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Nota PD a commento della proposta di Pietro Grasso di abolizione delle tasse universitarie
mercoledì 10 gennaio 2018

da Giacomo Fronzi
g.fronzi@hotmail.com



 

Nota a commento della proposta di Pietro Grasso di abolizione delle tasse universitarie

 

 

Lecce, 9 gennaio 2018

 

Recentemente, Pietro Grasso, leader di “Liberi e Uguali”, ha lanciato la proposta di abolizione totale delle tasse universitarie. Questo slogan, che sembra ancora una volta fare eco a un’analoga ipotesi lanciata dal laburista Jeremy Corbyn (sebbene il sistema universitario inglese sia molto diverso dal nostro), ci appare non sostenibile, per diversi motivi.

Sollevare la questione delle tasse e del diritto allo studio è indubbiamente molto utile ad aprire il dibattito sull’università che però, per poter essere serio e credibile, dovrebbe essere affrontato in tutta la sua complessità e articolazione. Stando alla proposta di abolizione totale delle tasse, intanto essa rischierebbe di trasformarsi in un vantaggio per gli studenti che, pur essendo nelle condizioni di poter affrontare con regolarità il ciclo di studi, si attardano a completarlo e per le famiglie con un alto tenore di vita (al netto di quelle che iscrivono i propri figli a università private o all’estero). Inoltre, la proposta non sembra essere in linea con l’art. 34 della Carta costituzionale, il quale, com’è noto, recita così: «I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso». Si pone poi il problema della sua sostenibilità economica. Sebbene la cifra di 1,6 miliardi di euro prevista per la copertura dell’eventuale provvedimento sia verosimile – dato che le entrate complessive provenienti dalle tasse (inclusi master, dottorati, scuole di specializzazione e scuole di perfezionamento) ammontano a 1,8 miliardi – un possibile e auspicabile incremento delle iscrizioni farebbe lievitare quella cifra, implicando quindi una spesa molto superiore a quella prevista.

Progressività (chi ha di più, deve pagare di più), equità e coperture, quindi. Ma i problemi dell’università sono molti e certo non riducibili alla sola proposta di Grasso. Sempre in tema di tasse, non si può negare come, nel quadro europeo, quelle italiane non siano le più basse. Il Rapporto OCSE “Education at a Glance 2017” ci dice che sono pochi i Paesi nei quali si paga di più che in Italia (Regno Unito, Paesi Bassi e Spagna). È, inoltre, vero che, per quel che riguarda il numero di laureati, nel 2015 siamo risultati ultimi, superati da Cile e Turchia. Né ci conforta il fatto che con l’ingresso del Messico in questa classifica siamo risaliti: penultimi.

A ciò si aggiungono anche i disastri provocati dalla Legge Gelmini, le questioni poste dall’attività dell’Anvur e dalla VQR, il mancato turnover dei professori, la precarizzazione del primo livello di accesso all’insegnamento universitario, la riduzione dei fondi, lo squilibrio sempre maggiore tra grandi e piccoli atenei e, ancora di più, tra quelli del nord e quelli del sud. Detto in grande sintesi, quindi, i problemi che attanagliano il mondo universitario sono innumerevoli, di non semplice soluzione e dalle radici antiche, il che rende la proposta di Grasso tanto efficace sul piano della facile propaganda quanto sbagliata e poco incisiva sul piano concreto.

 

Il Partito Democratico, negli ultimi anni, ha cercato di affrontare alcuni di questi problemi, ad esempio con lo “Student Act”, un pacchetto che contiene investimenti e aiuti fiscali per gli studenti, con l’obiettivo di migliorare tanto la qualità dello studio quanto l’accesso universitario. Il pacchetto, tra gli altri interventi, delinea una nuova “tax area” (valida per le università pubbliche e per le istituzioni Afam) che prevede:

·          per gli studenti le cui famiglie hanno un ISEE fino a 13.000 euro annui:

- esenzione totale del pagamento per gli studenti del I anno;

- esonero delle tasse per coloro che, entro il mese di agosto di ogni anno, abbiano raggiunto 10 cfu per chi è iscritto al II anno e 25 cfu per chi è iscritto dal III anno al I anno fuori corso;

·          per gli studenti le cui famiglie hanno un ISEE tra 13.001 a 30.000 euro annui:

- riduzione delle tasse in proporzione al proprio ISEE per gli studenti del I anno;

- mantenimento della riduzione per coloro che, entro il mese di agosto di ogni anno, abbiano raggiunto 10 cfu per chi è iscritto al II anno e 25 cfu per chi è iscritto dal III anno al I anno fuori corso.

Tali interventi si sono resi possibili grazie a un maggiore finanziamento ordinario e a una più giusta applicazione del principio di progressività (in particolare, in relazione alle tasse previste per chi ha un ISEE superiore a 100.000 euro annui). Il «Sole 24 ore» ha recentemente calcolato che l’esenzione dalle tasse prevista dallo “Student Act”, fortemente voluto dal PD, potrebbe riguardare quasi 600.000 studenti e potrebbe portare a iscriversi circa 15.000 nuovi ragazzi che, molto probabilmente, non l’avrebbero fatto in assenza di quest’opportunità.

Tra i vari provvedimenti adottati vi è anche l’estensione della gratuità di iscrizione ai dottorandi senza borsa e, per gli altri dottorandi, l’aumento dell’ammontare della borsa.

 

Il nostro sforzo, oltre che orientato all’ulteriore miglioramento delle condizioni di studenti e personale, sarà quello di estendere la “no tax area”, di investire nel reclutamento di 10.000 nuovi ricercatori e nell’edilizia universitaria, di sostenere la ricerca in continuità con lo stanziamento di 400 milioni per i PRIN. Questo a conferma di quanto ha scritto la scienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo non meno di quattro mesi fa, commentando il finanziamento dei PRIN: esso è la dimostrazione che «la determinazione politica consente la valorizzazione della ricerca di tutto il Paese».

 

 

Giacomo Fronzi

Responsabile Istruzione, Formazione e Cultura

Federazione prov. PD Lecce

 

Ippazio Morciano

Segretario provinciale PD Lecce

 





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