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Pulsano: IL CONSIGLIERE ANGELO DI LENA RILANCIA SULLA VICENDA ER CAV s.r.l. CON NUOVE PROPOSTE.
mercoledì 6 dicembre 2017

da angelo.dl1984@hotmail.it


“Non tutti i mali vengono per nuocere!” È questa la considerazione del consigliere Angelo Di Lena sulla vicenda giudiziaria della Ercav, l ‘azienda per la raccolta dei rifiuti urbani.

Dopo essere intervenuto nei giorni scorsi nel dibattito politico sulla grave situazione che ha coinvolto l’azienda dei rifiuti urbani e dopo aver fatto presente la necessità per il comune di Pulsano di un nuovo bando da affidare a una nuova azienda, il consigliere Di Lena ha rilanciato e spiegato ancora meglio il suo intervento sottolineando coumunque la necessità di tutela dell'occupazione.

“La vicenda Er cav per quanto problematica per il rischio di paralisi della raccolta dei rifiuti nel comune di Pulsano offre al comune stesso la possibilità di ripresentare un bando che possa tutti gli effetti migliorare le condizioni del servizio stesso di raccolta. Ecco perché ritengo che va colta questa opportunità. Alcune forze politiche mi hanno accusato nei giorni scorsi di appiattimento su alcune posizioni della maggioranza. Non è così.

Io credo che bisogna fare gli interessi della cittadinanza, dialogare e confrontarsi per migliorare il servizio , e per questo ritengo che la vicenda in oggetto dia al comune l’opportunità di studiare nuovi modelli di raccolta in Italia , e quindi la possibilità di adottare e copiare il meglio. Voglio farmi capire. La raccolta differenziata ormai ha un ampia diffusione su tutto territorio nazionale, ma i dati della raccolta un po ovunque in Italia, come a Pulsano, stentano. Sorge spontaneo domandarsi, a questo punto, se qualcosa non va nella metodologia stessa di raccolta differenziata,proprio perché i metodi sono tanti e vari (uso di cassonetti, sistema porta a porta e postazioni interrate) e attraverso la ricerca e l’innovazione migliorare le condizioni del servizio. La verità è che generalmente ovunque, non solo a Pulsano, i criteri in base ai quali viene scelto un metodo, piuttosto che un altro, sono molto casuali, a volte inadatti al territorio e spesso non funzionano e non vengono cambiati. Per esempio il sistema porta a porta non è indicato per qualsiasi territorio perchè i cittadini non vogliono tenersi la spazzatura in casa per giorni, così come altri non vogliono mettere fuori casa la spazzatura, in attesa che venga raccolta dagli operatori, solo la sera . Il calendario previsto dalla raccolta porta a porta e il vincolo di orario o dei giorni come è successo a Pulsano per la Domenica sono gli aspetti che principalmente producono malcontento nella cittadinanza. E non sempre si può dare torto ai cittadini, perchè, per esempio, tenere in casa la frazione umida per giorni,soprattutto, durante la stagione estiva crea non pochi disagi. Ed ecco che la classica raccolta stradale si presenta di gran lunga come il metodo più apprezzato e riuscito attraverso le campane della differenziata, diffuse nei quartieri al posto dei cassonetti grigi, (quelli dove veniva buttato ogni sorta di rifiuto), operativi senza un calendario o un orario imposto per gettare l’immondizia, ma semplicemente una volta che si accumula in casa la si va a buttare. Credo quindi che si possa fare di più magari imitando gli esempi virtuosi di città come Treviso che ha toccato l’84% di raccolta differenziata nel 2015 (con il 52% di sola raccolta a cassonetto stradale). Faccio presente anche l’importanza della tariffa puntuale basata sul principio europeo del “paga quanto produci”, commisurata in base all’effettiva produzione dei rifiuti con la quale vengono coperti i costi di gestione dei rifiuti urbani: la raccolta, il trasporto, il trattamento e l’eventuale smaltimento. La tariffa che si compone di due parti: una fissa e una variabile, con la prima che copre in parte i costi generali del servizio e l’altra i costi di tipi di rifiuto e il loro trattamento. Occorre pertanto puntare su nuove strategie, ma soprattutto avere coesione politica ed innovazione per incentivare e responsabilizzare la nostra comunità e non rimanere ancorati a sistemi ormai obsoleti."











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