – prosegue Emanuele Scagliusi (M5S) – Per questo, ho depositato una proposta di legge che non prevede alcuna limitazione al numero dei passaporti e non indica alcun limite di detenzione contemporanea dei passaporti per il personale di volo: comandanti, piloti e assistenti di volo. Sono convinto che questa proposta possa presto trovare il parere favorevole degli altri gruppi parlamentari visto che non prevede alcun costo aggiunto e visto che si tratta di una proposta di buon senso che da un lato aumenta le possibilità di lavoro per cittadini italiani e, dall’altro – conclude il deputato pugliese – non va ad intaccare la sicurezza del nostro Paese”.

 

 

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da Valerio L'Abbate
Assistente Deputato Giuseppe L’Abbate

 

 

PUGLIA: IL M5S CHIEDE AL GOVERNO DI IMPUGNARE LA LEGGE REGIONALE SUI CONSORZI DI BONIFICA

 

Interrogazione parlamentare del deputato L’Abbate (M5S) che ravvisa profili di incostituzionalità, ai sensi degli articoli 117 e 118, della legge regionale 1/2017. All’Esecutivo di Gentiloni l’ultima decisione

 

Il 6 febbraio scorso, con la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Puglia, è entrata in vigore la legge regionale n. 1 “Norme straordinarie in materia di consorzi di bonifica commissariati” con cui la Giunta Emiliano intende procedere al risanamento dei Consorzi, attraverso un processo riorganizzativo finalizzato all’autogoverno delle funzioni, a completamento del percorso di riforma precedentemente avviato. L’iter prevede che, a far data dal 1° dicembre 2018, la Sezione Irrigazione ed acquedotti rurali del Consorzio di bonifica Centro-Sud Puglia cesserà le sue funzioni e transiterà, unitamente al personale dipendente afferente, in Acquedotto Pugliese S.p.A., che provvederà all’assunzione con modalità organizzativa compatibile con la legislazione vigente e il suo Statuto, senza necessità di ulteriore atto legislativo o amministrativo. In pratica, ad Aqp andranno le funzioni in materia di “gestione, ammodernamento, realizzazione e manutenzione di opere pubbliche di accumulo, derivazione, adduzione circolazione e distribuzione relative agli acquedotti rurali ed ai sistemi irrigui, nonché delle opere per il recupero delle acque per fini irrigui agricoli, ad esclusione deli impianti di affinamento delle acque reflue urbane”. Alla Sezione Gestione irrigue ed acquedotti rurali andranno anche le funzioni amministrative e di controllo sui pozzi, oggi delle Province.

 

“La normativa regionale, però, a nostro parere violerebbe gli articoli 117 e 118 della Costituzione – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S) – poiché vi è una stretta connessione finalistica tra l’attività di bonifica integrale e la tutela del territorio e dell’ambiente. Da un lato, infatti, la ‘tutela dell’ambiente e dell’ecosistema’ costituisce espressione della potestà legislativa esclusiva dello Stato e, dunque, lo Stato può delegare le sole funzioni amministrative e non già quelle legislative. Inoltre – prosegue L’Abbate – anche se l’attività di bonifica vada considerata riferibile alla materia del ‘governo del territorio’, per la quale la Regione ha potestà legislativa concorrente, la legge regionale in questione si pone in contrasto con i principi fondamentali, ricavabili in materia dalla legislazione statale. Per questo – conclude il deputato 5 Stelle – ho presentato una interrogazione parlamentare indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nonché al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e al ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina per chiedere di valutare di impugnare, ai sensi dell’art. 127 della Costituzione, la legge della Regione Puglia n. 1 del 2017”.

 

“I consorzi, come gli ospedali – aggiunge il consigliere regionale Marco Galante (M5S) – sono stati lottizzati dalla politica, che scientemente hanno fatto fallire. Così sono giustificati nel passaggio di questi beni pubblici ai privati, come nella svendita dell’irrigazione della nostra Regione all’Acquedotto Pugliese”.

 

 

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da rocca5stelle@gmail.com>

 


Istanza meetup Roccaforzata 5 stelle: compost e risparmio





comunicato stampa TARI E COMPOST


compost e risparmio

 

 

 





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