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LA MOZZARELLA DI GIOIA DEL COLLE È ANCORA IN ATTESA DELLA DENOMINAZIONE DOP DA BRUXELLES
domenica 5 agosto 2018

G. L'Abbate, deputato pugliese M5S

da Valerio L'Abbate
Ufficio Stampa Deputato Giuseppe L’Abbate
Ordine dei Giornalisti della Puglia
Tessera n. 105289
valerio.labbate@camera.it
www.giuseppelabbate.it

342.8632827

 

LA MOZZARELLA DI GIOIA DEL COLLE È ANCORA IN ATTESA DELLA DENOMINAZIONE DOP DA BRUXELLES

 

Il deputato pugliese L’Abbate (M5S) si scaglia contro gli insensati campanilismi del Governato Emiliano, ribadisce l’inutilità di una “guerra delle mozzarelle” e invita le due filiere a tendersi la mano per una vera valorizzazione dell’agroalimentare Made in Italy

 

A meno di ulteriori ricorsi giudiziari, il TAR del Lazio ha chiuso la vertenza aperta nell’estate 2017 dai produttori campani respingendo il ricorso di opposizione al riconoscimento della denominazione DOP per la mozzarella di Gioia del Colle, rilasciata dal ministero delle Politiche Agricole il 28 agosto dell’anno scorso. Una decisione che ha fatto parlare di “vittoria pugliese” e “sconfitta campana”, in primis con il Governatore Michele Emiliano.

 

“Nulla di più sbagliato – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, esponente M5S della Commissione Agricoltura della Camera – Questo campanilismo forsennato non conduce da nessuna parte e fa specie che veda protagonista un politico che con la sua stazza anela a divenire leader nazionale ma che, nei fatti, si rivela un guitto di paese. È importante, del resto, fare chiarezza e ribadire che i produttori pugliesi di mozzarella di Gioia del Colle attendono tuttora il via libera alla Denominazione di origine protetta dagli uffici comunitari di Bruxelles. Gli imprenditori dei due comparti, vaccino e bufalino, devono tendersi la mano per una forte sinergia perché siamo convinti che i due prodotti siano complementari e non in concorrenza tra loro. Parlare di derby – prosegue Giuseppe L’Abbate (M5S) – è un errore. È da oltre un anno che ribadiamo come ogni strumentalizzazione campanilistica di instaurare una guerra delle mozzarelle risulti inutile e dannosa per la valorizzazione del made in Italy e che sarebbe, invece, più utile e proficuo per l’intero comparto zootecnico e agroalimentare del Mezzogiorno adoperarsi per promuovere le singole filiere. L’unica mozzarella di bufala è la campana Dop – spiega il parlamentare pugliese 5 Stelle – Chiunque altro produca in Italia o nell’Unione europea una mozzarella con latte bufalino non Dop può farlo ma solamente utilizzando la formula del doppio genitivo ‘mozzarella di latte di bufala’ alla quale non può essere associata in alcun modo una denominazione geografica. Mentre la mozzarella di latte vaccino Dop, una volta concluso l’iter, sarà di Gioia del Colle”.

 

Il termine “mozzarella”, difatti, è privo di tutela e può oggi essere utilizzato liberamente anche per indicare formaggi freschi prodotti al nord con latte vaccino come ribadito sin dal 1982 dai professori universitari Cortesi e Maranelli nel loro studio “Fiordilatte e Mozzarella: Considerazioni di ordine igienico e normativo”. “Pertanto – conclude Giuseppe L’Abbate (M5S) – avremo due filiere in grado di sostenere l’agroalimentare del Sud Italia, ognuna con proprie specificità e caratteristiche e senza che una sia tacciata di essere la bella o brutta copia dell’altra. Indi l’invito, rinnovato, è quello di foderare le sciabole per rimboccarsi le maniche”.

 

 

 

 




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