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Comunicazioni NcI
SCONTRO EMILIANO-CALENDA, ZULLO: CHI GOVERNA NON PUO' FARE IL GRILLINO

sabato 19 maggio 2018

da press.noiconlitalia@gmail.com
raffaelefitto.press@gmail.com

SCONTRO EMILIANO-CALENDA, ZULLO: CHI GOVERNA NON PUO' FARE IL GRILLINO

Il presidente del gruppo regionale di Direzione Italia-Noi con l'Italia, Ignazio Zullo, interviene su questa assurda querelle


Siamo stanchi di questa contrapposizione tra Emiliano e Calenda. Ci vuole equilibrio, senso delle istituzioni, rispetto, amore per il ruolo che siamo chiamati a svolgere. Emiliano non può sparare continuamente sul governo centrale addossando responsabilità tutte da verificare senza farsi un esame di coscienza per far tesoro dei suoi errori tanto gravi che in pochi giorni sono stati compresi dal sindaco Melucci che da persona responsabilmente impegnata nelle istituzioni ne ha preso le distanze.

Chi governa non può fare il grillino ma, purtroppo, questa regola non è gradita ad Emiliano ed ecco i nostri guai: xylella, Ilva, Tap, rifiuti, sanità, rapporti istituzionali con il Consiglio e,ancor più grave, con la sua maggioranza, disastro dei consorzi di bonifica, amputazione della Giunta.

Di fronte a tutto questo disastro che sta causando in Puglia, mi chiedo come fa a criticare altri. Peraltro in modo offensivo e disgustoso.


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AGENZIA PER IL LAVORO, VENTOLA: I DIPENDENTI DEI CENTRI PER L’IMPIEGO DEVONO ESSERE ASSORBITI DALLA REGIONE

La posizione del consigliere e coordinatore regionale di Direzione Italia-Noi con l’Italia, Francesco Ventola



La famigerata legge Delrio ha già prodotto numerosi danni alle Province e ai suoi dipendenti, Direzione Italia-Noi con l’Italia intende evitare che ne produca ulteriori, altri pasticci a discapito dei lavoratori!

Ieri, in Commissione, l’assessore regionale al Lavoro, Leo, ha illustrato il disegno di legge che istituisce l’agenzia regionale per le politiche attive nel lavoro (ARPAL), prevista proprio dalla legge Delrio per gestire le funzioni (indirizzo, coordinamento, vigilanza e monitoraggio dei servizi per l’occupazione) che dalle Province e Città Metropolitana di Bari vengono trasferite alla Regione Puglia. In concreto si occupa anche del trasferimento e quindi futuro professionale dei circa 400 dipendenti dei 43 Centri per l’Impiego della Puglia. Sono lavoratori che hanno sostenuto un concorso pubblico e quindi sono dipendenti pubblici, titolo che la Regione vorrebbe non riconoscergli più trasferendoli direttamente all’ARPAL, ovvero facendoli diventare dipendenti della nuova agenzia.

Il nostro gruppo regionale ritiene che ciò sia sul piano professionale e dei diritti dei lavoratori ingiusto: la Regione deve prenderli in carico come dipendenti regionali e quindi assegnarli all’agenzia. La differenza non è solo di forma di sostanza, in un momento in cui i diritti dei lavoratori vengono continuamente messi in discussione e molte volte cancellati.


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RIABILITAZIONE COMUNE DI PARABITA, FITTO: CHI RESTIUIRA’ ORA LA DIGNITA’ E L’IMMAGINE DELL’INTERA AMMINISTRAZIONE COMUNALE?


Sulla vicenda il presidente nazionale ed eurodeputato di Noi con l’Italia, Raffaele Fitto, invita tutti a una riflessione


“Sciolto per mafia” è una di quelle etichette che un Comune difficilmente riesce a togliersi di dosso. Una sorta di marchio che etichetta una comunità in modo generico, gettando tutti indistintamente nel calderone del massacro mediatico. La responsabilità penale è personale ed è giusto che, in quei casi , la magistratura faccia pienamente il proprio corso , ma bisogna evitare generalizzazioni che offendono i cittadini in primo luogo e poi un’intera comunità, specie se le accuse mosse per ottenere lo scioglimento non reggono .

E’ il caso di Parabita: il Tar Lazio, al quale si era rivolto il sindaco, Alfredo Cacciapaglia, contro il provvedimento del Ministero dell’Interno, con sentenza passata in giudicato, ha ritenuto insussistenti le condizioni alla base dello scioglimento, dal momento che gli atti amministrativi ” che erano alla base dello scioglimento erano trasparenti , nessun collegamento quindi con i clan mafiosi.

Ma se la giustizia amministrativa ha pienamente restituito dignità all’Amministrazione e ai consiglieri comunali di Parabita, chi ripaga loro del danno politico e d’immagine che questa vicenda ha comportato?

Per quello che mi riguarda: confermo la mia stima per la comunità parabitana e per il mio amico Alfredo, della cui onesta e lontananza da ambienti malavitosi non ho mai dubitato. Ma la mia personale vicinanza, ribadisco, non è sufficiente. Sarebbe opportuno aprire una seria riflessione sui meccanismi che portano allo scioglimento di un’assise cittadina, democraticamente eletta che non può con procedure unilaterali ed insindacabili essere tacciata come “mafiosa”!


Lecce, 17 maggio 2018


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Liste di attesa, Dit-Nci:Basta parole, ecco il modulo che risolve il problema!


Il gruppo di Direzione Italia-Noi con l'Italia (Ignazio Zullo, Francesco Ventola, Luigi Manca e Renato Perrini) oggi ha illustrato in modo concreto una possibile soluzione per abbattere i tempi

Come ci si sente quando il medico che ti ha in cura ti prescrive una visita o un accertamento diagnostico e ti rivolgi al CUP della ASL e ti dicono che la prestazione puoi farla in tempi biblici o che,addirittura, le agende sono chiuse e nel frattempo la malattia si aggrava inesorabilmente? E come ci si sente nel vedersi abbandonato dalle istituzioni mentre chi ha i soldi una soluzione comunque la trova?Sono esperienze di vita quotidiana che si consumano nella sofferenza e nell'indifferenza alle quali si può e vogliamo porre rimedio con un modulo per sensibilizzare i cittadini a reclamare i propri diritti, specie quelli in materia di salute, e per responsabilizzare chi è deputato alla tutela della salute. È questo il modello che i consiglieri regionali di Direzione Italia-Noi con l'Italia (Ignazio Zullo, Francesco Ventola, Luigi Manca e Renato Perrini) hanno predisposto e divulgheranno tramite social, media, caf e sedi di partito, con lo scopo di applicare una legge di 20 anni fa che dovrebbe abbattere o far affrontare meglio il problema delle liste di attesa.

Il modulo è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa. Si tratta, come hanno spiegato i consiglieri, di attuare l'esercizio di un diritto a usufruire della prestazione, in attività libero-professionale, ai sensi dell'art.3, comma 13, del Decreto Legislativo n.124 del 1998. "Nulla di nuovo sotto il cielo, ma l'applicazione di leggi in vigore da 20 anni, a dimostrazione che non c'è bisogno di ulteriori e nuovi disegni di legge" è stato sottolineato da DIT-NCI

Insomma, il cittadino che non riesce nei tempi stabiliti dalla propria prescrizione medica a non ricevere una data consona e definiti dal Servizio Sanitario può chiedere al direttore generale della Asl di poter eseguire la prestazione in attività libero-professionale, pagando il ticket se assoggettato o non pagandolo se esente. Il DG che riceve il modulo ha il dovere di garantire al cittadino la visita richiesta utilizzando di più le risorse interne, qualora non vi sia risposta o peggio la visita viene negata il cittadino potrà rivolgersi alle autorità competenti per far valere un suo diritto primario, qual è la sua salute e nel caso questa venga compromessa a causa dei ritardi potrà anche chiedere i danni.

Per concludere i consiglieri, in modo particolare Zullo e Manca anche in veste di medici, hanno sottolineato che il problema delle liste di attesa non sono solo un problema burocratico- amministrativo, attengono invece a quel particolare settore della medicina che è la prevenzione: "una diagnosi precoce permette non solo di guarire meglio e più in fretta, ma comporta meno costi sociali, occupazionali e sanitari, quindi le lunghe liste di attesa in maniera metaforica ma efficace sono davvero un attentato alla nostra salute"









Bari, 17 maggio 2018



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info
Mariateresa D'Arenzo
ufficio stampa
338/2447026





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