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Comunicazioni Movimento 5 Stelle
sabato 11 marzo 2017

da De Lorenzis, L’Abbate





 

da Giovanni Vianello

Collaboratore del cittadino portavoce Diego De Lorenzis

 

 

 

Cerano: Autorizzazione imminente.

De Lorenzis (M5S): il PD vuole il Carbone, M5S ha già l’alternativa.

 

Sul provvedimento di chiusura dell’Autorizzazione Integrata Ambientale alla Centrale a carbone di Cerano interviene il deputato pugliese Diego De Lorenzis, componente del M5S in Commissione Trasporti alla Camera.

 

“Il PD vuole l’utilizzo del carbone per la produzione di energia.” - dichiara il deputato - “Mentre nel resto del mondo queste centrali vengono dismesse perché ritenute inquinanti, il Governo tiene in ostaggio gli italiani condannandoli all’uso di questa fonte fossile che non solo inquina e crea malattie nella popolazione ma anche ci rende dipendenti delle multinazionali e da Paesi esteri. I cittadini pagano 2 volte: aumentano le spese sanitarie e bisogna affrontare i costi per la bonifica dei territori inquinati perché, in Italia, non viene rispettato il principio - chi inquina paga - .”

 

“Nonostante la propaganda del PD sulla “decarbonizzazione” - continua il De Lorenzis - “la centrale a carbone di Cerano inquina - a norma di legge - danneggiando tutti i cittadini, inclusi i lavoratori.”

 

“Per il M5S la soluzione è stata già presentata: un programma energetico che prevede entro il 2020 l’azzeramento del consumo del carbone con la chiusura di tutte le centrali a carbone presenti nel territorio italiano.

Bisogna “democratizzare” la produzione di energia eliminando l’oligopolio in cui pochissimi producono energia e permettendo ad ogni cittadino di poter produrre energia. Per attuare ciò bisogna investire sulle energie rinnovabili distribuite. Questo genera anche un ulteriore vantaggio: l’occupazione. Per ogni miliardo investito in fonti fossili si creano fino a 600 posti di lavoro, la stessa cifra investita nel “solare diffuso” crea fino a 3.500 posti di lavoro, cioè sei volte in più. E’ necessario” - conclude De Lorenzis - “immediatamente cambiare politica energetica!”

 

 

 

********************************

 

 

da Valerio L'Abbate
Assistente Deputato Giuseppe L’Abbate

 

 

AGRICOLTURA: IL MINISTRO MARTINA SI IMPONGA SUI TAVOLI EUROPEI PER UNA PAC DAVVERO PER I “VERI AGRICOLTORI”

 

In Commissione Agricoltura alla Camera giunge il ministro Martina ed il M5S ricorda gli impegni della mozione per una Pac post 2020 presentata dai 5 Stelle

 

Il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, in audizione presso la Commissione Agricoltura a Montecitorio, raccoglie gli input dei diversi gruppi parlamentari. Tra questi, quelli del Movimento 5 Stelle che gli chiede di battersi in Europa per una Politica Agricola Comune (PAC) che garantisca i fondi ai “veri agricoltori” con un’identificazione rapida e chiara del cosiddetto “agricoltore attivo”, ritenuta la fucina delle eccellenze agroalimentari Made in Italy e allo stesso tempo parte più colpita dalla concorrenza dei prodotti importati a prezzi stracciati e di bassa qualità.

 

“Allo stesso tempo è necessaria la semplificazione delle attuali regole ‘greening’ soprattutto per le aree svantaggiate, in modo da velocizzare le pratiche di pagamento e favorire l’insediamento e l'aggregazione dei produttori agricoli nelle aree più scomode del Paese – spiega il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura – Tra le misure prioritarie inserite nella nostra mozione per una Pac post 2020 proponiamo, la revisione dell’attuale ‘sistema dell’aiuto accoppiato’ focalizzandolo sulle produzioni in difficoltà e costituendo un ‘Fondo per gli interventi di crisi in Agricoltura’ per il sostegno durante le crisi di mercato; interventi contro epizoozie, fitopatie e calamità naturali non ricomprese nell’attuale gestione del rischio; ristrutturazione dei settori oggettivamente in crisi (olivicoltura, cerealicoltura, zootecnia, prati di montagna ecc). Infine – conclude il deputato 5 Stelle pugliese – nella Pac del futuro occorre prevedere nei PSR misure specifiche a sostegno delle colture di pregio paesaggistico che, diversamente dalle altre, hanno un alto valore ambientale ma non commerciale in modo che l’agricoltore possa contare su un sussidio economico per mantenerle (oliveti monumentali, agrumeti caratteristici, vigneti storici ecc)”.

 

 





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