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Analisi del questionario sul Documento Programmatico Preliminare
sabato 16 dicembre 2017

da Verdi Taranto
verdicittataranto@gmail.com



 

 

 

Documento  del 15 dicembre 2017

"Il primo questionario sulla pianificazione urbanistica sia veramente solo il primo passo!"

Come Verdi Taranto intendiamo dare il nostro contributo in merito al “primo questionario” che verrà somministrato ai cittadini in seno alla redazione del Documento Programmatico Preliminare, senza che ciò implichi un giudizio negativo sull'iniziativa in sé e sui suoi redattori, per i quali si fa salva indubbia professionalità e padronanza della materia.

Vi sono tre questioni che intendiamo sottolineare:

La prima è di metodo:  per raccogliere dati significativi al fine di una corretta pianificazione urbanistica sono necessari altri strumenti di ascolto della popolazione, oltre al questionario presentato lunedì scorso; ad esempio questionari e focus group con target specifici: professionisti, associazioni ambientaliste, residenti di singoli quartieri.

Senza entrare ora nel merito dei contenuti del questionario proposto, che a tratti può apparire confuso e improvvisato, crediamo che maggiori perplessità possono essere rilevate su questioni di approccio e di metodologia del processo partecipativo.

In primo luogo riteniamo  che ci dovrebbe essere il sostegno di un buon documento preliminare di presentazione che sveli e dichiari con chiarezza quale è il percorso partecipativo complessivo tracciato o immaginato per il coinvolgimento della popolazione.

In generale, un processo partecipativo dovrebbe stimolare e sollecitare riflessioni, confrontare e raccogliere esperienze intorno ai grandi temi della città attuale (temi strutturali, infrastrutturali, culturali, sociali, demografici, etc.), ed esigenze intorno agli indirizzi di sviluppo e a una idea generale e complessiva di città da condividere, che il nuovo strumento di piano dovrebbe poter contenere.

L’obiettivo dovrebbe essere la raccolta in maniera corretta ed organica del maggior numero di informazioni utili e lo stimolo del senso di identità con il luogo in cui si vive, su come si vive la città, sulla qualità della vita, su come ci si sposta nella città, come si comunica, come si intende partecipare alle cose della vita pubblica, etc.

Non sono chiari, ad oggi, alcuni punti basilari del processo partecipativo appena avviato:

Quali saranno i passaggi successivi al 1° Questionario?

Quanti ne seguiranno e con quali modalità?

Quali saranno le modalità di somministrazione oltre la diffusione nelle scuole? Come si intende raggiungere in maniera efficace e propositiva il numero più alto possibile della popolazione?

Come saranno omogeneizzati e utilizzati i dati raccolti?

Il Questionario dovrebbe essere il primo passo di un processo che prevede, solitamente, il coinvolgimento dei singoli cittadini classificati per categorie di età, occupazione e interessi, il coinvolgimento di organizzazioni, associazioni, società, gruppi, etc.,.

Una forma non anonima poi renderebbe forse più responsabile e più corretta ed efficace la partecipazione.

Oltre l’annunciata divulgazione presso le scuole con la quale si intende forse raggiungere direttamente il maggior numero di famiglie, sarebbe utile inoltre organizzare con criterio eventi e momenti collettivi di avvicinamento all’elaborazione e alla raccolta di dati e di elementi utili alla composizione di un complesso quadro generale di attese e conoscenza diretta dal “basso”, dai cittadini. Questi momenti di incontro dovrebbero essere guidati possibilmente da tecnici dell’amministrazione o da soggetti preparati e preposti allo scopo e/o dagli ordini professionali (segnatamente l’Ordine degli Architetti, Ordine dei Geometri  e l’Ordine degli Ingegneri) e dai dipartimenti universitari che, in realtà, dovrebbero già essere stati interpellati per assistere e sostenere l’Amministrazione dal principio.

Questi momenti di incontro, tra la gente, dovrebbero prevedere l’installazione di luoghi organizzati per l’occasione, uffici comunali, circoscrizioni comunali,  gazebo informativi, eventi, laboratori di quartiere , etc. così da dare supporto tecnico e informativo, stimolare dibattito, confronto e così via.

La seconda è che l'urbanistica dovrebbe andare di pari passo con una visione di lungo periodo; in particolare, nel territorio comunale insiste quasi tutta l'area occupata dall'Ilva che però attualmente la sottoutilizza. Considerato che vi sono almeno tre diverse ipotesi sul destino del siderurgico e di conseguenza dell'area su cui insiste, crediamo necessario che l'Amministrazione apra una discussione pubblica anche su questo, senza dimenticare l'obbligo di bonificare al più presto le matrici ambientali.  Tra l'altro ragionare del futuro dell'area industriale che si colloca nel versante occidentale è un modo per contrastare la spinta speculativa a costruire ad est che ha dilatato enormemente il tessuto urbano con costi aggiuntivi per erogare i servizi pubblici e disagi per la cittadinanza.

La terza questione è nel merito del questionario che ad oggi non risulta pubblicato sul sito, mentre questo potrebbe agevolare la raccolta di dati ed è un'analisi linguistica.

La prima osservazione viene formulata in merito ai titoli dei paragrafi introduttivi, presupponendo che l’obbiettivo della scrittura in prima pagina sia quello di introdurre l’argomento trattato e giustificare la necessità di un questionario, i titoli “cosa, perché, come” destano perplessità nel lettore comuune e potrebbero, qualora i redattori lo ritenessero ugualmente efficace, essere sostituiti con un unico titolo: “Introduzione”.

La famiglia.

La risposta al quesito 3, “per tradizione familiare”, intende forse la tradizione (se dovesse poi effettivamente esistere) di “trovare casa” vicino al proprio nucleo familiare d’origine? Oppure sottintende un legame affettivo al quartiere come quello che i contradaioli provano per le contrade Senesi? Specificare questa risposta potrebbe renderla più facilmente comprensibile.

Il quesito 6, cit. “la casa in cui la tua famiglia va in vacanza è comoda?”, rende complessa la formulazione di una risposta. Sotto quale aspetto va definita la comodità della casa? Gli spazi sono adeguati? È in prossimità di luoghi di interesse? Lo stabile è in buono stato? Articolando la risposta per punti si potrebbero effettuare tutte queste considerazioni.

Il sociale

Nel quesito 5 la risposta “un centro storico più vitale” è ripetuta due volte.

Nel quesito 10 quando si fa riferimento al “disagio occupazionale” si intende forse la disoccupazione?

Il Centro storico di Taranto

La pagina 5 è dedicata alla Città Vecchia, chiamata erroneamente “centro storico”, generando così confusione.

Sono inoltre emersi alcuni punti le cui domande o risposte andrebbero riformulate, per consentire sia una migliore comprensione dei contenuti ma anche la possibilità di potersi identificare maggiormente nelle opzioni da scegliere.

La domanda 4, cit. “se sei residente nel centro storico di Taranto ti trovi bene?”  disorienta il lettore, mi trovo bene sotto quale aspetto? Per alcuni il lettore potrebbe “trovarsi bene” per altri no. Si potrebbe, qualora i redattori lo ritenessero opportuno e funzionale per i loro fini, riformulare la domanda come: “Valuta la qualità della vita se sei residente”:

·         Vivibilità

·         Sicurezza

·         Infrastrutture e servizi

·         Punti di interesse

Centro e periferia

Come per la pagina precedente, anche in questa si para di “centro”, che dovrebbe essere invece chiamato “borgo”, così come viene poi fatto nelle pagine successive. Queste inesattezze, generano ovviamente confusione, ponendo il lettore in dubbio circa il quartiere al quale fa riferimento ogni domanda.

Il quesito 2, cit. “secondo te il centro cittadino è bello?” desta perplessità nel lettore che non sa come poter effettivamente valutare la “bellezza” del centro urbano. L’unica risposta possibile a una domanda così formulata è una risposta di carattere puramente soggettivo, basata su pulsioni e sentimenti.

Le aree demaniale

Il quesito 2 nella sua formulazione “sia una pesante limitazione” risulta essere tendenzioso e potrebbe influenzare la risposta.

Nel quesito 4, quali sono i presupposti conoscitivi per i quali un cittadino dovrebbe saper rispondere a questa domanda? Anche qui il giudizio sarebbe meramente soggettivo e romantico.

La grande industria

E’ giusto coinvolgere il cittadino nelle decisioni inerenti il futuro della città e la sua conformazione urbana, ma non è altrettanto giusto porre domande del tipo “le scuole devono rimanere nel quartiere Tamburi?” o “In quale quartiere la gente è al riparo dall’inquinamento?”.

Il porto

Nel quesito 1 non sono ben chiare quali sono le funzioni portuali a cui si sottende, sarebbe il caso di specificarle, perlomeno nella risposta, così da rendere più fruibile questo quesito.

Nel quesito 2 la risposta “SI, NO” non ha senso

Il quesito 7 apparentemente non ha significato, probabilmente c’è un errore di battitura.

Il quesito 9 sembra ancora non avere senso, possibili errori di battitura?

Mare e campagna

Il quesito 7 non è formulato in maniera corretta e non vi è possibilità, oltretutto, di poter rispondere con un semplice si/no.

Il quesito 9 sembra non avere senso. Sono presenti errori di battitura?

La presente relazione è da considerarsi a solo scopo informativo ed esclusivamente come contributo attivo e positivo alla realizzazione dei lavori.

Non è da sottovalutare lo sforzo fatto per redigere il questionario ma soprattutto per dar inizio ad un dialogo, chiuso ormai da tempo, tra cittadinanza e Amministrazione.

Tuttavia, in questo testo a volte sembra mancare la volontà di interfacciarsi realmente con il quotidiano dei tarantini, ponendo quesiti complessi e soprattutto inadatti ai più piccoli che sembravano invece, per quanto detto alla conferenza, i più importanti interlocutori.

 

Verdi Taranto

 





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