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CAOS TARI: DA LECCE IL DOCUMENTO CHE INCHIODA L’ANCI ALLE SUE RESPONSABILITÀ
venerdì 17 novembre 2017

G. L'Abbate, deputato pugliese M5S




*****


 

da Valerio L'Abbate
Ufficio Stampa Deputato Giuseppe L’Abbate
Ordine dei Giornalisti della Puglia
Tessera n. 105289
valerio.labbate@camera.it
www.giuseppelabbate.it

342.8632827


CAOS TARI: DA LECCE IL DOCUMENTO CHE INCHIODA L’ANCI ALLE SUE RESPONSABILITÀ

 

Dopo la risposta all’interrogazione del deputato pugliese L’Abbate (M5S) e mentre partono i primi rimborsi per i contribuenti delle altre parti d’Italia, in Puglia si assiste al silenzio dell’Anci regionale presieduta da Vitto (PD)

 

Iniziano a delinearsi le prime responsabilità sull’errato calcolo effettuato da molti Comuni della “quota variabile” della Tari, la tassa sui rifiuti, che ha costretto tantissimi contribuenti a pagare più del dovuto. Il Caos Tari, scoppiato alla luce della risposta data dal sottosegretario Pier Paolo Baretta all’interrogazione parlamentare del deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S), partito dal caso del suo Comune di residenza (Polignano a Mare), ha messo scompiglio nelle Amministrazioni locali dalle Alpi alla Sicilia. Mentre il Governo ha dichiarato di essere già al lavoro sia nel redigere un chiarimento definitivo della faccenda nonché nel trovare una soluzione al buco di bilancio che colpirà i Comuni incappati nell’errore, si assiste ai primi rimborsi volontari degli Uffici Tributi.

 

“È il caso di Rapallo, in Liguria, dove al nostro portavoce 5 Stelle Federico Solari è bastato rivolgersi all’Ufficio comunale per presentare richiesta di rimborso per la parte della Tari che non doveva essere trattenuta per ottenere immediatamente lo storno della cifra (circa 50 euro) sulla seconda rata in pagamento della tassa rifiuti – dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate (M5S) che con la sua interrogazione parlamentare ha sollevato il caso nazionale – Tutto ciò mentre in Puglia Domenico Vitto, Presidente dell’Anci regionale nonché Sindaco di Polignano a Mare (BA), Comune incappato nell’errore di calcolo della Tari, sordo da oltre un anno alle nostre indicazioni, non ha proferito parola. Il Sindaco dei Sindaci della Puglia non ha dato alcuna linea guida e suggerimento ai Comuni della nostra Regione interessati dal problema. Anzi – prosegue L’Abbate (M5S) – dall’Ufficio Tributi di Polignano è anche partita una missiva di diniego nei confronti di un contribuente il quale aveva giustamente richiesto il rimborso delle tasse pagate in più, con l’assurda motivazione di aver rispettato la normativa quando è oramai plateale che non è così. Un silenzio quello del Presidente di Anci Puglia Vitto (PD) che risulta ancor più assordante alla luce del documento riguardante Lecce che inchioda l’Associazione dei Comuni alle proprie responsabilità”.

 

Nel 2014, infatti, ai cittadini leccesi qualcosa non quadrava a proposito dell’applicazione della quota variabile della Tari alle pertinenze. “Moltissimi contribuenti hanno protestato, non ritenendo legittima l’applicazione della quota variabile anche ai garage” scriveva il Comune chiedendo un parere all’Anci, l’associazione dei comuni che nasce proprio per supportare le amministrazioni. E nel parere formulato come risposta alla domanda del Comune, l’Anci dice che è “tutto a posto”, la quota variabile va applicata anche alle pertinenze inducendo così in errore il capoluogo salentino.

 

E dopo aver addossato tutte le colpe del pasticciaccio brutto sulla Tari al Ministero dell’Economia e delle Finanze e alla normativa che, a suo avviso, era poco chiara, il Presidente nazionale, nonché Sindaco di Bari, Antonio Decaro (PD) ha pensato bene di scaricare le responsabilità su Ancitel.

 

“Ma Ancitel è Anci – prosegue Giuseppe L’Abbate (M5S) – La partecipata è nata per svolgere attività di informatizzazione dei Comuni italiani. Infatti, come emerge dalla sua compagine societaria è detenuta al 57% circa da Anci e poi da società a prevalente carattere tecnico-informatico. Quindi per ciò che concerne la gestione politica e l’applicazione delle normative, ivi incluso il servizio Anci Risponde (prima in capo alla controllante), non si possono scaricare su Ancitel le responsabilità delle decisioni prese. Nel suo operato – dichiara il deputato 5 Stelle – Ancitel e gli esperti coinvolti prima di esprimere pareri ‘vincolanti’ si confrontano necessariamente con Anci e Ifel (la Fondazione Anci per la Finanza Locale, ndr), le cui ‘politiche’ sono poi trasferite nell'operato della controllata. Lo scaricabarile di Anci non sussiste: basti pensare che il Presidente di Ifel è contemporaneamente delegato Anci alla Finanza Locale e sarebbe assurdo che Anci, Ifel e Ancitel non si parlassero. Antonio Decaro questo lo sa?”.

 





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