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ZULLO A TAJANI: HAI RAGIONE, LA LEGA E’ DIVERSA DA NOI E ALLORA PERCHE’ NON PENSARE A UN NUOVO CENTRODESTRA RESPONSABILE E NON POPULISTA?
giovedì 19 luglio 2018

comunicazioni NcI
da Press Noiconlitalia
press.noiconlitalia@gmail.com

Così il presidente del gruppo regionale di Direzione Italia/Noi con l’Italia, Ignazio Zullo, a commento dell’intervento politico del vice presidente nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani

 

 

 

Ho ascoltato con grande attenzione e interesse l’intervento politico del vicepresidente nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, a Pescara. Lungi da me da pensare di poter suggerire qualcosa ad un politico nazionale ed europeo che stimo molto, da uomo di centrodestra mi riconosco in un passaggio di Tajani nel quale faceva riferimento alla Lega: "È’diversa da noi. Le nostre radici sono nel popolarismo. I nostri valori sono la famiglia. Anche il nostro linguaggio è diverso dal loro. Siamo noi il perno del centrodestra. Siamo noi il punto di riferimento di milioni di piccoli imprenditori."

Allora vorrei chiedere a Tajani: se sono diversi da noi, nelle radici e nei valori oltreché nel linguaggio, perché aspettare che si stacchino dai pentastellati per ritornare con noi in una diversità difficilmente colmabile e non pensare che l'omogeneizzazione del polo dei populisti nel governo gialloverde non sia stata una manna dal cielo? Un'opportunità per chi crede nella politica della responsabilità?

Gli italiani che guardano al popolarismo, alla famiglia, alla non violenza nelle azioni e nel linguaggio, al soccorso alla vita, al rispetto delle dignità della persona umana, all'umanizzazione del rapporto tra singoli e tra popoli, al dialogo tra gli Stati e così via sono la maggioranza ma sono dispersi e non confortati da una guida politica autorevole capace di infondere conforto e coraggio in un momento oggettivamente difficile.

Tajani cita Matteo Renzi e il crollo del suo consenso. Ma io mi chiedo: al di là delle etichette o delle magliette (quella di Renzi è il Pd), Renzi non è stato al Governo più populista di Salvini e di Di Maio messi insieme?

C'è bisogno di una politica che, al di là delle etichette odierne, riaccenda l'ottimismo negli italiani in una prospettiva positiva. Mi spiego: negli anni del dopoguerra gli italiani vivevano in spaventose condizioni di disagio sociale, economico, culturale e politico ma quando guardavano al futuro ritrovavano fiducia e speranza. Oggi il disagio non è paragonabile a quello vissuto da bambini e da giovani uomini dai nostri genitori e dai nostri nonni ma gli italiani guardano al futuro e perdono fiducia e speranza. Quando si perde fiducia e speranza, non si lavora più per costruire un futuro stabile, ma ci si lascia inevitabilmente trasportare da chi insuffla sulle pulsioni primordiali dell'animo umano: la rabbia, la gelosia, l'invidia, l'egocentrismo che si traducono nella contrapposizione a chi sta più in alto in potenza e in tenore di vita e nella soppressione ideale di chi è percepito come colui che toglie. Ed è facile dire: "prima gli italiani" oggi con l'immigrazione, ieri dicevano "prima i settentrionali".

Ma a lungo andare il danno è immane. Si costruisce una società che si livella verso il basso, priva di stimoli al fare e preda di un reddito di cittadinanza assistenziale che non garantirà mai il pieno sviluppo delle potenzialità intrinseche nella persona.

A Tajani, quindi, dico umilmente: chi guarda lontano non aspetta che la Lega torni indietro ma costruisce le condizioni affinché siano gli italiani a tornare indietro liberandosi dalle sirene populistiche per coltivare fiducia e speranza in un futuro stabile  duraturo e che risvegli i veri valori degli italiani che pur soffrendo fame e freddo hanno sempre condiviso pane e calore con l'altro e non hanno mai voluto "gettare a mare" nessun alito di vita.

 

Bari, 18 luglio 2018

 

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LEGGE CONTRO LE DISCRIMINAZIONI SESSUALI, MANCA E VENTOLA: MA SIAMO CERTI CHE I PUGLIESI SIANO OMOFOBI TANTO DA ESSERCI BISOGNO DI UNA LEGGE AD HOC?

Il disegno di legge è molto controverso: Direzione Italia/Noi con l’Italia per bocca del vice presidente Commissione Sanità, Luigi Manca, e del coordinatore e consigliere regionale Francesco Ventola hanno comunicato il voto contrario

In Puglia abbiamo davvero bisogno di  “Norme contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere”? Siamo una regione dove (statistiche alla mano) si registrano episodi di intolleranza verso gli omosessuali? E semmai l’approvassimo, questo disegno di legge contro l’omofobia, fortemente voluto dal presidente Emiliano, davvero servirebbe a risolvere il problema? Sempre che il testo non venga dichiarato incostituzionale prima che entri in vigore…

Ricapitoliamo: Emiliano su questo disegno di legge ci ha messo la faccia e anche un consigliere dello staff, vuole portare a casa un provvedimento legislativo spot che gli faccia conquistare qualche titolo di giornale e tg e poco importa che nulla di davvero importante cambi nella vita di coloro hanno problemi di discriminazione sessuale. Ma quanti sono in Puglia? Tanto da dover fare una norma ad hoc? Al disegno di legge la giunta, che lo propone, non ha allegato un solo dato, non vi è una visione generale e strategica, quali progetti e con quali risorse si intendono attuare. Non si può certo pensare che il problema viene risolto con qualche “progettino” sperimentale qui e là, magari dato a qualche associazione “amica”, senza una indirizzo generale e complessivo. Sempre che poi questo sia possibile: la didattica scolastica è di competenza del Governo nazionale, come pensa quello regionale di interferire? Non solo, la Regione Puglia non è in grado di mettere a disposizione risorse per corsi di formazione per gli insegnanti mirati ai bambini dislessici o autistici e poi trova le risorse per fare corsi a insegnanti, genitori etc etc contro le discriminazioni sessuali?

Direzione Italia/Noi con l’Italia lungi da essere un partito omofobo voterà no a questo disegno di legge che, invece, andrebbe ritirato e riscritto “contro tutte le discriminazioni”, non solo sessuali! Fermo restando che siamo convinti che sia più di competenza nazionale e per questo dovremmo sollecitare i nostri parlamentari ad attivarsi per una società italiana che sia più inclusiva a 360 gradi.

Infine, ma non ultimo: in Puglia un dato oggettivo che dimostra nei fatti che la nostra non è una regione omofoba lo abbiamo! Per ben due volte la maggioranza dei pugliesi ha scelto come presidente della Regione un omosessuale non solo dichiarato, ma che ha fatto della sua diversità il suo cavallo di battaglia: ha invitato i pugliesi a votarlo proprio perché “diverso” e i pugliesi lo hanno fatto. Se si approvasse questa legge vorrebbe, invece, dire che i pugliesi sono omofobi tanto che c’è bisogno di norme ad hoc. E non è così!

 

Bari, 17 luglio 2018

 

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per informazioni

mariateresa d'arenzo

338/2447026

 

 




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