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Comunicazioni Movimento 5 Stelle
giovedì 23 marzo 2017

da De Lorenzis, meetup Taras in Movimento, G.L'Abbate, meetup Roccaforzata, Pedicini, meetup Leporano, Petraroli



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da Giovanni Vianello
Collaboratore del cittadino portavoce Diego De Lorenzis
Gruppo parlamentare MoVimento 5 Stelle mail: giovanni.vianello@camera.it

Tap: stop momentaneo allo sradicamento degli ulivi.
De Lorenzis (M5S): nostro intervento determinate!


In merito allo sradicamento degli ulivi sul cantiere TAP, interviene il deputato leccese Diego De Lorenzis, componente del M5S in Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni alla Camera.

I portavoce parlamentari del M5S, insieme a tantissimi attivisti, cittadini e agricoltori pugliesi hanno intermediato per evitare che circa 200 ulivi vengano espiantati. I portavoce parlamentari M5S hanno anche incontrato il prefetto di Lecce che si è impegnato a chiedere delucidazioni al Ministro e alla società Tap di sospendere gli espianti almeno fino alla risposta del Ministero dell'Ambiente.

“Siamo stati sul cantiere per giorni.”- dichiara il deputato - “Siamo stati l’unica forza politica a livello nazionale a schierarci nettamente, gli unici parlamentari presenti fisicamente per difendere, insieme ai cittadini e ai sindaci, i nostri ulivi. Abbiamo svolto un ruolo di intermediazione tra le istituzioni, il prefetto, il questore e la società con continue telefonate alla ricerca di una soluzione pacifica e di buon senso, con l’obiettivo di giungere ad una soluzione condivisa e non violenta che potesse evitare una prova di forza e lo sradicamento degli ulivi. Ci siamo riusciti, i lavori sono stati momentaneamente sospesi.”

I portavoce in Regione, inoltre, hanno ottenuto una prima vittoria riuscendo a far approvare in Aula la mozione che impegna la Giunta a dare mandato all'Avvocatura Regionale di cercare di fermare questo espianto di ulivi propedeutico all'avvio dei lavori di TAP.

“Grazie ad un lavoro di squadra a più livelli con i consiglieri m5s regionali e ad un pressing costante” - aggiunge De Lorenzis - “siamo riusciti ad ottenere un ottimo risultato in Consiglio Regionale, inducendo Emiliano ad un atto concreto e formale che dia uno spiraglio legale e amministrativo per evitare l’espianto!”
“Il M5S è sempre al fianco dei cittadini e non si arrenderà mai per la ricerca di soluzioni condivise e pacifiche. Il nostro compito non è ancora finito, questa è solo l’ennesima battaglia di una lunga guerra: noi siamo contro questo gasdotto che avrà un impatto rilevante sulla salute, sull'ambiente e sul turismo, e continueremo a presidiare questo magnifico territorio” - conclude De Lorenzis - “per difenderlo da speculazioni inutili e dannose”


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Il Ministero conferma irregolarità contabili del Comune, esposto da noi firmato è fondato

Gli ispettori del MEF, ribadiscono e rincarano la dose nei confronti del Comune di Taranto. I nostri dubbi, confluiti in un esposto sottoscritto dai portavoce 5 Stelle Rosa D'Amato e Antonella Laricchia e dagli attivisti ionici, molti appartenenti al Meetup Taras In MoVimento, sono fondati ed attendono riscontro da parte della Magistratura Ionica.
Gli ispettori analizzando il corposo memoriale stilato dal Comune di Taranto, con il quale l'Ente Civico contro-deduce punto per punto ai rilievi formulati dai tecnici del Ministero nel 2016, rilevano l'adempimento di soli 5 punti sui 32 rilevati.

In sostanza il Comune di Taranto risolve i rilievi n° 6 (Omessa iscrizione in bilancio, tra i residui attivi, delle quote non prelevate dei mutui accesi con al CDP negli anni tra il 1962 e il 1997), 8 (Mancata ricostituzione e trasmissione OSL dei dati relativi al fondo cassa e residui attivi e passivi al 31/12/2006), 14 (Omissioni e ritardi nell'adempimento agli obblighi di razionalizzazione e dismissione delle partecipate), 15 (Assenza di direttive alle società partecipate in materia di reclutamento e politiche del personale) e 26 (Errata quantificazione delle risorse per l'erogazione dell'incentivo per il condono edilizio).

Il superamento di tali irregolarità è dovuto ad idonei interventi correttivi già conclusi o avviati dal Comune, alle argomentazioni giustificative dell’operato dell’Ufficio e ad assicurazioni di esatto adempimento, per il futuro, della normativa vigente in materia.

Per gli altri rilevanti punti, gli ispettori del MEF bocciano duramente le giustificazione del Comune di Taranto, rimandando in più occasioni “al prudente apprezzamento della Magistratura contabile la valutazione degli effetti che i ritardi hanno avuto sulle gestioni degli anni esaminati.”
Le argomentazioni addotte dal Comune, scrivono gli ispettori, non possono ritenersi esaustive al fine di sanare le situazioni pregresse in questione. Dal Ministero, inoltre, raccomandano una più attenta applicazione dei principi contabili in materia di corretta allocazione delle risorse e delle spese al fine di non alterare le risultanze della gestione.

Sulla TARI il Comune di Taranto prende lucciole per lanterne, in quanto sul rilievo relativo al mancato adeguamento della tariffa della TARI risponde facendo riferimento alle modalità di copertura del differenziale tra quanto accertato in entrata e la copertura del costo del servizio. La risposta si rivela un clamoroso auto-goal: gli ispettori notano che nel verbale del 12.7.2016 della Direzione Tributi allegata alle controdeduzioni, gli importi richiamati non corrispondono a quelli indicati dal Collegio dei revisori dei conti nel parere al bilancio di previsione 2015.

L'analisi minuziosa dei tecnici del MEF – concludono gli attivisti di Taras In Movimento – avvalora la tesi sulla presenza di possibili reati commessi in danno dei cittadini, quali il falso in bilancio e il danno erariale. Non ci resta che attendere il lavoro minuzioso della Magistratura ionica e porre fine a questo ennesimo capitolo di mala-gestione della cosa pubblica tarantina.

Taranto, 22/03/2017

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da Valerio L'Abbate
Assistente Deputato Giuseppe L’Abbate
valerio.labbate@camera.it
www.giuseppelabbate.it
342.8632827


TRATTATI DI ROMA: SI CELEBRA L’UE DELLA BANCHE E DELLA FINANZA


Mentre in Aula a Montecitorio, in seduta plenaria, interviene il Presidente Mattarella, il deputato pugliese L’Abbate (M5S) pone alcune riflessioni a 60 anni dalla firma dei Trattati di Roma su ciò che è divenuta l’Ue


Nell’Aula di Montecitorio si è svolta oggi la celebrazione parlamentare del 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma, che ricorre il 25 marzo. Alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si sono riuniti in seduta solenne deputati, senatori, parlamentari europei eletti in Italia, rappresentanti degli organi costituzionali e alte cariche istituzionali. Dopo gli interventi introduttivi dei Presidenti delle Camere Laura Boldrini e Pietro Grasso, il discorso del Capo dello Stato.



“La firma che oggi celebriamo – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S) – ha segnato la storia e ha raffigurato un primo passo di un processo di integrazione economica e politica che ci ha condotto dapprima alla costituzione della Comunità e, poi, all’attuale Unione Europea. Dopo così tanto tempo, è doveroso riflettere sui risultati raggiunti. A pochi anni dalla creazione della Ceca (la Comunità europea del carbone e dell’acciaio), i Trattati di Roma hanno rappresentato il passaggio fondamentale per tutti i successivi sviluppi delle relazioni pacifiche tra le nazioni europee alle prese con il drammatico secondo dopoguerra. L’obiettivo era quello di giungere a strumenti in grado di intessere rapporti tra gli Stati senza rinunciare, ognuno, alla propria sovranità. Gli accordi – continua L’Abbate – si sono cercati sulle singole materie: dal commercio intracomunitario e internazionale, alle fonti di energia sino all’introduzione di primi abbozzi di politiche comuni e coordinate in merito a settori specifici come i trasporti o l’agricoltura. Ma ciò che, in principio e nelle intenzioni, doveva essere un propulsore per l’intero continente si è rivelato un motore che gira a vuoto, una zavorra a peso morto, un obbrobrio burocratico invadente quale è oggi l’Unione Europea. Da avere al centro il cittadino – prosegue il parlamentare 5 Stelle pugliese – l’Europa è divenuta terra di conquista per il mondo bancario e finanziario, i veri protagonisti del nostro tempo che corroborano al disfacimento del sogno europeista. Alla luce dei fallimentari interventi di restauro, l’unica chance sembra essere quella di una rifondazione che parta, per l’appunto, dalle fondamenta, annullando il trattato di Maastricht e creando nuove regole – conclude Giuseppe L’Abbate (M5S) – In caso contrario, tutto l’impianto su cui si poggia l’Ue precipiterà nel baratro e rischieremo di celebrare la sua decadenza piuttosto che il suo anniversario”.


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STRISCIONE RIMOSSO.
Presa di coscienza di una triste storia... Uno striscione in ricordo di un nostro concittadino, un ragazzo, un giovanissimo morto sul lavoro. Quel lavoro che dovrebbe invece far vivere. Affisso all’entrata del paese da quel triste giorno su di un muro di proprietà privata e non comunale e senza nessun divieto di affissione. È rimasto lì per 6 lunghi mesi. Bene sì, nella giornata di ieri è stato rimosso da qualcuno senza un perché. Vicinanza profonda alla famiglia e ci associamo agli amici del povero GIACOMO non condividendo la scelta della rimozione dello striscione.
PROFONDA AMAREZZA per quanto accaduto





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Taras in MoVimento: quale destino per il Centro per l’Impiego di Taranto?

Un’altra denuncia al Comune e alla Provincia da parte degli attivisti di Taras in Movimento:
al centro dell’attenzione i disservizi e il ritardo nei lavori per lo stabile che ospita il Centro
Impiego di Taranto.
L’immobile che ospita gli uffici del Centro per l’Impiego di Taranto è messo a disposizione
della Provincia, da parte del Comune di Taranto, ai sensi della Legge 56/1987.
A maggio 2016 il Centro Impiego è stato oggetto di una visita ispettiva da parte degli
ispettori della ASL di Taranto, che hanno redatto, nei confronti del Presidente della Provincia
di Taranto, un verbale contenente prescrizioni.
Detto verbale è stato successivamente girato al Comune di Taranto, in quanto proprietario
dell’immobile, per l’effettuazione dei lavori.
Da quanto risulta agli scriventi, il Dirigente del 7° Settore della Provincia di Taranto
consigliava al Presidente Tamburrano di reperire un immobile da destinare a Centro per
l’Impiego, indicando l’immobile provinciale sito in Via Lago di Bolsena, n°4 che, svuotato
degli ultimi uffici rimasti, poteva essere concesso in locazione al Comune ed utilizzato per lo
scopo in questione, agevolando sia l’utenza che gli operatori.
Gli stessi uffici di Via Lago di Bolsena erano stati individuati per risolvere i problemi logistici
degli uffici della Procura di Taranto, portati all’attenzione della Presidente Tamburrano
direttamente dal Procuratore della Repubblica con nota prot. 1013 del 20/5/2016.
Con Decreto del Presidente della Provincia di Taranto n°43/2016 si stabiliva la necessità di
sottoscrivere una convenzione di comodato d’uso gratuito, resa possibile dall’art. 3 comma 2
bis della Legge 135/2015, per poter meglio dettagliare i termini dell’accordo con il Ministero
della Giustizia e prevedere la deroga convenzionale al regime previsto dall’art.1808 c.c.
quanto alle spese per la conservazione dell’immobile e la voltura di tutte le utenze.
Gli attivisti di Taras in MoVimento, pertanto, si chiedono se le prescrizioni dettate dalla ASL
sono state messe in atto, dal momento che il Centro per l’Impiego si trova ancora
nell’immobile di Via Carrieri, e se l’immobile di Via Lago di Bolsena potrà ospitare sia il
Centro per l’Impiego di Taranto che gli uffici della Procura della Repubblica.


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da Giovanni Vianello
Collaboratore del cittadino portavoce Diego De Lorenzis
Gruppo parlamentare MoVimento 5 Stelle
mail: giovanni.vianello@camera.it

SS 275: lettera di convocazione

Al Presidente dell’A.N.A.S. Ing. Gianni Vittorio Armani

g.armani@stradeanas.it


e per conoscenza


Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Dott. Graziano Delrio

segreteria.ministro@mit.gov.it


Al Presidente della Regione Puglia Dott. Michele Emiliano

segreteria.presidente@regione. puglia.it


All’Assessore Infrastrutture e Mobilità della Regione Puglia Dott. Giovanni Giannini

g.giannini@regione.puglia.it



Oggetto: Richiesta partecipazione incontro su SS 275 del 20 Marzo p.v.


Illustre Presidente,

sono venuto a conoscenza della convocazione di Lunedì 20 Marzo, presso la Regione Puglia, del secondo incontro avente ad oggetto i lavori di ammodernamento e adeguamento che riguardano la Strada Statale 275. L’incontro si svolgerà a porte chiuse e vedrà la partecipazione della Regione, dell’Anas e degli amministratori degli enti locali.


Con la presente, in qualità di membro della XI Commissione "Trasporti Poste e Telecomunicazioni" della Camera dei Deputati eletto nella circoscrizione Puglia e residente a Lecce, chiedo di partecipare a tale assemblea, avendo seguito istituzionalmente la vicenda fin dal mio insediamento in Parlamento. Vorrei anche sottolineare il mio personale dissenso rispetto alla scelta di escludere totalmente dalla convocazione di tale incontro i parlamentari del territorio nonostante si tratti di una strada statale.


Ancor più grave è la mancanza di trasparenza nei confronti dei cittadini che ancora una volta vengono esclusi. Eppure in un recente incontro informale presso ANAS, Lei mi aveva assicurato che la società, che di cui è anche Amministratore Delegato, avrebbe intrapreso, per la realizzazione della SS 275, un processo partecipato con il coinvolgimento diretto della cittadinanza. Gli eventi sulla Strada Statale 275 ci hanno dimostrato che la mancanza di trasparenza e di coinvolgimento di tutti gli attori del territorio, in primis dei cittadini, hanno avuto come effetto il verificarsi di illegittimità plurime. I cittadini si sono già dimostrati formidabili sentinelle per il rispetto della legalità e da diversi anni, hanno presentato pubblicamente e carte alla mano, le macroscopiche irregolarità, riscontrate successivamente anche dalla magistratura e dell'Anticorruzione. Gli scandali scoppiati sul vecchio progetto, hanno portando a definire la SS 275 come la “strada della vergogna”. Di certo la politica e gli enti tecnici si sono resi “inaffidabili” agli occhi dell’opinione pubblica essendo, complici o incapaci, di dare un corso diverso a questa vicenda.


Con la nuova progettazione, gli stessi politici ed enti tecnici hanno la possibilità di rimediare parzialmente agli errori commessi in passato, portando trasparenza e favorendo la partecipazione dei cittadini. La decisione di ANAS di revocare l’esecuzione dei lavori per il rispetto della legalità le dà merito in questa direzione. Tuttavia, non vorremmo che questi incontri imbastiscano una modalità intrapresa per la realizzazione del nuovo progetto troppo simile a quella, pessima, del passato, in cui le soluzioni sono “calate dall’alto” e presentate alla cittadinanza “a decisioni ormai prese”. Mi auguro che quella stagione sia definitivamente tramontata e che non si voglia ricadere nello stesso errore: i cittadini non possono subire le scelte di poche persone chiuse in una stanza, apprendendo poche notizie preconfezionate dalla stampa. Auspico che questo incontro, il precedente e gli altri che dovessero essere convocati, siano registrato e trasmesso integralmente via web: credo si debba trovare il modo per un dibattito pubblico preventivo e successivo a ciascuno di tali incontri al fine di diffondere i dettagli, le proposte e le posizioni di ogni partecipante al tavolo, nel rispetto del ruolo di ciascuno, tenuto conto che ciascun eletto nelle Istituzioni è portavoce dei cittadini. Ci auguravamo un dibattito pubblico sulle ipotesi progettuali. Al momento non posso che registrare con rammarico che la partecipazione e la trasparenza siano stati poco considerati e pertanto credo che tali incontri siano solo interlocutori e illustrativi, ma per nulla determinanti delle sorti del progetto. Anche in tale ipotesi, ritengo sia fondamentale dare piena conoscenza di quanto si discute.


La SS 275 deve esser messa in sicurezza al più presto, nel pieno rispetto dei principi di legalità, condivisione e trasparenza. Solo in questa maniera si potrà avere un esito positivo e la tutela dei pubblici interessi.


Distinti saluti

Diego De Lorenzis

Portavoce M5S della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni

Camera dei Deputati



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da PIERNICOLA PEDICINI - Eurodeputato del M5S
Membro della Commissione ambiente e sanità

Ufficio comunicazione - 18 marzo 2017

ACQUA DEL PERTUSILLO, PEDICINI (M5S) SFIDA L'ARPA BASILICATA: PER TRANQUILLIZZARE I PUGLIESI E I LUCANI SI FACCIANO ANALISI CONGIUNTE CON UNIVERSITÀ E LABORATORI PRIVATI



"Per dare tranquillità ai cittadini pugliesi, lucani e calabresi che utilizzano l'acqua dell'invaso del Pertusillo aggredito dalle estrazioni petrolifere, abbiamo inviato una lettera aperta all'Arpab, l'agenzia della Regione Basilicata che dovrebbe garantire la protezione dell'ambiente e il controllo dell'acqua degli invasi lucani. All'Arpab, che aveva dato la disponibilità ad effettuare campionature e analisi delle acque del Pertusillo insieme ad esperti dell'Università di Basilicata e a laboratori privati selezionati, abbiamo indicato le procedure che secondo i nostri tecnici di riferimento dovrebbero essere seguite per effettuare controlli congiunti, proficui, trasparenti ed efficaci".

Lo ha dichiarato l'eurodeputato del M5S Piernicola Pedicini, a seguito delle preoccupazioni e delle polemiche che si sono sviluppate dopo che, nei giorni scorsi, nell'acqua dell'invaso del Pertusillo sono state riscontrate delle macchie marroni, molto simili a chiazze provocate dalla presenza di idrocarburi.

L'invaso del Pertusillo, che fornisce acqua potabile e per l'irrigazione a Puglia, Basilicata e Calabria, è situato a circa due chilometri dall'impianto petrolifero Cova Eni della Val d'Agri e da vari pozzi petroliferi. Nei giorni scorsi, dal Cova c'è stata una fuoriuscita di petrolio che è finito negli scarichi fognari adiacenti all'impianto e potrebbe aver raggiunto anche le falde acquifere. Sull'intera vicenda ha aperto un'inchiesta la Procura di Potenza. Finora, l'Arpa Basilicata ha sempre sostenuto che le macchie marroni sarebbero state provocate dalla putrefazione delle alghe presenti nell'invaso. L'eurodeputato Pedicini, invece, in varie dichiarazioni ha detto di non fidarsi dell'Arpab, che è stata più volte indagata dalla magistratura, e ha proposto di fare dei controlli dell'acqua congiunti insieme all'Università di Basilicata e a laboratori privati. L'Arpab ha accettato la "sfida" e ora, a seguito della lettera aperta di Pedicini, dovrebbe far saper se intende seguire le procedure di campionamento e analisi proposte dall'eurodeputato pentastellato.

Qui di seguito il testo integrale della lettera aperta inviata all'Arpab da Pedicini.

LETTERA APERTA ALL'ARPA BASILICATA

Spettabile Arpa Basilicata (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Basilicata),

in riferimento alle Vostre note del 28 febbraio 2017 Protocollo 0002260 e del 10 marzo 2017 Protocollo 00028/6, con le quali veniva comunicata la disponibilità dell'Arpab di accettare la mia richiesta di effettuare campionature ed analisi delle acque dell'invaso del Pertusillo in modo congiunto e concordato, comunico che, dopo aver approfondito la questione con i nostri esperti di riferimento, riteniamo che le procedure più appropriate per poter realizzare campionature e analisi che possano essere proficue, trasparenti ed efficaci, dovrebbero essere le seguenti:

1- Il programma di campionatura (quando e dove campionare) deve essere deciso insieme; l'efficacia dei risultati non dipende solo dall’analisi chimica, ma anche dall’ubicazione del campione e dalla tempestività dei prelievi in relazione a possibili sversamenti di sostanze inquinanti.

2- Attualmente le analisi da fare insieme devono essere mirate soprattutto ai sedimenti dell'invaso, in quanto l'analisi delle acque ad oggi darebbe senz’altro risultati parziali e poco attendibili. Cercare ora idrocarburi nelle acque dell’invaso dopo che lo sversamento dal Cova (Centro Oli Eni di Viggiano) sembra si sia fermato, appare tardivo in quanto gli eventuali idrocarburi sversati potrebbero essersi mobilizzati, evaporando (quelli leggeri) o andando a fondo (quelli pesanti). Non ci sono inoltre sufficienti rassicurazioni che non ci siano stati nel frattempo interventi di carattere chimico nell'invaso.

3- Nel protocollo di misura, pertanto, si dovrà prevedere la possibilità di campionatura mirata e tempestiva nel caso ci fosse una nuova segnalazione di inquinamento delle acque. In quel caso, noi agiremo immediatamente con le nostre modalità e ci auguriamo che l'Arpab si associ per fare analisi congiunte e in contraddittorio con le nostre.

4- Va elaborato un piano per fare una caratterizzazione delle acque di tutto l'invaso, in modo approfondito e in maniera mirata al problema degli idrocarburi e a tutto ciò ad essi legato, come sostanze varie provenienti anche dalle acque di scarto petrolifero.

Proponiamo queste procedure perché ci risulta che l'Arpab, finora, abbia effettuato delle indagini standard e limitate, come da disposizioni del Piano di Tutela delle Acque, lungo il margine opposto a quello petrolizzato, e le analisi fatte, pare che siano state mirate solo alla ricerca di alghe.

Inoltre, per quel che riguarda gli idrocarburi, non vorremmo che le altre analisi fatte da Arpab fino a questo momento, abbiano cercato solo gli Ipa (idrocarburi policiclici aromatici), che sono quelli cancerogeni, e non altri idrocarburi.

Distinti saluti.

Bruxelles, 17 marzo 2017

Piernicola Pedicini - Eurodeputato del Movimento 5 Stelle
Ufficio comunicazione - Cellulare 3920460174



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da Cosimo Petraroli
Camera dei Deputati - MoVimento 5 stelle

"Il PD imita il Movimento 5 Stelle per recuperare voti"




Il Pd dopo quattro anni e mezzo di legislatura è ormai cosciente dei disastrosi sondaggi elettorali.

Per questa ragione la maggioranza sta tentando goffamente di imitare il movimento 5 stelle con la speranza di rosicchiare qualche punto percentuale. Come?

Presentando un disegno di legge che prevede un assegno universale di 200 euro per ogni figlio a carico fino al terzo anno di età che si riduce a 150 euro fino ai 18 anni e 100 euro fino a 26 anni.

Una visone medioevale della società portata avanti dai partiti. Classiche "marchette" pre-elettorali che a nulla servono se non a recuperare qualche misero consenso da destra a sinistra, proposte che puntualmente nascono a fine legislatura e che si ripetono ormai da 40 anni come l’IMU sulla prima casa e i 1000 euro per il primo figlio.

Proposte che hanno un unico e solo comune denominatore: mantenere costantemente la popolazione italiana in un continuo strato di frustrazione.

Se i cittadini sono frustrati, è più facile controllare il voto, 200 euro al mese per un figlio sono sicuramente un respiro, purché rimanga solo e soltanto un respiro nella disperazione, un respiro nella povertà, un respiro nell'emarginazione.

Questo è il ricatto psicologico che va avanti da anni, un vero e proprio abuso quasi fisico che i partiti hanno riversato sui cittadini.

È ora di non credergli più. Il popolo italiano non ha bisogno di elemosina, i cittadini italiani devono rivendicare un diritto, un diritto come il reddito di cittadinanza, un sistema di welfare come i paesi europei

La legge è ferma al senato da troppo tempo, approvatela quanto prima altrimenti ci penseremo noi quando saremo al governo.

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