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Comunicazioni Movimento 5 Stelle

giovedì 21 aprile 2016

- De Lorenzis: su norma anti-incendi governo mente
- L'Abbate: governo si attiva per candidare l'Italia nel COI
- Trivellopoli, interrogazione Ue inquinamento
- Denuncia meetup5stelleleporano piano coste
- Meetup ROCCAFORZATA a 5 Stelle scrive al Sindaco





da Avv. Fabiana Morollo 

Collaboratrice del cittadino portavoce Diego De Lorenzis

 

 

TAP: violazione della normativa anti-incendi

M5S: Governo mente!

“Continua la strenua difesa da parte di questo Governo dell’opera TAP, tristemente nota per essere lo squallido riflesso della corruzione dei partiti e del potere finanziario, che persevera nel proprio disastroso percorso”: con queste parole il portavoce Diego De Lorenzis, Capogruppo del M5S della IX Commissione Trasporti della Camera, ha commentato la risposta all’interrogazione presentata sulla questione, su cui il MoVimento è già da tempo impegnato opponendosi alle illegalità che continuano ad emergere.

 

“Mentre il PD su queste questioni non ha alcuna visione e i suoi esponenti locali fingono soltanto di battersi contro quello al Governo che continua a favorire i petrolieri, già a dicembre dello scorso anno” - continua De Lorenzis - “avevo presentato un esposto in Procura, su sollecito del Comitato No Tap, denunciando che il tracciato dell’opera interessava alcuni terreni del Comune di Melendugno, colpiti da incendi boschivi e per questo inseriti nel catasto incendi dal 2005, che preclude tali aree dalla realizzazione anche di strutture e infrastrutture per attività produttive, e la sua violazione è punita con sanzioni penali. Per questo chiedo già da un anno la verifica dei presupposti di legittimità dell’autorizzazione unica concessa e la valutazione di un’eventuale revoca, sollecitata anche dalla circostanza per cui, anche con riferimento ai possibili tracciati del metanodotto Snam, che dovrebbe collegare il Tap di Melendugno allo snodo di Mesagne, vi sarebbero delle problematiche dato l’attraversamento di territori su cui sono stati rinvenuti i maggiori focolai di Xylella fastidiosa e su cui sono previsti gli abbattimenti più massicci.”

 

“Nella risposta all’interrogazione odierna, tuttavia, emerge chiaramente la volontà di procedere con l’opera a prescindere dal rispetto della legge. Evidentemente il Governo ignora le illegalità, le violazioni della normativa” - continua De Lorenzis - “e tacendo sul danno all’integrità ambientale. Manca un’attenta ed approfondita valutazione delle implicazioni ambientali derivanti dall’opera, essendo insufficiente rilevare l’assenza di problematiche solo perché l’attività interesserebbe il sottosuolo, dato che la Cassazione ha autorevolmente sostenuto che pure tale attività costituirebbe violazione delle prescrizioni della normativa sugli incendi boschivi.”

 

“Per il resto,” - conclude De Lorenzis - “è evidente che il Governo continua ad assumere decisioni nelle segrete stanze senza coinvolgere gli enti interessati e tanto meno i cittadini Mentre il PD e il Governo è coinvolto nello scandalo di Trivellopoli, dopo Expo, Mose e Mafia Capitale, noi del M5S siamo consapevoli della necessità di cambiamento del modello di sviluppo per preservare il territorio nella sua integrità ambientale e per questo domani presentiamo il nostro piano per abbandonare le fonti fossili definitivamente”.

 

 

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da Valerio L'Abbate
Assistente Deputato Giuseppe L'Abbate

 

AGRICOLTURA: IL GOVERNO PROMETTE DI BATTERSI PER OTTENERE UNA NOMINA PER L’ITALIA NEL CONSIGLIO OLEICOLO INTERNAZIONALE

 

Messo alle strette dal question time del M5S, il ministero dell’Agricoltura annuncia di attivarsi per candidare l’Italia per il rinnovo dell’organigramma del COI. L’Abbate (M5S): “si tratta di una risposta tardiva e di una sconfitta per il nostro Paese”

 

“L’Organigramma del Consiglio Oleicolo Internazionale (COI) non è ancora completo e l’Italia sta agendo secondo le procedure europee previste in merito”, ovvero presentare la domanda per aggiudicarsi una carica nel Consiglio direttivo “ai competenti Servizi della Commissione tramite l’Amministrazione Nazionale competente”. Così il ministero delle Politiche Agricole, attraverso il sottosegretario Castiglione, ha risposto oggi in Commissione Agricoltura ad un question time dei deputati del Movimento 5 Stelle che chiedevano al Governo perché non si fosse attivato per candidare l’Italia per il rinnovo dell’organigramma del Coi, che lo scorso marzo ha visto la nomina di due vice direttori: lo spagnolo, Jaime Lillo, ed il turco, Mustafa Sepetci, che entreranno in carica dal prossimo primo luglio fino al 2020.

 

“Al di là di quanto promesso oggi dal Governo, allo stato dei fatti l’Italia, che figura tra i fondatori del COI, ha perso una grande occasione – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – Il COI rappresenta, infatti, i maggiori produttori ed esportatori di olio di oliva e olive da tavola e nel complesso i paesi aderenti costituiscono il 98% della produzione mondiale. L’Italia, pur essendo il secondo produttore mondiale di olio, è ora fuori dai giochi e il Governo non ha detto nulla prima di oggi perché costretto dalla nostra interrogazione. Una grave sconfitta per il Belpaese, visto che tutte le regole in tema di legislazione e di chimica olearia, vengono scritte dal Coi e recepite dall’Ue – continua L’Abbate (M5S) – È inutile che il Governo provi a ripulirsi la coscienza con l’approvazione del Piano Olivicolo Nazionale, approvato tra l’altro con un anno di ritardo e dietro nostra continua spinta, con l’approvazione di una risoluzione a mia prima firma nel maggio 2015. Chiediamo che, alla luce di quanto promesso oggi, l’Esecutivo fornisca quanto prima dettagli concreti sull’avvenuta candidatura dell’Italia al Consiglio direttivo del Coi”. 

 

 

 

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da PIERNICOLA PEDICINI

Capo delegazione del M5s al Parlamento europeo

Coordinatore della Commissione ambiente e sanità

 

 

TRIVELLOPOLI LUCANA, NUOVA INTERROGAZIONE DI PEDICINI ALLA COMMISSIONE EUROPEA

 

Dopo il ciclone provocato dall'inchiesta della magistratura sulle estrazioni petrolifere in Basilicata, il portavoce eurodeputato del M5s Piernicola Pedicini ha presentato un'altra interrogazione alla Commissione europea per chiedere un immediato intervento.

Pedicini ha chiesto alla Commissione di far sapere se, alla luce delle indagini della magistratura, che evidenziano il non corretto controllo da parte degli organi competenti dell'attività estrattiva e del mancato rispetto dei principi a tutela della salute umana e dell'ambiente contenuti nei Trattati e nelle direttive Ue sull'inquinamento dei corpi idrici, sui rifiuti e sulle emissioni inquinanti, ritiene ancora ammissibile il prosieguo dell'attività di estrazione petrolifera in Val d'Agri e se intende aprire una procedura di infrazione a seguito della procedura d'indagine sull'inquinamento che ha già avviato circa un anno fa.

Nell'interrogazione viene spiegato alla Commissione Ue che, ha seguito dell'inchiesta giudiziaria, i carabinieri del Noe hanno tratto in arresto cinque dipendenti del Centro Oli Eni di Viggiano, perché ritenuti responsabili di "attività organizzate per il traffico e lo smaltimento illecito di rifiuti", e che le indagini riguardano, in particolare, il trattamento delle acque reflue, la verifica del corretto smaltimento dei rifiuti prodotti nella struttura, le emissioni in atmosfera, i livelli di diossina e la presenza di inquinanti nel terreno.

Dall'inchiesta - è scritto ancora nell'interrogazione - emergerebbe un sistema di interessi che coinvolge imprenditori, politica e autorità preposte al monitoraggio ambientale che, nel corso degli anni, non avrebbero controllato l'attività estrattiva e tutelato la salute dei cittadini.

Già in altre due interrogazioni - viene evidenziato - si faceva notare alla Commissione il grave e perdurante stato d'inquinamento dei corpi idrici della Val d'Agri con molta probabilità dovuto alle attività di estrazione petrolifera.

"Ci auguriamo - ha commentato Pedicini - che ora, grazie all'intervento della magistratura, l'Unione europea si occupi con maggiore attenzione di quanto sta accadendo in Val d'Agri e acceleri l'indagine avviata circa un anno fa a seguito delle nostre numerose denunce e segnalazioni.

Noi - ha concluso il portavoce pentastellato - continueremo ad incalzare i vari organismi di Bruxelles con tutti gli strumenti possibili e non permetteremo ulteriori ritardi o omissioni. L'Ue dovrà decidere se intende tutelare i cittadini o le lobby del petrolio".

 

 

 

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Al Sig. SINDACO

Del COMUNE DI Leporano

Avv. Angelo D’Abramo

Via Motolese, 2 74020 Leporano (TA)

protocollo.comuneleporano@postecert.it

 

Al Sig. Assessore con delega al demanio

Dott. R. Piemontese

assessore.assettoterritorio.regione@pec.rupar.puglia.it

 

Alle testate giornalistiche

 

 

 

 

Il meetup di Leporano movimento 5 stelle relativamente al piano comunale delle coste denuncia quanto di seguito:

In data 18/12/2015 lo scrivente meetup ha provveduto ad inviare al Sig. assessore con delega al demanio Dott. R. Piemontese a mezzo pec. E al Sig. Sindaco del Comune di Leporano attraverso l’ufficio protocollo L’osservazione (denuncia) in merito ai vizi riscontrati al piano comunale delle coste.

Ad oggi, trascorsi circa quatto mesi, ancora non si è avuto alcun riscontro nonostante la gravita di quanto rilevato in dette osservazioni (denuncia), per il dettaglio delle quali si rimanda all’allegato alla presente.

Si confida che venga data la giusta rilevanza a quanto esposto

 

 

 

Meetup leporano 5 Stelle

 

 

 



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da rocca5stelle@gmail.com

Istanza Amianto




Lettera al Sindaco



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